Omelie

Omelia della Santa Messa – Medjugorje, 5 dicembre 2020


Dal Vangelo secondo Marco
Inizio del vangelo di Gesù, Cristo, Figlio di Dio.
Come sta scritto nel profeta Isaìa:
«Ecco, dinanzi a te io mando il mio messaggero: egli preparerà la tua via.
Voce di uno che grida nel deserto: Preparate la via del Signore, raddrizzate i suoi sentieri», vi fu Giovanni, che battezzava nel deserto e proclamava un battesimo di conversione per il perdono dei peccati.
Accorrevano a lui tutta la regione della Giudea e tutti gli abitanti di Gerusalemme. E si facevano battezzare da lui nel fiume Giordano, confessando i loro peccati.
Giovanni era vestito di peli di cammello, con una cintura di pelle attorno ai fianchi, e mangiava cavallette e miele selvatico. E proclamava: «Viene dopo di me colui che è più forte di me: io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei suoi sandali. Io vi ho battezzato con acqua, ma egli vi battezzerà in Spirito Santo».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, nella seconda domenica d’Avvento e anche nella terza incontriamo la figura di san Giovanni Battista.

Si tratta di una persona insolita che vive nel deserto. E’ vestito di peli di cammello e si nutre di cavallette e miele selvatico.
Invitava la gente alla conversione usando parole pesanti per le nostre orecchie moderne.
Giovanni il Battista non ha frequentato il corso della nuova evangelizzazione. Parlava di roveto ardente e di giudizio. Usava parole dure.
Il Vangelo è sempre buona Novella, anche quando sentiamo parole pesanti che ci mettono in crisi.
Il Vangelo porta sempre alla gioia.

San Giovanni Battista, come i giudei devoti, viveva nel deserto di Giudea. E’ un luogo privilegiato per l’incontro con Dio. Il deserto per gli israeliti era il luogo per fare esperienza di Dio. Nel deserto il popolo ha fatto l’alleanza con Dio. Il deserto per gli israeliti era il luogo dove era avvenuto il primo Amore con Dio. Lì si era creata l’alleanza dell’Amore e dell’amicizia con Dio.
Nel deserto arriva una voce. San Giovanni definisce se stesso una voce. “Unna voce grida nel deserto: preparate la via al Signore”.
Sappiamo che il padre di Giovanni, Zaccaria, è rimasto muto e Giovanni è la voce. Questa voce e questa forza Giovanni non li ha ricevuti dal suo padre terreno. Questa voce ha la forza del cielo. Ecco perchè è potente, perchè tocca il cuore e raduna le folle.
Giovanni non và al popolo, ma è il popolo ad andare da lui. Nella sua voce sentono la Presenza di Dio.

Tutto avviene nel deserto. Un terzo del nostro pianeta è deserto. Sembra che di giorno in giorno avanzi. Ogni anno ci sono sempre più ettari di terra fertile che diventano deserto.

Oltre al deserto fisico esiste anche il deserto dentro di noi.
Esiste un deserto non al margine delle città, ma all’interno delle città.
Il deserto è quando i rapporti umani si interrompono. Il deserto è la solitudine e l’indifferenza.
I deserti moderni sono il relativismo, il secolarismo.
Il deserto è il luogo dove tu gridi e nessuno ti può sentire, dove sei minacciato e nessuno può aiutarti.
Il deserto è quando sei nel dolore, nella tristezza o anche nella gioia e non hai nessuno con cui condividere. Non è forse quello che viviamo nella quotidianità?

Esiste un deserto ancora più pericoloso: quello che ciascuno di noi porta nel proprio cuore. Il cuore si può spegnere, diventare arido. Può essere disperato, essere vuoto, può indurirsi, non avere sentimenti.
La nostra società ha bisogno del cuore per il calore per sopravvivere, come dice la Madonna nell’ultimo messaggio..
Potremmo dire che la nostra società soffre di un arresto cardiaco.
Nella storia c’erano momenti in cui l’umanità soffriva per la mancanza di conoscenza, di spirito critico, della mancanza di razionalità. La conseguenza era una mente che si era elevata al posto di Dio.
Oggi succede il contrario. Ciò che manca non è lo spirito critico o il progresso tecnologico. Questo lo abbiamo fin troppo e non sappiamo come utilizzarlo. Abbiamo bisogno del calore. Uno degli idoli moderni è il quoziente intellettuale. Ci sono vari modi per misurarlo, ma nessuno misura il quoziente del cuore, del calore umano, dei sentimenti. La durezza del cuore è ciò che crea il deserto.

