Angolo teologico

Angolo teologico (6)

Messaggio del 25 maggio e del 2 giugno 2015

Messaggio a Maria del 25 maggio 2015
“Cari figli! Anche oggi sono con voi e con gioia vi invito tutti: pregate e credete nella forza della preghiera. Aprite i vostri cuori, figlioli, affinché Dio vi colmi con il suo amore e voi sarete gioia per gli altri. La vostra testimonianza sarà forte e tutto ciò che fate sarà intrecciato della tenerezza di Dio. Io sono con voi e prego per voi e per la vostra conversione fino a quando non metterete Dio al primo posto. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Il messaggio richiama principalmente due aspetti importanti che devono far parte della nostra vita quotidiana. la Vergine vi insiste appunto per questa ragione, affinché essi siano il nostro pane di ogni giorno e divengano nostro patrimonio spirituale in modo da essere inseriti e iscritti vitalmente in tutto il nostro organismo e sostenere tutti i nostri sentimenti e atteggiamenti per divenire cristiani tutti d’un pezzo e non soltanto a sprazzi e strattoni. La Vergine vuole farci suoi figli in senso pieno e totale. Cerchiamo dunque di capirne il vero significato:1. Il primo aspetto abbraccia due verbi: “pregate e credete”. Sono due gravi imperativi, cioè esprimono la volontà decisa della Madre celeste a cui occorre dare il pieno assenso; non si tratta solo di esortazioni o di consigli generici che possono essere eseguiti o meno. Sono dei chiari obblighi per tutti noi se vogliamo entrare nel rango di essere suoi figli docili e obbedienti. La preghiera sappiamo che cosa significhi: non soltanto la ripetizione meccanica di alcune formule intrise di distrazioni e prive di animazione interiore. La preghiera, di cui Maria ci parla, è quella che nasce dal cuore, è sorretta dall’attenzione devota e vivificata dall’amore teneramente filiale. Quando si prega, di fatto si forma una stretta comunione tra noi e Lei, in un abbraccio confidenziale e fiducioso, al fine di essere avvolti totalmente dal suo amore materno ed essere impregnati della sua luce di Verità, che Ella ci comunica e che deriva da suo Figlio, la Verità incarnata in Lei e attraverso di Lei manifestata al mondo. La fede costituisce l’atteggiamento della nostra anima che si affida con la mente e la volontà al supremo amorevole volere di Dio e in esso riposa serenamente e vi si abbandona senza riserve. In tal modo la fede apre un varco alla grazia divina affinché invada il nostro essere e ci accompagni in ogni momento della umana esistenza sia esso bello o brutto, gioioso o doloroso. L’anima con la fede non si stacca mai dall’aggancio alla divina potenza e in essa trova la forza e il conforto di affrontare ogni situazione che si affaccia all’orizzonte della vita. Così intesa la fede costituisce il tessuto che avvolge e penetra in ogni angolo della nostra persona e ci rende disponibili a compiere opere di valore infinito a vantaggio della nostra e altrui salvezza. Una volta ricolmati dell’amore di Dio, “diventiamo gioia per gli altri”, cioè diventiamo strumenti adatti a trasmettere quel medesimo amore di cui hanno bisogno i fratelli che incontriamo ogni giorno e che fanno parte della nostra famiglia e della nostra comunità. Allora la “nostra testimonianza” porterà frutti di grande bene per l’umanità e sarà fermento di un mondo rinnovato e trasformato nell’amore e nella giustizia, nella pace e nella fraternità. Noi ne siamo responsabili e la Vergine ci vuole coinvolgere in tale meraviglioso compito di rinnovamento dei cuori umani.2. Il secondo aspetto riguarda  la presenza costante e indefessa di Maria accanto a noi e sulle nostre strade, dentro le nostre case, nel nostro lavoro, nelle fatiche e nelle speranze dei nostri cuori. Lo ripete spesso, quasi per convincerci che Ella dice sul serio e le sue parole corrispondono alla sua reale assistenza materna: “Io sono con voi”. Con questa frase ha iniziato il messaggio e con essa lo conclude. Ciò significa che le sta a cuore farci capire che non ci lascia mai soli. Addirittura prega per noi e chiede una cosa fondamentale: “la nostra conversione”. Quale grande amore Ella mostra nei nostri confronti! Se prega per la nostra conversione è segno che ancora non siamo convertiti. Noi invece stiamo tranquilli pensando che abbiamo fatto la conversione e siamo cristiani convinti. Ma la conversione non avviene una volta tantum, essa si ripresenta ogni volta che, forse senza accorgercene, ricadiamo nella schiavitù della mondanità e della carne, nella mentalità materialista e dispersiva delle faccende di questa terra, perdendo la freschezza della spirito e del fervore interiore. Il richiamo alla conversione, fatto da Maria, costituisce uno stimolo continuo affinché restiamo sempre vigili e perseveranti nella preghiera per non essere travolti da un andazzo superficiale e frivolo, più attento alle cose terrene che a quelle celesti. Dobbiamo fare attenzione! Si tratta infatti di “mettere Dio al primo posto” in modo che Egli sia il nostro Signore e Padre, che guida ogni nostro passo sulla via della rettitudine e della santità. La Vergine ci suggerisce di non perdere mai di vista la finalità per cui siamo su questa terra: raggiungere la beatitudine eterna. Il resto è secondario e deve servire solo a tale scopo, altrimenti si fa strumento di malvagità e di stoltezza. Non perdiamo l’occasione dell’intervento della nostra Madre celeste, che ci sprona ad andare avanti e restare saldi sulla Verità evangelica e la conquista del regno dei cieli.

