Angolo teologico

Angolo teologico (58)

Messaggi del 25 settembre e 2 ottobre 2019

Messaggio a Marija del 25 settembre 2019

“Cari figli! Oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni affinché possa aiutarvi. Figlioli, pregate il rosario e meditate i misteri del rosario perché anche voi nella vostra vita passate attraverso le gioie e i dolori. In questo modo trasformate i misteri nella vostra vita perché la vita è un mistero finché non la mettete nelle mani di Dio. Così avrete l’esperienza della fede come Pietro che ha incontrato Gesù e lo Spirito Santo ha riempito il suo cuore. Anche voi, figlioli, siete invitati a testimoniare vivendo l’amore con il quale di giorno in giorno Dio vi avvolge con la mia presenza. Perciò, figlioli, siate aperti e pregate col cuore nella fede. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Commento teologico

Il messaggio contiene due richiami e inviti di vitale importanza: il primo è la preghiera con il rosario e con grande fede, il secondo è l’incoraggiamento a testimoniare e diffondere l’amore di Gesù.

1. Invito pressante alla preghiera con il rosario. La Vergine prende l’avvio con un nuovo stimolo e suggerimento a pregare, precisando la motivazione: “Cari figli! Oggi vi invito a pregare per le mie intenzioni affinché possa aiutarvi”. Si tratta di una preghiera speciale, in quanto viene indirizzata direttamente alle intenzioni che Maria porta nel suo cuore. Ciò indica una stretta collaborazione tra l’opera mariana in nostro favore e l’appoggio o il contributo della nostra preghiera. Di fatto le due cose vanno insieme in modo che tutto proceda secondo una stretta collaborazione tra l’impegno materno di Maria e la nostra intensa preghiera di accompagnamento. Si sa che l’azione spirituale che viene dal cielo non può agire efficacemente se noi non diamo il nostro consenso e contributo con la preghiera. In tale unione si attuano opere meravigliose e anche miracoli. Maria ci dice che senza di noi Ella non può compiere il bene che vorrebbe fare per tutti noi e per il mondo intero. Non possiamo lasciare inadempiuto tale impegno, altrimenti le cose non cambiano e il bene non vince ma restiamo soggiogati dal male.

La Vergine aggiunge poi che una preghiera potente è data propriamente dal rosario: “Figlioli, pregate il rosario e meditate i misteri del rosario perché anche voi nella vostra vita passate attraverso le gioie e i dolori”. Sono parole che devono essere assimilate e precisate nel loro significato più vero e utile in modo da apprezzare e vivificare questa preghiera popolare. Maria ne offre il significato fondamentale, dicendo che con il rosario sono meditati i fatti salvifici della nostra redenzione, cioè gli eventi che Gesù ha vissuto precisamente per liberarci dal male e renderci figli di Dio. Egli è passato attraverso grandi sofferenze fino al sacrificio della morte in croce, per ottenere la vittoria sulla morte e sul peccato, per diffondere così la sua pace e la sua gioia nel mondo. La nostra vita in effetti è intessuta di momenti felici e momenti dolorosi, similmente alla missione svolta da Gesù. Così viviamo con lui e con il suo amore le nostre situazioni quotidiane, sorretti dalla sua grazia e luce, dalla consolazione misericordiosa con cui ci accompagna e ci sorregge.

Si attua un vero miracolo che trasforma la nostra vita in una storia di salvezza e di trionfo del bene sul male: “In questo modo trasformate i misteri nella vostra vita perché la vita è un mistero finché non la mettete nelle mani di Dio”. Meraviglioso evento è questo che ci consente di superare ogni difficoltà, proprio con l’aiuto del rosario, il quale si fa balsamo di forza, luce e conforto. Non c’è niente di più prezioso ed efficace per la nostra esistenza su questa terra. Cerchiamo di capire, accogliere, meditare e vivere tale mirabile trasformazione! Veramente la vita assume un colore e un sapore diverso e certamente più fruttuoso per il bene su questa terra e soprattutto per ottenere la felicità eterna. Per questa ragione Maria chiude la sua esortazione richiamandoci a tale atteggiamento fondamentale di vivere ogni realtà nell’unione con Dio e per la salvezza nostra e dei nostri fratelli.

