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Catechesi di p. Jure Barišić al 36° Festival dei Giovani a Medjugorje

Sia lodato Gesù Cristo!
Saluto tutti voi. Devo presentarmi in modo particolare perché il parroco mi ha già annunciato, ma forse non ha detto che, qui a Medjugorje, mantenere la devozione mariana è il compito di noi frati francescani. Siamo in 14 nel convento e, tutti insieme, nello spirito francescano, cerchiamo di proteggere questa devozione mariana.

Spesso i pellegrini e anche i sacerdoti mi chiedono: “Come si fa ad essere sacerdoti a Medjugorje?”. Ho riflettuto molto su questa domanda. Essere un sacerdote è una grazia, perché ci incontriamo con tanti pellegrini che qui desiderano trovare la pace, la gioia e imparare a pregare. D’altra parte, essere sacerdoti comporta anche una grande responsabilità. Quando le persone vengono, ci donano qualcosa di più prezioso: la loro anima. Per questo, essere sacerdote a Medjugorje senza la preghiera e senza la Madonna è impossibile. Naturalmente, qui noi frati non siamo soli; ci sono anche 15-16 comunità che si prendono cura dei pellegrini.

E, come forse avete visto, la devozione medjugoriana è semplice; nella sua semplicità è anche una devozione di gioia e di letizia. Tutta la devozione Mariana che qui a Medjugorje coltiviamo è cresciuta e nata dai messaggi che la Madonna, per mezzo dei pellegrini, ha dato a noi, cioè a tutto il mondo. Questa catechesi sarà proprio sui messaggi della Madonna: come viverli, ovvero come attuarli nella vita quotidiana. Per creare questa catechesi, ho usato anche l’ultimo documento del Dicastero per la Dottrina della Fede che, lo scorso settembre, ha pubblicato la nota “Nihil Obstat”, la quale afferma che non c’è niente contro la devozione medjugoriana. Se avete letto, avrete visto come il Cardinale Hernandez ha fatto una grande opera, analizzando sistematicamente tutti i messaggi della Madonna. Per i bisogni di questa catechesi, è logicamente impossibile analizzarli tutti, ma io ho scelto quelli che sono particolarmente utili sia per una persona giovane che per un anziano.

Prima di iniziare ad analizzare i messaggi della Madonna, dobbiamo ricordarci che cos’è il messaggio della Madonna, come la Madonna lo dà per viverla e comprenderla meglio. Noi veneriamo la Madonna come colei che intercede per noi, ma uno dei titoli più belli della Madonna è che lei è la Madre. Per questo i suoi messaggi sono semplici, perché li dà la Madre ai suoi figli. E come parla una madre, questo lo sappiamo: non usa un linguaggio filosofico che nessuno possa comprendere, ma usa un linguaggio semplicissimo, un linguaggio pieno d’amore. Per questo i messaggi, pur essendo semplici, sono pieni dell’amore materno e sono molto profondi.

Tutti vi ricordate che quando la madre parla, ripete sempre le stesse cose: “Sta’ attento”, “Fai il bravo”, “Sta’ attento con chi esci”, “Prega”, “Vai a messa”. Spesso la madre ripeterà, non perché debba essere noiosa, ma perché noi non cambiamo. Così, in certi messaggi della Madonna, c’è anche la ripetizione, non perché la Madonna non sappia cosa dire, ma perché noi non cambiamo, non miglioriamo.

E ogni messaggio della Madonna, come già sapete, inizia con due parole, due parole molto significative che rivelano tutto il senso del messaggio. Il messaggio inizia: “Cari figli”. La Madonna si comporta con noi come la madre con i suoi figli. Perciò, per comprendere il messaggio della Madonna, bisogna essere come un bambino, non letteralmente, ma avere l’anima pura come un bambino. Non dobbiamo dimenticare che Gesù spesso nei Vangeli usa proprio il bambino come esempio per insegnare ai suoi discepoli, dicendo: “Se non accogliete il Regno dei Cieli come un bambino, non entrerete nel Regno dei Cieli”, o “Chiunque accoglie uno di questi piccoli, accoglie Me”.

