Angolo teologico

Angolo teologico (19)

Messaggio del 24 giugno, 25 giugno e 2 luglio 2016

Messaggio straordinario del 24/06/2016 (Ivan)
“Cari figli, vengo a voi e desidero guidarvi. Per amore desidero guidarvi verso mio Figlio: Egli è l’amore. Prego per tutti voi, cari figli, ed intercedo presso mio Figlio. Perciò, perseverate, cari figli, nella preghiera! Pregate in particolare per la pace. Grazie, cari figli, per aver risposto anche oggi alla mia chiamata.”

Commento teologico

La caratteristica più significativa sta nella ripetizione quasi a ogni piè sospinto della frase: “Cari figli “, per ben quattro volte in questo breve messaggio. Perché questa insistenza di tale qualificazione filiale verso di noi piccoli poveri cristiani? La ragione viene espressa subito nelle parole di Maria: “per amore desidero guidarvi verso mio Figlio “. Ciò significa che Ella vuole vedere in noi l’impronta o l’immagine meravigliosa di suo Figlio, il Verbo incarnato che Ella ha tenuto racchiuso nel suo corpo verginale e lo ha inserito nella nostra storia umana quale fermento e farmaco di salvezza e redenzione. Lo stesso amore con cui ha accolto e accudito suo Figlio, la Vergine lo riversa su di noi affinché ne sentiamo tutta la dolcezza e la tenerezza. Si può dire che Ella congiunge noi a Gesù per formare con Lui la famiglia dei suoi figli prediletti. Da qui sorge nel suo cuore materno la cura e la premura per ciascuno di noi, in quanto in noi rivede suo Figlio e rivive il suo slancio materno con la medesima dedizione e generosità. Questo aspetto apre una luce radiosa per comprendere il profondo rapporto che ci lega a Maria nostra dolcissima Madre.

L’unico legame di amore, vissuto da Maria nei confronti di Gesù, si ripercuote nei nostri confronti. Scaturisce così la necessità di essere conformi al Figlio suo, di imprimere in noi i lineamenti di Gesù, in modo che l’Unione tra noi e Maria sia sempre più profonda e meravigliosa, in similitudine e partecipazione a quella effusione di amore che ha tenuto strettamente congiunti i cuori della Madre e del Figlio. Non esiste perciò una vera vitale devozione mariana se non viene collegata e radicata nella nostra conformità a Cristo, nella sequela quotidiana alla sua Parola, alla sua grazia, per essere “cristificati” a immagine del Figlio Gesù. Stupendo intreccio di salvezza: è Cristo che ci affida a Maria ed è Maria che ci porta a Cristo. Per questa ragione Ella insiste di tornare a Gesù e metterlo al centro della nostra vita. Spetta a noi vivere fino in fondo un tale vincolo di unione e comunione tra la Vergine, il Figlio e ciascuno di noi suoi figli. Grazie o Vergine Maria di ricordarci e stimolare i nostri animi per inserirci nel vincolo di amore che tu vuoi imprimere nei nostri cuori.

Messaggio a Marija del 25 giugno 2016
“Cari figli! Ringraziate Dio con me per il dono che Io sono con voi. Pregate, figlioli, e vivete i comandamenti di Dio perché siate felici sulla terra. Oggi, in questo giorno di grazia desidero darvi la mia benedizione materna di pace e del mio amore. Intercedo per voi presso mio Figlio e vi invito a perseverare nella preghiera perché con voi possa realizzare i miei piani. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

In questo breve messaggio emergono alcuni aspetti di particolare rilievo. Il primo, che colpisce il cuore di chi legge, proviene dalla bellissima espressione: “perché siate felici sulla terra “. Tutti cercano con ansia la felicità anche su questa terra. Ma di quale felicità si tratta? La Vergine lo dice molto chiaramente che essa non proviene soltanto dai beni materiali e dalla ricchezza, ma viene prodotta da due orientamenti che devono albergare nel nostro cuore: la preghiera costante e la fedeltà ai divini comandamenti, come viene detto espressamente: “pregate, figlioli, e vivete i comandamenti di Dio”.

Dentro queste due traiettorie possiamo comprendere il vero significato di felicità.

