Angolo teologico

Angolo teologico (30)

Messaggi del 25 maggio e 2 giugno 2017

Messaggio a Marija del 25 maggio 2017 
“Cari figli, l’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione. Figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati. Siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto. La vostra vita qui sulla terra è passeggera. Pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti ed i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso. Non siete soli, Io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Il messaggio contiene due aspetti fondamentali: la conversione rinnovata e l’anelito interiore al cielo.

1. La conversione continuamente rinnovata. Di fatto la cosa fondamentale per il cristiano è saper ricostruire, ogni volta, il sano e giusto orientamento dei nostri pensieri e delle nostre azioni. Normalmente noi siamo incentrati e concentrati attorno al nostro IO, ai nostri interessi, progetti, schemi, voleri; il nostro io, l’EGO, ci domina e vuole ad ogni costo imporsi sulla nostra condotta quotidiana, anche subdolamente e inconsciamente, formando una catena che viene chiamata giustamente “egocentrismo”. Se badiamo bene esso ci sovrasta, anche nelle piccole cose o gesti o giudizi o impressioni o sentimenti, facendosi il punto di riferimento costante nei rapporti tra noi e gli altri e il mondo, anche nei confronti di Dio. Tutto gira attorno ad esso e tutto il resto che ci attornia acquista valore e significato soltanto se viene recepito e accolto in quel contesto egocentrico. Costituisce così la bussola fondamentale che indica e indirizza ogni nostro movimento e mutamento. Noi ne siamo completamente avvolti e coinvolti come in una specie di nicchia dalla quale vediamo, giudichiamo, impostiamo ogni pensiero e azione. Gli eventi storici, la politica, la società, la religione, la chiesa, Dio stesso devono soggiacere alla nostra posizione soggettiva. Nessuno deve distoglierci da tale imbottigliamento. Se per caso qualcuno ci prova a dissuaderci e mettersi contro, gli diamo botte a non finire. I maestri spirituali dicono che il nostro io muore tre giorni dopo la nostra morte.

Ora la conversione consiste esattamente nel trasferire l’orientamento di base dall’IO a DIO, fare un capovolgimento di marcia dalla soggettività individualistica alla prospettiva divina. Si tratta letteralmente di inserire una D maiuscola all’io. Sembra una cosa da poco. Di fatto invece resta molto difficile attuare un tale cambiamento o rovesciamento: dall’io a Dio. Tuttavia soltanto se esso avviene si realizza la conversione vera e profonda, come richiesto dalla Madonna: “l’Altissimo mi ha permesso di invitarvi di nuovo alla conversione”. Se non lo facciamo, rimaniamo chiusi e imprigionati nel nostro piccolo mondo incentrato su noi stessi e da lì non usciamo a respirare l’aria pura che viene dal cielo e ci offre una visione molto più ampia e affascinante. Solo attraverso l’azione potente e soave dello Spirito Santo è possibile il passaggio rigenerante (la Pasqua) dall’Io a Dio, in quanto veniamo sostenuti, irrorati e vivificati dal soffio vitale della grazia santificante. Per questa ragione è importante, direi indispensabile, lasciare che il Signore agisca in noi e noi ci affidiamo alla sua azione vigorosa, collaborando con il nostro impegno e disponibilità costante. La Vergine lo dice chiaramente: “figlioli, aprite i vostri cuori alla grazia alla quale tutti siete chiamati”.

Dietro tale conversione ciascuno di noi si rende idoneo ad essere testimone e apostolo verace dell’amore di Dio: “siate testimoni della pace e dell’amore in questo mondo inquieto”. Una missione altamente nobile e salutare, totalmente efficace per trasformare la nostra persona in autentica icona umana dell’Amore divino, per essere così strumento limpido e libero nel far passare realmente l’Amore divino nel cuore dei nostri fratelli più bisognosi e assetati di quell’unico Amore guaritore e rigeneratore che pienamente può sanare le ferite sanguinanti dei cuori e donare la quiete dell’anima. Che semplicità e profondità di vita autenticamente cristiana! La Vergine ci è accanto, per facilitare il cambiamento radicale tra il nostro io e Dio nostro Signore e Padre. Questi diventa il principio orientativo del nostro pensare, amare e vivere ogni momento sotto la luce e la guida divine. D’altronde ciò è quello che ha fatto Lei per tutta la sua vita: ecco la serva del Signore.