2. Un invito per sollecitare la diffusione dell’amore di Gesù. Il tesoro, scoperto e vissuto con la preghiera del rosario, non deve restare inerme dentro di noi ma deve essere comunicato agli altri al fine di diventare testimoni e araldi dell’amore di Dio tra le creature umane molto bisognose di amore e di vero conforto a causa delle profonde ferite dell’animo per la mancanza di amore vero e generoso: “Così avrete l’esperienza della fede come Pietro che ha incontrato Gesù e lo Spirito Santo ha riempito il suo cuore”.

La testimonianza nasce precisamente quale effetto della nostra esperienza vissuta con intensità e totalità: “Anche voi, figlioli, siete invitati a testimoniare vivendo l’amore con il quale di giorno in giorno Dio vi avvolge con la mia presenza”. Sono parole che ci colmano di gioia e speranza per la diffusione dell’amore vero e santo in mezzo ad una società imbevuta di egoismo e di corruzione, di rivalità e invidie, di sete del potere e della prepotenza con la ricerca materiale del denaro e del benessere. Potremo essere come delle lampade accese che espandono la luce solare di Gesù. Se ciascuno di noi vivesse con totalità l’amore di Dio, di cui è avvolto, sorretto e salvato, noi avremmo un’umanità più felice e speranzosa, disponibile a compiere tutto quanto giovi alla pace del cuore e alla quiete dell’animo. Di fatto l’amore di Dio, riversato in noi dal Cristo crocifisso e risorto, costituisce la fonte di ogni positività e bontà.

La Vergine ci dice che, proprio tramite la sua presenza, l’amore di Dio si espande sulla terra. Così ci fa capire che lei è la mediatrice, sotto la potenza di Gesù, per renderci docili e fiduciosi a testimoniare la salvezza cristiana alle persone più bisognose e povere. Si tratta di un nobile ed elevato compito che la Vergine intende infondere in noi.

O Vergine Maria, tu sei la nostra speranza, anche in mezzo a tante sofferenze e tribolazioni. In te confidiamo e a te ci affidiamo nella certezza che il tuo aiuto materno ci sostiene e ci sospinge verso un animo sempre più ricco di fede, pace e gioia. Ti siamo grati della tua disponibilità e generosità! Fa’ che non veniamo meno né ci allontaniamo dal cammino che tu ci hai tracciato. Risveglia la nostra sonnolenza e facci sentire la tua presenza continua e provvidenziale. Grazie, o Maria.


Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2019

“Cari figli, la volontà e l’amore del Padre Celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi, per aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore, in modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste. Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio.  Per quella via voglio condurvi.  Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre Celeste, la fiducia nel suo amore.  Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato!  Comprenderete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace ed il vero amore, sarete apostoli dell’amore.  Col vostro esempio, farete sì che quei miei figli che non conoscono mio Figlio ed il suo amore vogliano conoscerlo. Figli miei, apostoli del mio amore, adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto.  Cercate sempre di vivere nella sua verità.  Vi ringrazio!”.

Commento teologico

Il messaggio mette l’accento su tre questioni che toccano, come sempre, gli aspetti essenziali e irrinunciabili per la nostra vita autenticamente cristiana. Il primo aspetto è la crescita nella fede con tutto il nostro essere; il secondo riguarda l’unione della vita terrena con quella eterna; il terzo infine ricorda e specifica l’impegno di essere portatori e diffusori dell’amore di Dio. Vediamo singolarmente ciascuno di questi elementi.

1. La crescita nella fede con tutto il nostro essere. La Vergine si introduce con alcune accentuazioni circa la sua missione in mezzo a noi, per indicare ancora una volta lo scopo vitale per cui Ella si impegna e agisce a nostro favore. L’origine di tutta questa storia della sua presenza sulla terra proviene unicamente dall’amore e dalla volontà sovrana del Padre: “Cari figli, la volontà e l’amore del Padre celeste fanno sì che io sia qui in mezzo a voi”.

Ciò significa che l’iniziativa suprema è data dal cuore paterno di Dio. La Vergine pertanto non fa altro che adempiere fedelmente e docilmente il volere divino. E sotto questo aspetto la sua azione acquista un grande valore, in quanto corrisponde e si adegua al progetto di Dio verso di noi, per condurci alla salvezza totale: “Aiutare con materno amore la crescita della fede nel vostro cuore”. Non si tratta di un’iniziativa che scaturisce soltanto dal cuore materno di Maria, il che sarebbe già un significativo dono di amore, ma trova la sua origine e il suo sostegno nell’altezza celeste della divina Volontà. Pertanto Ella diviene lo strumento privilegiato con cui si protrae, lungo la storia, l’azione di grazia e di misericordia che viene dalla sorgente primaria di ogni favore, cioè dall’essere stesso di Dio Padre e dal suo amorevole progetto salvifico per noi piccoli e deboli figli.