Nel deserto del mondo la Madonna è presente da quasi 40 anni. Qui ha creato un’oasi. Nei Suoi messaggi ha detto: “Cari figli, Dio Mi ha permesso di creare quest’oasi di pace. Sapete che vi ho promesso l’oasi, ma non sapete che affianco ad essa esiste il deserto. Io ho desiderato creare l’oasi della pace, dell’Amore, della bontà. Qui molti si sono dissetati.” Hanno ascoltato la Parola di Gesù: ‘Se qualcuno ha sete venga e beva. Esiste la sete del senso della vita; sete di amore, di sicurezza, di pace. Hanno sete di liberazione, di perdono,
Molti cuori hanno sperimentato ciò proprio qui, in questa oasi. Basta una piccola oasi per sopravvivere in questo deserto.

In questa vita oggi l’uomo si trova disorientato. Si sente perso se non è continuamente in attività. E’ come se non fosse capace di smettere con le attività quotidiane, di spegnere la tv, internet, il cellulare. L’uomo ha paura del vuoto. Egli può occuparlo con i rapporti superficiali e con le cose. L’uomo fugge dal vuoto, ma bisogna vedere in quale direzione e in che modo riempie questo vuoto.

Se esaminiamo noi stessi e la nostra vita vediamo quante cose facciamo per non rimanere soli, per fuggire dalla paura, per non incontrare il deserto dentro di noi. Il deserto è un luogo e un tempo privilegiato per l’incontro con Dio. Coloro che avevano sete di Dio andavano nel deserto.
Questo tempo in cui viviamo di paura di incontrare gli altri per non contaggiarci può essere occasione per l’incontro con Dio. Ogni tempo può essere la nostra disgrazia o un tempo donato.

Come abbiamo sentito il Vangelo parla di una voce che grida. Questa voce porta qualcosa di nuovo, una novità divina: “Tra di voi c’è qualcuno che non conoscete. Viene dopo di me. E’ più forte di me. Io non sono degno di chinarmi per slegare i lacci dei Suoi sandali”.
Giovanni non mette se stesso al primo posto. Non ha ego. Non nasconde Dio con la sua predicazione, con i suoi vestiti o con la sua vita, come può succedere. Giovanni diminuisce, affinchè Gesù possa crescere.
Non ha paura di essere umile davanti a Gesù. Non parla di suo padre Zaccaria che serve nel tempio. La sua vita è rivolta solo a Gesù.

E’ molto significativo il fatto che la Madonna sia apparsa la prima volta il giorno di san Giovanni Battista. Lei è Colei che ha preparato tante anime qui a ricevere la grazia di Dio. Giovanni annuncia il Messia, Cristo, Figlio di Dio con parole molto semplici. Giovanni ha ricevuto un grande compito: svegliare il mondo addormentato.

Nella prima lettura abbiamo sentito che il popolo era quasi disperato nella deportazione in Babilonia. Perdeva la fede nell’Onnipotenza e nell’aiuto di Dio. Essi hanno sentito la voce profetica: “Consolate, consolate il Mio popolo”.
Non so se nella vostra vita spirituale sia successo, ma Gesù può rimandare la consolazione delle nostre preghiere. Questo capita sempre per il nostro maggior bene.
Qualche volta abbiamo pregato, pregato e Dio ha taciuto. Dio non ha risposto. Ci siamo tanto stancati e eravamo nel pericolo di rinunciare a Dio, alla preghiera, a noi stessi. In questi momenti di prova, se abbiamo il coraggio e la forza di fare l’ultimo passo di fiducia in Dio,, Lui compie i miracoli.
Questa è la pedagogia di Dio. In quella maniera Dio rischia, ma è l’unico modo di purificarci fino alla fine, affinchè possiamo liberarci da tutto ciò che è superficiale, passeggero.
Gesù opera con la forza dello Spirito Santo. Lo Spirito può ridonare la vita a ciò che è morto, guarire ciò che è ferito, risanare ciò che è malato nei nostri rapporti e nei nostri cuori. Ecco perchè non dobbiamo mai disperare. Gesù è Risorto e ci portà la novità divina.

Tale novità ci viene portata qui da quasi 40 anni dalla Beata Vergine Maria. Lei è venuta con Gesù Bambino in braccio. Solo Lui può rinnovare le nostre anime.
Nell’ultimo messaggio la Madonna dice: “Pregate, affinchè Gesù Bambino possa nascere nei vostri cuori in un modo nuovo”.

Amen.

Fra Ljubo Kurtovic

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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