Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 28 novembre 2019


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Quando vedrete Gerusalemme circondata da eserciti, allora sappiate che la sua devastazione è vicina. Allora coloro che si trovano nella Giudea fuggano verso i monti, coloro che sono dentro la città se ne allontanino, e quelli che stanno in campagna non tornino in città; quelli infatti saranno giorni di vendetta, affinché tutto ciò che è stato scritto si compia. In quei giorni guai alle donne che sono incinte e a quelle che allattano, perché vi sarà grande calamità nel paese e ira contro questo popolo. Cadranno a fil di spada e saranno condotti prigionieri in tutte le nazioni; Gerusalemme sarà calpestata dai pagani finché i tempi dei pagani non siano compiuti.
Vi saranno segni nel sole, nella luna e nelle stelle, e sulla terra angoscia di popoli in ansia per il fragore del mare e dei flutti, mentre gli uomini moriranno per la paura e per l’attesa di ciò che dovrà accadere sulla terra. Le potenze dei cieli infatti saranno sconvolte. Allora vedranno il Figlio dell’uomo venire su una nube con grande potenza e gloria. Quando cominceranno ad accadere queste cose, risollevatevi e alzate il capo, perché la vostra liberazione è vicina».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, per poter comprendere fino in fondo la Parola di Dio è necessario metterLa in un certo contesto.

Se leggiamo il Vangelo secondo Luca vediamo che questo brano è posizionato poco prima della Passione di Gesù e della Sua Ultima Cena.
In questo e in altri brani recenti Gesù appare come Colui che si congeda dai Suoi apostoli e da coloro che Lo ascoltano e che Lo seguono dal primo giorno della Sua opera pubblica.

L’uomo si chiede sempre come sarà il domani. Ci si domanda sempre come sarà la nostra morte e cosa accadrà dopo la morte.
Gesù è Maestro e Profeta e ci fa scoprire proprio queste cose che ci interessano. Ci parla della fine del mondo. Egli parla della distruzione di Gerusalemme. Nel libro dell’Apocalisse, quando si parla di nuovi cieli e nuova terra, si parla anche della nuova Gerusalemme. Gerusalemme è l’immagine del mondo. Prima della seconda Venuta del Signore sarà distrutto.
Il male crollerà su se stesso e Dio potrà essere Tutto in tutti. Il male non ci sarà più. Gesù verrà nella Sua gloria e noi Lo vedremo come nostro Dio.

Questo discorso può portare un pò di paura, ma Gesù non ha l’intenzione di spaventarci. Egli vuole ammonirci, finchè siamo in tempo. Nessuno di noi sa quando sarà il suo ultimo giorno sulla terra, perciò è importante prepararsi per l’incontro con il Signore.
L’uomo, finchè ha tempo, deve decidersi. Deve aver paura di queste Parole o deve credere a Gesù come a Colui che è morto e risorto e ha aperto la via per il Suo Regno? Deve credere che Gesù, per Amore, si è fatto uomo e, per la salvezza, è morto in croce.

Non era sufficiente istituire la santa Messa, fare miracoli, parlare della Misericordia di Dio, il Suo Amore e la Sua Bontà. Lui è andato fino in fondo. E’ morto in croce per farci vedere che ognuno di noi ha un valore immenso. Invece noi stessi non dimostriamo di essere importanti gli uni per gli altri.
Pensiamo che la santità sia riservata solo a poche persone e che sia una cosa molto difficile. Per questa ragione ci sono pochi cristiani. E’ difficile incontrare un cristiano che viva la propria fede fino all’ultima Parola.

In verità non c’è bisogno di fare grandi cose. Gesù non ci dice neppure di saziare tutti gli affamati e di dissetare tutti coloro che hanno sete. No. Gesù non chiede questo da noi. In un certo punto del Vangelo dice: “Quando avevo fame voi mi avete dato da mangiare. Quando avevo sete mi avete dato da bere”. e’ sufficiente nutrire anche uno solo che ha fame, perchè in lui vedi Gesù che ha fame e hai compiuto ciò che ti veniva chiesto.
Bisogna fare piccole cose, piccoli sacrifici, ma con grande amore.

Spesso ci sono persone anche delle nostre famiglie che hanno fame del nostro amore e sete della nostra attenzione. Ci vuole una bella parola per migliorare la giornata al tuo prossimo e per fargli capire che merita l’attenzione.
Se noi meritiamo l’attenzione di Dio allora anche gli altri meritano la nostra attenzione e la nostra presenza.

In questa santa Messa preghiamo per avere la grazia dal Signore di poter riconoscere la Sua Volontà nella nostra vita e di non temere le cose future e la Seconda Venuta di Gesù. Chiediamo di poter andare con capo levato incontro a Gesù e di poter essere fieri perchè facciamo parte del Suo Amore e per aver vissuto i Suoi Comandamenti. Non viviamo nella paura, ma nella libertà e gloria dei figli di Dio.
La gloria che Gesù ha davanti al Padre vuole darla anche a tutti noi e può darcela solo se noi Lo glorifichiamo sulla terra e se facciamo le opere che danno lode a Lui e non a noi stessi.

Il paradosso è che Gesù invita noi che siamo imperfetti a glorificare Lui che è perfetto. Ha bisogno di noi che non abbiamo la forza. Abbiamo bisogno della Sua Forza per fare ciò che ci domanda. Se facciamo le cose che sono possibili solo con le nostre forze glorifichiamo noi stessi, ma se facciamo opere che sono possibili solo con la Sua Forza glorifichiamo Lui.
Apriamo la nostra vita e il nostro cuore per permettere a Gesù di regnare in noi, di vivere in noi e di compiere le Sue Opere, affinchè un giorno tutti noi possiamo entrare nel Suo Regno e glorificarLo in eterno.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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