Trascrizioni preghiere serali e varie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 18 settembre 2019


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli».
Parola del Signore.


Nel Vangelo di oggi Luca ci riporta l’opinione di Gesù sulla Sua generazione. E’ evidente che è deluso e arrabbiato per il comportamento verso Giovanni Battista.

Gesù si meraviglia, perchè Giovanni era un profeta eccellente: digiunava, pregava e veniva detto “pazzo e indemoniato”. Poi è venuto Gesù che mangiava e beveva e non andava bene, perchè detto “amico di pubblicani e di peccatori”. Tutti quelli che sarebbero stati inviati sarebbero stati rifiutati per qualsiasi motivo, perchè non in sintonia con loro.
“Giovanni ha fatto comprendere i vostri peccati e voi avete detto ‘no, non và bene’. Gesù, con la Misericordia infinita, vi ha fatto comprendere i peccati e li ha perdonati eppure dite ‘no, non và bene’.”
Quando gli uomini vogliono liberarsi di qualcuno e vogliono disprezzarlo faranno di tutto per riuscirci. Useranno ogni espediente contro di te: cosa mangi, cosa bevi, cosa fai…
Gesù era colpevole, perchè guariva e aiutava la gente.

Gesù sottolinea che la Sua generazione è critica verso qualsiasi cosa succeda. Hanno criticato sia Giovanni che Gesù. In nulla e in nessuno potevano vedere del bene. Rifiutano l’uno e l’altro, perchè entrambi chiedono loro il cambiamento e loro non vogliono cambiare.
La cosa più difficile, fratelli e sorelle, è cambiare se stessi.
E’ difficile analizzare se stessi e i propri peccati. Pensiamo a quanto povere sono le nostre confessioni. Parliamo poco dei nostri peccati, invece degli altri potremmo parlare per ore. Potremmo scrivere libri sui peccati degli altri. Sappiamo tutto di loro, mentre di noi non abbiamo nulla da dire. I nostri peccati non sono interessanti, ma quelli degli altri sono un tema interessante per le discussioni.

Quando Gesù parla della Sua generazione si riferisce ai giudei nel deserto. Dio ha provveduto a tutto per loro: la manna, l’acqua, la protezione. Eppure la gente era insoddisfatta. Continuamente mormorava verso Mosè e verso Dio e aveva nostalgia del passato.
La generazione di Gesù è uguale: Dio manda prima Giovanni e poi Gesù e a tutti e due trova deidifetti. Gesù li consola, li incoraggia, protegge, dice parole buone e non và bene. Gesù minaccia, li istruisce, invita alla conversione e di nuovo non và bene. Loro vogliono qualcosa di diverso.

Fratelli e sorelle, Gesù ci dice la verità anche sulla generazione attuale. Ci comportiamo in modo superficiale, spendendo il tempo correndo avanti e indietro per i nostri affari e non ci accorgiamo delle chiese bellissime che ci richiamano l’attenzione a Dio Presente. Non vediamo le croci che ci ricordano l’Amore di Dio verso di noi. Siamo figli che vogliono le cose grandi, ma non le cose migliori. Siamo bambini che costruiscono case grandi, ma piccole famiglie. Siamo bambini che hanno tante comodità, ma poco tempo. Abbiamo più medicine e meno salute, più soldi e meno soddisfazioni. Siamo bambini che parlano troppo e ascoltano pochissimo. Amiamo pochissimo e spesso odiamo. Siamo bambini che scoprono i misteri dell’universo, ma per i quali i vicini di casa sono estranei. Siamo bambini che sognano troppo e realizzano poco. Abbiamo sempre fretta e non riusciamo a terminare nulla. Siamo bambini che hanno il cellulare, ma non sanno parlare con gli altri. Siamo in un tempo della libertà assoluta, ma siamo schiavi delle nostre abitudini. Siamo bambini che abbiamo tutto, ma non abbiamo nulla, perchè abbiamo nostalgia di qualcosa di diverso.

