Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 18 dicembre 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
Così fu generato Gesù Cristo: sua madre Maria, essendo promessa sposa di Giuseppe, prima che andassero a vivere insieme si trovò incinta per opera dello Spirito Santo. Giuseppe suo sposo, poiché era uomo giusto e non voleva accusarla pubblicamente, pensò di ripudiarla in segreto.
Mentre però stava considerando queste cose, ecco, gli apparve in sogno un angelo del Signore e gli disse: «Giuseppe, figlio di Davide, non temere di prendere con te Maria, tua sposa. Infatti il bambino che è generato in lei viene dallo Spirito Santo; ella darà alla luce un figlio e tu lo chiamerai Gesù: egli infatti salverà il suo popolo dai suoi peccati».
Tutto questo è avvenuto perché si compisse ciò che era stato detto dal Signore per mezzo del profeta:
«Ecco, la vergine concepirà e darà alla luce un figlio:
a lui sarà dato il nome di Emmanuele»,
che significa «Dio con noi».
Quando si destò dal sonno, Giuseppe fece come gli aveva ordinato l’angelo del Signore e prese con sé la sua sposa.
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, cari pellegrini, cari fedeli, in questi giorni ho letto la testimonianza di fede di una madre moderna.
Si tratta di Brooke Smith di Brisbaine in Australia. Lei ha mostrato ciò che l’orecchio umano non vuole sentire.
Dice: “Ho un marito e 4 figli. Ogni mattina mi alzo alle 4 per preparare la colazione a mio marito. Preparo il caffè e lo beviamo assieme. Lo faccio da anni. La sera, indipendentemente dall’ora, preparo tutto per i figli. A volte vado a letto a mezzanotte. La mattina, dopo la colazione col marito, lui parte e io ho il tempo per me, per la mia meditazione. Da anni inizio la mia giornata come una donna e una madre felice”.
Si tratta anche di una donna molto colta.
Alcune donne la ammirano e tante altre le vogliono dire: “Donna, così non si fa più. In che mondo stai vivendo?”. Una sua amica ha detto: “Mi ricordo di mia madre che è nata nel 1921. Lei lo faceva a mio padre. Ma ora i tempi sono cambiati”.
Dopo tutti questi commenti Brooke ha risposto: “Io desidero dirvi una cosa sola sulla base della mia esperienza: la madre felice significa una famiglia felice. La nostra famiglia è felice, ricca, gioiosa, piena di vita proprio perchè abbiamo protetto le cose tradizionali che sono andate perse. Voi stessi avete parlato dei vostri padri e delle vostre madri, dei vostri nonni. La madre felice è una benedizione per la famiglia”.

Mezzo anno fa è morta una donna anziana. Suo marito era un vecchio che aveva timore di Dio. Assomigliava a san Giuseppe. Quell’uomo mi ha detto: “Padre, per otto mesi non ho dormito. Mia moglie era malata, inchiodata a letto. Aveva 86 anni. Io la servivo”. Mentre raccontava gli scendevano le lacrime. Ha detto: “Mi dispiace sempre di una cosa: mi sono tanto sacrificato, non ho dormito per 8 mesi, ma so che lei avrebbe fatto molto di più per me”.

Cari fratelli e sorelle, vi racconto tutto questo, affinchè possiamo comprendere Maria, la Venuta di Dio per mezzo di Lei e del “sì” di san Giuseppe.
Loro sono stati posti davanti ad una grande sfida. Avrebbero potuto dire: “Non spetta a noi farlo”.
L’uomo moderno si toglie sempre dalla scena e dice: “Non spetta a me”. Ma questi due Sposi erano pieni di grazia. Nonostante le difficoltà erano felici.
La felicità è sapersi sacrificare, donare se stessi, perchè questo porta la benedizione.
“Non temere Giuseppe di prendere tra le braccia ciò che è di Dio. Non vergognarti di essere diverso dall’uomo moderno”.
Maria accettava ogni cosa. Faceva crescere Suo Figlio. Cantava per Lui.

Vedete, fratelli e sorelle, esaminando la nostra coscienza possiamo vergognarci.
Domandiamoci: Quanto ci ritiriamo davanti alle cose semplici?
Quando la vita si apre a Dio tutto diventa possibile.
Questo è il problema: noi non ci apriamo a Dio e non conosciamo la bellezza della vita.
La madre di cui abbiamo parlato può testimoniare per anni, ma le sue amiche non la comprenderanno, perchè esse spendono la loro vita nella superficialità e nella pigrizia, nel mostrare ciò che una donna non deve essere. Quando ci allontaniamo dal cuore tutto diventa superficiale e superfluo.

Dio viene nel nostro mondo per cambiarci.
Gesù viene nel mondo per salvare il popolo dal peccato. Gesù vuole solamente liberarci dal peccato. Il peccato non permette che Dio venga in noi.
Noi cerchiamo sempre di trovare scuse per mettere Dio a parte. Fuggiamo dalla libertà che dio desidera donarci. Siamo ancora schiavi. Dio viene per liberarci, ma noi preferiamo rimanere legati alle nostre abitudini e ai nostri interessi. L’unico interesse di Dio, invece, è salvare l’uomo peccatore.

Cerchiamo di ispirarci a San Giuseppe e a Maria. Essi hanno accettato tutto. Il loro comportamento è fresco ed attuale.
San Giuseppe poteva esporre Maria alla vergogna, ma non lo ha fatto. Tutti gli argomenti sarebbero stati dalla sua parte, ma il suo cuore non ha voluto. Era un cuore giusto che aveva timore di Dio. Era un cuore che cancella tutti gli argomenti della logica umana.
Noi, invece, facciamo spesso l’opposto: esponiamo gli altri alla vergogna pubblica mostrandoci noi migliori di loro. Come siamo lontani da Dio. Le nostre misure sono sbagliate.
Il tuo interesse sia l’Amore. Non esporre nessuno alla vergogna. Con il manto della tua bontà copri le cadute degli altri.

Cari fratelli e sorelle, per la reputazione esteriore non mettiamo a rischio la nostra anima. La vergogna più grande è vivere nel peccato. E’ la vergogna più grande del mondo che copre il nostro volto per 24 ore al giorno.
Perchè non abbiamo la forza di dire: “Sono un peccatore, abbi pietà di me”?
Credo che quest’anno il Natale ha la possibilità di essere considerato veramente come deve essere. Tutto si basava sull’esteriorità e i cuori sono rimasti vuoti.

Concludo con il pensiero del nostro beato croato Ivan Merz. Ha scritto così riflettendo su Gesù Bambino: “Sei nato tra di noi e per noi e noi eravamo il Tuo deserto. Noi Ti abbiamo salutato da lontano. Non per non volerTi bene, ma perchè, a causa della cattiveria del nostro cuore, non volevamo ascoltarTi. Eravamo bambini immaturi, senza la forza di seguirTi. Volevamo liberarci di Te. Siamo rimasti senza di Te e senza la Tua luce. I nostri sentieri non erano in conformità con i Tuoi anche se qualche volta si sono incrociati. Tu hai dovuto proseguire da Solo sulla Tua Via, seguendo la Tua missione. Camminavi da solo. Noi, pur avendo la buona volontà, abbiamo sempre qualcosa da nasconderTi, mentre Tu Ti sei donato a noi fino alla fine”.

Amen.

fra Mario Knezović

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