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Testimonianza di Maurizio e Paola
al 24. festival dei giovani a Medjugorje agosto 2013

Siamo felicissimi di essere qui per poter testimoniare i miracoli che Dio ha fatto nella nostra vita. Come vedete ne ha fatti tanti.
Anch’io sono un ragazzo che tanti anni fa ha vissuto nella comunità Cenacolo. Cercavo la gioia, la pace e soprattutto la libertà. Volevo essere libero. Non accettavo i limiti e la disciplina che mi imponevano i miei genitori. Ho deciso di andarmene di casa, perchè ero convinto che avrei trovato questa libertà al di fuori.
Più cercavo la libertà e la gioia e più ero triste e schiavo. Ad un certo punto io che cercavo la libertà mi sono trovato in una cella di un carcere. Qui Dio si è manifestato a me attraverso suor Elvira.

In quell’epoca, 26 anni fa, lei mi scrisse una lettera in carcere. Io non la conoscevo, ma i miei genitori si erano messi in contatto con lei.
In questa lettera lei mi diceva molte verità con il suo modo di dirle, senza usare la diplomazia. Solo per dirvene una la lettera iniziava così: “Carissimo sacco di immondizia”.
Dopo un anno di carcere ho compreso che lei mi stava amando davvero dicendomi la verità in faccia.

Mi ricordo molto bene quando sono uscito dal carcere e sono andato agli arresti domiciliari a casa. Lei mi è venuta a trovare. Oggi vedo come Dio, attraverso suor Elvira, mi è venuto a trovare e a prendere.
Le ho detto: “Suora, Lei mi parla di fede. Io non ho fede”. Lei mi disse: “Non ti preoccupare. Abbi fiducia in me. ce l’ho io la fede”.
Molto orgoglioso ho continuato dicendo: “Ma io non credo neppure in Dio”. E lei mi disse: “Però Dio crede in te”.
Questo è stato l’inizio del cambiamento della mia vita.

Sono entrato in comunità. Ho fatto il cammino comunitario. Sono uscito dalla comunità e Dio mi ha fatto il secondo regalo più bello della mia vita. Il primo è stato madre Elvira, il secondo Paoletta, la mia sposa.
Dio, attraverso madre Elvira e attraverso Paola, mi ha dato il dono della fede. Ci siamo sposati, felici. Volevamo avere tanti figli. Dopo 4 anni di matrimonio ci siamo accorti che non potevamo averne. Paola rimaneva incinta, ma al terzo mese di gravidanza perdeva il bimbo. Prima uno, poi due, poi tre. Tre bambini sono andati in cielo.
A quel punto i medici ci hanno detto di prendere precauzioni. Paola non doveva più rimanere incinta, perchè correva il rischio di morte.

In quel periodo eravamo in Brasile. Avevamo pensato di trascorrere un anno della nostra vita con i bambini di strada. Un anno di volontariato per ringraziare Dio. Il terzo bambino che è andato in cielo è successo proprio in Brasile. Abbiamo avuto un momento di crisi.
Accoglievamo bambini di strada, cioè bambini che i genitori abbandonano. Abbiamo detto: “Noi accogliamo bambini che gli altri non vogliono. Dio non può fare un miracolo con noi?”
Abbiamo deciso di intensificare i nostri momenti di preghiera e chiedere a Dio che cosa voleva da noi. E’ stato molto bello. Insieme abbiamo capito che Dio ci voleva lì in Brasile. I bambini che noi accoglievamo sono bambini che non hanno papà e mamma. Noi volevamo il nostro bambino. Non eravamo amcora pronti per avere un figlio. Dio che lo sa ci preparava.
Abbiamo pensato di dire il nostro “sì”. Un sì fatto di incoerenza, di incostanza e tante debolezze. E’ un sì che cerchiamo di ripetere tutti i giorni da 17 anni.
Dio non delude mai. Per Dio nulla è impossibile.

Paola ha preso la decisione di non prendere nessun farmaco al di fuori dell’Eucaristia. Partecipavamo tutti i giorni alla santa Messa. L’unico farmaco era Gesù.
Dopo 9 mesi di questo nostro sì è nato Francesco. Dopo è nato Stefano. Dopo è nato Tommaso. Dopo è nato Filippo. Dopo è nato Lorenzo. Dopo è nato Giovanni Paolo.

Visto quello che Dio stava operando nelle nostre vite ci siamo trovati in una situazione in cui potevamo solo ringraziare, perchè la fede diventa tale attraverso le opere dell’Amore.
Con tutti i nostri limiti abbiamo cercato di fare qualcosa di bello, cioè di dedicare la nostra vita ai bambini del Brasile. Non è che siamo bravi e buoni, ma stiamo cercando di diventarlo.
Abbiamo preso questa decisione perchè ci siamo accorti che il servizio è la strada più breve e più facile per arrivare a Gesù. Quel Gesù che io cercavo. Il Gesù della pace, della gioia, della vera libertà.
E’ un privilegio per noi essere in Brasile con i bambini di strada.

Sei anni fa abbiamo accolto 6 fratellini brasiliani. Viviamo in una comunità di madre Elvira che accoglie 80 bambini di strada. Loro sono fratellini di sangue tra di loro. Il più piccolo aveva 2 anni, Samuele, e Daniele, il più grande, ne aveva 10. Li abbiamo accolti. Quando sono piccoli vanno in adozione abbastanza velocemente, solo che non c’è nessuna famiglia completamente matta che adotta 6 figli.
Il giudice di san paolo ci ha detto: “Parlate con i bambini. Tra poco ci saranno delle famiglie. Una famiglia adotta uno, l’altra famiglia adotta l’altro…”. Noi abbiamo provato a prepararli. Ci siamo seduti a tavola e abbiamo iniziato a parlare con loro: “Verrà una famiglia bella. Adotterà te. Avrai una bella casa. Dei bei genitori. Un’altra adotterà te”. Loro hanno iniziato a piangere e a dirci: “Non fate questo. Zii, non fate questo anche voi!” Allora mia moglie ed io abbiamo fatto una pazzia.