O Vergine tu che sei così trasparente del divino Amore, rendici tuoi docili figli e discepoli, in modo che anche noi, pur con la nostra debolezza, possiamo diventare tuoi apostoli luminosi in un mondo di tenebre e di malvagità. Donaci il tuo valido sostegno per poter attuare una sincera conversione del nostro cuore e mettere il Signore nostro Gesù al centro della nostra vita e far morire il nostro prepotente e indomito egocentrismo. Grazie dolcissima amabilissima tenerissima Madre!!!

2. L’anelito interiore al cielo. Il secondo aspetto, anch’esso di grande rilievo, viene detto incisivamente con una frase semplice e lapidaria: “la vostra vita qui sulla terra è passeggera”. Ciò comporta un senso elevato dell’esistenza che trascorriamo su questa terra. Generalmente noi ci muoviamo sulle strade delle nostre città e villaggi rivolti alle cose che vediamo e sperimentiamo e che attraggono la nostra attenzione. Sono tutte le cose sensibili e materiali che appaiono con il loro forte fascino e ne restiamo avvinti e sedotti. Basta osservare come restiamo incantati davanti alle vetrine dei negozi! Queste cose terrene ci appaiono così lucenti che sembrano ipnotizzarci e appagare le nostre attese e desideri. Ma di fatto esse non possono donare la pienezza dell’amore e della gioia, a cui aspira il nostro animo, in quanto sono realtà passeggere, fugaci e superficiali. Tuttavia possiedono una forte attrattiva tanto che ci legano e ci rendono schiavi. Mentre hanno soltanto un valore strumentale e relativo. Quando assumono un volto di assolutezza e supremazia, tanto da farci smarrire il senso vero dei valori vitali della nostra esistenza umana, ci attanagliano e ne restiamo annebbiati. Soprattutto ci impediscono di alzare lo sguardo verso il cielo, legandoci alla terra e così lo spirito ne rimane schiacciato, perdendo di vista la vita vera, quella eterna, che consiste precisamente nel possesso dell’immortalità beata, della felicità piena, che il Padre celeste ci offre nel paradiso e che costituisce la perfezione del nostro essere. Le cose di questo mondo passano inesorabilmente e sono risucchiate dalla voracità del tempo che le disperde e le dissolve.

Questa attesa e prospettiva ultraterrena spesso scompare dalla nostra mente e dal nostro interesse, restandone privati. Ma ciò provoca una grande perdita e causa un vuoto lancinante di cui sperimentiamo le tristi conseguenze, perché non abbiamo la gioia, la serenità e la pace. Siamo scontenti, sconvolti e rattristati. È vero che per superare tali sconforti, ci attorniamo di numerosi beni materiali di cui però non siamo pienamente soddisfatti. Da qui si capisce l’esortazione materna di Maria: “pregate affinché attraverso la preghiera aneliate al cielo e alle cose celesti”. In effetti elevando lo sguardo e la mente verso il cielo anche la terra appare più bella e fruttuosa. Non si spegne mai la speranza, riaffiora il significato ultimo e veritiero della nostra esistenza e si apre la luce per capire e apprezzare lo scopo salutare per cui esistiamo, viviamo, soffriamo, moriamo. La Vergine lo dice: “i vostri cuori vedranno tutto in modo diverso”. Tutto prende vita e valore se viene orientato verso il cielo e noi ne siamo confortati e spronati per attraversare le vicende umane e lo scorrere dei giorni come un anticipo e un progressivo cammino verso la patria celeste. Là troveremo la pienezza della vita, della felicità, dell’amore e della verità che renderanno beate le nostre persone. Potremo così raggiungere quella realizzazione perfetta che su questa terra non è possibile conquistare.

