Omelie

Omelia della santa Messa italiana – Medjugorje, 1 gennaio 2020


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, [i pastori] andarono, senza indugio, e trovarono Maria e Giuseppe e il bambino, adagiato nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono ciò che del bambino era stato detto loro.
Tutti quelli che udivano si stupirono delle cose dette loro dai pastori. Maria, da parte sua, custodiva tutte queste cose, meditandole nel suo cuore.
I pastori se ne tornarono, glorificando e lodando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro.
Quando furono compiuti gli otto giorni prescritti per la circoncisione, gli fu messo nome Gesù, come era stato chiamato dall’angelo prima che fosse concepito nel grembo.
Parola del Signore.


Auguri di buon anno.
Facciamo qualche passo indietro. Torniamo all’Annunciazione per rivivere i momenti che ci hanno portato a questo punto che conclude l’ottava di Natale.

L’angelo Gabriele, mandato da Dio, ambasciatore presso Maria, comunica a Maria che Lei sarà la Madre di Gesù, che in Lei sarà il Figlio di Dio.
Maria, nella Sua consapevolezza e per quanto potesse capire in quel momento, ha detto subito il Suo “fiat”: “Sì, sia fatta in Me la Tua Volontà”. Questo è quello che noi dobbiamo sempre chiedere. E’ il primo passo da compiere, affinchè nell’itinerario di fede che compiamo ogni anno ci sia sempre la consapevolezza che dobbiamo realizzare la Volontà di Dio.

Qualcuno chiede: “Come si fa a capire qual’è la Volontà di Dio?” Bisogna aprire il cuore.
Per quanto mi riguarda ho sempre questa teoria: per prima cosa bisogna pregare e invocare lo Spirito Santo. Senza la preghiera non capiremo mai. Lo Spirito Santo ci faccia capire cosa dobbiamo fare, non soltanto per le scelte materiali, ma anche quelle spirituali, più profonde. Uno, comunque, deve incamminarsi. Deve pure dire di sì a qualcosa. Ma, se nel dire di sì, pensando di fare la Volontà di Dio, mi a corgo di rimanere turbato – c’è qualcosa in me che non mi da pace – faccio un passo indietro. Se non sto bene con la mia anima vuol dire che quella non è la Volontà di Dio. Allora mi rivolgo ad un’altra strada che magari avevo scartato e invece si rivela essere la Volontà di Dio.

Maria, senza indugio, come i pastori che sono andati ad adorare Gesù…
Senza indugio, senza domandarsi troppi perchè. Sì, perchè a volte è proprio questo il problema. Vogliamo arrivare alla risposta che piace a noi e non a quella che piace a Dio. Allora cerchiamo sempre delle giustificazioni.
Qui abbiamo l’esempio. Maria immediatamente accoglie in Sè la Volontà di Dio, pur non capendo in quel momento cosa sarebbe avvenuto di Lei. Risponde: “Avvenga di Me secondo la Tua Volontà”. Ed ecco che lo Spirito Santo Le dona il Figlio Gesù.

Dall’altra parte Giuseppe, trovandosi in difficoltà… Mettiamoci nei panni di Giuseppe che ha visto Maria incinta. Pensate cosa ha dovuto fare per accettare questo evento. Anche perchè doveva rispondere moralmente davanti alle altre persone. Come poteva giustificarsi?
Ma perchè tutto questo è stato possibile per Giuseppe? Perchè era un uomo giusto. Viene chiamato “il giusto”. Non aveva impurità nella sua anima. Ha accolto tutto come Volontà di Dio.
La Volontà di Dio, quindi, primeggia sempre nella nostra vita.
I pastori vanno lì per adorare Gesù e diventano strumenti di Dio per glorificare e annunciare la Venuta di Gesù.

Ma in questo giorno, appunto, il Signore ci fa dono di qualcosa di straordinario: la pace.
Noi oggi veneriamo Maria come Madre di Dio, ma è anche il giorno in cui dobbiamo rivolgerci al Padre per invocare il dono della pace.
Quando pensiamo a ciò facilmente i nostri pensieri vanno alla pace nel mondo, alla pace dove ci sono le guerre, alla pace tra le famiglie che sono in lotta tra di loro, ma il vero motivo per chiedere la pace è invocarla per noi stessi. Se noi non viviamo in pace con noi stessi, se i nostri cuori non sono sereni, tranquilli, gioiosi e abbiamo sempre qualche turbamento interiore, non possiamo chiedere la pace per altre cose. Non possiamo chiedere la pace per una determinata situazione familiare o di un paese se noi non abbiamo la pace nel cuore.

E cos’è questa pace nel cuore? Dobbiamo rivolgerci a Maria. Maria era in pace, era serena, perchè era nella Volontà di Dio. Era consapevole di questo. Non dobbiamo solamente pensare che Lei era stata concepita senza peccato originale. Era ugualmente una creatura umana e sicuramente di difficoltà ne ha avute. Sicuramente anche con Giuseppe avrà parlato per decidere alcune cose insieme per il Figlio Gesù.

Mettere al primo posto il dono della pace nei nostri cuori vuol dire aprire la strada per chiedere la pace per tante altre situazioni. Diversamente la nostra invocazione resterà inascoltata.
E’ inutile chiedere la pace per il mondo se io non vivo in pace con me stesso.
La mia anima non è tranquilla, non è in pace. Perchè? Perchè c’è sempre il peccato che io mi porto dietro. C’è quella divisione con Dio quando faccio cose o azioni che non sono in assonanza con la Volontà di Dio. Allora dobbiamo invocare Maria che oltre ad essere la Madre di Gesù e la Corredentrice è anche la Regina della Pace. Ma in che senso? Non è Lei che ci da la pace. Non è compito Suo. La pace non è un dono che viene da Maria. E’ un dono di Gesù. Lui ha detto: “Vi do la Mia pace”. Quindi è Gesù che la da.

Qual è il compito di Maria? Quello di vigilare sulla pace che ci viene data da Suo Figlio Gesù. Dobbiamo invocarLa affinchè Gesù ci dia la pace. Lei si assume tutta la responsabilità di vigilare. Non è un compito facile quello di Maria sapendo che teste dure che abbiamo nel vivere i doni che il Signore ci da.
Non abbiamo la consapevolezza di quanto meraviglioso è il dono della pace che il Signore ci fa, soprattutto quella personale che apre la strada a tutte le altre richieste di pace per il mondo.

Iniziamo l’anno invocando Maria come Madre di Dio e lo terminiamo con il Te Deum per ringraziare dei doni che il Signore ci fa durante tutto l’anno. Oggi preghiamo Maria, perchè possa vigilare sulle nostre vite, sui nostri cuori e ci dia la pace.
Quale dono meraviglioso per noi che siamo a Medjugorje invocare la pace proprio da questo luogo in cui Maria appare ai veggenti e a noi spiritualmente, parla ai nostri cuori, perchè ci chiama ad essere strumenti di pace.
InvochiamoLa oggi in modo particolare e portiamo la pace anche alle persone che incontreremo tornando alle nostre famiglie.

Siano lodati Gesù e Maria.

mons.Ottavio Vitale

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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