Essa si compone fondamentalmente di due elementi vitali: la preghiera che tiene unito il nostro spirito con lo Spirito di Dio in una stretta comunione di reciproca conoscenza e intesa; l’adesione concreta alle leggi divine, che ci consente di vivere ogni momento nella verità e nell’amore, cioè nella gioia e nella luce del cuore. Se ci allontaniamo da questi due pilastri, noi restiamo prigionieri delle realtà terrestri e veniamo privati della libertà e serenità spirituali. In tal modo ricadiamo nella schiavitù degli interessi che causano ansie e sofferenze, perdendo la quiete interiore e scatenando di conseguenza apprensione, agitazione, conflittualità. Diventiamo come dei forsennati e agitati, privi di saggezza e discernimento, lasciandoci coinvolgere in situazioni complesse e insolubili. Di fatto perdiamo “la felicità” vera che viene vissuta nella comunione con la verità e l’amore di Dio e dei fratelli.

In tale contesto appare propizia la materna benedizione che la Vergine ci dona, quale suggello e caparra di piena felicità per il regno dei cieli: “desidero darvi la mia benedizione materna di pace e del mio amore”. In tal modo portiamo in noi un senso intimo di una gioia e speranza che non tramontano mai neanche nei momenti più difficili e tumultuosi della umana esistenza. Se restiamo saldamente ancorati alla preghiera e alla fedeltà al divino Volere, nulla è nessuno potrà separarci dall’amore di Gesù e dalla sua grazia, protetti e difesi dalla materna benedizione di Maria.

La Vergine conclude dicendo: “con voi possa realizzare i miei piani“. Quali sono i piani o progetti di Maria? Ella lo spiega bene che i suoi piani corrispondano esattamente a quelli del Padre celeste, il quale vuole che tutti i suoi figli giungano alla salvezza eterna. A tale scopo la Vergine continua a stare in mezzo a noi, affinché non perdiamo il tesoro più prezioso, quello di poter conquistare la piena felicità nella beatitudine del paradiso. Ciò corrisponde alla finalità per cui il Figlio di Dio si è fatto carne ed è morto e risorto per ricondurci al Padre e renderci partecipi del banchetto eterno di amore e felicità senza fine.  Non trascuriamo tale invito di Maria nostra Madre, altrimenti rischiamo di perderci per sempre.

La tua materna benedizione ci accompagni ogni giorno, o Vergine Maria, per non sentirci mai soli e sventurati ma figli tuoi docili e fiduciosi.  Grazie del tuo amore che non conosce né sosta né stanchezza ma è sempre pronto a venire in soccorso di noi diletti figli tuoi.

Messaggio a Mirjana del 2 luglio 2016
“Cari figli, la mia presenza reale e vivente in mezzo a voi deve rendervi felici, perché questo è il grande amore di mio Figlio. Egli mi manda in mezzo a voi affinché, con materno amore, io vi dia sicurezza; affinché comprendiate che dolore e gioia, sofferenza e amore fanno sì che la vostra anima viva intensamente; affinché vi inviti nuovamente a celebrare il Cuore di Gesù, il cuore della fede: l’Eucaristia. Mio Figlio, di giorno in giorno, nei secoli ritorna vivente in mezzo a voi: ritorna a voi, anche se non vi ha mai abbandonato. Quando uno di voi, miei figli, ritorna a lui, il mio Cuore materno sussulta di felicità. Perciò, figli miei, ritornate all’Eucaristia, a mio Figlio. La strada verso mio Figlio è difficile e piena di rinunce ma, alla fine, c’è sempre la luce. Io capisco i vostri dolori e le vostre sofferenze e, con materno amore, asciugo le vostre lacrime. Confidate in mio Figlio, poiché Egli farà per voi quello che non sapreste nemmeno chiedere. Voi, figli miei, voi dovete preoccuparvi soltanto per la vostra anima, perché essa è l’unica cosa che vi appartiene sulla terra. Sudicia o pura, la porterete davanti al Padre Celeste. Ricordate: la fede nell’amore di mio Figlio viene sempre ricompensata. Vi chiedo di pregare in modo particolare per coloro che mio Figlio ha chiamato a vivere secondo lui e ad amare il loro gregge. Vi ringrazio”.