Per incoraggiarci, la dolcissima Madre ci assicura che la sua presenza, le sue esortazioni e le sue premure non mancheranno mai: “non siete soli, io sono con voi e intercedo per voi presso mio Figlio Gesù”. L’invito è chiaro per noi suoi figli, che dobbiamo vivere su questa terra senza staccare lo sguardo dal cielo in un fecondo abbraccio tra cielo e terra, in modo che ambedue, ciascuno nella propria identità, cooperino per la salvezza dell’umanità. Sono parole meravigliose che dobbiamo fare nostre ogni giorno e ogni momento per assaporare fino in fondo la divina sapienza che Maria torna a ricordarci e di cui le siamo profondamente riconoscenti: grazie Vergine Madre!

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2017 
“Cari figli, come negli altri luoghi in cui sono venuta a voi, così anche qui vi invito alla preghiera. Pregate per coloro che non conoscono mio Figlio, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio; contro il peccato, per i consacrati, per coloro che mio Figlio ha chiamato ad avere amore e spirito, forza per voi, per la Chiesa. Pregate mio Figlio, e l’amore di cui fate esperienza per la sua vicinanza vi darà la forza e vi disporrà alle opere di carità che compirete nel suo nome. Figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta. Perciò io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo. Apostoli del mio amore, al mondo sono così necessarie le vostre mani innalzate verso il Cielo, verso mio Figlio, verso il Padre Celeste! È necessaria molta umiltà e purezza di cuore. Abbiate fiducia in mio Figlio e sappiate che potete sempre essere migliori. Il mio Cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, siate piccole luci del mondo. Che illuminiate là dove la tenebra vuole regnare, che con la vostra preghiera e l’amore mostriate agli altri la strada giusta e salviate anime. Io sono con voi. Vi ringrazio!”

Commento teologico

Nella breve introduzione la Vergine Maria fa una osservazione di grande importanza, dicendo che nelle sue venute in mezzo a noi esorta costantemente alla preghiera. Ciò fa intendere che esiste una continuità tra le molteplici apparizioni mariane sulla terra. Tale collegamento va colto precisamente nella preghiera quale contenuto fondamentale dei suoi messaggi. Di fatto a Fatima ha raccomandato di pregare con la recita del rosario, di fare i primi cinque sabati del mese e consacrare la vita al suo Cuore Immacolato, volendo indicare che la preghiera, congiunta alla unione spirituale con Lei, costituisce un evento di particolare valore per una esistenza autenticamente cristiana e fedele al Vangelo: “come negli altri luoghi in cui sono venuta a voi, così anche qui vi invito alla preghiera”. Con ciò Ella dimostra che la sua azione è rivolta alla dimensione orante di ogni suo figlio. Il resto viene tutto dopo. Spesso e volentieri noi invece diamo più importanza alle faccende materiali che allo slancio del cuore verso di Lei e per mezzo di Lei verso il Figlio Gesù.

Fatto questo preambolo, Ella si concentra su tre tematiche: la preghiera deve avere l’orientamento basilare di riferimento a suo Figlio; poi afferma che questo momento in cui viviamo costituisce una svolta esistenziale che va accolta; infine chiama i suoi figli più fedeli quali “piccole luci del mondo”.

1. La preghiera rivolta a Gesù il Figlio di Maria. L’orizzonte della preghiera si amplia e si apre anzitutto su “coloro che non conoscono mio Figlio, per quelli che non hanno conosciuto l’amore di Dio”. Ciò significa che la preoccupazione principale del Cuore Immacolato di Maria si dirige verso quelle persone che non hanno avuto il dono di conoscere Gesù e di conseguenza non hanno sperimentato la dolcezza e tenerezza dell’amore divino. L’animo di Maria è spinto dunque dallo zelo missionario per tutti coloro che ancora non sono cristiani e sono tuttavia chiamati dal Padre celeste ad essere rigenerati e santificati dalla redenzione compiuta dal Verbo Incarnato. Ella vuole trasmettere tale ansia missionaria ai suoi figli, per essere coinvolti in questa opera vitale di salvezza per tutte le creature umane, affinché giungano alla conoscenza del Cristo e di suo Padre e allo Spirito Santo, l’unico vero Dio in tre Persone uguali e distinte. Oggi si può pensare anche a coloro che, pur essendo cristiani, si sono allontanati dalla Chiesa e dalla pratica religiosa, vivendo da pagani, privi di ogni supporto spirituale veritiero. Tanti nostri fratelli e sorelle, pur inseriti in una società imbevuta di cristianesimo, si sono distaccati e si sono disfatti di questo mirabile dono della divina misericordia. Veramente la nostra preghiera dovrebbe essere intessuta di questo zelo apostolico che vibra nel Cuore di Maria.