Perciò, anche noi, anziani, giovani, dai bambini possiamo imparare almeno tre cose per migliorare la nostra vita cristiana. Allora, andiamo dall’inizio:

  • Dipendenza da Dio: Quando vedete un bambino, cosa vedete? Non può vivere da solo, dipende dai genitori, dipende dagli adulti. Se vive da solo, si perde facilmente. Noi adulti, invece, siamo diversi: ci piace l’isolamento, pensando di non aver bisogno di nessuno. Spesso diciamo: “Non ci serve nemmeno Dio”. Invece, cosa ha detto Gesù? “Senza di me non potete fare nulla”. E quando la Madonna dice queste prime parole, “Cari figli”, lei vuole dire: “Come il bambino dipende dalla sua madre e dagli adulti, così anche voi dovete dipendere da me. Senza di me, senza mio Figlio, non potete vivere”.
  • Sincerità: L’altra cosa, quando noi guardiamo i bambini, vediamo la loro sincerità. I bambini non sanno mentire, non sanno fingere. Se mentono qualcosa, noi lo vediamo facilmente. Noi adulti, invece, siamo professionisti nel fingere, indossiamo una maschera e nessuno sa cosa sta succedendo dentro di noi. Il problema non è che magari abbiamo paura della gente o non vogliamo rivelare loro la nostra cosa sacra, cioè la vita privata, ma spesso il problema è quando questa maschera la mettiamo anche in preghiera, quando fingiamo dinanzi alla Madonna e dinanzi a Dio. Quando la Madonna dice: “Cari figli, come un bambino è sincero, così dobbiamo essere sinceri con lei e con Gesù Cristo, senza fingere, perché Gesù Cristo sa cosa si trova nel nostro cuore”.
  • Perdono: La terza cosa, che forse è anche la più importante, che possiamo imparare dai bambini è il perdono. I bambini perdonano facilmente, perché non sanno nemmeno iniziare a serbare rancore. Loro non sono come noi anziani: quando qualcuno ci offende e ci dice qualcosa di negativo, io mi ricordo di questo e non vedo il momento per vendicarmi. Invece, cosa dice Gesù nel Vangelo? “Perdonate”. Quando Pietro gli chiede quante volte, Gesù dice “settanta volte sette”, cioè vuol dire “perdona sempre”. La logica della vita cristiana è perdonare gli uni gli altri, perché Gesù ha perdonato tutti noi dalla croce. Ma, cari fratelli e sorelle, cari giovani, qualche volta magari passa tutta la vita e noi non siamo capaci di dire quella parola semplice: “Perdonami”. E questa è una cosa che un cantante croato ha spiegato bene quando ha detto: “Forse sarebbe stato più facile morire che dire alla gente ‘perdonate'”. Questa è la verità, è la verità profonda.

E quando la Madonna dice: “Cari figli, come il bambino perdona, così dobbiamo perdonare anche noi”. Allora, vedete, dopo questa introduzione su come dobbiamo dipendere dalla Madonna, su come dobbiamo essere sinceri nelle nostre preghiere e nelle nostre relazioni per Dio e per la Madonna, e su come dobbiamo perdonare gli uni gli altri, il messaggio della Madonna che segue è molto profondo e significativo, perché ci dice tante cose.

Per questa catechesi, ho preso due temi, due cose che penetrano attraverso il messaggio come un filo d’oro e a cui la Madonna ci invita e ammonisce sempre. La prima cosa è la pace. Qui a Medjugorje, noi veneriamo la Madonna come la Regina della Pace. Uno dei primi messaggi che la Madonna ha dato, se non sbaglio era già il terzo giorno, era: “Pace, pace, pace! Solo la pace!”. E la Madonna spesso ripete, dicendo: “Cari figli, oggi vi invito a decidervi per la pace”. La Madonna dice: “Senza Dio non potete avere la pace, né la pace nel cuore, né la pace tra di voi”.

