Omelie

Omelia della santa Messa Medjugorje, 10 luglio 2019

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 10 luglio 2019

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, chiamati a sé i suoi dodici discepoli, Gesù diede loro potere sugli spiriti impuri per scacciarli e guarire ogni malattia e ogni infermità.
I nomi dei dodici apostoli sono: primo, Simone, chiamato Pietro, e Andrea suo fratello; Giacomo, figlio di Zebedèo, e Giovanni suo fratello; Filippo e Bartolomeo; Tommaso e Matteo il pubblicano; Giacomo, figlio di Alfeo, e Taddeo; Simone il Cananeo e Giuda l’Iscariota, colui che poi lo tradì.
Questi sono i Dodici che Gesù inviò, ordinando loro: «Non andate fra i pagani e non entrate nelle città dei Samaritani; rivolgetevi piuttosto alle pecore perdute della casa d’Israele. Strada facendo, predicate, dicendo che il regno dei cieli è vicino».
Parola del Signore.

Cari fratelli e sorelle, in questi giorni ha luogo il ritiro spirituale per i sacerdoti. Ce ne sono 346 di 30 paesi diversi del mondo. Sono venuti proprio qui a Medjugorje per vivere un tempo di ritiro spirituale. 

Ognuno di noi ha bisogno di essere rinnovato, di ritornare alla sorgente, di tornare a Gesù. E’ Lui la nostra Sorgente. Dobbiamo riavvicinarci al Suo Cuore. 
In modo inconsciente ci allontaniamo da Lui. Perfino noi sacerdoti. Seguiamo i nostri pensieri, le nostre voglie, i nostri giudizi, le nostre lamentele. Per questo Gesù ci chiama e dice: “SeguiMi. Vieni. Vieni con Me. Colui che desidera essere Mio discepolo venga a Me e Mi segua”. 
Questo è il titolo principale di questo ritiro.

Cosa ci dice Gesù? Egli manda i Suoi discepoli e dice loro: “Andate da coloro che sono perduti. Andate da coloro nei quali abita lo spirito maligno”.
Da loro il potere di scacciare questi spiriti maligni. Cos’è uno spirito maligno? Pensiamo che si tratti di un concetto antico. “Quando c’era Gesù erano espressioni che venivano utilizzate, ma oggi Ormai siamo evoluti”.

Cari fratelli e sorelle, ci stiamo sbagliando se pensiamo in questo modo. Ci inganniamo. Gli spiriti maligni esistono ed è possibile perfino che siano in noi. 
Quando qualcuno ci ferisce si svegliano in noi sentimenti e pensieri negativi. Questi sentimenti rendono impuro il nostro spirito. Rendono l’acqua torbida.
Cosa possiamo fare in quel momento? Se noi permettiamo che questa situazione rimanga in noi il male ne approfitterà e governerà in noi. Lo spirito maligno regnerà in noi. 

In che modo regna tra gli uomini e tra gli individui che sono in conflitto? L’individuo si chiude nei suoi pensieri, è in conflitto con gli altri, non si confronta, alza delle barriere. Si trovano ragioni per non parlare con gli altri e per non andare a casa dell’altro. Non si vede nulla di buono nell’altro. La vista diventa impura. 
Ricordiamoci degli sguardi delle persone nella sinagoga verso Gesù che parlava. Lo sguardo era puro all’inizio. Poi… “Ma da dove Gli vengono queste cose a Costui? E’ il figlio del carpentiere! Il figlio di Maria e Giuseppe!” Gli sguardi delle persone nella sinagoga sono diventati impuri. Non riuscivano più a vedere Gesù con purezza. In queste persone di Nazaret si è introdotto il dubbio. La mancanza di fede. “Come può esserci una tale saggezza e forza in questa persona? Ma viene da una famiglia semplice che conosciamo”.
Nel cuore si è creato un blocco. C’è stata una mancanza di fiducia e si sono chiusi. L’evangelista ci dice che Gesù non poteva più fare nulla a causa della loro incredulità. 
Si tratta di persone credenti, andavano in sinagoga, pregavano, ma nel cuore si è introdotta l’incredulità. 

Per questo Gesù preferisce entrare nella casa di Zaccheo e delle persone che vedono. Ma non aveva il diritto di entrare in quella casa, perchè Zaccheo era un peccatore… Perchè le persone dicono così? Perchè in loro si era introdotto lo spirito maligno. Vedono in Zaccheo solo un peccatore. 
Anche noi vediamo il peccatore; dobbiamo vedere il peccato, certo. Ma cosa fa lo spirito maligno? Blocca l’individuo. Vede solo il peccato e non ha la forza di vedere il resto e di andare verso la persona. Ma Gesù è una Persona libera. Ha un Cuore libero e puro. Vede il peccato, vede il peccatore, vede Zaccheo, ma vede anche altro. Vede un figlio di Abramo.

Anche le persone che hanno alzato la mano per lapidare la donna che ha peccato hanno uno spirito maligno. Tale spirito regna così forte che sono pronti ad uccidere la donna. Lo spirito maligno ha adombrato i loro sguardi e vedono solo il peccato. Nient’altro. Fa quello che vuole con loro. Sono delle marionette nelle mani del male. 
Quando l’odio entra rende il cuore impuro e le persone si dividono. E’ l’opera del male.
Gesù desidera che i suoi discepoli vadano da queste persone. 