Ella si preoccupa anche “per i consacrati, per coloro che mio Figlio ha chiamato ad avere amore e spirito, forza per voi, per la Chiesa”. La nostra preghiera dovrebbe essere elevata a Dio nostro Padre perché riversi sulle persone, che hanno un ministero nella Chiesa, la pienezza della sua grazia e li renda testimoni credibili del suo amore. Essi hanno bisogno di vivere e sentire l’amore di Dio, sotto la potenza del suo Spirito, in modo da trasmetterlo a coloro che ne sono privi e renderli partecipi della medesima grazia della fede in Cristo. Si tratta delle conseguenze benefiche di una preghiera vissuta nella unione con Cristo e che diventa sorgente di espansione nel mondo della luce e della misericordia divine. In tal modo i cristiani passano dalla preghiera alle opere, secondo il classico detto benedettino: “ora et labora”, prega e agisci in conformità alla tua preghiera: “pregate mio Figlio, e l’amore di cui fate esperienza per la sua vicinanza vi darà la forza e vi disporrà alle opere di carità che compirete nel suo nome”.

2. Questo è il tempo di una svolta radicale. Viene detto esplicitamente: “figli miei, siate pronti: questo tempo è un punto di svolta”. Queste parole fanno molto riflettere. Cosa significa e cosa comporta “la svolta”? Essa può essere intesa in due sensi contrapposti: uno assume il valore positivo di ricupero della fede e dell’amore per Dio e i fratelli; l’altro invece manifesta il senso negativo di una degradazione verso il rifiuto totale della fede e dell’amore cristiani. Si tratta propriamente di un bivio, da cui partono due possibili sentieri: uno che conduce al bene e l’altro al male. Di fatto viviamo in un momento molto critico e di grande decadenza morale, sociale, culturale, religiosa, come tutti possiamo constatare e che gli ultimi Papi ci hanno ripetutamente segnalato. Da una parte abbiamo davanti a noi lo spettacolo raggelante e drammatico, perché sono rifiutati i valori più sacri come quelli della famiglia e del bene umano. Si va inesorabilmente verso un disfacimento totale e una disgregazione che coinvolge tutti gli aspetti essenziali della umana esistenza, senza possibilità di frenare o di cambiare rotta. Dall’altra parte ci sono i richiami della Vergine e della Chiesa che ci invitano a mutare orientamento, per ritrovare la strada giusta che porta al bene e alla verità, quella delle fede incrollabile in Dio e della speranza viva in Lui nostro Salvatore e Redentore: “io vi invito nuovamente alla fede e alla speranza, vi mostro la via per la quale dovete andare, ossia le parole del Vangelo”.

La Madonna lo dice con chiarezza che occorre fare una scelta forte e sincera, senza compromessi e false utopie: accogliere e seguire le parole del Figlio contenute nel Vangelo e predicate dalla Chiesa. Non esiste altra strada che possa indicarci una meta più bella e fruttuosa di questa. Dobbiamo riflettere seriamente e agire di conseguenza: lasciare la strada della cattiveria e dell’errore per intraprendere quella della salvezza eterna. A questo punto le chiacchiere o i gesti formali contano poco. L’essenziale sta nella decisione ferma e concreta, nell’impegno personale di ciascuno di noi e insieme ai nostri fratelli, di avere il coraggio di rigettare ogni azione e ogni sentimento, ogni idea e comportamento contrari al Vangelo. Certo si va contro corrente, e costa! Ma ne trarremo vantaggi per tutta l’umanità.