Quando la Madonna parla della pace, è logico che questo non esclude la pace nel mondo o la lotta per la pace, ma la Madonna ci invita a un’altra pace: la pace nel cuore umano. C’è una storia in cui in Francia si sono incontrati dei protestanti, coloro che protestavano contro la guerra mondiale, con striscioni che dicevano: “Vogliamo la pace nel mondo, finisca la guerra”. Tra queste scritte, c’era un piccolo scritto di una donna che aveva scritto: “Io voglio la pace a casa mia”. E allora le hanno detto: “Ma signora, allontanati, adesso non è né il momento né il luogo per queste cose”. E poi questo signore ha detto: “Ma come posso cercare la pace nel mondo quando io non ho la pace nella propria famiglia?”. Questa è una verità molto profonda. Allora, per poter portare la pace agli altri, per poter lottare per la pace, noi prima di tutto dobbiamo avere la pace nel nostro cuore.

E adesso arriviamo alla bellezza della devozione medjugoriana: il luogo dove si trova la pace, fratelli e sorelle, non è il ristorante, né il vagare nel mondo, né i divertimenti, né le gite, ma i confessionali. Lì solo Gesù Cristo può dare la pace all’uomo. Solo quando mi sono riconciliato con Dio, quando Cristo mi dona la pace, io posso promuovere quella pace nel mondo. Perciò, molti diranno – e questa è una cosa vera – che Medjugorje è il confessionale del mondo: gli uomini, confessandosi, vengono dinanzi a Dio misericordioso cercando la pace, affinché possano portare questa pace nel mondo.

È importante che nei messaggi sulla pace la Madonna non vanti mai se stessa; lei è talmente umile. La Madonna non dice mai: “Io sarò a darvi la pace”. Perciò i messaggi che leggo dopo sono messaggi molto profondi. La Madonna, nel messaggio del 10 agosto 2012, dice: “Cari figli, sono venuta da voi e mi sono presentata come Regina della Pace perché mi manda mio Figlio”. E ancora: “Cari figli, voglio aiutarvi ad avere la pace”. Nel messaggio dell’83 lei dice: “Qui mi sono presentata come Regina della Pace perché a tutti dico che la pace serve per la salvezza del mondo, ma solo in Dio si trova la vera gioia, dalla quale proviene la vera pace”. Con questo, la Madonna vuole dire che lei, come Regina della Pace, ci porterà a suo Figlio; solo Lui ci darà la pace.

Perciò, fratelli e sorelle, oggi, quando conoscete qualche persona, la prima cosa che potete vedere su questa persona è se ha pace o no. Possiamo vedere tutto di questo mondo, possiamo oggi essere a Medjugorje, domani essere, non so, in America, in Italia, in Francia, ma se non abbiamo la pace nel cuore, non abbiamo nulla. Se il nostro cuore è inquieto, noi agli altri non possiamo portare la pace. Il salmista ha detto bene quando ha detto: “Solo in Dio è la pace, anima mia”, o in un altro posto quando dice: “Cerca la pace”.

Come vivere oggi i messaggi di pace? Semplicemente. Il nostro fondatore San Francesco era un gigante della santità; ha detto una bella frase: “Lì dove c’è inquietudine, tu porti la pace”, ma puoi portarla solo se tu hai la pace che ti ha dato Gesù Cristo. Perciò, cari giovani, cari amici, tutti voi presenti qui, un messaggio di pace: non permettete a nessuno, ma proprio a nessuno, che vi tolga la pace. Se qualcuno vi toglie la pace, vi ha tolto tutto.

