Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 20 ottobre 2020


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Siate pronti, con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese; siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che, quando arriva e bussa, gli aprano subito.
Beati quei servi che il padrone al suo ritorno troverà ancora svegli; in verità io vi dico, si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
E se, giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba, li troverà così, beati loro!».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, Gesù spesso ha usato parabole per avvicinare gli ascoltatori a Dio e per spiegare come comportarsi nella vita per piacere a Dio.

Di solito queste parabole sono tratte dalla vita quotidiana in modo che la gente potesse capirle facilmente. Le parabole contengono cose profonde dette in modo molto chiaro.
Perchè queste storie hanno lasciato poche tracce negli ascoltatori? Le persone hanno rifiutato le parabole e Gesù Stesso quando bisognava sacrificarsi.
Sembra che agli uomini piaccia di più un Dio lontano che non Si umilia tanto, non Si avvicini troppo alla gente e non chieda troppo. E’ difficile accettare la vicinanza di Dio, anche se offre tanto, ma anche chiede tanto.

La parabola di oggi parla di un servo che aspetta il suo padrone. Ai tempi di Gesù i servi vivevano spesso nella casa del padrone.
Il Vangelo parla del rapporto tra il servo e il padrone. Si tratta di un brano piuttosto breve. Due sono le frasi chiave: “Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese. Siate simili a quelli che aspettano il loro padrone quando torna dalle nozze, in modo che quando arriva e bussa gli aprano subito. Beati quei servi che al suo ritorno troverà ancora svegli. In Verità Io vi dico: si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”.

Se riflettiamo soltanto sulla prima frase, omettendo la seconda, potremmo ingannarci e pensare che il padrone sia crudele e costringa i servi ad attenderlo. L’evangelista aggiunge “in modo che quando il padrone arriva gli apriranno subito”. Il padrone sarà felice. Ma la frase che segue cambia tutto. Questa è la vera Buona Novella: “Beati quei servi che il padrone, al suo ritorno, troverà ancora svegli. In Verità Io vi dico: si stringerà le vesti ai fianchi, li farà mettere a tavola e passerà a servirli”. I servi che saranno ancora svegli con le lampade accese saranno premiati. Riceveranno il premio più grande. Il padrone stesso li farà mettere a tavola e passerà a servirli.
Dio premia la nostra fedeltà. Ci premierà 100 volte di più.

Ora ci si deve porre la domanda: come si giunge ad essere premiati? Come si può passare dalla fase in cui si serve a quella in cui si viene serviti?
La risposta sta nell’espressione “con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese”. Cosa significa ciò? Le vesti strette ai fianchi mostrano la disponibilità a fare un viaggio. Noi siamo viandanti sulla terra verso l’eternità. Gesù desidera che siamo sempre pronti e svegli per accogliere con gratitudine ogni giorno nuovo che Dio ci dona. Le lampade senza olio non servono a nulla. La lampada è l’immagine della nostra vita. L’olio è il simbolo delle nostre opere buone.
I cristiani sono come le altre persone: vivono, lavorano, dormono, mangiano, bevono. Vegliare per un cristiano non significa non dormire, ma essere pronto, cioè avere la vita piena di opere d’amore.

Il messaggio che ci viene offerto è il seguente: “Abbi la vita piena di opere buone e avrai prenotato un posto nel Regno dei Cieli”. Vegliare significa anelare al giorno in cui vedremo il Signore. Quando siamo svegli sentiamo fame della Sua Presenza, sapendo che nulla ci può nutrire se non Lui Stesso.
Vegliare può soltanto colui che non ha permesso di spegnere la lampada della fede nel proprio cuore.
Cristo sa che non è facile vegliare. Sa che avremmo voluto chiudere gli occhi e cadere in una falsa pace. Solo Lui può permetterci di vegliare e di custodire la nostra fede.

Il Vangelo termina con la seguente frase: “E se giungendo nel mezzo della notte o prima dell’alba li troverà così beati loro”. Non sappiamo quando il Signore verrà. Non sappiamo se verrà nel 2030 o nel 2050.
Fratelli e sorelle, è importante che vegliamo sempre nella fede, siamo attivi nell’Amore, volendo sempre servire per il Signore.
Il Signore non si farà servire, ma servirà i Suoi servi che sono stati fedeli. Questo gesto lo ha fatto anche nell’Ultima Cena, quando Gesù ha lavato i piedi ai Suoi discepoli. L’immagine di un tale Dio è impressa profondamente nel nostro cuore, nella nostra mente, nella nostra coscienza.

Spesso immaginiamo Dio come un imperatore seduto su un trono a cui è meglio non avvicinarsi. Dimentichiamo che Lui Si è tanto umiliato e in Gesù è diventato uno di noi. Dimentichiamo quanto ha fatto per noi e continua a fare.
Il servo saggio accetta la volontà del suo padrone. Dio desidera amarci e desidera che noi amiamo Lui. Questa è la Sua Volontà.
Ringrazio il Signore per tutto ciò che ho? Che immagine ho di Dio? Domandati nel cuore: desideri che Gesù diventi padrone del tuo essere?

Cari fratelli e sorelle, riflettiamo su ciò che il Signore ha fatto dopo l’Ultima Cena. Riflettiamo cosa ha fatto per noi e per la nostra salvezza. E’ diventato Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo sulla croce per noi.
Nella seconda venuta il Signore verrà per servirci e per portarci nella gioia eterna, nel Regno dei Cieli.
Beati quei servi che saranno pronti. Beati noi se rimaniamo a vegliare nella fede, in attesa della Sua seconda venuta.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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