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La guarigione improvvisa di frate Stefano

LA GUARIGIONE IMPROVVISA DI FRATE STEFANO

“La prima volta sono stato a Medjugorje nel 1997. Avevo 12 anni.
Sono partito da Torino con i miei genitori e mia nonna. Pensavo di andare a fare una vacanza allegra e mi sono trovato a recitare i Rosari in croato. Io ero molto piccolo e me lo ricordo come un pellegrinaggio abbastanza difficile”.

Nonostante i ritmi intensi e faticosi del pellegrinaggio per un ragazzo così giovane Stefano decide di ritornare a Medjugorje. Nel suo cuore sente di essere chiamato alla vita religiosa e proprio a Medjugorje capirà che è quella la sua strada.

“Nel secondo viaggio che ho fatto a Medjugorje nel 2004, dopo aver concluso il liceo classico, sul Krizevac ho scritto una lettera al mio padre provinciale dove ho chiesto di diventare frate e prendere l’abito e diventare carmelitano”.

Stefano non può immaginare che proprio sul monte Krizevac, oltre a decidere definitivamente di diventare frate, molti anni dopo sarà protagonista di un fatto straordinario.

La tua vita scorre serenamente. La tua è una bella famiglia, ma ad un certo punto conosci il dolore. Ci puoi raccontare il momento più difficile?

“Il momento sicuramente più difficile è stato durante il secondo anno di teologia. Una mattina ricevo una telefonata in cui mi viene detto che mio papà era morto improvvisamente di notte per un infarto.
Questa notizia mi ha sconvolto e sono svenuto.
Mi sono domandato se veramente Dio fosse presente nella mia vita o se mi avesse abbandonato”.

Poi la tua vita subisce un’altra battuta di arresto violenta.
Insorge una malattia. Cosa è successo?

“Dopo la morte di mio papà ho scoperto di avere una cisti attaccata all’osso sacro profonda 9 centimetri e mezzo. Era radicata nelle ossa e nel tessuto.
L’ho scoperta nel giugno del 2008. Mi trovavo in spiaggia. Mi sono sentito male. Mi si sono bloccate improvvisamente le gambe. Ho avuto crampi fortissimi alle gambe.
Mi hanno portato al pronto soccorso dove mi hanno fatto una risonanza magnetica e un’ecografia nel luogo dove avevano scoperto questa cisti.

Possiamo dire che si trattava di un tumore benigno. Ma la situazione degenera. Tu hai sempre febbre altissima e i medici temono che la situazione possa peggiorare ulteriormente, cioè trasformarsi in tumore maligno.

“Mi trovavo in ospedale e non avevo proprio voglia di pregare. Non ne volevo sapere di Gesù”.

Il dolore per la perdita del padre e la malattia fanno vacillare la sua fede”.

Stefano si sente abbandonato da Dio e decide di tornare a Medjugorje, luogo in cui aveva sentito la Sua Presenza in modo speciale.

“Arrivato a Medjugorje ho sentito subito che dovevo mettermi a pregare.
Quella sera c’era sul Podbrdo l’apparizione straordinaria al veggente Ivan. Quella notte la Madonna ha pregato in modo particolare per i giovani, per i religiosi e per i malati. Quando ho sentito queste tre categorie mi sono detto: ‘La Madonna sta veramente parlando a me’”.

Dentro di sè Stefano sente che la Madonna sta rispondendo al suo grido di dolore, così, nonostante la sofferenza fisica, in quei giorni non soltanto sale sul Podbrdo, ma anche sul Krizevac.

“Sono arrivato in cima e ho deposto ai piedi della croce le mie cartelle cliniche e una mia foto. Ho affidato alla Madonna la mia guarigione. Le ho chiesto   di pregare per me e per il mio cammino”.

Il giorno dopo Stefano decide di affrontare ancora una volta la lunga salita per arrivare alla croce sul Krizevac.