In tale contesto si capisce l’utilità, meglio la necessità, di pregare, ascoltare la Parola di Gesù e vivere quotidianamente in conformità ad essa. Non è facile ma non è impossibile. La Vergine è qui per darci una mano e per essere Colei che, da buona madre e maestra, ci indica il percorso da fare, senza lasciarci abbindolare da tante concezioni distorte e contrarie alla nostra fede: “apostoli del mio amore, al mondo sono così necessarie le vostre mani innalzate verso il Cielo, verso mio Figlio, verso il Padre Celeste!”. Facciamolo subito dunque, con entusiasmo e perseveranza. Così contribuiamo affinché l’umanità si avvii sulle strade della bontà e della verità, per evitare catastrofi pesanti e irrimediabili. Non facciamo ancora i finti sordi e ciechi, che preferiscono l’oscurità alla luce, la morte alla vita, la disperazione e l’odio all’amore. Mettiamoci decisamente nella disponibilità ad essere figli docili e obbedienti ad una Madre così amorevole e sapiente, che vuole soltanto e unicamente il nostro vero bene, la nostra salvezza eterna: “è necessario molta umiltà e purezza di cuore”.

3. Apostoli del suo amore e piccole luci del mondo. Con quest’ultimo aspetto la Vergine Maria ci richiama ad avere fiducia in Cristo: “abbiate fiducia in mio Figlio e sappiate che potete essere migliori”. Di fatto restare avvinti a Gesù, vivere in stretta comunione di fede e di amore con Lui, costituisce la tessitura più solida per essere rivestiti e corazzati di coraggio e di luminosità. Ella lo desidera ardentemente: “il mio Cuore materno desidera che voi, apostoli del mio amore, siate piccole luci del mondo”. Il suo linguaggio usa due termini molto interessanti: uno è quello di essere apostoli del suo amore, ripreso più volte, quale distintivo irrinunciabile dei suoi devoti; l’altro, per la prima volta, è quello di essere piccole luci del mondo, sapendo che nel mondo materialistico ed edonistico regnano le tenebre e il disordine dilagante. Le nostre persone, quali fiaccole dell’amore divino, contribuiscono a diradare l’oscurità e far risplendere nel mondo la luce di Cristo, il Sole di giustizia e di vitalità, l’unica fonte di salvezza, nostro Dio e Salvatore. La nostra piccola fiaccola deve irraggiare quella luce e disperdere quei luccichii falsi e accecanti che vorrebbero sostituire la luce vera e intramontabile. Da Lui attingiamo pienamente la luminosità e in Lui e con Lui la trasmettiamo all’umanità che barcolla e si sparpaglia tra innumerevoli sbandamenti ed empietà ed efferatezze. Non vi è una missione più bella e utile di questa: “che illuminiate là dove la tenebra vuole regnare, che con la vostra preghiera e l’amore mostriate agli altri la strada giusta e salviate le anime”.

Preghiamo dunque, riflettiamo, decidiamo di essere e vivere da testimoni ardenti, coraggiosi e fedeli quali strumenti di trasmissione della salvezza portata da Cristo e destinata a tutti gli uomini di tutti i tempi per renderli partecipi del suo Regno eterno di giustizia, pace e amore.

O Vergine Madre pietosa, ti ringraziamo del tuo affetto nei nostri confronti e delle tue meravigliose parole di incoraggiamento e di luminosa speranza. L’unica difficoltà, che tu incontri, Madre buona, è che noi siamo figli distratti, dissipati, ancora deboli e vacillanti, incuranti della tua presenza e troppo immersi nelle realtà terrene che ci assorbono fino al midollo. Tu questo lo sai bene, tuttavia non ti stanchi né perdi la pazienza di seguirci, stimolarci e raddrizzarci sulle vie del bene. Ancora una volta, tu dichiari che ti fai, assieme a noi, la persona che intercede a nostro favore presso tuo Figlio, presso il Padre e lo Spirito Santo, affinché la grazia divina si diffonda abbondantemente su di noi, piccole e povere creature. In tal modo siamo sorretti da Te e non ci sentiamo soli e abbandonati, soprattutto nei momenti più difficili. Tu, Madre nostra, sei al nostro fianco e noi vogliamo essere al tuo fianco, mano nella mano. Uniti saldamente assieme, non abbiamo più timore, ma ci buttiamo, sorretti dalle tue braccia materne, in mezzo al mondo, nella nostra famiglia, tra i nostri amici e colleghi, per diffondere tra di essi e iniettare nel loro cuore il tuo amore, la tua Parola di verità, il tuo Figlio Cristo Signore, a cui sia gloria assieme al Padre e allo Spirito Santo nei secoli dei secoli. Amen

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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