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Video-lettura (44): Messaggio a Marija del 25/6/2017 – La preghiera perseverante è il cuore della fede

La quarantunesima puntata della rubrica “Contemplando Maria” condotta da Rita Sberna in collaborazione con don Renzo Lavatori sul canale YouTube “Cristiani today” (27 dicembre 2023)


Messaggio a Marija del 25 giugno 2017 
“Cari figli! Oggi desidero ringraziarvi per la vostra perseveranza ed invitarvi ad aprirvi alla preghiera profonda. Figlioli, la preghiera è il cuore della fede ed è speranza nella vita eterna. Perciò pregate col cuore fino a che il vostro cuore canti con gratitudine a Dio Creatore che vi ha dato la vita. Figlioli, io sono con voi e vi porto la mia benedizione materna della pace. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


 La preghiera perseverante è il cuore della fede

L’idea centrale di questo messaggio è la PREGHIERA, di cui spesso la Vergine richiama l’importanza, ma questa volta si sofferma su di essa in modo più completo e approfondito. È importante raccogliere gli aspetti essenziali che descrivono le caratteristiche di un’autentica preghiera cristiana.

1. Anzitutto si dice che la preghiera dev’essere perseverante: “Cari figli! Oggi desidero ringraziarvi per la vostra perseveranza”. Ciò significa che una prima caratteristica è quella di una preghiera persistente e durevole lungo il percorso quotidiano della nostra esistenza. Non è sufficiente fare un’orazione, anche fervorosa, e poi sospenderla, credendo che basti una sola volta per ottenere la grazia. Si tratta di una grave carenza. Gesù stesso ce lo conferma affermando che dobbiamo bussare ripetutamente per avere la porta aperta. Il motivo di tale insistenza sta nel fatto che essa dimostra la nostra fede forte e decisa che non si stanca di implorare l’intervento divino. È vero che Dio nostro Padre conosce tutte le nostre concrete situazioni e i nostri problemi e noi pensiamo che non occorra ripetere la richiesta. Ma non è così, nel senso che il Padre, pur conoscendo le necessità dei suoi figli, vuol vedere la nostra totale fiducia in Lui, come il bambino che ripetutamente chiede quanto gli necessita fino al parossismo, tanto che il genitore alla fine cede e consegna la cosa richiesta al figliolo. Bisogna però sottolineare ulteriormente che il Padre celeste sa discernere quello che è il nostro vero bene da quello invece che può essere un nostro danno. Tra noi e il Padre celeste si deve stabilire il medesimo e maggiore rapporto di confidenza e di insistenza, accompagnato da un pieno affidamento alla sua sapiente amorevolezza. Pertanto dobbiamo aggiungere alla nostra richiesta la frase semplice e significativa, come ha fatto Gesù nell’orto degli ulivi: se Tu vuoi, o Padre, se corrisponde alla tua santa volontà e al nostro bene.
Noi sappiamo che Egli ci dona ciò che è il nostro vero bene, non solo su questa terra ma anche per la vita eterna. Tale sommo bene alle volte non coincide con quello che desideriamo e chiediamo, spesso poco utile o addirittura nocivo per noi e per gli altri. I suoi pensieri non sempre corrispondono ai nostri, anzi possono essere anche in contrasto. Da qui la fiducia e l’affidamento al suo amore che certamente ci dona quanto di più buono e prezioso possa esistere. Dunque la perseveranza va congiunta alla confidenza totale e filiale, senza titubanze o dubbi né chiederci tanti perché, sapendo che Dio è il perché di sé stesso e in Lui la benevolenza ha sempre la parte totalizzante, che sa trasformare il male in bene, il dolore in grazia. In tal modo viviamo contemporaneamente l’insistenza della richiesta e la serenità dell’abbandono, senza cadere in ansia o in agitazione o in dubbi di fede, addirittura ribellandoci a Dio stesso e giudicandolo insensibile e impietoso! Ahimè! Allora l’insistenza diventa caparbietà e insolenza, per non dire opposizione o duro contrasto. Occorre trovare un sano equilibrio interiore tra la perseveranza e l’affidamento, che, presi insieme, offrono il senso più bello ed efficace della preghiera cristiana. Di fatto il messaggio della Vergine prosegue: “desidero invitarvi ad aprirvi alla preghiera profonda”. La preghiera è profonda quando raggiunge la profondità abissale dell’amore paterno di Dio e ne sente tutta la dolcezza, la delicatezza, la forza, la giustizia; quando si tuffa e si abbandona nell’oceano infinito del suo amore che non conosce alcun limite e sovrasta i nostri limitati orizzonti terreni spingendosi al di là di essi per condurci al nostro bene sommo ed eterno.

