Trascrizioni preghiere serali e varie

30° Mladifest – Medjugorje, 4 agosto 2019 – Testimonianza di suor Brigitta

Cari giovani,
mi fa tanto piacere essere con voi. Non posso descrivere cosa provo nel mio cuore. Pensavo di non poter mai più venire a Medjugorje, invece Medjugorje è venuta a me. 
Ho una gioia indescrivibile. Tremo all’idea di dover parlare della mia vocazione davanti a tutti voi. Ma ho capito che tutto è dono di Dio e non devo tenerlo per me, ma condividere con gli altri. 

Ho pregato anche per non essere scelta per la testimonianza al festival giovanile, ma si vede che il Signore ha voluto diversamente. 
Mi sono detta: “Ma come fanno a scegliere me? Io non so parlare”. Proprio in quel mese la Madonna ci ha detto: “Cari figli, testimoniate. Siate fieri, perchè siete risorti in Lui”. La Madonna ci ha invitati a testimoniare.
Ho aperto anche la Bibbia per vedere cosa mi diceva Gesù. Nel Vangelo secondo Giovanni ho trovato questo passo: “Voi testimonierete perchè siete con Me dall’inizio”. 
Allora ho capito che era la Volontà del Signore che testimoniassi. 
Ecco: adesso sono qui con voi. 

La mia vocazione risale all’infanzia. Io vengo da Rama, più o meno 100 chilometri a nord di Medjugorje. 
Da piccola mia madre mi portava alla santa Messa e a me piaceva ascoltare i canti in chiesa. Mentre ascoltavo venivo toccata nel cuore anche se non capivo nulla. 
In famiglia la situazione era un pò diversa rispetto agli altri ragazzi: mia madre lavorava all’estero e noi eravamo a casa con mio padre. Eravamo tre figli. Poi è accaduto qualcosa che ha cambiato la mia vita. Quando avevo 11 anni mio padre si è ammalato ed è morto. E’ cominciato un periodo molto difficile per me e per tutta la famiglia, ma con l’aiuto del Signore lo abbiamo superato. Mia madre ha continuato a lavorare all’estero per sfamarci. Sono cresciuta prima degli altri. Ma adesso vedo che tutto doveva andare così, perchè era il piano del Signore. 

Un altro cambiamento è arrivato a 15 anni quando sono andata a Mostar per frequentare la scuola superiore. Mi sono iscritta alla GIFRA, la gioventù francescana che vive il Vangelo secondo l’esempio di san Francesco d’Assisi. La GIFRA mi ha cambiata. Mi ha formata come persona e ha formato la mia vocazione. Lo stare in compagnia dei giovani mi ha aiutata anche a liberarmi, perchè ero una persona molto chiusa. Tutto mi portava verso Dio. Andavamo assieme alla santa Messa, all’Adorazione Eucaristica, a Medjugorje. Tutto questo ha influenzato la mia strada. 
Ho cominciato a leggere la vita di san Francesco e per mezzo di lui sono arrivata a santa Chiara. Leggendo le loro vite sono stata toccata nel cuore. Pensavo: “Non posso vivere come loro. Loro hanno vissuto nel 13. secolo. Questo non è per me”. Ma tutto questo lasciava delle tracce dentro di me. Mi sono detta: “Io continuo per la mia strada”. 

Il 25 giugno 2011, all’anniversario delle apparizioni, sono andata assieme alla mia famiglia a Medjugorje. Lì è avvenuta una cosa meravigliosa. Prima della santa Messa siamo andati lungo la Via Domini verso il Cristo Risorto. Sul prato c’era tanta gente attorno ad una persona. Alcuni piangevano e altri si allontanavano. Io, invece, ero attirata ad andare lì. Quando mi sono avvicinata ho visto un giovane sdraiato per terra. Era come morto. Aveva reazioni strane. Alcune persone lo tenevano bloccato. Sicuramente aveva problemi spirituali. Gridava. Era la prima volta che vedevo una cosa del genere. Il sacerdote pregava su di lui. Qualcosa mi ha spinto a pregare per quella persona. Abbiamo pregato tutti e ad un certo momento quella persona è guarita. Si è alzata ed era una persona completamente nuova. In quel momento ho capito che il diavolo esiste e che lui aveva attaccato quella persona. Ho capito che Dio è più forte del male e che può avere la meglio quando noi crediamo in Lui e nei Suoi sacerdoti. 
Quella è stata la mia conversione. Fino ad allora ero una credente tradizionale. Ho pianto tantissimo e ho ringraziato il Signore per la Sua grandezza e il Suo Amore. 

