Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 17 maggio 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se mi amate, osserverete i miei comandamenti; e io pregherò il Padre ed egli vi darà un altro Paràclito perché rimanga con voi per sempre, lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete perché egli rimane presso di voi e sarà in voi.
Non vi lascerò orfani: verrò da voi. Ancora un poco e il mondo non mi vedrà più; voi invece mi vedrete, perché io vivo e voi vivrete. In quel giorno voi saprete che io sono nel Padre mio e voi in me e io in voi.
Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, seguire Gesù è sempre attraente.
Il tempo pasquale è il tempo della luce e della gioia, ma anche di concretezza. Il Signore non è venuto per accendere una luce falsa, che splende per un attimo e poi sparisce, ma per convertirci. Ci dice: “Io sono la Via, la Verità e la Vita”.

Mentre ci avviciniamo alla Pentecoste la pedagogia della Chiesa ci prepara all’incontro con lo Spirito Santo che dimora in noi e attorno a noi
Nel Vangelo Gesù promette la discesa dello Spirito Santo. Contempliamo la Sua missione nell’ottica delle Parole di Gesù.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica dice: “Spirito Santo è il Nome proprio di Colui che onoriamo e lodiamo assieme al Paddre e al Figlio. La Chiesa L’ha accolto dal Signore e Lo professa nel Battesimo dei propri figli”. Quando annuncia la discesa dello Spirito Santo, il Paraclito, in latino “advocatus”, . è perchè Gesù è Colui che consola per primo. Gesù Stesso dice che lo Spirito Santo è lo Spirito di Verità

Nei tribunali giudei c’era un modo di difendersi a noi sconosciuto. Assieme all’accusato c’era una persona di rispetto. Questa persona non parlava, ma la sua sola presenza induceva a liberare l’accusato. E’ lo stesso comportamento che Gesù ha nell’episodio della donna trovata in adulterio.
Lo Spirito Santo è il nostro consolatore. Con la Sua Presenza ci aiuta e ci converte.
Il Padre manda il Figlio, il Quale affida allo Spirito Santo il compito di continuare la Sua missione. Veramente non ci lascia orfani.

Quando Gesù doveva essere glorificato promette la venuta dello Spirito Santo. La Sua Morte e Resurrezione è il compimento della promessa fatta ai padri. Lo Spirito Santo verrà, Lo conosceremo, rimarrà con noi per sempre, ci ammaestrerà e ci ricorderà tutto ciò che Gesù ci ha insegnato.

Nel Vangelo di oggi due volte Gesù parla della perseveranza: “Se Mi amate osserverete i Miei Comandamenti. Chi osserva i Miei Comandamenti Mi ama”.
Bisogna accogliere i Comandamenti, accettarli, viverli e allora si entra nel rapporto d’Amore con Dio. Questo riguarda tutti i nostri sensi: la mente cerca di accogliere; la volontà desidera agire.
Tante volte nelle nostre vite e in quelle degli altri vediamo discordia, mancanza di armonia, tra ciò che si dice di credere e ciò che si vive.
Anche da noi ci sono tanti che si dichiarano cristiani, ma una grande percentuale di essi rifiuta gli ordini morali che vengono richiesti dalla Chiesa. Come mai succede ciò? Il motivo è che tutti siamo inclini al peccato.
San Paolo lo dice: “Non faccio il bene che vorrei, ma il male che non vorrei fare”.

