Omelie

Omelia della santa Messa Medjugorje, 28 giugno 2019

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 28 giugno 2019

Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai farisei e agli scribi questa parabola:
«Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova?
Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, va a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta”.
Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione».
Parola del Signore.

Cari fedeli, spesso abbiamo sentito la parabola di Gesù del Buon Pastore che lascia le 99 pecore nel deserto per andare in cerca di quella perduta, finchè non la trova. 
Possiamo pensare che si tratti sempre di qualcun altro e possiamo credere che non sia proprio una cosa giusta. 
Oggi cerchiamo di osservare noi stessi e di vederci in quella pecora perduta che Dio cerca, finchè non la trova. Il Vangelo dice che quando l’ha trovata pieno di gioia se la carica sulle spalle, và a casa, chiama gli amici e i vicini e dice loro: “Rallegratevi con me, perchè ho trovato la mia pecora che si era perduta”.

Nella Solennità di oggi del Sacratissimo Cuore di Gesù lasciamo che la grazia entri profondamente nel nostro cuore, nella nostra anima e in tutta la nostra vita. 
Possiamo osservare i Comandamenti in modo esteriore, possiamo cercare di essere giusti verso gli altri, ma nel cuore possiamo rimanere freddi, indifferenti e ingrati per ciò che Dio ci dona. 
Dio cerca il nostro cuore. Desidera riscaldarlo. 
In questi giorni c’è tanto calore. Non c’è nessuno che non sappia cos’è il caldo. Ma dentro al nostro cuore può esserci sempre freddo ugualmente. 

I teologi dicono che quando Gesù è apparso a santa Margherita Maria Alacoque voleva riscaldare spiritualmente il mondo raffreddato. Nel 1675 Gesù ha chiesto alla santa: “Chiedo che il venerdì 8 giorni dopo la festa del Corpus Domini sia la festa del Mio Cuore. In questo giorno si faccia la Comunione in espiazione di tutte le mancanze di devozione durante l’Adorazione”. Gesù promette a coloro che venerano il Suo Cuore: “Il Mio Cuore riverserà i fiumi del Mio Amore Divino su tutti coloro che venerano il Mio Cuore e aiuteranno gli altri a farlo”. 
Gesù ha fatto anche la promessa dei primi venerdì del mese. Per coloro che i primi 9 venerdì del mese fanno la Confessione,partecipano alla santa Messa e fanno la Comunione. Alla base c’è la Confessione. 

Anche qui c’è la Confessione. Si parla della Confessione praticata regolarmente. Possiamo venire qui, girare tutti i monti e rimanere col cuore freddo. Possiamo capovolgere ogni dono di Dio.
Ma cari fedeli, proprio adesso possiamo ricevere la grazia di Dio. Proprio adesso possiamo aprire il nostro cuore all’azione del Cuore di Gesù. Cosa ci chiede? Proprio quello che si trova nella preghiera del Sacro Cuore: “Rendi il nostro cuore simile al Tuo”. 
Bisogna offrirsi a Dio. Dio non usa la forza. Egli ci dona tanto quanto noi ci apriamo a Lui. Egli prende e trasforma in Suo ciò che noi Gli doniamo. 
Cerca di avere nei confronti di Dio un cuore da fanciullo. Non merito nulla, ma Lui può donarmi tutto se mi apro a Lui. 

Il profeta Ezechiele nella prima lettura dice: “Io Stesso cercherò le Mie pecore e le passerò in rassegna”.
Santa Teresa d’Avila dice che la nostra natura è peccaminosa e instabile e l’Amore di Dio incontra nel nostro cuore l’indifferenza e l’ingratitudine. 

A cosa ci conduce la grazia della Solennità di oggi? 
Noi guardiamo Colui che è stato trafitto. 
La Solennità di oggi desidera indirizzare il nostro sguardo al Cuore di Dio. Come mi sento quando dono il mio amore – anche se limitato ed egoistico – ed incontro l’indifferenza? Mi fa soffrire?
Dio ha il Cuore. Anche tu cerca di avere un cuore. Come è il tuo cuore? E’ indifferente verso i Suoi doni? 
L’Eucaristia è un gran ringraziamento in cui, in modo sacramentale, offriamo il sacrificio del Figlio di Dio che si è offerto sulla croce una volta per sempre. Noi offriamo con gratitudine sia il Signore che noi stessi. 
Offri te stesso. Offri il tuo cuore. Comunque esso sia Dio può cambiarlo. Dio può riscaldarlo. Dio può far sì che il tuo cuore sia come il Suo. 
Non andar via questa sera da questo luogo senza aver offerto sull’altare di Dio almeno qualcosa del tuo cuore. 
Il tuo cuore sia pieno di gratitudine.
Quando santa Teresa insegna a pregare dice: “All’inizio facciamo il Segno della Croce. Preghiamo il Credo per risvegliare la fede e poi ringraziamo”.

Se fossi un maestro di scuola darei un compito a tutti. Non andare a dormire senza aver elencato i motivi per ringraziare il Signore. Ciascuno di voi faccia questo lavoro ogni sera. Lascia che Dio ti mostri dove ti ha guidato e cosa ha fatto per te. Sopratutto ringrazia per quello che Dio sta facendo in questa santa Messa e per ciò che succederà attraverso il sacerdote: il pane e il vino diventeranno Corpo e Sangue di Gesù.

Chi può cambiare il tuo cuore? Solo il Signore se tu glielo doni. 
Sant’Agostino, spiegando questa Solennità, dice: “Cristo è la porta. Si è aperta per te quando il Suo Costato è stato trafitto. Ricordati cosa ne è uscito: Sangue ed acqua. Mistero della Chiesa. Scegli dunque dove vuoi andare. Nell’acqua puoi essere purificato. Nel Sangue puoi essere redento”. Ringrazia oggi per il dono del Battesimo, per il dono del tuo angelo custode. Poi continua le litanie della gratitudine e lascia che Dio trasformi il tuo cuore secondo il Suo Cuore.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione: A. Bianco)

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