2. La Vergine ce lo fa capire: “figlioli, la preghiera è il cuore della fede e della speranza nella vita eterna”. Parole meravigliose, che devono riempire l’animo di gioia e fiducia. Vi è un’affermazione fondamentale, su cui dobbiamo riflettere con attenzione: la preghiera è il cuore della fede. Cosa significa? Sappiamo che il cuore è il centro propulsore di tutta la circolazione sanguigna che dona vita, energia, benessere al nostro organismo. Se questo flusso vitale perde la regolarità, subentra lo sconvolgimento e il malessere generale, con fibrillazioni e aritmie pericolose, che possono condurre alla interruzione del getto di sangue fino alla morte. Similmente, a livello spirituale, la preghiera è il centro propulsore della nostra vita cristiana, perché fa fluire in tutte le situazioni concrete, che affrontiamo ogni giorno, la vitalità della grazia divina, la cui fonte è il Cuore di Gesù, da cui scaturiscono il suo amore, la sua verità, il suo Santo Spirito, in modo che veniamo purificati, rifocillati, guariti, santificati, irrorati e rinvigoriti, rafforzati contro ogni attacco del male. Pertanto dobbiamo renderci conto della importanza vitale della preghiera. Non si può dire assolutamente che una prega quando se la sente o ne ha voglia, oppure quando se ne ricorda ogni tanto. È come fare delle interruzioni al flusso sanguigno del cuore, con gravissime conseguenze per la nostra salute e la stessa sopravvivenza della vita cristiana e umana. Si giunge in effetti a certe ischemie dell’anima che languisce e si affievolisce nelle sue parti vitali fino a giungere a delle vere trombosi paralizzanti ogni movimento spirituale e piene di veleno mortifero. Cerchiamo di rendercene conto e di mettere la preghiera al primo, posto nelle vicissitudini quotidiane, quando ci si alza al mattino, quando si va al lavoro, quando si inizia e si termina a mangiare, quando si va a passeggio o in palestra, quando ci si raduna alla sera per il S. Rosario in chiesa o in famiglia, quando si va in gita o ai sani divertimenti, ogni momento dev’essere scandito dal soffio energetico e salvifico della preghiera.
La Vergine sottolinea inoltre che dalla preghiera nasce “la speranza nella vita eterna”. Ciò comporta che chi prega ottiene e otterrà la salvezza eterna, quella che conta più di qualsiasi altra cosa, mentre chi non prega si prepara alla perdizione eterna, la realtà più disastrosa e dannosa che ci sia. Lo diceva S. Alfonso Maria de’ Liguori: “chi prega si salva e chi non prega si danna”. La Madonna ce lo ripete affinché non cadiamo nella trappola di essere così stolti da tralasciare o trascurare la preghiera, per dare spazio a tutte le altre faccende o a passatempi futili che sono di inferiore importanza. Si tratta della vita, quella eterna! Pensiamoci bene!
Se noi intessiamo di preghiera tutta la nostra giornata, allora veramente si può dire quello che la Vergine afferma: “pregate col cuore fino a che il vostro cuore canti con gratitudine a Dio Creatore che vi ha dato la vita”. Come già detto la preghiera ci consente di mettere in sintonia il nostro cuore con il Cuore del Signore. Per vivere una preghiera continua non occorre fare pratiche speciali e faticose, ma eseguire quelle pie devozioni che la Chiesa ci propone nella preghiera liturgica come in quella popolare e spontanea, che sgorga dall’intimo del nostro sentire e amare. In tal modo possiamo esercitarci a fare la preghiera viva quale respiro dell’anima che sale fino al Cuore del Padre e del Figlio nello Spirito Santo, la fonte da cui sprigiona l’acqua zampillante per la vita eterna, che ci purifica e ci rigenera in creature nuove colme di serenità e di amore. Si compie così il circolo vitale che dalla terra si eleva verso il Cielo e da qui si riversa abbondantemente sulla terra per farvi germogliare frutti buoni e meritevoli.


Commento teologico tratto dal libro “Medjugorje. Il Cantico dell’Amore” di don Renzo Lavatori
Commento teologico ai messaggi mariani negli anni 2015 – 2019 – Edizioni Sant’Antonio


Fonte: Canale YouTube “Cristiani Today” di Rita Sberna – puntata del 27/12/2023

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