Angolo teologico

Angolo teologico (10)

Messaggi del 25 settembre e 2 ottobre 2015

Messaggio a Marija del 25 settembre 2015
“Cari figli! Anche oggi prego lo Spirito Santo che riempia i vostri cuori con una forte fede. La preghiera e la fede riempiranno il vostro cuore con l’amore e con la gioia e voi sarete segno per coloro che sono lontani da Dio. Figlioli, esortatevi gli uni gli altri alla preghiera del cuore perché la preghiera possa riempire la vostra vita e voi, figlioli, ogni giorno sarete soprattutto i testimoni del servizio: a Dio nell’adorazione ed al prossimo nel bisogno. Io sono con voi ed intercedo per tutti voi. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico di Don Renzo Lavatori

Un aspetto che può sorprendere sta nel fatto che Maria prega lo Spirito Santo: “Anche oggi prego lo Spirito Santo”. Ella inizia con queste parole il suo messaggio. In effetti sappiamo che Maria è la Sposa castissima e verginale dello Spirito Santo, la sua Discepola fedelissima e docile, la sua Cooperatrice attenta e generosa. Si può capire come la sua preghiera sia efficace e arrivi nel cuore della persona divina dello Spirito Santo. Tale dato ci riempie il cuore di gioia, sapendo che Ella ci accompagna ogni giorno con la sua materna intercessione, che trova riscontro nello stesso Spirito Santo, il quale nella santissima Trinità costituisce la Persona Dono di amore tra il Padre e il Figlio. Da lui non può scaturire altro anche un fiume di amore puro e santo verso le creature umane quali figli diletti della Vergine Maria. Una meravigliosa simbiosi tra Lei congiunta allo Spirito Santo e noi piccoli e poveri esseri umani, formando una dolce soave catena di comunione e di effusione di amore tra cielo e terra.

Occorre tener conto di quattro elementi che il messaggio mette assieme: la preghiera unita alla fede produce amore e gioia, come viene detto espressamente: “la preghiera e la fede riempiranno il vostro cuore con l’amore e con la gioia”. In realtà la preghiera viene sostenuta dalla fede viva e profonda, che a sua volta è alimentata e ravvivata dalle preghiere. Assommate assieme (preghiera + fede) esse aprono l’animo umano ad accogliere il dono dello Spirito Santo che è l’amore sincero e casto. Questo amore guarisce tutte le ferite del nostro cuore, tutte le angosce e le amarezze, la solitudine e lo sconforto, riempendolo di vera gioia e serenità, che consentono una vita fiduciosa e vigorosa. Da qui nasce il desiderio che gli altri abbiano la stessa gioia e siano anch’essi guariti e consolati in modo da ritrovare lo slancio della vita e la forza di agire in conformità alla divina Volontà. Ne deriva una testimonianza efficace e feconda alle persone, che attorno a noi soffrono e gemono sotto la pressione della sofferenza e dell’amarezza: “voi sarete segno per coloro che sono lontani da Dio” e non hanno sperimentato la dolcezza e la soavità del suo amore paterno infinito. Quanto bene si potrebbe diffondere nel mondo se ognuno di noi fosse ricolmo dell’amore divino che lo Spirito effonde in abbondanza dietro la preghiera materna di Maria! Resta indispensabile tenere uniti i quattro elementi vitale per la nostra esistenza autenticamente cristiana: la preghiera, la fede, l’amore e la gioia.

Un altro aspetto interessante è dato dalla reciproca esortazione fraterna a pregare: “esortatevi gli uni e gli altri alla preghiera”. Non basta la preghiera personale e individuale, pur bella e indispensabile, ma è necessario aiutarsi a vicenda, sollecitando la preghiera in compagnia con altre persone, in modo che essa diventa forte e intensa, come avverte Gesù che quando due o tre sono riuniti nel suo Nome, Egli è presente e agisce in mezzo a loro. Ciò sarebbe molto utile se venisse fatto in famiglia, quando ci si trova riuniti, oppure nei gruppi o nelle associazioni o anche quando semplicemente ci si trova in una casa per stare fraternamente assieme. Spesse volte si chiacchiera di cose futili, si mormora o si critica gli altri, ci si rattrista per le situazioni dolorose che ci opprimono o peggio ancora si raccontano barzellette sconce o si usano frasi volgari o si discute animatamente causando conflittualità reciproche e tensioni d’animo. La Vergine ci esorta a saper inserire in queste circostanze qualche momento di preghiera, che fa bene a tutti e fa tornare la pace e la concordia, la gioia nel cuore e l’incoraggiamento di affrontare le situazioni quotidiane con lena e fiducia.

In tale contesto si costruisce un modo di vivere più luminoso e fruttuoso, con rilevanti benefici per il corpo e per l’anima, per l’unità delle famiglie, per il miglioramento della società e lo sviluppo e il fermento di una Chiesa ardente e compatta. L’essenziale è ritrovare ogni volta gli orientamenti di base: “il servizio a Dio nell’adorazione ed al prossimo nel bisogno”. Il servizio cristiano a due traiettorie accordate tra loro e inseparabili: una verticale, rivolta verso il cielo, nella unione adorante e lodante la signoria di Dio nostro Padre, da cui non possiamo mai distaccarci; l’altra orizzontale, rivolta verso la terra, con la benevolenza e la prestazione di aiuto a chi ne ha necessità e si trova nel bisogno. Se restiamo agganciati a questi due pilastri, veramente la nostra vita si fa caparra del paradiso. I due aspetti non si possono separare. Di fatto io non posso servire fruttuosamente i fratelli se non sono sostenuto e sospinto dalla grazia e dall’amore divino; d’altra parte non sono capace di essere figlio sottomesso al Padre celeste se non sono pronto a donarmi e a piegarmi sui fratelli più bisognosi che sono i suoi figli prediletti. Lasciamoci coinvolgere e travolgere da questa meravigliose parole di Maria nostra Madre affettuosa e premurosa.

Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2015
“Cari figli, sono qui in mezzo a voi per incoraggiarvi, per riempirvi con il mio amore, per invitarvi nuovamente ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio. Molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace e non hanno amore. Loro cercano mio Figlio ma non sanno come e dove trovarLo. Mio Figlio apre loro le Sue braccia e voi aiutateli affinché vengano nelle Sue braccia. Figli miei, perciò dovete pregare per l’amore, dovete pregare molto, molto, per avere sempre più amore, perché l’amore vince la morte e fa in modo che la vita duri. Apostoli del mio amore, figli miei di cuore sincero e semplice, unitevi sempre più nella preghiera. Ma quanto siete lontani gli uni dagli altri! Incoraggiate gli uni e gli altri nella crescita spirituale, come anche io vi incoraggio. Io veglio su di voi e sono accanto a voi ogni qual volta pensate a me. Pregate per i vostri pastori, per coloro che hanno rinunciato a tutto per mio Figlio. Amateli e pregate per loro. Il Padre Celeste ascolta le vostre preghiere. Vi ringrazio.”

Commento teologico

Il messaggio è incentrato sull’amore, la realtà fondamentale per una sana e felice vita cristiana. L’amore viene considerato sotto tre punti di vista:

1. Il primo è l’amore personale che la Vergine porta nel suo cuore e che vuole donare ai suoi figli per riempirli del medesimo amore e renderli testimoni di esso nel mondo: “sono qui per riempirvi con il mio amore, per invitarvi ad essere testimoni dell’amore di mio Figlio “. Con queste parole Maria SS.ma ci fa capire che il nostro amore umano ha bisogno del sostegno e dell’aiuto del suo amore materno. Purtroppo il nostro amore spesso è pieno di paure, di reticenza, di egoismo e possessività. Non sappiamo amare come ha amato Lei, la Vergine Madre. Ella perciò intende farci sentire nel nostro intimo la dolcezza del suo amore per il Figlio suo Gesù. Riflettiamo per capire quale grande, delicato e profondo il suo amore materno verso il Figlio dal concepimento nel suo grembo verginale per opera dello Spirito Santo fino alla condivisione del dolore atroce sotto la croce. Ora questo stesso amore Ella vuole inculcare nel nostro cuore, affinché anche noi sappiamo amare Gesù con quella disponibilità e totalità simile alla sua. Quale prezioso dono ci fa la nostra Madre celeste! A noi il coraggio e la docilità di accoglierlo e di lasciarci avvolgere da esso per crescere ogni giorno nell’amore verso Gesù e metterlo al centro della nostra vita, dei nostri sentimenti e delle nostre preghiere.

2. Il secondo punto, strettamente collegato al precedente, ci fa sapere che se noi abbiamo tanta ricchezza di amare, non possiamo non comunicarlo ai nostri fratelli. Con l’animo addolorato Maria ci dice che numerose creature umane non hanno o non sono in grado di conoscere l’amore per Gesù e restano prigionieri dell’angoscia, della insoddisfazione e soffocati dal tormento interiore:”molti miei figli non hanno speranza, non hanno pace e non hanno amore “. Una constatazione molto amara che preoccupa e fa penare il suo cuore materno. Da qui l’invito pressante che questi figli suoi abbiano la possibilità di trovare l’amore che essi cercano e desiderano. Come e dove poterlo trovare? Ella invita tutti noi ad essere strumenti idonei a comunicare l’amore di Gesù per i fratelli che non lo hanno trovato, affinché, trovatolo, ne sentano la dolcezza e la salvezza. A tale scopo “dovete pregare molto, molto per avere sempre più amore, perché l’amore vince la morte e fa in modo che la vita duri “. Sono parole che scuotono l’animo nostro per un costante impegno a ricevere e donare l’amore bello e salvifico che viene solo da Cristo. Infatti Gesù ha “le braccia aperte” per accogliere chiunque lo desideri l’amore suo che guarisce ogni ferita, sconfigge la morte e la disperazione, ridona la pace e la speranza gioiosa di una vita nuova e di una felicità perenne.

3. L’ultimo aspetto è rivolto ancora una volta ai nostri Pastori. Ciò significa che anch’essi hanno bisogno di essere sostenuti dalla preghiera del popolo cristiano, fatta con fede, dedizione e grande amore. Essi stessi devono essere colmati dell’amore di Gesù, affinché siano disponibili a trasmetterlo alle loro pecore le più sbandate e doloranti. Sono essi che hanno il compito di attirare le persone a Cristo, dove solo possono trovare quella pace e serenità cui aspirano dal profondo del loro animo. Solo Gesù, la sorgente dell’amore pieno e santo, può dissetare ogni cuore assetato di amore. Veramente e sinceramente stiamo vicini e amiamo i nostri Pastori e padri spirituali per aiutarli ad essere sempre più idonei a comunicare con generosità l’amore di Gesù.

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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