La cultura d’oggi influisce molto su questa realtà. E’ una cultura che permette tutto. E’ come se ascoltassimo il discorso tra il serpente e.Eva: “Ma dai… Non vedi che tutti lo fanno? Che male c’è in questo?”
Riconosciamo difficilmente che siamo peccatori.
Vedete con quale disinteresse nella santa Messa pronunciamo le parole del Credo?
Dov’è quella frase di Gesù “chi Mi ama osserva i Miei Comandamenti?”
Si aggiungono altri motivi che non sono secondari. Conosciamo male il mistero di Gesù. Lui ci ha amato fino alla morte in croce e noi? Come contraccambiamo?
Spesso
si sente dire che l’insegnamento cristiano è un elenco di tanti “no” che rendono la vita insopportabile. Il Cristianesimo è una Persona: Gesù. San Paolo Lo chiama l’Uomo del “sì”.
Gesù ci invita a dire sì anche quando chiede a noi delle rinunce. Ogni scelta ha come conseguenza che bisogna lasciare qualcosa, ma si lascia sempre qualcosa che vale meno per ricevere qualcosa che vale di più.

Questo tempo pasquale è prezioso per scoprire la fede cristiana.
Se amiamo veramente siamo pronti a fare di tutto per non offendere la persona a cui vogliamo bene.
Su queste premesse possiamo dire che i Comandamenti di Dio sono presentati male. Invece di vederli come delle indicazioni per il nostro cammino spesso li vediamo come degli ostacoli sul cammino.
“Se Mi amate osserverete i Miei Comandamenti”. Quali? I Comandamenti di Mosè che sono scritti nel cuore umano, ma Gesù li ha riassunti in soli due, anzi in una parola sola: ama!
I cristiani sono invitati a vivere in modo degno il Vangelo di Cristo. Per mezzo dei Sacramenti e la preghiera ricevono la grazia e i doni dello Spirito Santo.

Cari fratelli e sorelle, ogni domenica è una Pasqua, perchè si ricorda sempre la Morte e la Resurrezione di Cristo, ma anche di ogni cristiano. La Pasqua non è un mistero che non fa soffrire. Di questo ci parla san Pietro nella seconda lettura che abbiamo sentito oggi: “E’ meglio soffrire facendo il bene che operando il male, perchè anche Cristo è morto una volta per sempre per i peccati, ma reso vivo nello Spirito”. Non dobbiamo ingannarci: il bene costa, ma vale. Fare del bene non porta sempre soddisfazione. Spesso se vogliamo fare del bene incontriamo incomprensione, dubbi, saremo derisi.
Spesso sentiamo dire: “Guarda quell’ipocrita. Fa finta di andare in chiesa, ma è peggiore di tutti”. Chissà cosa sta dietro a tutto questo. Forse i cristiani sono uccisi più dalle falsità che dalle persecuzioni. Bisogna reagire e scoprire la dignità della fede, pronti sempre a dare una spiegazione per la propria speranza. Forse gli insegnamenti possono servire, ma san Pietro ci dice: “La nostra perseveranza deve essere accompagnata dalla dolcezza e dal rispetto.
Ci domandiamo: Ma dobbiamo comportarci così anche con coloro che ci calunniano? Sì, lasciando a Dio il giudizio.
Da queste parole vediamo il modello della vita cristiana che non è facile. La Resurrezione di Gesù è anche la nostra resurrezione.

San Beda ha scritto che un uomo scozzese si è rivolto al popolo per comprendere se dovesse accettare il Cristianesimo o no. San Patrizio stava annunciando il Cristianesimo in quella zona. Il vecchio ha detto: “La nostra vita è simile a questa stanza: calda e illuminata dal fuoco. Sotto il soffitto ogni tanto vola un passero. Viene dal buio e poi vi ritorna. Sappiamo da dove veniamo e dove andiamo. Se questa fede ce lo dice sia benedetta. Ma chi ci garantisce che fuori da questa stanza troveremo il calore e la luce?” San Patrizio ha risposto: “Se riceverete lo Spirito Santo avrete con voi la luce che non si spegnerà mai e avrete calore per sempre”. I presenti hanno accettato e accolto il Battesimo per essere salvati.

Fratelli e sorelle, preghiamo la Beata Vergine Maria per avere la grazia di prepararci meglio per la venuta dello Spirito Santo.
Solo Lui dona forza e calore al nostro cuore e alla nostra vita.
La nostra salvezza è in Lui.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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