Paoletta ed io abbiamo chiesto un segno a Dio perchè l’adozione non deve essere mai spinta da qualcosa di emotivo. Perchè un’adozione funzioni la famiglia non deve dire “adotto un bambino per riempire qualcosa che manca tra di noi”, ma deve dire: “Noi vogliamo dare una famiglia a quel bambino”. Allora l’adozione funziona.
Non è che manchino le difficoltà. Anzi… Non è facile, però con l’aiuto di Dio si può. Abbiamo chiesto un segno a dio. Una cosa molto bella è che io non ne ho parlato con Paola e Paola non ne ha parlato con me. Io come segno ho detto: “Deve essere suor Elvira a dirci di fare questa adozione”. Questo perchè abbiamo la certezza che in suor Elvira c’è la Presenza di Dio.
Avevamo scritto una e mail in Italia per sapere se c’era qualche famiglia che poteva aiutare questi bambini. Nella vigiglia di Pasqua di 5 anni fa padre Stefano ha parlato con madre Elvira e poi ci hanno mandato una e mail dicendo: “Noi non abbiamo trovato una famiglia, ma perchè non potete essere voi stessi la famiglia di questi bambini?” Mentre dico questo penso alla frase: “Voi stessi date loro da mangiare”. Perchè voi stessi non siete quelli che danno da mangiare a questi bambini?
Allora ho stampato l’e mail e sono corso da Paola e le ho detto: “Guarda Paola, è suor Elvira che ce lo consiglia”. A Paola sono venuti due lacrimoni perchè mi ha detto: “Sai che io ho chiesto questo a Dio?”
Così avevamo la certezza che Dio ci avrebbe preparato. Ci da la forza ancora oggi per educare questi meravigliosi figli.

E poi i miracoli non sono finiti. Ce ne sono tantissimi da raccontarvi, ma ne racconto solo uno.
Noi avevamo 6 figli maschi e 6 adottati anche loro maschi. Con 6 figli 5 anni fa siamo andati in Italia per la festa della vita con la comunità Cenacolo. Prima di tornare in Brasile abbiamo pensato di andare a Roma a ringraziare papa Giovanni Paolo II. Lo avevamo nel cuore in modo particolare. Ci ha aiutati nel cammino. Siamo andati sulla tomba di papa Giovanni Paolo II per ringraziarlo. Paola ed io abbiamo detto ai bambini: “Giovanni Paolo II era un papa che voleva molto bene ai bambini, quindi siamo qua a ringraziarlo. Se volete qualcosa di speciale potete farlo”.

Quando siamo usciti dal Vaticano siamo saliti sul pullman. Ho chiesto a loro: “allora, cosa avete chiesto a Giovanni Paolo II?” E tutti in coro: “Una sorellina!” Matti, eh? Abbiamo detto: “Calma. Siete in 12”. Dopo 9 mesi è nata Maria Chiara, il giorno 2 di aprile. Chi ama Giovanni Paolo II sa che è andato in cielo il 2 di aprile. Ci ha fatto questo regalino meraviglioso.
E poi non è finita, perchè in questo momento non è qui, però il Signore tre mesi fa ci ha fatto un altro meraviglioso regalo: Federico. Questo è nato dalla pancia di Paoletta. E’ un bimbo speciale: ha la sindrome di Down. Per noi è il regalo più meraviglioso che Dio poteva farci.

In questi giorni che ci stiamo documentando sui bambini Down abbiamo scoperto che essi sono bambini particolarmente puri. Non hanno malizia, non hanno interesse quando parlano e ascoltano. Che bello vedere come Dio ha pensato a noi. Vuole farci diventare più buoni, più puri, più disinteressati.
Federico è proprio venuto a purificare il nostro amore.

Finisco dicendo che vale veramente la pena cercare di mettere Dio nella propria vita. Con Dio si può costruire un matrimonio felice. Paola ed io siamo veramente felicissimi. Ero una persona di cui nessuno si fidava. Ringrazio il Signore, perchè è 20 anni che siamo sposati e non ho mai tradito la mia sposa e con l’aiuto di Dio non la tradirò mai in tutta la vita.
In questi giorni Paola edi io pensavamo: “Siamo veramente felici. Venti anni di matrimonio, 14 figli. Tante gioie e qualche problemino”.
Il segreto della felicità e di un matrimonio felice penso che sia veramente solo Dio. Per essere veramente felicemente sposati bisogna vivere la fedeltà. Quando si parla di fedeltà si pensa a non tradire la moglie. Non parlo di questa fedeltà. La fedeltà più importante è la mia fedeltà a Dio, che si può tradurre in fede. La seconda fedeltà è nei miei confronti, quel “sì” povero e misero che ho detto a Dio quando ho sposato Paola. Se riesco essere fedele a Dio e a me stesso è una conseguenza normale e bella essere fedele a Paola.
Se volete essere felici nella vita, nel matrimonio, nei rapporti con i figli scegliete Dio.

Grazie.

Fonte:  (Trascrizione a cura di A. Bianco)

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