Quel giorno c’era l’Adorazione Eucaristica per le vocazioni. Erano presenti tutti i francescani. Ho pregato per le vocazioni e dentro di me ho sentito una voce: “Ma perchè non rispondi tu a questa vocazione?” Mi sono spaventata. Ho pensato: “Ma cosa succede? No. Tengo tutto dentro al mio cuore e non dico nulla a nessuno. Nessuno lo saprà”. 

In testa avevo già i miei progetti. Quando ho preso parte alla GIFRA ho visto come vivevano quei giovani e il loro entusiasmo mi ha contagiato. Pensavo di sposare un credente e avere famiglia. “Tutti possono andare in convento, ma non io!” 
Nel mio cuore cercavo un ragazzo devoto. Ho cominciato a scrivere ad un giovane e abbiamo deciso di andare assieme al festival a Medjugorje. Mentre fra Danko parlava delle vocazioni il ragazzo che era con me ha detto che anche lui sentiva la vocazione. 
Allora ho detto: “Signore, se mi stai chiamando mi farai vedere Tu come”. Non volevo prendere atto della chiamata e la fuggivo. 

Ho proseguito la scuola superiore. Il Signore ha cominciato a mandarmi giovani che avevano la vocazione e mi dicevano: “Ma Brigitta, anche tu hai la vocazione. E’ evidente. Lo vediamo tutti”. E io ho risposto: “E’ inutile che lo vediate voi se non lo sento e non lo vedo io”. Mi opponevo e non permettevo a nessuno di parlare di ciò, perchè avevo i miei progetti. 
Questo è durato fino ai miei 18 anni. 
Vedevo continuamente ragazzi andare nel convento. Da una parte la cosa cominciava ad attirarmi, dall’altra pensavo che era bello essere sposa e madre di famiglia. Mi sentivo divisa.

Ho capito che dovevo parlare con qualcuno. Non potevo tenere tutto dentro di me. Avevo una grande pressione. Dovevo prendere una decisione, ma non sapevo quale. 
Ho parlato con un sacerdote che conoscevo. Mi aspettavo che mi dicesse che la vocazione non era la mia strada, così sarei stata meglio. 
Dopo che ho raccontato i miei dubbi, i miei problemi e le preoccupazioni il sacerdote mi ha chiesto: “Se dovessi scegliere adesso cosa diresti? Vorresti il convento o o essere madre?” Ho risposto: “Vorrei essere madre e avere figli”. “Và bene… Forse questa è la tua chiamata. Magari studierai teologia, farai la catechista, sarai una persona devota…” 
Mentre diceva queste cose in me è cresciuta l’inquietudine. Il mio cuore voleva qualcos’altro. 
Il sacerdote probabilmente aveva capito ciò che mi stava succedendo e mi ha detto: “Ti faccio parlare con una suora, così puoi capire la situazione anche dal punto di vista femminile”.
Dopo aver dialogato con lei la suora mi ha detto: “E’ evidente che hai la vocazione. Hai tutto ciò che serve, ma nessuno può decidere per te. Sei tu a dover prendere la decisione”. 
Ma come potevo fare? Era così difficile. Lei mi ha dato il compito di leggere le vite dei santi e ha aggiunto: “Prega una novena allo Spirito Santo. In questi 9 giorni prega per decidere sul tuo futuro. Se è il convento non pensare più alla famiglia; se è la famiglia non pensare più al convento. Devi prendere una decisione altrimenti scoppi!” 
Mi sono spaventata: “Come faccio a decidere in 9 giorni cosa sarà di me?” 
Non permettevo che Dio si avvicinasse a me. Tenevo tutto nelle mie mani. Aspettava solamente che Gli permettessi di agire.

Ho detto: “Andrò a piedi a Medjugorje per l’anniversario delle apparizioni. Mia Madre mi capisce. Lei sa come sto e sicuramente sa cosa è giusto per me. Certamente mi aiuterà” 
A Medjugorje ho raccontato la mia situazione ad un sacerdote e lui mi ha narrato un esempio: “Quando un pescatore prende un pesce più il pesce si muove e più sente male nel togliere l’amo. Così anche Dio pesca gli uomini. Più vogliono scappare e più sentono male. Bisogna abbandonarsi per farsi guidare da Dio”. 
Ho capito: “Io sono quel pesce! Signore, mi abbandono a Te. Faccio quello che Tu vuoi. Farò quello che Tu vuoi. Se mi fai vedere che devo essere suora vado; se mi dici che devo avere una famiglia lo farò. Guidami Tu, Signore. Non so cosa fare e non ce la faccio più”. Mi sono abbandonata nelle Sue Mani. Da quel momento Dio ha potuto operare nella mia anima. 