Che cosa ha rappresentato per te la salita al Krizevac. Noi sappiamo che il Podbrdo è legato al Rosario e il Krizevac alla Via Crucis, cioè Gesù che dopo la flagellazione sale al Calvario portando la croce. In questa metafora della sofferenza cosa ha significato per te quella salita. Quanto hai sofferto fisicamente?

“E’ stata una salita faticosa e dolorosa. Ho iniziato la Via Crucis. Pregavo e piangevo per i dolori fortissimi che avevo. Pensavo di non arrivare in cima fino alla croce”.

Ecco, ci siamo. Questa è la terza stazione della Via Crucis sul monte Krizevac, dove Gesù è caduto la prima volta. Qui, fra Stefano è iniziata la tua Via Crucis, perchè eri stremato dal dolore della tua ferita.

“Mi ricordo che qui mi sono seduto e sono rimasto a pensare se salire o tornare giù. Piangevo dal dolore che avevo. Dopo un pò ho deciso di salire e di fare questo cammino che aveva fatto Gesù.
Alle 7 e mezza, quando mi trovavo in ginocchio sotto la croce, ho sentito una Voce che mi ha detto: ‘Stefano, sei guarito’.
Dentro di me ho detto: ‘Che cosa?’ E per altre due volte ho sentito: ‘Stefano, sei guarito’.
Dopo quelle tre volte che ho sentito questa frase sono scoppiato a piangere. Avevo capito che ero veramente guarito, perchè avevo sentito che la ferita che avevo si era completamente chiusa”.

Però io ti devo fermare. Se fossi stato io al tuo posto mi sarei portato la mano sulla ferita e avrei sentito se il dolore c’era ancora o meno.

“Il dolore non c’era più e non mi sono nemmeno toccato la ferita, perchè io ero sicuro di essere guarito”.

Quindi tu eri sicuro che quella era la Voce della Madonna.

“Sì. Non ne ho avuto dubbi”.

Stefano è talmente sconvolto da questi fatti inspiegabili che gli sono successi che mantiene il riserbo e non racconta a nessuno ciò che gli è accaduto.

– “Non l’ho detto a nessuno, neanche a mia mamma.
Mia mamma lo ha scoperto dopo qualche giorno quando è venuta con me dal chirurgo. Questo dottore mi ha detto: ‘Adesso sdraiati sul lettino’.
Quella è stata la prima verifica. Mi ha guardato e ha visto che la mia ferita era completamente scomparsa. Mi ha detto che ero guarito e anche lui è scoppiato a piangere”.

Quindi il dottore si è commosso. Ti ha lasciato un certificato? Cosa c’è scritto?

“Mi ha rilasciato un documento che certificava la scomparsa della mia ferita senza nessuna spiegazione scientifica”.

Fra Stefano, siamo finalmente vicini al luogo dove tu hai sentito prima la Voce e subito dopo hai capito di essere guarito.

“Direi che provo una grande gioia nel mio cuore ogni volta che salgo su questa montagna e arrivo vicino a questa croce, dove sono guarito e la mia vita è cambiata. La mia vita ha ritrovato un senso grazie alla Gospa che mi è stata vicina nei momenti di sofferenza e in quei 9 mesi che ho passato negli ospedali, anche se non La vedevo.
Proprio qua Lei mi ha dato la risposta che dovevo andare avanti anche nel mio cammino”.

Come pensi di porti all’interno della Chiesa rispetto a Medjugorje che non è riconosciuta.

“Mi sento proprio il frutto della Madonna di Medjugorje”.

Un bel frutto, perchè sei alto un metro e 94 e hai il 50 di scarpe. Sei un carmelitano calzato o scalzato?

“Scalzo.
Sento fortissimo il desiderio di andare sempre a Medjugorje e di parlare alla gente di Medjugorje anche se la Chiesa non l’ha ancora riconosciuta. Sento veramente forte questo bisogno, perchè la Madonna su quella montagna mi ha trasformato e ha dato un senso alla mia vita.
Se non fossi guarito a Medjugorje non so se oggi sarei frate e diacono. Non so dove sarei”.

Tratto da Youtube

Fonte:  Medjugorje tutti i giorni
(Trascrizione a cura di A. Bianco)


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