L’altro tema importante che c’è nel messaggio della Madonna, e che è necessario per la pace, è la preghiera. La Madonna quasi in ogni messaggio invita alla preghiera, dice: “Pregate, pregate, pregate!”. Dice: “Non una preghiera meccanica, pregate col cuore”. In un messaggio del ’97 la Madonna dice: “Senza la preghiera non potete avere l’esperienza della presenza di Dio, perciò vi dico: pregate affinché la preghiera diventi la gioia per voi”. Nel messaggio del 2001 la Madonna dice: “Pregate perché con la preghiera anche voi vi aprite alla volontà di Dio”.

La preghiera per noi cristiani è molto importante. Prima di dire che cos’è la preghiera e a cosa ci invita la Madonna, bisogna vedere una ricerca scientifica sui benefici della preghiera, fatta da uomini che non hanno assolutamente nessun legame con la preghiera. A San Pietroburgo, il laboratorio di Neuro e Psicofilosofica ha fatto una ricerca. Cosa hanno fatto? Hanno misurato come funziona il cervello umano quando è nel sonno profondo, quando è sveglio e non fa nulla, quando l’uomo magari fa attività cerebrale e quando dorme ma non è nel sonno profondo, e hanno misurato le onde delle funzioni del cervello in Hertz. I risultati sono i seguenti: quando l’uomo è sveglio e non fa nulla, il valore dovrebbe essere da 8 a 13 Hz; quando l’uomo ha un’attività mentale nel cervello, il valore dovrebbe essere da 14 a 30 Hz; quando dorme, da 4 a 7 Hz; e quando è nel sonno profondo, sotto i 3 Hz. Hanno preso un credente che era in uno stato di profonda preghiera e i risultati hanno mostrato che, misurando questa attività, il valore era sotto i 3 Hz, come se fosse nel sonno profondo. Con questo, hanno visto i benefici della preghiera per il corpo umano, perché si rinnovano il nostro corpo e la nostra anima. Questo potete trovarlo anche su internet e, se qualcuno che non è credente dovesse chiedervi perché pregate, magari potete mostrargli questa ricerca scientifica sulla preghiera.

E che cos’è la preghiera? Quando noi credenti parliamo della preghiera, ci sono tante definizioni: che è una relazione con Dio, un dialogo con Dio. Ma una definizione che a me personalmente piace è la seguente: la preghiera è il respiro dell’anima. Come senza respirare non riesco a vivere, perché dovrei morire, così senza la preghiera non posso vivere, perché la mia anima morirebbe. Questo è così normale se la Madonna nei messaggi ci invita a pregare col cuore: dice che la preghiera per noi sia come un respiro, al quale non dobbiamo pensare. Noi semplicemente respiriamo perché questo è una parte di noi, e questo dovrebbe essere anche la preghiera.

Oggi esistono diversi tipi di preghiera e ogni tipo di preghiera è buono. Logicamente, esiste la preghiera comune, quando ci incontriamo a pregare il Rosario; esiste la preghiera contemplativa. Io vorrei darvi qualche consiglio su come migliorare la preghiera personale, proprio quella preghiera alla quale ci invita la Madonna, e questo è quando siamo da soli e dobbiamo pregare.

Ecco tre consigli per migliorare la preghiera personale:

