Omelie

Omelia della Santa Messa – Medjugorje, 11 ottobre 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.
Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: Dite agli invitati: “Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».
Parola del Signore.


“Gesù riprese a parlare ai capi dei sacerdoti e ai farisei”.

Fratelli e sorelle, anche se ha già incontrato varie volte il loro comportamento ostile Gesù cerca di convincere i capi del popolo che Lui viene nel Nome del Padre e desidera invitarli tutti all’unione con il Padre. Non rimprovera nessuno e non giudica nessuno, ma secondo la Sua abitudine racconta una parabola in cui ciascuno deve riconoscere se stesso e il proprio rapporto con Dio.
Lo scopo delle parabole di Gesù non è quello di far sentire qualcosa di nuovo. Molto di più. Sono esortazioni per operare attivamente, per decidersi. Sono una chiamata alla conversione, al cambiamento di vita.

Nella parabola che abbiamo appena sentito rimane difficilmente comprensibile il fatto che le persone non abbiano accettato l’invito alla festa del re. La festa di nozze non è stata organizzata da una persona qualunque, ma dal re. Il rifiuto significa disprezzo.
Nelle condizioni della vita moderna è difficile immaginare una cosa del genere. Chi non si sentirebbe onorato ad essere invitato dal re, dal presidente o da un personaggio importante? Nessuno rifiuterebbe l’invito.
Così pensano anche tante persone che ascoltano questo brano di Matteo.

Ma la parabola nasconde un coltello che non dobbiamo trascurare.
Queste nozze sono il Regno di Dio. Il re è Dio Stesso. I servi sono i profeti che per secoli invitavano nel Nome di Dio. Alcuni di quei profeti hanno pagato con la propria vita.
Gli invitati sono le persone del popolo di Dio. Principalmente Gesù si riferisce ai capi del popolo. Questi rifiutano l’invito.
I motivi per giustificarlo sembrano moderni e molto conosciuti. Quando si chiede come mai le persone non preghino o non partecipino alla santa Messa domenicale ci si sente rispondere “ho i miei impegni che non posso trascurare, non posso lasciare il mio lavoro, devo andare in gita con i miei amici”. Semplicemente non si ha tempo.
Tali motivi non sono validi. Se un uomo viene invitato da una persona importante troverà sempre tempo. Se rifiuta l’invito di Dio significa che per lui Dio ha poco valore.

Vediamo che questa parabola parla del rapporto di Dio verso l’uomo e dell’uomo verso Dio. Verso gli uomini Dio è immensamente buono, ma purtroppo spesso gli uomini verso di Lui sono freddi, ingrati.
Sin dall’inizio dei tempi l’uomo è sempre stato religioso e in cerca della verità. Ogni popolo aveva personaggi spirituali attraverso i quali Dio rivelava i Suoi misteri. Lo ha fatto in modo particolare nel popolo prescelto di Israele tramite i profeti.
Il culmine della manifestazione di Dio è in Gesù Cristo, in Cui Dio ha offerto all’uomo la Sua amicizia. Lo ha invitato alla Sua Mensa, nella Sua Casa. L’uomo desidera stare alla Presenza di Dio.

Come si può comprendere, allora, il comportamento degli invitati in questa parabola? Tutti hanno affari da sbrigare e che non possono rimandare. Per questa ragione non possono accettare l’invito.
Dio ama l’uomo e lo vuole per Sè, ma pone certe condizioni per questa comunione. Dall’altra parte l’uomo sente di aver bisogno di Dio, ma fa fatica ad abbandonarsi a Lui completamente. L’uomo ha la tentazione forte di decidere da solo quanto abbia bisogno di Dio. L’uomo spesso usa Dio per i propri interessi e non per creare un vero rapporto di amicizia e di Amore. Così c’è sempre qualcosa più importante di Dio. L’uomo non è pronto a sacrificare le proprie cose per appartenere completamente a Dio.

Fratelli e sorelle, anche se i primi invitati hanno rifiutato l’invito del re tale invito rimane valido. La sorpresa è che il re non invita nuovamente le stesse persone, ma ne invita nuove. Dice: “Andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete chiamateli alle nozze”. Si tratta dei pagani che nell’Antico Testamento erano esclusi dalla comunione con il popolo prescelto di Dio. Ma dopo che quello stesso popolo ha rifiutato la chiamata Gesù Si rivolge ai pagani. Questa è la principale linea teologica dell’intero Vangelo di Matteo.
Gesù Risorto ha detto: “Fate Miei discepoli tutti i popoli”.

Con questo non è terminato il messaggio della parabola di Gesù. In essa troviamo un’altra sorpresa.
Se il re ha invitato a chiamare tutti quelli che si trovavano per strada, perchè caccia fuori qualcuno che non ha l’abito nuziale? In nessuna frase precedente si diceva che bisognava indossare l’abito nuziale.
Domandiamoci: cos’è l’abito nuziale? L’abito nuziale è la risposta grata alla chiamata. In conformità a questa chiamata dobbiamo comportarci adeguatamente. Con parole teologiche si tratta della grazia di Dio da conservare. L’uomo cacciato non ha conservato tale grazia.

Questa parola, fratelli e sorelle, è importante per la Chiesa. La Chiesa sarà sottomessa al giudizio, ma in tante parti del mondo non ha conservato l’abito nuziale.
Nell’Apocalisse lo scrittore che parla in Nome di Dio rivolge ammonimenti forti alle città dell’Asia dove la fede è iniziata a diventare tiepida. Non c’era più l’ardore dei primi cristiani. Quegli ammonimenti purtroppo si sono realizzati. Oggi in quelle città non c’è più nemmeno una traccia del Cristianesimo. Non hanno custodito l’abito nuziale della grazia e sono state cacciate fuori dalla comunione dei santi.
Dobbiamo domandarci con serietà: non succede forse anche oggi qualcosa di simile in Europa? Essa una volta era cristiana e per secoli i missionari andavano in tutte le parti del mondo per diffondere il Vangelo. Questa Europa oggi è diventata pagana e bisognosa di un nuovo annuncio del Vangelo.

Noi che ci raduniamo qui dobbiamo essere grati a Dio, perchè qui avviene da 40 anni la nuova evangelizzazione per intercessione della Madonna. Cerchiamo di essere Suoi testimoni e apostoli.
Non rifiutiamo la chiamata di Dio alle Sue nozze, ma accettiamola con gratitudine e testimoniamo Dio nella nostra vita.

Amen.

fra Ivan Dugandzic

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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