Omelie

Medjugorje, 24 agosto 2019 – Omelia della Santa Messa


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù passava insegnando per città e villaggi, mentre era in cammino verso Gerusalemme.
Un tale gli chiese: «Signore, sono pochi quelli che si salvano?».
Disse loro: «Sforzatevi di entrare per la porta stretta, perché molti, io vi dico, cercheranno di entrare, ma non ci riusciranno.
Quando il padrone di casa si alzerà e chiuderà la porta, voi, rimasti fuori, comincerete a bussare alla porta, dicendo: “Signore, aprici!”. Ma egli vi risponderà: “Non so di dove siete”. Allora comincerete a dire: “Abbiamo mangiato e bevuto in tua presenza e tu hai insegnato nelle nostre piazze”. Ma egli vi dichiarerà: “Voi, non so di dove siete. Allontanatevi da me, voi tutti operatori di ingiustizia!”.
Là ci sarà pianto e stridore di denti, quando vedrete Abramo, Isacco e Giacobbe e tutti i profeti nel regno di Dio, voi invece cacciati fuori.
Verranno da oriente e da occidente, da settentrione e da mezzogiorno e siederanno a mensa nel regno di Dio. Ed ecco, vi sono ultimi che saranno primi, e vi sono primi che saranno ultimi».

Parola del Signore.


Cari fedeli, abbiamo sentito il Vangelo. Gesù passava insegnando per città e villaggi. Gesù predicava e insegnava.

Qualcuno dalla folla Gli ha chiesto: “Gesù, sono pochi quelli che si salvano?” Si tratta di una domanda concreta, chiara e interessante. 
Se noi potessimo incontrare Gesù di persona credo che Gli faremmo la stessa domanda: “Quante persone si salvano?” Chiederemmo anche: “Sono sulla via giusta per il Regno dei Cieli? Devo cambiare qualcosa?” 

Mi ricordo che quando ero bambino e c’era festa il sacerdote predicava al popolo. Dopo la Messa, durante il pranzo, si parlava dell’omelia. Alcuni dicevano: “La predica era bella, ma secondo quella pochi si salveranno”.
Spesso anche noi pensiamo così quando ascoltiamo il Vangelo e Gesù chiede a noi la conversione, l’umiltà, il raccoglimento. Parole un pò dure. Ci chiede di amare i nemici, di porre l’altra guancia. 
Alcune volte è come se queste parole non riguardassero noi e ci entrano da un orecchio e ci escono dall’altro. 

Sta sera viene domandato a Gesù quanti si salveranno. E’ come se Lui non avesse sentito la domanda. Non risponde in modo concreto e non parla di numeri. Qualsiasi cosa avesse detto noi l’avremmo interpretata in modo sbagliato. Se avesse risposto che si salva il 5% avrebbero risposto: “Allora non serve a niente. Non serve impegnarsi. Che siamo sani o no, che si sia buoni o meno non serve a nulla. Tanto la maggior parte delle persone non si salva”. 
Se avesse risposto che si salva il 99% delle persone avrebbero risposto: “Allora si salvano più o meno tutti”. E così ci si sarebbe rilassati e si sarebbero spostati i limiti della libertà. 
Per questo Gesù, che è Dio, non risponde in tal modo. Egli dice: “Sforzatevi di entrare per la porta stretta”. Non quella larga, ma quella stretta. 

E’ molto più facile entrare per la porta larga. 
E’ molto più facile guidare sull’autostrada che per una strada di montagna. E’ più facile camminare in piano che in salita. E’ più facile nuotare in direzione della corrente che controcorrente. E’ più facile comportarsi come la folla che essere diverso. E’ più facile vivere in una pace falsa che dire la verità. Molte volte nelle nostre famiglie viviamo in questa pace falsa. Nemmeno in famiglia possiamo dire la verità, perchè subito si inizia una lite. 
E’ più difficile entrare per la porta stretta di cui parla Gesù. Bisogna impegnarsi e meritare il Regno dei Cieli. 