  • Trovare il tempo per la preghiera: Noi esseri umani siamo uomini del tempo, dobbiamo tutto determinare. Così, quando cominciamo un lavoro, qualcuno chiede quanto sarà lo stipendio; tutti chiedono quante ore devo lavorare. Alcuni magari vi chiedete quanto durerà adesso questa catechesi qui. Quando portate figli piccoli a scuola, in chiesa, tutti chiedono quanto durerà. Noi siamo uomini del tempo, perché siamo limitati dal tempo. E bisognerebbe decidere il tempo della preghiera. Noi frati, ma anche altri religiosi e sacerdoti, al mattino, quando ci alziamo, la prima cosa che facciamo è andare alla preghiera. Si sa: proprio alle 6:45 inizia la preghiera fino alle 7:15. Ogni giorno è deciso quando e quanto dura questa preghiera. Noi non possiamo pregare tutto il giorno perché abbiamo anche altri impegni. Perciò, sarebbe opportuno, per migliorare la nostra preghiera personale, decidere nella giornata il tempo quando pregare e quanto pregare, e mantenere questa cosa fissa. Il mio consiglio: fatelo al mattino, perché la mattina si riconosce la giornata. Se iniziate la giornata con la preghiera, tutto il giorno sarà in preghiera.
  • Trovare il luogo per la preghiera: L’altra cosa importante è trovare il tempo e il luogo dove pregare. Vi ho detto: noi frati, quando preghiamo, andiamo in preghiera nella cappella, non andiamo a pregare in cucina, ma andiamo nella cappella. In una casa, in un appartamento dove vivete voi, avete dato un posto per tutto: dove cucinare, dove riposare, dove dormire, dove guardare la televisione. Ma dov’è lo spazio per la preghiera? Sarebbe opportuno, nella propria casa, nel vostro appartamento, trovare uno spazio che sia solo luogo di preghiera, perché la Bibbia dice che Gesù saliva nel tempio a pregare. Anche negli Atti degli Apostoli si cita questo: “alle 3:00, all’ora terza, salivano a preghiera”. Questo non deve essere una cappellina, ma potrebbe essere uno spazio dove mettere la statua della Madonna, una candela, l’immagine, la croce. Questo è lo spazio dove prego.
  • Semplificare la preghiera: Terza cosa: la preghiera dovrebbe essere semplice. Oggi viviamo nel mondo dove ci sono tante preghiere e vi chiedono: “Va bene questo, va bene quello? È giusto questo, quella novena?”. Sì, tutto è giusto, tutto è a posto, ma cosa dobbiamo decidere? Che cosa è meglio per me?. Io vi consiglio di fare le preghiere semplici, preghiere del Rosario. Qui a Medjugorje non preghiamo niente di particolare: Rosario, l’Adorazione, la preghiera per la guarigione del corpo e dell’anima, la preghiera del Rosario sulla collina, Via Crucis sul Križevac. Tutte preghiere conosciute, semplici. Ma pregando il Rosario, noi riflettiamo la vita di Gesù, perché il Rosario è il Vangelo in piccolo. Io vi consiglio che il Rosario diventi parte della vostra preghiera, di non perderlo nelle famiglie, che il Rosario sia come la rugiada, scusate, come l’acqua che scende sulla terra.

Quando l’uomo trova tempo per la preghiera, spazio, e quando la preghiera è semplice, si trovano altri problemi. Si dice: “Frate, io non ho tempo per la preghiera, troppi impegni”, o magari “Quando mi metto a pregare, sono con i pensieri su e giù. Io prego, ma Gesù come non mi sentisse”. Allora io vi faccio una contro-domanda: per quello che ci piace, noi troviamo il tempo. Se mi piace stare in compagnia di amici o magari un hobby, io sottometto tutto a questo e trovo tempo per uscire con gli amici, per stare un po’ in compagnia con loro. Il punto di domanda è: quanto amiamo Dio?.

L’altra cosa si dice: “Non riesco a pregare quanto la Madonna invita, perché Dio non ascolta le mie preghiere”. Sì, Lui le sente, ma Dio non è un mercante, non è uno che risponde come vogliamo noi. Cosa significa? Se avete un bambino piccolo che viene al padre e dice: “Papà, ti prego, dammi un coltello per giocare”, il padre, logicamente, non gli dà quel coltello, gli dà un altro giocattolo. Il bambino sarà deluso, piange, ma il padre sa cosa è meglio per lui e gli darà un altro giocattolo per giocare. Ecco, se voglio prendere il mio esempio: io potevo pregare di rimanere a Medjugorje perché il parroco ha detto che vado via e sto bene qui, ma il provinciale ha detto: “Tu vai a Shiroka”. In quel momento, questo è il meglio per me, perché il Signore sa dove mi sta mandando, Lui sa dove ha bisogno di me. Io devo accettare.