Durante la santa Messa è accaduta una cosa che ha cambiato tutto. Ho detto il mio “sì” al Signore e dura ancora oggi e rimarrà per tutta la vita. Durante l’omelia il mio cuore è stato toccato nel profondo. Mi sono messa a piangere. Ho pianto tutto il giorno. Mi vedevo come se fossi sul palmo della Mano di Dio. Ho sentito nel mio cuore una voce che diceva: “Ti chiamo da tanti anni. Perchè non rispondi alla Mia chiamata? Perchè fuggi?” Mi sono detta: “Ecco, questo era quello che aspettavo!” 
Sono passati tutti i dubbi. Nel mio cuore sentivo un amore immenso. Ho detto: “Eccomi, Signore. Mi abbandono a Te. Guidami Tu”. 
Una pietra era stata tolta dal mio cuore. Pensavo che tutti i problemi fossero passati. 

Ho detto a mia madre che volevo andare in convento. Si è arrabbiata e abbiamo litigato. Mi ha detto: “Ti ho fatto crescere. Hai 18 anni. Invece di aiutarmi a far crescere tuo fratello e tua sorella vuoi andare via e lasciarmi sola”. 
Ho detto a Dio: “Veramente lei ha bisogno del mio aiuto. Se ho la Tua vocazione Tu mi aspetterai per il tempo necessario”. Pensavo di dover restare un solo anno, ma alla fine erano tre. Ero un pò arrabbiata con Dio. Perchè mi aveva fatto capire chiaramente qual’era la vocazione e adesso dovevo aspettare. Perchè non posso fare come tutti gli altri che sono partiti subito?” Non sapevo neppure in quale convento sarei dovuta andare. Pensavo di andare dove erano andate le mie amiche, in un ordine di suore aperte al mondo. 

Nuovamente al festival dei giovani un sacerdote mi ha aiutata. Mi ha detto: “Non vedere quest’attesa solo come una catastrofe. Vedila come una grazia del Signore. In questi tre anni hai pregato e potuto mettere alla prova la tua vocazione. Se rimane vuol dire che era la tua strada, se sparisce vuol dire che non lo era”. Mi ha suggerito di utilizzare quel tempo per crescere nelle virtù e nella pazienza. 
Questo è stato per me di grande aiuto. Mi sono detta: “Attenderò quanto devo, ma la vocazione rimane!” 

Mi sono iscritta agli esercizi spirituali di sant’Ignazio. Ho potuto meditare ogni giorno la Sacra scrittura, pregare, andare a Messa. 
Sentivo il bisogno di una preghiera più profonda. In quel momento mi sono venuti i pensieri della clausura. Mi sono spaventata. Ho avuto bisogno di tanti anni per decidermi di entrare in convento e adesso pure la clausura. Come poteva una persona che amava stare in compagnia dei giovani chiudersi in clausura? Per me era impensabile. 
Dio ha dei progetti che noi non possiamo capire subito. Se Dio mi avesse fatto vedere subito che la mia strada era la clausura io non avrei potuto accettare. 

Ho incontrato una suora di clausura. Mi sono detta: “Non c’è nessun altro meglio di lei che possa aiutarmi”. Le ho raccontato tutto e lei mi ha risposto: “Non posso dirti se hai questa vocazione della clausura, ma ti do due libri. Uno è su santa Chiara di Assisi e l’altro su santa Teresa d’Avila. Sono le suore che hanno fondato due ordini: le clarisse e le carmelitane. Leggi questi due libri. Se il cuore ti attira vuol dire che la clausura è per te”. 
Appena ho letto il libro su santa Chiara mi sono accorta che era quello che cercavo. “Vorrei vivere così. Questo è quello che voglio!” Ma subito è subentrata la paura del fatto di sentirmi chiusa. 

Mi sono iscritta agli esercizi spirituali nel silenzio. Quando la bocca si chiude parla il cuore. 
Un sacerdote mi ha detto: “La cosa migliore per te sarebbe quella di fare un’esperienza presso le suore di clausura”. Non sapevo che ci fosse questa possibilità. “Puoi andare e vivere con loro qualche giorno senza obblighi. Puoi vivere la loro vita e pregare con loro”. 
Sono andata nel convento più vicino. Ero proprio qui a Bressoko. Il mio pensiero era: “Vado e prendo atto che non mi piace. Così posso continuare con i miei progetti”. 
Invece non era così. Dopo il primo giorno di preghiera ho capito che Dio mi voleva proprio qui. Tutta quella pace e quella gioia mi hanno avvolto subito. Non ho pensato di fare esperienze in altri conventi. 
Il mio cuore era convinto, ma la mia mente no. Ho detto al Signore: “Se è questo che vuoi mi darai anche la forza di accettare”. Parlavo in modo chiaro col Signore e credevo che mi avrebbe aiutato o dato qualche segno. 