E’ evidente che il problema che Gesù sottolinea è universale per tutti i tempi e per tutte le generazioni.
Le piazze in cui si radunava la gente in quell’epoca erano anche i mercati dove la gente vendeva ai passanti la merce. Gesù paragona la generazione con quella gente che passa, guarda la merce, commenta, pettegola e non compra niente, perchè non ha analizzato la merce.
Oggi tutti si ritengono abbastanza intelligenti e preparati per commentare certi eventi. Tutti hanno il diritto di criticare e nessuno ringrazia il prossimo.
Guardiamo il giornale: tutto pieno di notizie negative. Dalla prima all’ultima pagina. Scandali, omicidi, atti criminali. Ci sono pochissime cose belle. Ai mass media e alla gente non interessano gli eventi buoni, ma solo il male.

Questa insoddisfazione ha le radici nel momento in cui l’uomo ha voltato le spalle a Dio. Ricordiamo ciò che è successo nell’Eden. Da allora nulla è più uguale. La gente è invidiosa e insoddisfatta. Le persone fanno fatica a dire che qualcuno è buono e ancora di più a riconoscere i propri errori. Volentieri godiamo dei difetti e degli errori degli altri.

Noi diventiamo ciò con cui ci nutriamo. Se ci nutriamo di invidia e critica diventiamo persone senza sentimenti e senza cuore, cristiani senza Gesù.
Ma anche per noi, fratelli e sorelle, valgono le Parole del Deuteronomio: “Così contraccambi il Signore, popolo stolto? Lui non è forse tuo Padre che ti ha creato e per mezzo del Quale tu esisti?”
Sant’Agostino ha detto: “Tu ci hai creati per Te ed il nostro cuore è inquieto finchè non riposa in Te”.

Fratelli e sorelle, non abbiamo chiesto di vivere in questo tempo. Questo tempo ci è stato donato. Abbiamo una vita sola. Non possiamo aggiungere o togliere nulla al nostro passato, ma il tempo che ci sta davanti può essere migliore se noi ci impegnamo.
Dio, che ci ha dato la vita, sicuramente vuole che ascoltiamo la Sua Parola e che ci comportiamo come Suoi figli su questa terra e in questo tempo. E’ stupido vivere una vita nella mancanza di gratitudine e nella critica. Sono sicuro che Dio non vuole che critichiamo il mondo che Lui ha creato. Dio vorrebbe che noi fossimo partecipi e attivi della vita nell’Amore che Lui ha pensato. Desidera che siamo felici. Non sono felici nè i ricchi nè i poveri, nè i giovani nè gli anziani, nè i belli nè i brutti, nè i sani nè gli ammalati. Felici sono coloro che hanno la pace di Dio nel proprio cuore. Sono felici coloro che sentono che tutto ciò che hanno lo hanno perchè dono di Dio.

Perciò, fratelli e sorelle, cerchiamo di avere la pace in noi e attorno a noi. La Regina della Pace qui a Medjugorje ci invita alla pace.
Tutto quello che hai non vale nulla se non hai la pace. Nessuno di noi è perfetto, perciò non dobbiamo condannare nessuno. Non dobbiamo essere insoddisfatti. Dobbiamo essere annunciatori gioiosi del Regno di Cristo.
Oggi qui a Medjugorje preghiamo per il mondo intero. Preghiamo che il Signore apra i nostri occhi del cuore per poter sentire il messaggio della salvezza che provviene da questo tempo. Il Signore apra il nostro cuore e quello del mondo intero alla Misericordia.

In questa santa Messa chiediamo a Dio la grazia di vivere una vita responsabile rispettando gli altri e riconoscendo in loro ciò che è buono e positivo, l’Immagine di Dio. Non permettiamo che la generazione moderna ci renda schiavi, guidandoci su vie false e ingannevoli.
Per l’intercessione di Maria, Regina della Pace, la Sapienza di Dio illumini il nostro cuore e la nostra mente, affinchè sappiamo distinguere il bene e il male nella nostra vita, la verità dalla bugia, i frutti buoni dai frutti cattivi.

Così sia.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)


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