Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 13 dicembre 2019


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse alle folle:«A chi posso paragonare questa generazione? È simile a bambini che stanno seduti in piazza e, rivolti ai compagni, gridano:”Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,abbiamo cantato un lamento e non vi siete battuti il petto!”.È venuto Giovanni, che non mangia e non beve, e dicono: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e dicono: “Ecco, è un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori”.Ma la sapienza è stata riconosciuta giusta per le opere che essa compie».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, come ho detto all’inizio oggi ci ricordiamo di santa Lucia da Siracusa. Ha subito il martirio durante la persecuzione di Diocleziano nel 203. Ci sono tante storie e leggende della sua vita e del suo martirio. Una di queste racconta che le hanno tolto gli occhi, ma anche senza questi ella ha visto correttamente. Per questa ragione è considerata patrona della luce del corpo e dell’anima. Oggi chiediamo la sua intercessione per non essere ciechi fisicamente e per riacquistare la vista dell’anima. 
Nelle brevi letture di oggi Dio ci parla. Matteo, nel Vangelo di questa sera, mette in Bocca a Gesù un giudizio sui Suoi concittadini. Sono come bambini capricciosi che non vogliono gioire con Lui anche se le generazioni precedenti hanno supplicato Dio: “Vieni a salvarci”. Così non Lo hanno incontrato.

Anche noi cantiamo in Avvento “scendi dal cielo”, ma tutto questo può restare distante da noi. In questo modo possiamo ritrovarci anche noi tra i bambini capricciosi. Ma i concittadini di Gesù non vogliono nemmeno piangere su Giovanni il Battista che si trova in carcere. Anche la generazione attuale non gioisce per le notizie belle e non si duole per quelle tristi. L’uomo difficilmente abbandona la propria opinione. Molto spesso pensa che solo lui ha ragione. 

Fratelli e sorelle, Dio porta la salvezza al peccatore. Dio lo cerca proprio per aiutarlo. Dio cerca gli smarriti, sana i feriti, asciuga le lacrime agli aflitti. Il Suo discorso delle 8 Beatitudini parla proprio di questo. Gesù è disposto a cambiare la situazione dell’uomo e trasformarla in beata. Gesù ci cerca per aiutarci. Noi, invece, corriamo dietro ad altre cose. 
Gesù, Figlio di Dio, vero Messia, vero Salvatore, vuole che gli uomini si salvino. Noi, invece, facciamo i capricci. Questo non và bene. Siamo proprio simili ai contemporanei di Gesù. 

La prima lettura tratta dal capitolo 48 del profeta Isaia è la conclusione di un argomento. Nei capitoli precedenti Isaia descrive la prigionia degli Ebrei durante la schiavitù. Questo è accaduto perchè hanno abbandonato l’Alleanza con Dio e si sono basati sulle proprie forze. Dio, in questi capitoli, vuole indirizzare i loro occhi verso gli eventi futuri. Nella bocca del profeta Isaia mete queste parole: “Io sono il Signore tuo Dio che ti insegna per il tuo bene, ti guida sulla strada per cui devi andare”.Dio non ci porta per strade errate. Non è venuto per ingannarci. Dio è venuto per salvare l’uomo.

Per questo motivo permettiamo questa sera a Dio di insegnarci. Ascoltiamo la Sua Parola disposti a coglierLa, così Essa porterà frutto. Apriamoci per accogliere la Mano del Signore e per incamminarci sulla Sua Via. Se fino ad ora ho ascoltato messaggi sbagliati e ho seguito persone errate ora devo tornare al mio Signore. Questo sarebbe un bel proposito per l’Avvento. 
Ascoltiamo cosa dice il Signore: “Se avessi prestato attenzione ai Miei comandi il tuo benessere sarebbe come un fiume, la tua giustizia come le onde del mare”. Questo brano si trova nel libro di Isaia. Egli è conosciuto come il profeta della speranza. In un tempo senza speranza lui fa elevare gli occhi verso Dio Onnipotente, l’Unico che può cambiare lo stato d’animo e la situazione delle persone. In questo brano si vede la pazienza di Dio nei confronti dei Giudei, suo popolo scelto, ma anche testardo e sordo alla Parola del Signore. Il popolo ebreo ha meritato tutto quello che gli è capitato, ma Dio lo ama. Dio lo vuole salvare e sanare le sue ferite.
Dio ama anche noi. Ciò che si è verificato ai tempi del profeta Isaia si realizza anche oggi con noi. Dio ci da sempre una nuova possibilità. Dio vuole donarci la pace, ma non c’è pace per i malvagi, solo per chi ritorna a Lui. Fratelli e sorelle, chi di noi non vuole essere felice, sereno e in pace? Chi di noi non vuole essere felice per tutta l’eternità? Noi desideriamo proprio questo. Ma questo può darcelo solo Dio.Dio vuole insegnarci e incoraggiarci per andare sulle Sue Vie verso la Verità. 

Preghiamo questa sera di darci coraggio di ascoltarLo e seguirLo per non essere come quei bambini che non vogliono gioire con Cristo e nemmeno battersi il petto per i peccati. 
Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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