Commento teologico

Vi sono contenuti due aspetti di grande importanza: il primo riguarda la tematica piuttosto impegnativa ma stupenda dell’armonico rapporto tra il dolore e l’amore, come è stato vissuto da Gesù e da Maria stessa. Ella parla non per astrazione ma per personale esperienza. Maria è la Madre addolorata e la causa della nostra letizia. Lo dice con estrema chiarezza: “io vi dono sicurezza, affinché comprendiate che dolore e gioia, sofferenza e amore fanno sì che la vostra anima viva intensamente “. Ci si chiede sorpresi come possano stare insieme due realtà che sembrano diametralmente opposte? Appare un paradosso quello che dice la Vergine, mostrando come la sofferenza si accompagni al gaudio e il dolore sia fonte di amore. Come è possibile tutto questo? Ella lo afferma, lo insegna e lo ha vissuto. Sotto la croce il suo dolore di Madre è sconfinato, ma il suo amore per il Figlio in obbedienza alla volontà del Padre la sostiene e le dona la forza dì accogliere la morte del Figlio come un evento di grazia e di salvezza per l’umanità. Proprio in ragione di questa sofferenza vissuta per totale dedizione di amore, Maria diventa partecipe della redenzione di Cristo e si fa nostra corredentrice. Tale congiunzione della massima sofferenza con l’offerta di piena oblazione trasforma il dolore nella suprema grazia della redenzione, che costituisce l’origine della vittoria della vita sulla morte e della gioia sulla sofferenza. In effetti, se ben riflettiamo, il dolore, frutto del peccato e della malvagità del mondo, se viene preso per sé stesso diventa insopportabile e motivo di disperazione e distruzione; ma se invece viene sostenuto, irrorato, animato dall’amore, esso non solo viene vissuto con maggiore serenità, ma porta con sé la forza vitale che consente di non sopraffare il nostro animo ma di essere causa di speranza e di fiducia. D’altronde l’amore, per essere vero ed efficace, deve dimostrare di saper accettare anche il dolore, non fine a sé stesso ma quale segno e testimonianza di un amore talmente grande che sostiene e supera ogni dolore. Questo costituisce il mistero dell’amore immenso attuato nella massima sofferenza della croce vissuta dal Figlio e con lui dalla Madre. Per questo Ella ce lo ripete e desidera inculcarlo nel nostro cuore, per essere, come Lei, addolorati e sereni, sofferenti e fiduciosi, afflitti e vittoriosi.

Nel messaggio vi è un altro aspetto che va sottolineato, quando dice: “voi, figli miei, voi dovete preoccuparvi soltanto per la vostra anima, perché essa è l’unica cosa che ci appartiene sulla terra”. Parole sacrosante! Oggi purtroppo non si parla più della salvezza eterna dell’anima, che è lo scopo unico e ultimo della nostra esistenza umana. La Vergine afferma che l’anima costituisce la cosa che ci appartiene quale unica nostra proprietà. Il resto non lo possediamo in proprio ma solo in prestito per la breve durata della esistenza terrena. Da qui l’assoluta importanza di conservare e abbellire la nostra anima quale valore primario per la vita eterna. La Vergine sta qui in mezzo a noi per ricordarci con animo accorato che tutte le cose del mondo, a cui siamo molto attaccati, scompaiono con la morte. Ciò che rimane è il bene vissuto nella fede e nell’amore. Altrimenti l’anima resta “sudicia”, infangata nella polvere della terra e priva di quella unica cosa necessaria: la salvezza portata da Cristo e accolta amata vissuta con la pienezza della nostra adesione.

O Vergine Maria, ti ringraziamo perché ci riporti ogni volta all’essenziale della vita, disincantandoci dai veleni e dai falsi idoli che vogliono allontanarci dall’amore per tuo Figlio che solamente ci conduce alla beatitudine eterna. Donaci, o Madre pietosa, l’aiuto materno per seguire serenamente e coraggiosamente i tuoi insegnamenti fonte di sapienza e di perenne letizia. O Clemente, o Pia, o dolce Vergine Maria. Amen

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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