Messaggio a Mirjana del 2 giugno 2015
“Cari figli, desidero operare attraverso di voi, miei figli, miei apostoli, per radunare alla fine tutti i miei figli là dove tutto è pronto per la vostra felicità. Prego per voi, perché possiate convertire con le opere, perché è giunto il tempo delle opere di Verità, di mio Figlio. Il mio amore opererà in voi, mi servirò di voi. Abbiate fiducia in me perché tutto quello che desidero, lo desidero per il vostro bene, il bene eterno creato dal Padre Celeste. Voi, figli miei, apostoli miei, vivete la vita terrena in comunione coi miei figli che non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, che non mi chiamano “Madre”, ma non abbiate paura di testimoniare la Verità. Se voi non temete e testimoniate con coraggio, la Verità trionferà miracolosamente. Ma ricordate: la forza è nell’amore. Figli miei, l’amore è pentimento, perdono, preghiera, sacrificio e misericordia. Se saprete amare, convertirete con le opere, consentirete alla luce di mio Figlio di penetrare nelle anime. Vi ringrazio! Pregate per i vostri pastori: essi appartengono a mio Figlio, Lui li ha chiamati. Pregate affinché abbiano sempre la forza e il coraggio di risplendere della luce di mio Figlio”

Commento teologico

1. La Vergine Maria rivela l’ampiezza del suo amore materno, in quanto desidera che tutti i suoi figli possano raggiungere la beatitudine eterna,  cioè la salvezza totale e perenne, la felicità eterna: “desidero…radunare alla fine tutti i miei figli là dove tutto è pronto per la vostra felicità”. Il cuore materno di Maria è grande in conformità al cuore di suo Figlio che è morto per la salvezza di tutti gli uomini. La cosa sorprendente sta nel fatto che Ella, per attuare tale desiderio, chiama ciascuno di noi a cooperare con lei e ad essere apostoli zelanti, espressione concreta e vivente del suo stesso amore. Per noi ciò costituisce un nobile onore, ma insieme comporta un grosso impegno. Non si tratta tanto di comunicare a parole l’Amore, ma soprattutto con i fatti che corrispondano al nostro amore interiore. Non si può essere apostoli efficaci e forti se non si possiede almeno in parte quell’Amore profondo che alberga nel cuore immacolato di Maria. Ognuno trasmette quanto possiede, altrimenti diventa un cembalo squillante ma privo di vitalità e credibilità. In fondo la sostanza del discorso ritorna sempre alla base: spetta a noi stessi essere ricolmi di Amore per poterlo trasmettere adeguatamente. Si vede bene come Maria, quale Madre attenta e Maestra illuminata, vuole renderci conformi al Figlio suo, lavorando pazientemente ma incisivamente dentro il nostro cuore. A noi la disponibilità e l’apertura della mente per accogliere i suoi suggerimenti e non fare i sordi e  chiusi di cuore.2. Interessante notare un altro aspetto che viene enunciato: la preoccupazione di Maria per i suoi “figli che non hanno conosciuto l’amore di suo Figlio”. La sua ansia materna si estende a coloro che ancora restano fuori dall’ambito dei credenti in Cristo, ma che Ella vuole condurre tutti alla comunione salvifica con suo Figlio il Salvatore degli uomini. Per questa ragione chiede il nostro aiuto, tuttavia precisa che non si tratta soltanto di un contatto superficiale e sociale verso i non credenti, ma di una testimonianza coraggiosa della Verità contenuta nel vangelo di Gesù anche se dev’essere accompagnata da un amore sincero e fattivo. Questa precisazione è assai importante per non cadere bell’ambiguità di avvicinarci agli increduli solo a livello umano senza infondere in loro la gioia e la bellezza della fede cristiana. Tanto più pericoloso si presenta la situazione di quei cristiani che parlano del dialogo inter religioso, perdendo di vista la propria identità e cadendo in una sorta di sincretismo religioso. In tal modo si vanifica l’opera redentrice di Cristo, annullando il valore della sua morte in croce e della sua risurrezione. Lo afferma chiaramente: “non abbiate paura di testimoniare la Verità”. E aggiunge che proprio attraverso il coraggio della nostra testimonianza “la Verità trionferà miracolosamente”. Queste parole ci infondono una profonda e gioiosa speranza che il vangelo di Gesù costituisce la Verità che attrae gli uomini di ogni tempo e li conduce alla salvezza.3. Alla fine Maria fa uno splendido elogio dell’amore, che deve accompagnare la verità, come una coppia inseparabile. L’amore, congiunto alla verità, diventa la fonte che ristora i cuori degli uomini e li sospinge verso l’accoglienza della fede, portandoli all’incontro salutare con Cristo. La conclusione appare chiara: “consentirete alla luce di mio Figlio di penetrare nelle anime”. Niente di più bello e affascinante. Basta aderire a quanto Ella ci dice ogni volta.4. L’ultimo richiamo riguarda la preghiera per i Pastori della Chiesa. Essi sono posti al servizio dei fedeli per rafforzarli nella fede e nell’apostolato. Anch’essi hanno bisogno di essere sorretti dall’amore materno di Maria e da Lei essere illuminati per seguire la via retta dell’evangelo. Anch’essi hanno bisogno di convertirsi per essere trasfigurati totalmente nell’immagine di Cristo buon Pastore ed eterno sommo Sacerdote. Ascoltiamo tale invito e mettiamo i nostri sacerdoti e vescovi dentro il cuore di Maria con il nostro amore e la nostra preghiera.

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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