Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 7 gennaio 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, quando Gesù seppe che Giovanni era stato arrestato, si ritirò nella Galilea, lasciò Nàzaret e andò ad abitare a Cafàrnao, sulla riva del mare, nel territorio di Zàbulon e di Nèftali, perché si compisse ciò che era stato detto per mezzo del profeta Isaìa:
«Terra di Zàbulon e terra di Nèftali,
sulla via del mare, oltre il Giordano,
Galilea delle genti!
Il popolo che abitava nelle tenebre
vide una grande luce,
per quelli che abitavano in regione e ombra di morte
una luce è sorta».
Da allora Gesù cominciò a predicare e a dire: «Convertitevi, perché il regno dei cieli è vicino».
Gesù percorreva tutta la Galilea, insegnando nelle loro sinagoghe, annunciando il vangelo del Regno e guarendo ogni sorta di malattie e di infermità nel popolo. La sua fama si diffuse per tutta la Siria e conducevano a lui tutti i malati, tormentati da varie malattie e dolori, indemoniati, epilettici e paralitici; ed egli li guarì. Grandi folle cominciarono a seguirlo dalla Galilea, dalla Decàpoli, da Gerusalemme, dalla Giudea e da oltre il Giordano.
Parola del Signore.


Sembra che si sia saltato un periodo e si sia fatto un salto nel tempo. Ci sembra che non sia logico. E’ come se questo Vangelo non appartenesse al tempo natalizio.

Abbiamo appena celebrato l’Epifania con la visita dei magi e siamo già all’inizio dell’opera pubblica del Signore. E’ come se la cronologia non fosse al primo posto e veramente non lo è.
Per noi il tempo è importante. Ci aiuta a misurare la vita. Questo secondo il ragionamento umano, ma seguendo quello divino non è fondamentale. Per noi, come ci insegna il nostro Maestro, la misura è l’amore.
Abbiamo celebrato e celebriamo il mistero d’Amore. In questo tempo natalizio celebriamo questo mistero di Dio: il dono di Se Stesso.

I parametri umani che leghiamo a Dio , potere e forza, qualche volta possono oscurare il nostro sguardo. E Dio? Dio manifesta la Sua forza nell’impotenza. Sappiamo che non c’è nulla di più impotente di un neonato, completamente dipendente dagli uomini. In questo noi leggiamo la forza, l’Amore, la luce e la vita.
Questa non è solamente storia. Di questo noi viviamo ancora oggi.

Il tempo natalizio è caratterizzato dal tema della luce.
All’uomo piace la luce e per istinto evita le tenebre, perchè incutono paura. Ma ci sono persone che accettano le tenebre. Esse accettano il male perchè danno ascolto alla potenza umana, alla superbia, alla paura.
Erode, nella sua potenza, ha avuto paura del Bambino. Egli cerca di ingannare i magi per scoprire dov’è quel Bambino da Cui è minacciato.
La mirra portata dei magi profetizza già la Passione e Morte del Signore. In un Vangelo di luce la tenebra è dietro l’angolo.

Come abbiamo detto il Vangelo di oggi ci fa fare un salto nel tempo.
Giovanni ha annunciato il Messia e la conseguenza è che è stato arrestato. Questo è il destino tragico dei profeti. Abbiamo seguito il concepimento e la nascita di Giovanni in parallelo con quella di Gesù. Abbiamo sentito la sua voce modellata con la preghiera nel deserto. Questa voce ora è cessata, perchè è stato arrestato e ucciso a causa della cattiveria umana.

Proprio in questo momento il nostro Signore si mostra tra la gente. Non è più anonimo. Tutto è pronto per l’inizio. Abbiamo sentito l’annuncio. Il contenuto è semplice. Parla del Regno e della conversione. E’ come se Gesù si appoggiasse a Giovanni.
Giovanni ha preparato, ha invitato e chiamato alla conversione. Giovanni Lo ha indicato e adesso non parla più. Il Regno è qui. Non bisogna più attendere il futuro.
Gesù si reca in una zona pagana che è evitata dagli Ebrei. Il tema di cui si parla è proprio la luce. Dove sembra che non valga la pena andare e parlare comincia a dare splendore la luce preannunciata da tutti i profeti. Giovanni è l’ultimo di essi.
Da quel momento la tenebra non è più tanto oscura. La gente sente, si converte e viene da Lui. Gesù offre alle persone la luce e la vita.

Abbiamo sentito che l’evangelista parla anche delle guarigioni. L’incontro con Lui, con la Sua parola e la Sua Luce guarisce. Nulla è più uguale. La Buona Novella è qui. La tenebra non ha più l’ultima parola.
Questo vale anche per noi. Questo messaggio è molto forte.
Esso ci viene annunciato verso la fine del tempo natalizio, quando sembra che lo splendore cali e l’entusiasmo si indebolisca. E’ come se vedessimo un tramonto.
La luce che abbiamo celebrato e la gioia che brillava è come se fossero finite nell’ombra della nostra quotidianità, dove vediamo il dolore e la tenebra.
Non abbiamo un altro tempo. C’è solo questo. Sembra, però, che esso non ci prometta il meglio. Ma proprio qui e ora viene il Signore e ci dice le stesse Parole. Proprio nella normalità della nostra vita. Nella nostra quotidianità, tiepidezza, nelle nostre tenebre. Gesù viene e ci dice le stesse Parole e ci dona la Sua luce. Non fa nulla usando la forza.
A tutti coloro che stanno nelle tenebre il nostro Signore viene e offre vita, nutrimento e Amore.

Il Natale continua; l’Epifania continua; la gioia continua. La luce è sempre più forte delle tenebre. L’Amore è sempre più forte di tutto. Questo non è un Amore da poco prezzo: richiede il cambiamento del modo di vedere. Richiede conversione, a volte dolore, ma soprattutto attesa.
Soltanto gli occhi e il cuore convertiti possono vedere la potenza nell’impotenza del Bambino e la forza e la vita nella semplicità del Pane.
Questa sera siamo qui con Lui, perchè Gesù è venuto da noi. Il nostro Maestro e Signore, forza, nutrimento, luce e Amore.
Avviciniamoci a Lui con la fede di Maria, con il Suo abbandono, affinchè la nostra vita diventi un luogo in cui l’Amore diventi carne, corpo e opera.  

Amen.

fra Vjeko Milićević

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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