Terza cosa, per quanto riguarda il non potersi concentrare, prendo sempre l’esempio di San Francesco quando entrava a pregare in chiesa e diceva: “Adesso tutti i pensieri, rimanete fuori! Io vado a pregare e torno tra 20 minuti”. Allora, non fuggire dai problemi che vi distraggono, ma non appesantirvi di essi, non sprecare tempo per queste cose, perché passeranno così come sono venute.

E adesso, quando la Madonna dice “pregate col cuore”, il cuore è il centro di ogni uomo. In un messaggio, la Madonna ha detto: “Siete persi, spaventati? Guardate nel vostro cuore”. Se nel mio cuore c’è Gesù Cristo, allora io sono completo nella preghiera. Ma Gesù non può entrare nel mio cuore se non c’è la pace, di cui parla la Madonna, e se non c’è la preghiera. Non perdete la preghiera, sia quella personale che nelle vostre famiglie, che la preghiera sia come un respiro. Avete tempo per tutto, trovate tempo anche per stare con Dio.

Il terzo tema che penetra attraverso i messaggi della Madonna, e che continua dopo questi due, la pace e la preghiera, sarebbe la gioia. E vi ho detto che la devozione di Medjugorje è gioiosa. È normale: dopo la preghiera, dopo la pace, l’uomo sperimenta la gioia. Oggi quello che manca a tutti noi, e noi sacerdoti lo vediamo quando celebriamo la Messa e quando predichiamo, è proprio questa gioia cristiana. Qualche volta sembra che all’entrata nelle nostre chiese sia scritto: “È proibito essere felici, gioiosi”. Il Vangelo è Buona Novella! Come possiamo portare la gioia a qualcuno se noi stessi non siamo avvolti da questa gioia?.

E sono bellissimi i messaggi della Madonna che parlano di gioia. Così il messaggio del 25 giugno ’96 dice: “Cari figli, vi invito alla gioia. Nel vostro cuore nasca una gioia che viene da Dio e non dalle cose di questo mondo”. Nello stesso anno, il 25 novembre, la Madonna dirà: “La vostra fede sia gioiosa. Solo così potete illuminare questo mondo che è nella tenebra”. Parlando della gioia nel senso cristiano, la Madonna ci invita a rivolgersi a suo Figlio. Nel senso cristiano, la gioia può essere data solo da Colui che è Creatore della gioia: Gesù Cristo. Lui è Gioia scritta con lettere maiuscole. Dal Vangelo sappiamo che ognuno che ha incontrato Cristo è andato via gioioso. Qui a Medjugorje, confessandosi, avendo incontri spirituali, il più grande miracolo è quando vedo la persona venire appesantita dalle preoccupazioni e tornare felice. Medjugorje è il luogo dove si può incontrare la gioia, se ad essa apriamo il nostro cuore.

La gioia, cari giovani, cari amici tutti, non è nelle uscite, nel divertimento, anche se questo è attraente. La gioia non è nemmeno nei viaggi, per quanto sia interessante vedere le cose, ma la gioia è nello stare in compagnia di Gesù Cristo. Non dobbiamo mai dimenticare come erano Pietro e gli altri Apostoli quando Gesù, dopo la Risurrezione, è venuto nel Cenacolo dove erano chiusi, quando si è donato a loro e quando ha detto: “Pace a voi”. Di nuovo, quella luce di Pasqua li ha illuminati e loro sono usciti fuori gioiosi, annunciando che Gesù è risorto, che Lui è vivo, che Lui è il Salvatore del mondo.

