Angolo teologico

Angolo teologico (45)

Messaggi del 25 agosto e 2 settembre 2018

Messaggio a Marija del 25 agosto 2018
Cari figli, questo è tempo di grazia. Figlioli, pregate di più, parlate di meno e lasciate che Dio vi guidi sulla via della conversione. Io sono con voi e vi amo con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.

Commento teologico

Molto breve, il messaggio, come un sommario, riprende gli aspetti fondamentali che sono sparsi in altri messaggi. Anzitutto ricorda che“questo è tempo di grazia”, alludendo al fatto che, pur in mezzo a tanti disastrosi eventi, vi è sempre la presenza del Signore salvatore che ci protegge e salva, liberandoci dal male. In particolare si sottintende che l’intervento mariano ha propriamente lo scopo di farci riflettere che dobbiamo essere vigilanti e attenti per cogliere la grazia che Dio elargisce anche e soprattutto in questi tempi difficili. Tali parole evitano di cadere nella sfiducia e nel malcontento, perdendo di vista l’amore salvifico di Cristo e con lui la nostra Madre provvida che vive in mezzo a noi.

Inoltre il messaggio dice chiaramente che occorre pregare di più e tralasciare le chiacchiere che si fanno lungo il giorno. Alle volte non troviamo il tempo per la preghiera, ma ne spendiamo molto nelle conversazioni futili con amici e parenti, spesse volte in modo chiassoso e dissipante. Per questa ragione la Vergine ci esorta: “Figlioli, pregate di più, parlate di meno”.

Infine indica la strada da percorrere per evitare mali peggiori ed essere sopraffatti dal maligno: “Lasciate che Dio vi guidi sulla strada della conversione. Io sono con voi e vi amo con il mio amore materno”. Ciò significa che dobbiamo fare spazio al raccoglimento, al silenzio, in cui Dio ci parla e ci illumina con la sua Parola e con il suo Santo Spirito. Purtroppo il nostro tempo è pieno di chiasso, di rumori assordanti e distraenti, che assorbono la nostra attenzione e impediscono di riflettere sulle realtà fondamentali della nostra vita. Soprattutto ci allontanano dal progetto divino su di noi, in modo che, ritrovando la luce, seguiamo le sue indicazioni e non andiamo dietro alle mentalità mondana e terrena. Come è importante tale richiamo! Non possiamo trascurarlo e restare vittime di distrazioni vane e anche peccaminose. Curiamo di custodire, ogni giorno, un tempo di silenzio per accudire alla nostra anima e irrorarla della verità e dell’amore di Gesù e di Maria. Solo in questo modo possiamo evitare di sprecare le nostre giornate dietro le tante parole inutili e assillanti, perdendo di vista la luce di Cristo e il conforto della sua grazia. Su questo dovremmo essere più rigorosi e non giustificare dicendo di non avere tempo dopo che ne perdiamo tanto e per tutto troviamo sempre tempo, ma diciamo poi di non averlo per la preghiera e la riflessione personale. Poveri noi! Siamo come foglie sbattute dal vento. La Madonna ci offre un valido stimolo, su cui dobbiamo fare attenzione e concretizzarlo poi nelle applicazioni.

Messaggio a Mirjana del 2 settembre 2018 
Cari figli, le mie parole sono semplici, ma sono colme di amore materno e di sollecitudine. Figli miei, su di voi si addensano sempre più ombre di tenebra e d’illusione, ma io vi invito alla luce e alla verità: io vi invito a mio Figlio. Solo Lui può trasformare la disperazione e la sofferenza in pace e serenità. Solo Lui può dare speranza nei dolori più profondi. Mio Figlio è la vita del mondo. Quanto meglio Lo conoscerete, quanto più vi avvicinerete a Lui, tanto più Lo amerete, perché mio Figlio è l’Amore. L’amore cambia ogni cosa, rende bellissimo anche ciò che, senza amore, vi pare insignificante. Perciò vi dico di nuovo che, se volete crescere spiritualmente, dovete amare molto. So, apostoli del mio amore, che non è sempre facile, ma, figli miei, anche le vie dolorose sono strade che portano alla crescita spirituale, alla fede e a mio Figlio. Figli miei, pregate! Pensate a mio Figlio. In ogni momento della giornata innalzate il vostro animo a Lui. Io raccoglierò le vostre preghiere come fiori del giardino più bello e le donerò a mio Figlio. Siate autentici apostoli del mio amore, diffondete a tutti l’amore di mio Figlio. Siate i giardini del fiore più bello. Aiutate con la preghiera i vostri pastori, perché possano essere dei padri spirituali colmi d’amore verso tutti gli uomini. Vi ringrazio.”