Di seguito Ella chiarisce lo scopo per cui il Padre celeste si muove a pietà dei suoi figli: “In modo che possiate davvero capire lo scopo della vita terrena e la grandezza di quella celeste”. Con queste parole, che commuovono il nostro animo, Ella fa capire che non si tratta di qualcosa di secondario valore o una semplice aggiunta al progetto divino, quanto invece è la finalità ultima che costituisce l’essenza stessa di tutta la storia della salvezza. Infatti la divina Provvidenza ha voluto impegnarsi per condurre tutti i suoi figli a quella felicità immortale che sta precisamente nel condividere la medesima gloria e beatitudine divine, cioè la nostra partecipazione alla felicità eterna e indistruttibile. Veramente non esiste realtà più importante e vitale di questa.

Ne segue che il messaggio assurge ad un’ampiezza di orizzonte che si estende su tutta l’eternità. Per questa ragione le sue parole non possono essere prese superficialmente, ma vanno meditate e vissute nel contesto concreto in cui viviamo ogni giorno, in attesa di giungere in paradiso. Ciò fa intendere che dobbiamo ascoltarle e assimilarle, al fine che esse siano il rafforzamento e l’impegno di tutta la nostra esistenza terrena in vista della conquista della vita celeste.

2. L’unione della vita terrena con quella eterna. Questa seconda parte non fa altro che approfondire e chiarire il significato del rapporto che unisce la nostra esistenza su questa terra con il raggiungimento dell’esistenza eterna che non avrà fine e che è la pienezza di ogni bene: “Figli miei, la vita terrena è la via verso l’eternità, verso la verità e la vita: verso mio Figlio. Per quella via voglio condurvi”. Le parole sono di una estrema chiarezza e profondità, per cui vanno ponderate e analizzate per poterle accogliere in pienezza. Anzitutto si dice che l’unico senso della vita terrena sta nell’orientamento verso la salvezza celeste. Non ci sono altri scopi o altri interessi più importanti e vitali di questa affermazione. Non possiamo illuderci o perderci dentro viottoli o meandri che non arrivano a nulla, anzi ci conducono verso la perdizione eterna. L’unica traccia da seguire è propriamente quella di relazionare e orientare la modalità dell’esistenza su questa terra verso la pienezza della vita nell’aldilà. Se perdiamo questo collegamento cadiamo inevitabilmente nella strettoia temporale di cose futili e passeggere, che non servono per la conquista del bene eterno e infinito. D’altra parte è questo bene assoluto e imperituro che costituisce l’aspirazione più intima del nostro animo e soltanto in essa troviamo stabilità, serenità e sempre tanta speranza.

La Vergine precisa che per attuare tale collegamento tra terra e cielo vi è un’indicazione stradale infallibile e unica: quella del Figlio suo Gesù, vero Dio e vero uomo, il Verbo incarnato, morto e risorto per donarci la vita vera e totale. Tale precisazione è molto significativa, perché noi siamo proclivi a fermarci su altre lusinghe o aspirazioni o miraggi che sono incentrati sulla terra e che apparentemente sembrano affascinanti e seducenti, ma che di fatto ci legano alla terrenità e impoveriscono l’animo rendendoci schiavi delle cose materiali e privi della forza spirituale e trascendente. Diveniamo in concreto povere creature soggette alla vanità e vacuità, perdendo di vista il bene sommo e divino. Per questo Maria lo dice con forza e pressione. Cerchiamo di ascoltarla e assecondarla per il nostro unico vero compimento e pienezza di essere per sempre beati.

La Vergine ci offre un’ulteriore raccomandazione per non perderci lungo il percorso terreno e non spingerci su sentieri deteriori: “Voi, figli miei, voi che avete sempre sete di maggior amore, verità e fede, sappiate che solo una è la fonte da cui potete bere: la fiducia nel Padre celeste, la fiducia nel suo Amore”. Ella parte dal desiderio, che alberga nel nostro animo, di dissetarci sempre più ampiamente alla sorgente dell’amore e della verità. Infatti se alle volte sbandiamo, ci smarriamo dietro le nostre debolezze, dobbiamo subito riprendere la strada giusta per appagare fino in fondo la nostra sete e fame di amore e verità. Ciò è possibile se non perdiamo e dimentichiamo costantemente la fiducia e la speranza, non nelle cose passeggere e futili, ma nell’unica forza di vita che sta nella fiducia verso il Padre celeste: “Abbandonatevi completamente alla sua volontà e non temete: tutto ciò che è il meglio per voi, tutto quello che vi porta alla vita eterna, vi sarà dato!”. Le parole sono così incisive davanti alle quali non si può battere ciglio o fare una qualsiasi obiezione.