Cosa noi oggi, come uomini e giovani, possiamo fare? Possiamo imparare proprio da Maria. Maria va da Elisabetta e le porta la Buona Novella. Qui dove viviamo noi, io sono convinto al 100% che voi conoscete persone a cui bisogna portare gioia, persone che sono tristi, afflitte, che hanno tanti problemi. Portate loro la gioia cristiana. Tra qualche giorno, la maggior parte di voi tornerà a casa vostra, nella vostra terra. Su di voi si dovrebbe vedere che siete stati avvolti dalla pace e dalla gioia, e questo dovete portare agli altri. E quando qualcuno vi vede e vi dice: “Ma perché sei così felice?”, voi potrete dire: “Ho conosciuto Cristo”. Nella prima Chiesa, quando hanno visto gli Apostoli, hanno detto: “Guardate come si amano”. E di nuovo, concludo il tema della gioia con San Francesco, che ha detto: “Lì dove c’è la disperazione, porta la gioia”. Sì, siate portatori di gioia, cari amici, non permettete a nessuno che vi tolga la gioia cristiana. Io di natura sono una persona allegra; coloro che mi conoscono sanno che io rido sempre, qualche volta anche sull’altare. Questa è una cosa per cui qualcuno mi rimprovera: “Perché ridi?”. Ma non è proibito, no, non è proibito!. Io vorrei vedere tutti felici perché hanno conosciuto Cristo vivente. Non perdete la gioia cristiana.

E l’ultima cosa, la cosa più importante di cui parlo e che la Madonna cita nei suoi messaggi, è l’Eucaristia. Il centro della devozione medjugoriana è proprio la Santa Messa. Perché? Perché Gesù Cristo ci si dona nella sua Parola che ascoltiamo e nel Pane che noi prendiamo nella Santa Messa. Nella Santa Messa noi ci incontriamo con Gesù Cristo. E guardate come la Madonna, come buona Madre, attraverso la preghiera, la pace, la gioia, attraverso tutti quei messaggi che manda, lei ci porta a suo Figlio, dove Lui è vivo e presente, e questo è l’Eucaristia. Perciò, in un messaggio del 1988, lei dirà così: “Cari figli, senza la Santa Messa non potete rimanere forti, perciò la Messa non sia l’abitudine ma la vita”. Nel ’95 la Madonna ripete: “Gesù vi si dona nell’Eucaristia e per questo vivete l’Eucaristia nel cuore e nella preghiera”. Un documento del Secondo Concilio Vaticano dice che l’Eucaristia è l’apice e la fonte della nostra vita cristiana. La bellezza della devozione di Medjugorje, cari figli, è proprio nel fatto che è cristocentrica. La Madonna è tutta concentrata su Gesù Cristo.

E cosa dobbiamo fare noi? Adesso torno su quello: Cari figli, dobbiamo prendere la Madonna per mano e lasciare che lei, come buona Madre, ci porti a suo Figlio. Ci porterà per una via sicura; se perdiamo la Madonna dalla mano, ci perderemo alla fine. Magari quello che vi ho detto, magari anche l’invito alla preghiera, alla pace, alla celebrazione dell’Eucaristia, non è qualcosa di attraente. Magari voi giovani potete sentire qualcos’altro che è più interessante, ma non dimenticate che essere cristiani in questo mondo non significa andare per la via facile, ma scegliere la via più difficile, e quella via difficile ci porta proprio a Gesù Cristo, alla vita eterna.

Ed ecco il messaggio per tutti voi: Dio, cari amici, ci ama. La Madonna ci guida, ciascuno di noi, verso il futuro. Pace, preghiera, gioia, Eucaristia sono i quattro pilastri della vita spirituale che ci insegna la Regina della Pace. Dipende da noi se rispondere, incoraggiarsi, essere coraggiosi e promuovere questo nel mondo. “Non abbiate paura, non abbiate paura, io sono con voi.


ndr: questa è una trascrizione – personale e non completamente letterale – della testimonianza

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