Commento teologico

Il messaggio è di una particolare profondità e soavità, che commuove l’animo. Dopo una breve simpatica introduzione, la Vergine entra nella riflessione centrale, che ha come contenuto la persona del suo amatissimo Figlio. Anzitutto mette in guardia contro le tenebre del male che stanno diffondendosi velocemente nel mondo. Poi fa vedere che la medicina giusta contro il male sta nel far brillare in noi la luce vera, quella di Cristo, che ha il potere di trasformare il male in bene, perché Lui è l’amore. Pertanto, prosegue, solo l’amore possiede la forza di cambiare ogni cosa per la nostra salvezza. Addirittura con il suo amore e con la nostra preghiera, le sofferenze diventano un giardino meraviglioso di fiori. Vediamo ogni singolo passaggio con attenzione e comprensione interiore.

1. Parole semplici ma colme di amore. Maria inizia con una breve riflessione sui suoi messaggi che sono di estrema semplicità e chiarezza, la qualcosa non significa superficialità o banalità, al contrario indicano la delicatezza del suo amore materno che si fa vicino a tutti i credenti, anche ai più piccoli e meno provvisti di bagagli culturali: “Cari figli, le mie parole sono semplici ma colme di amore materno e preoccupazione”. Spesse volte si sente dire che i messaggi di Medjugorje sono ripetitivi e superficiali, privi di una struttura solida e bene organizzata. Ella ci fa intendere che le cose non stanno proprio in questo modo, anzi le sue parole, espresse in maniera chiara e immediata, portano in sé la ricchezza non solo del suo amore materno, ma anche di una stupenda e toccante rivelazione della verità della nostra fede e aprono una luce radiosa nella Chiesa odierna e nell’umanità contemporanea, che ha fame e sete di luce e di verità, in ragione del disorientamento e della nebbia che si addensa sul mondo e nelle coscienze umane. Da qui il valore prezioso e incomparabile dei suoi insegnamenti e suggerimenti, che offrono uno sprazzo di luce e di conforto a tanti animi tribolati e sconvolti.

2. Tra le oscurità odierne il richiamo alla vera Luce. Ella è ben consapevole del disagio e sbandamento in cui oggi tutti viviamo e ne soffriamo: “Figli miei, sopra di voi si allargano sempre di più le ombre delle tenebre e dell’inganno; io vi chiamo verso la luce e la verità, io vi chiamo verso mio Figlio”.Ovunque giriamo lo sguardo, troviamo confusione, contraddizioni, ambiguità, menzogne, corruzione. Tutta una realtà di nebbia che avvolge non solo il mondo civile, sociale e politico, ma finanche il popolo di Dio e la sua Chiesa. Rimane perciò urgente il richiamo della Vergine a saper trovare e conoscere la vera Luce, che può diradare le tenebre e far risplendere di nuovo la luminosità della verità cristiana, che si concentra sul Figlio suo Gesù Cristo, la Parola di Dio che ha fatto irruzione sull’umanità: “Solo Lui può convertire la disperazione e il dolore in pace e serenità, solo Lui può dare speranza nei dolori più profondi. Mio Figlio è la vita del mondo; più lo conoscete, più vi avvicinate a Lui e più lo amerete perché mio Figlio è amore e l’amore cambia tutto. Lui rende meraviglioso anche ciò che senza amore vi sembra insignificante”.

Queste parole assurgono a una altezza così lucente e coinvolgente che apre un orizzonte meraviglioso. Anzitutto costituisce un invito a saper guardare con attenzione, fissare il nostro sguardo su Cristo, l’unica luce sicura e salutare, che solo Lui porta con sé. Non vi è altra luce più chiara e avvincente della sua. La Vergine vi insiste dicendo più volte che soltanto Lui, unicamente la sua Paola, ridona speranza e salvezza; non vi è altro nome nel quale si può trovare ristoro e vita se non quello di Cristo il Signore. Lui è la vita, lui la verità, lui la via che conduce alla pienezza di perfezione e di felicità. In nessun altro si può trovare la salvezza totale ed eterna. Tale centralità di Gesù dovrebbe essere impressa nella nostra mente, nel nostro cuore, in tutta la nostra esistenza dal mattino alla sera e dalla sera al mattino:“Figli miei, pregate, pensate a mio Figlio, durante tutti i momenti della giornata”.

Ella ci suggerisce che la luce di Cristo è così potente che può trasformare la disperazione e il dolore in pace e serenità. Quale profondità e bellezza e gioia si trovano in queste parole! Dovremmo meditarle, ascoltarle, farle calare nel nostro intimo, perché diventino la fonte zampillante per la vita eterna e per la totale beatitudine. Questa luce scende dal cielo e si inserisce nel nostro mondo umano; non è soltanto sorgente di chiarore, perché porta con sé un calore vivificante che è l’amore. Quale amore? Certamente non quello confuso con il nostro egoismo e gli attaccamenti ai beni della terra. È l’amore pieno, cristallino, assoluto, la cui misura è quella di amare senza misura. L’amore infinito, beatificante e trasfigurante, poiché Dio è l’amore per sé stesso, per sua natura, che non si esaurisce, non si stanca, non tradisce, non abbandona mai. Che meraviglia! Lasciamoci inebriare, avvolgere, abbracciare da questo amore infinito. Noi portiamo dentro di noi numerose ferite del cuore, che lo rendono triste, depresso, angosciato, disperato, perché si sente privo di un tale totale amore. Ora la Vergine dice che proprio lui, il Figlio suo amatissimo e amantissimo, effonde in noi questi effluvi di fuoco divino, che cambia ogni cosa, rendendola viva, luminosa, consolante. Lui riempie il nostro cuore di questo amore e lo guarisce, lo risana, lo amplifica, lo purifica, lo espande al di fuori di noi verso l’umanità afflitta e dolente. Quell’amore rende meraviglioso anche ciò che senza amore sembra insignificante.