Tre mesi dopo sono tornata a Medjugorje dalla Madonna. Sulla collina delle apparizioni Le ho detto: “Solo Tu puoi aiutarmi. Solo Tu mi comprendi. Tu sai in che stato si trova la mia anima”.
Da quando pensavo alla clausura mi erano venute tante tentazioni. Pensavo che non sarei più potuta tornare a casa, stare in compagnia con gli amici, tornare a Medjugorje. Mi veniva in mente tutto ciò a cui avrei dovuto rinunciare. Ho confidato tutto alla Madonna e poi ho pregato il Rosario con l’intenzione di avere delle risposte che mi schiarissero le idee. In quel momento ho avuto un’altra grazia del Signore. La statua della Madonna sulla collina è sparita e ho visto la statua che c’è qui in convento e una voce mi ha detto: “Questa è la tua Medjugorje. Riceverai tutto quello che hai desiderato”. Ho capito che il Signore mi chiamava proprio in questo convento.
Ho detto tutto alle suore. C’era una gioia immensa.

Ho dovuto attendere ancora un anno, perchè dovevo finire l’università. Questo periodo è stato molto duro: tentazioni, paure. Cosa sarebbe successo se fossi entrata e fossi anche uscita, perchè non fatta per quella vita? 
Ad un tratto ho detto: “Basta! Se entrare e poi uscire dal convento serve per la mia umiltà non devo avere paura. Io devo entrare perchè il Signore mi sta chiamando”. Le tentazioni sono sparite. 
Il 27 dicembre 2016, nella festa di san Giovanni apostolo, finalmente sono entrata. Quando ho ricevuto l’abito mi sono detta: “Questo era ciò che stavo aspettando. La Madonna lo ha preparato per me”. La pace ha avvolto la mia anima. E’ come se fossi nata nuovamente. 
Ho aperto la Bibbia e ho trovato il brano in cui il mercante trova la perla preziosa, e vende tutto quello che ha per comperarla. 
Qui ho trovato la mia perla preziosa: Gesù.
Non mi manca nulla. Pensavo che mi sarebbe mancato qualcosa del mondo esterno. No. Qui sento una totale libertà. Sono libera dal legame alla tecnologia e al mondo. 
Mi sento talmente libera che posso affidare la vita a Gesù e appartenere solo a Lui. Prego per tutto il mondo, per i bisogni della Chiesa. A questo sono chiamata. 

Alla fine vorrei dirvi due cose. Una per tutti i giovani e l’altra per coloro che sentono la chiamata spirituale. 
Ai giovani voglio dire di seguire i consigli che ci da la Madonna, quei 5 sassi che ci propone per superare le tentazioni del diavolo: la santa Messa, la Confessione, il santo Rosario, il digiuno e la Bibbia. Tutto ciò mi ha aiutato nei periodi della vita in cui dovevo prendere la decisione. 
Se seguiamo questi 5 suggerimenti la Madonna ci assicura che apparterremo a Gesù e potremo superare tutte le tentazioni. 
Voi giovani che avete sentito la chiamata spirituale o la sentirete a questo festival dei giovani, sicuramente avrete paura. Anch’io ho passato questo e so come vi sentite. E’ difficile arrivare a questa decisione, ma vi dico che non c’è nulla di più bello di servire Gesù. 
Tra tutte le persone Gesù sta chiamando solo te. Vuol dire che sei prezioso per Lui e che ti ama. Quando senti questo amore nel cuore come fai a dire no al Signore? No! Non è possibile. Io non ho potuto dirgli di no. Sono proprio felice di aver accettato questa vocazione. 
Perciò voglio incoraggiare pure voi. Camminate in questo mondo e dite sì a Gesù. Abbandonatevi a Lui, perchè quando dite il vostro sì comincia ad operare. Senza il vostro consenso non può fare nulla. 
Io ho avuto la mia strada, ma Dio chiama ciascuno per una strada particolare che ha disegnato appositamente. Ciascuno di voi è chiamato a capire cosa Dio vuole e dove vi vuole. 
Andate avanti con coraggio. Non abbiate paura di nulla, perchè Gesù e Maria sono con voi. Vi amano e vi chiedono di appartenere a loro completamente, di essere sale della terra e luce del mondo. 

Vi auguro di trovare la vostra strada.
Pregherò per voi e mi raccomando alle vostre preghiere. Pregherò in questi 6 giorni perchè possiate trovare aiuto in questo luogo di preghiera e silenzio. 
Interceda per voi nostra Madre, la Regina della Pace.
Il Signore vi benedica.

Trascrizione A.Bianco

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