La società in cui viviamo ci rende persone deboli. Molte cose sono cambiate: quello che era normale ora non lo è più; quello che era un valore ora non lo è. 
Il Vangelo chiede: “Quando verrà il Figlio dell’Uomo troverà ancora la fede sulla terra?” E’ una domanda preoccupante. Qualcuno crederà ancora? 
Il Vangelo aggiunge che Molti verranno e busseranno dicendo: “Gesù aprici”. Gesù risponderà: “Io non so da dove siete”. Essi risponderanno: “Noi abbiamo mangiato e bevuto in Tua Presenza Eravamo in Tua compagnia. Tu hai insegnato nelle nostre piazze e noi Ti abbiamo ascoltato”. Gesù risponderà: “Questo non basta. Allontanatevi da Me voi tutti operatori di iniquità!” 
Questo è terribile!

Fratelli e sorelle, io mi sono ritrovato in queste parole. Sono sacerdote da 18 anni e celebro la Messa nella comunità. Busso alla porta e dico: “Gesù, sono il Tuo sacerdote”. E Lui mi risponde: “Non ti conosco”. “Ma come non mi conosci? Io sono il Tuo sacerdote!” Esiste la possibilità che mi dica: “Non ti sei abbandonato abbastanza a Me. Vattene! Allontanati da Me!”
Fratelli e sorelle, esiste la possibilità. 

Spesso facciamo le cose in modo formale. Andiamo a Messa, facciamo la Comunione, andiamo alla Confessione, leggiamo un brano del Vangelo, preghiamo il Rosario, facciamo l’elemosina, andiamo all’Adorazione, digiuniamo. Tutto questo và bene, ma non basta a Gesù. Gesù cosa vuoi ancora? “Voglio te stesso. Voglio il tuo cuore”. 
Gesù vuole un abbandono totale. 
Gesù è presente nel Sacramento dell’Eucaristia, ma la Sua Opera non finisce lì. Egli dice: “Qualsiasi cosa abbiate fatto ad uno dei più piccoli l’avete fatta a Me”. E ancora: “Ciò che non avete fatto a loro non l’avete fatto a Me”. Gesù ci chiede di essere veri testimoni in ogni momento della nostra vita. 

Essere cristiano non è facile. I cristiani sono sempre stati perseguitati. Egli ci ha detto: “A causa Mia sarete derisi e perseguitati”. Perchè a causa Sua? Perchè Gesù è la Verità. Gesù è l’onestà. La porta stretta è la porta dell’onestà, la porta della verità. E’ molto importante essere onesti.
Oggi è molto difficile mettere sintonia in famiglia e avere rapporti buoni con tutti. Avere rapporti buoni con i sacerdoti o con il capoufficio è molto difficile. In molte occasioni ci sentiamo ipocriti, perchè viviamo di formalismi. 
Soltanto i rapporti veri durano. Rapporti economici, di amicizia, matrimonio… Solo quelli basati sulla verità durano. 

Ecco perchè Gesù chiede a noi un abbandono totale e ci dice: “Non ti libererò dalla croce e dalla sofferenza”. Gesù non ce ne libera, ma da un senso alla nostra malattia, alle croci e sofferenze. 
Egli ci ha detto: “SeguiMi. Io ti aiuterò”. In questa frase è nascosta una grande forza. Le nostre debolezze diventano le nostre forze. E’ facile amare qualcuno che ti è simpatico o ti ha fatto del bene. Chiunque può farlo. Dio, che si è rivelato in Gesù Cristo, chiede a noi di sopportare colui che ti da fastidio. Ci chiede di sopportare e accettare qualcuno che fa soffrire e commette ingiustizie. Forse in tale persona è nascosta la tua grazia più grande, la tua forza che devi riconoscere. Lì si trova il vero Cristianesimo che Dio vuole da noi. Proprio in quelle situazioni Gesù ci riconoscerà come Suoi. Sono situazioni difficili, ma vale la pena viverle.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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