Lì, nella fiducia filiale in Dio Padre, sta il meglio, cioè l’elemento più consistente e sicuro per raggiungere la meta ultima, la salvezza finale. Dentro quell’alveo non ci si perde né smarrisce, ma si va serenamente e sicuramente per la via retta e fruttuosa. Tutto ci sarà dato di quanto è buono e necessario, in modo da essere colmi già su questa terra dell’amore infinito di Dio e della sua potenza e sapienza. Che cosa esiste di più dolce e amabile, di più confortevole e rassicurante rispetto a queste meravigliose parole di Maria?

3. Essere testimoni e apostoli del Divino Amore. Le ultime parole del messaggio scendono nel concreto, come sempre, e ci sospingono ad essere operatori di bene del mondo e saper diffondere l’amore di Gesù per amarlo sopra ogni cosa e farlo amare da altri: “Comprendete che lo scopo della vita non è sempre volere e prendere, ma amare e dare; avrete la vera pace e il vero amore, sarete apostoli dell’amore”. La Vergine dichiara subito cosa significa essere apostoli dell’amore, mettendo assieme due cose: la prima è quella di amare e dare, evitando di rimanere chiusi nel proprio egoismo di possedere e prendere; la seconda è quella di ottenere positivamente la vera pace e il vero amore. Solo in questa prospettiva di donare e amare si attua l’apostolato. Ma ciò è possibile se noi, prima di donare e amare, siamo colmi dell’amore divino e compassionevole verso le sofferenze di coloro che sono privi dell’amore.

Si tratta di un mirabile scambio di comunione nell’amore di Cristo. L’apostolo di Maria vive di quest’amore e così lo può donare al prossimo; D’altronde i fratelli bisognosi riescono a trovare il medesimo amore di Gesù ed esserne ristorati. Si forma un unico legame di amore e di salvezza, di pace e speranza, che trasforma la faccia della erra. I passaggi sono questi: dal cuore di Gesù, attraverso il cuore di Maria, l’amore arriva al nostro cuore; dal nostro cuore si riversa nel cuore dei nostri fratelli sofferenti che si riempiono del medesimo amore. A sua volta questo amore ritorna a Gesù e, per mezzo di Maria, si riversa nei suoi apostoli per formare una sorgente inesauribile di un amore circolare. Esso forma il senso più bello e affascinante per un’umanità salvata e rinnovata in Cristo unico perfetto salvatore. Ed è a Cristo che la Vergine intende ricongiungerci continuamente: “Figli miei, apostoli del mio amore adorate mio Figlio insieme a me, ed amatelo al di sopra di tutto. Cercate sempre di vivere nella sua verità”. 

Sono espresse tre esortazioni: adorare il Figlio Gesù in sintonia con lei, sua Madre; amarlo al di sopra di ogni altra cosa, quale valore assoluto e incomparabile; restare fedeli oggi e sempre alla verità di Cristo contenuta nel suo vangelo e conservata e predicata dalla Chiesa. Non resta che meditare e vivere questo invito meraviglioso all’Amore che vince ogni avversità e dona pace e concordia. A questo divino Amore sia onore e gloria nei secoli.

Quali stupende parole ci rivolgi, o Madre pietosa! Esse ci toccano il cuore e ci spronano a vivere fino in fondo l’amore vero e totale, che solo tuo Figlio ci dona dall’alto della sua croce. Aiutaci ad avere un animo aperto all’accoglienza di tale amore per conoscerlo sempre più teneramente e così poterlo diffondere attorno a noi. O Maria cara, ti sono grato e ti abbraccio con tutto il mio amore filiale, ti affido la mia persona, la mia vita, i miei familiari, le persone più bisognose del tuo amore. A te, dolcissima Regina e Madre, tutta la mia riconoscenza e la mia fedeltà filiale, nell’attesa di ricongiungerci per sempre nella pienezza dell’amore e della vita in paradiso. Amen

Don Renzo Lavatori  

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.

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