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Medjugorje – Il Nulla Osta del Papa

Negli anni 80, Medjugorje era un piccolo paese della ex Jugoslavia che non figurava neppure sulle carte geografiche. Contava circa 500 abitanti, quasi tutti contadini, gente semplice, di forte fede cristiana, molto legati ai frati francescani. Un giorno, il 24 giugno del 1981, la Beata Vergine apparve a dei giovani che passeggiavano sulla collina del Podbrod. Si manifestò come la “Regina della pace” ed invitò i giovani alla conversione e alla preghiera. La “Gospa” – come si diceva in croato – operò anche dei miracoli. La notizia delle apparizioni si sparse rapidamente in tutta la regione cosicché incominciarono ad arrivare a Medjugorje moltissime persone da ogni luogo e con ogni mezzo, anche in bicicletta e a piedi.

C’è da dire che in quel tempo la Dalmazia era sotto il regime comunista ateo del dittatore Tito che, alla notizia dei fatti prodigiosi, attivò immediatamente la polizia (Milicia) per soffocare sul nascere “quella faccenda”. Il parroco del paese, Padre Jozo Zovko, inizialmente si mostrò molto restio a credere alle apparizioni e tentò anche di distogliere il popolo dall’andare sulla collina dove avvenivano le apparizioni ma nessuno gli diede ascolto perché misteriosa forza di grazia attirava le folle lassù. Quando però iniziano le persecuzioni, avvenne che Padre Jozo, mentre chiedeva lumi al Signore su come agire, udì una voce potente che usciva dal tabernacolo e gli ingiungeva di salvare i suoi giovani. Un minuto dopo arrivarono alcuni dei veggenti inseguiti dalla polizia, che chiedevano aiuto. Padre Jozo li nascose ma in seguito dovette subire le violenze della Milicia che lo arrestò e lo tenne per oltre un anno in un carcere sotterraneo dove i secondini lo riempirono di botte e gli fracassarono tutti i denti con il calcio del mitra. Le apparizioni però coltivavano tutti i giorni, alla stessa ora, non solo sulla collina ma ovunque si trovassero i veggenti. La Madonna iniziò anche a dare dei messaggi in cui esortava alla conversione, al digiuno penitenziale (a pane e acqua) e alla preghiera del cuore. La Madonna, come una buona madre, dimostrava di essere attenta al modo di vivere dei suoi figli e di volta in volta dava i consigli migliori per la loro edificazione. Il vescovo della diocesi di Mostar, avvertito degli eventi straordinari, chiese informazioni dettagliate per poi recarsi personalmente a Medjugorje. Rimase molto edificato da ciò che vide e udì e dichiarò pubblicamente: “Qui veramente appare la Madonna!”. Poi però, duramente minacciato dalla polizia segreta, assunse un atteggiamento negativo e osteggiativo. Qualche mese più tardi, il governo ordinò alla polizia di chiudere la “pratica di Medjugorje” e arrivarono in paese molte camionette della Milicia. Tutti gli abitanti allora si radunarono davanti alla chiesa e iniziarono a pregare. I poliziotti, con i mitra spianati, erano in attesa dell’ordine di sparare e massacrare tutta quella gente col soma, alcuni anni prima, avevano ucciso 30 frati del convento di Shiroki Brieg che si erano rifiutati di togliersi l’abito francescano e abbandonare la religione. La Madonna però proteggeva i suoi figli e miracolosamente arrivò dal comando l’ordine di annullare l’operazione e ritirarsi. Alcuni anni dopo, il regime comunista di Tito crollò e si tennero votazioni libere per cui la Jugoslavia si smembrò e sorsero degli Stati liberi e indipendenti. Questo permise l’afflusso di centinaia di migliaia di pellegrini che ogni anno arrivavano da ogni parte del mondo per raggiungere quel luogo di grazia. A Medjugorje si respira un’atmosfera particolare perché quel luogo è l’oasi della “Regina della Pace”. Quello infatti è il titolo che lei stessa si è attribuito: “Io mi sono presentata qui come Regina della Pace per dire a tutti che la pace è necessaria per la salvezza del mondo. Soltanto in Dio si trova la vera gioia dalla quale deriva la vera pace. Perciò chiedo la conversione”. In questa terra, lo spirito Santo, per intercessione della beata vergine, opera innumerevoli conversioni del cuore e vi avvengono miracoli di ogni genere. Chi scrive è stato testimone oculare di tanti prodigi. La Santa Sede come si è posta dinanzi a tutto ciò? Sappiamo che la Chiesa è Madre dei credenti e vigila sul bene dei suoi figli perché non vuole che cadano in errore, quindi si muove con estrema prudenza. La Santa Sede ha subito una serie di indagini, imponendo contemporaneamente un divieto ai pellegrinaggi ufficiali, guidati da vescovi. Un’indagine approfondita fu poi curata dal cardinale Ruini, incaricato dal Papa, a cui fecero seguito numerose visite da tanti altri prelati e cardinali di ogni nazione ed anch’essi espressero pareri positivi.

Recentemente, il Dicastero per la Dottrina della fede Ha emanato un documento, approvato da Papa Francesco, per il quale è approvato il culto pubblico a Medjugorje. Questo è stato possibile perché dall’indagine sono emersi molti frutti positivi, come la promozione di una sana pratica di vita di fede; si sono registrate abbondanti conversioni, con il ritorno alla confessione e alla comunione sacramentale. Si riportano anche “numerosissime guarigioni. A Medjugorje, sono sorte anche molte opere di carità per orfani, tossicodipendenti e per disabili.

Don Manlio Maglio

Fonte: Febbraio 2025 – I Figli della Luce – 11

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