3. Amare molto anche nel dolore. L’amore per Gesù e per i fratelli diventa la causa della nostra maturazione spirituale, perché permette di liberarci dal nostro forte egoismo ed egocentrismo, per uscire da noi stessi e aprire le porte del nostro cuore, affinché possa donarsi agli altri. Ciò costituisce il presupposto di svuotarci di tanta zavorra che portiamo dentro di noi e lasciare spazio a nuove e feconde effusioni dello Spirito divino: “Nuovamente vi dico che dovete amare molto se desiderate crescere spiritualmente”.

La Vergine sa bene che l’amore non è facile, proprio perché è lo svuotamento di noi stessi, ma possiede la forza sovrumana di accrescere la fede e rafforzare la donazione di sé e delle proprie cose:“Lo so, apostoli del mio amore, che non è sempre facile, però, figli miei, anche le strade dolorose sono vie che portano alla crescita spirituale, alla fede e a mio Figlio”. Ciò costituisce un vero meraviglioso miracolo: il sacrifico di sé diventa la molla che fa scattare in noi e negli altri la gioia di vivere e di crescere, soprattutto conduce verso Gesù, la fonte dell’amore vero.

L’amore in sé stesso non è sufficiente, se non viene sostenuto e vivificato con la preghiera, la quale apre l’animo all’accoglienza del flusso di amore che scaturisce da Dio. Con le sole nostre forze resta impossibile compiere tale miracolo di portare la vita là dove c’è la morte, di testimoniare la gioia là dove sussiste la sofferenza, di trasmettere la fede là dove regnano il materialismo e l’ateismo. La Vergine lo ripete con insistenza: “Elevate la vostra anima a Lui e io raccoglierò le vostre preghiere come fiori dal giardino più bello”. L’immagine suggestiva del giardino più bello ci fa pensare che ogni preghiera forma un fiore che adorna la terra come fosse un giardino profumato e variegato di colori. Dovremmo rendercene conto e infiorare le nostre case, le nostre parrocchie, i nostri luoghi di incontro come tante aiuole ricolme di fiori splendenti e olezzanti.

La cosa sorprendente è che questi fiori più belli non restano avvizziti e rinsecchiti, perché sono offerti a Gesù da Maria, per omaggiarlo del nostro amore verso di Lui e dei nostri sacrifici vissuti nel suo amore:“Regalerò le vostre preghiere a mio Figlio”.

La conclusione appare molto evidente e stimolante: solo in questo senso più profondo e bello noi possiamo essere e agire da credibili apostoli del suo amore, come ella sottolinea con forza: “Siate realmente apostoli del mio amore, porgete a tutti l’amore di mio Figlio, siate giardini con i fiori più belli”. Indica la caratteristica essenziale dei suoi apostoli: porgere l’amore di suo Figlio, quale elemento più efficace e salutare. Spesso il nostro apostolato si riduce a gesti esteriori di carità o di parole confortevoli, mentre soltanto se abbiamo il cuore colmo di amore verso Gesù possiamo donare il dono più bello: l’amore che risana i cuori, ammorbidisce le ferite, consola gli sfiduciati e fa germogliare un nuovo fiore. Allora il giardino si fa più grande e più bello, perché è ravvivato dai fiori più belli, quelli profumati di amore.

O Vergine Maria, donaci la grazia di farci gustare e vivere il tuo amore per Gesù, in modo che il nostro cuore si riempia di esso e ci trasformi in tuoi veri e operosi apostoli. Liberaci dal nostro egoismo, dalla nostra durezza di cuore, dai nostri interessi materiali, per essere totalmente liberi di accogliere il tuo amore e di saperlo diffondere ovunque: nelle nostre famiglie, nelle nostre comunità e associazioni, nel mondo perverso in cui viviamo. Tutto allora verrà trasformato in un giardino di cuori resi nuovi. Tu ci dici che non è sempre facile. È vero, o Madre! Eppure noi desideriamo di essere tuoi apostoli, colmi di amore e testimoni veraci verso i nostri fratelli. Sorreggi la nostra debolezza e noi, da te accompagnati, non abbiamo timore, ma ci affidiamo totalmente a te e all’amore di tuo Figlio, il nostro amatissimo Gesù, a cui sia gloria nei secoli. Amen.

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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