Ecco, cari fratelli sacerdoti, oggi abbiamo pensato alcune cose riguardo alla libertà interiore e alla Parola di Dio. 
L’amico di sant’Agostino che odiava le battaglie e i giochi negli anfiteatri, non voleva andarci. I suoi lo hanno sforzato: “Dai, andiamo!” “Anche se mi forzano mi coprirò gli occhi e non guarderò”. Ma ha dimenticato di chiudere le orecchie e attraverso di esse è entrata l’impurità. Quando si è giunti all’apice e un gladiatore ha messo a terra l’altro e ha alzato contro di lui la mano l’amico di sant’Agostino ha tolto le mani dagli occhi e ha guardato. In lui è entrato lo spirito maligno e la voglia dei giochi dei gladiatori. L’impurità e il male sono entrati nel suo cuore. 

Ho ascoltato un giovane della comunità Cenacolo che raccontava in che modo il suo cuore è diventato impuro. Quando era nel mondo della droga tale ragazzo non aveva più soldi. Racconta: “Mi sono ricordato di mia madre che in quel momento era in ospedale. Mi sono ricordato della collana d’oro che portava al collo. Sono andato all’ospedale, le ho strappato la collana e l’ho venduta. Con quei soldi ho comprato la droga. Quando ho cominciato a liberarmi nella comunità grazie alla preghiera, ai sacrifici e ai digiuni, ho capito cosa avevo fatto a mia madre”.
Vedete come lo spirito maligno aveva reso schiavo il cuore di questo giovane. Era talmente schiavo che non ha visto sua madre: voleva solo la droga per soddisfare i propri bisogni.

Gesù manda i suoi discepoli e dice loro: “Vi do il potere di cacciare gli spiriti maligni. Liberate le persone. Andate verso di loro e non giudicatele”. Possiamo giudicare le persone quando diciamo: “Quello è cattivo! Non ci andiamo da lui! Lasciamolo stare!”
Certo, dobbiamo salvaguardare il nostro mondo interno e per questo è importante proteggerci dal circondario che non è buono. Questa è una cosa, ma la seconda è quello che ci dice Gesù: “Andate ed aiutate le persone. Non giudicatele. Non giudicate chi sta sprofondando. Dategli una mano”.

Quando Pietro ha cominciato a sprofondare nel mare Gesù gli ha teso la Mano. Poi gli ha detto: “Uomo di poca fede”. Prima gli ha teso la Mano e soltanto dopo gli ha fatto un rimprovero. 
Fai lo stesso: prima aiuta e poi fai la critica. Questo è il desiderio di Gesù. 
Questo è il senso del nostro sacerdozio. Gesù desidera che diventiamo così. Desidera che andiamo verso i bisognosi e gli aiutiamo. Dice: “Andate da coloro che sono perduti”. 
L’uomo che ha uno spirito impuro è perduto. Non ha coscienza di ciò. 
L’amico di Agostino non aveva coscienza dell’impurità che era entrata nel suo cuore. Agostino ha dovuto aiutarlo.
Quel giovane della comunità Cenacolo non aveva coscienza dello spirito maligno. E’ dovuto entrare in comunità per essere liberato attraverso il digiuno e la preghiera in ginocchio. 
Abbiamo bisogno di aiuti esterni. Non siamo capaci di liberarci da soli. All’interno siamo in una prigione. Siamo ciechi. Non vediamo in quale situazione siamo. 
L’aiuto ci deve venire da chi ci sta accanto. 

Per poter dare aiuto dobbiamo avere amore e misericordia. Il Cuore di Gesù è per coloro che sono perduti. Misericordia vuol dire “miseria del cuore”. Il Suo cuore è per le persone perdute, per la centesima pecora che ha preso la strada cattiva. 
Gesù desidera che facciamo la stessa cosa.
Il Padre Misericordioso aspetta Suo figlio che è perduto e lo accetta con gioia. Gesù desidera che noi attendiamo le persone perdute e che andiamo noi a cercarle. 

Alla fine dice: “Sulla vostra strada proclamate che il Regno dei Cieli è vicino”. Dio è vicino. E’ qui. 
Le persone capiranno non solo attraverso le vostre parole, ma anche attraverso il vostro esempio, perchè siete stati voi ad andare verso le anime perdute. Il Regno di Dio si avvicina attraverso di voi. 
La Volontà di Dio è di andare verso le persone perdute. 
La Volontà di Dio è di andare verso Zaccheo, perchè ha bisogno di aiuto. La Volontà di Dio è salvare quella donna e non lapidarla. Salvarla.

Ecco, cari fratelli e sorelle, cari sacerdoti, Gesù ci chiama.
Gesù ci dice queste parole oggi. Accettiamole col cuore e permettiamo al Suo Amore di toccarci in modo che possiamo mettere in pratica quello che ci chiede.

Amen.

fra Marinko Sakota

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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