Angolo teologico

Angolo teologico (22)

Messaggi del 25 settembre e 2 ottobre 2016

Messaggio a Marija del 25 settembre 2016
“Cari figli, oggi vi invito alla preghiera. La preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia. Dio vi sarà vicino e voi Lo sentirete nel vostro cuore come un amico. Parlerete con Lui come con qualcuno che conoscete e, figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare, perché Gesù sarà nel vostro cuore e voi sarete uniti in Lui. Io sono con voi e vi amo tutti con il mio amore materno. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

Messaggio a Mirjana del 2 ottobre 2016
“Cari figli, lo Spirito Santo, per mezzo del Padre Celeste, mi ha reso Madre: Madre di Gesù e, per ciò stesso, anche vostra Madre. Perciò vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidato a me. Purtroppo molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere lui. Oh figli miei, quanto male fanno coloro che devono vedere o comprendere per credere! Perciò voi, figli miei, apostoli miei, nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio, affinché il vostro cuore sia sua dimora e non sia tenebroso e triste, ma illuminato dalla luce di mio Figlio. Cercate la speranza con fede, poiché la fede è la vita dell’anima. Vi invito di nuovo: pregate! Pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce. Figli miei, non cercate di capire tutto subito, perché anch’io non ho compreso subito tutto, ma ho amato e creduto nelle parole divine che mio Figlio diceva, lui che è stato la prima luce e l’inizio della Redenzione. Apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate e diffondete la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo. Voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete raggi della luce di mio Figlio. Mio Figlio ed io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova. Figli miei, chiedete sempre e soltanto la benedizione di coloro le cui mani mio Figlio ha benedetto, ossia dei vostri Pastori. Vi ringrazio!”.

Commento teologico 

I due messaggi (A = 25 settembre 2016 e B = 2 ottobre 2016) presentano un sorprendente collegamento che consente una lettura parallela, mettendo insieme le frasi di uno con l’altro, secondo una visione sinottica che abbraccia alcuni orientamenti spirituali perfettamente in sintonia. 
Li analizziamo uno ad uno.

1. Anzitutto scaturisce nuovamente un invito pressante alla preghiera: “oggi vi invito alla preghiera” (A) e “vi invito di nuovo: pregate” (B). L’insistenza sulla preghiera, con cui la Vergine Maria intesse ogni suo messaggio, fa pensare che la preghiera costituisce un elemento vitale per la vita cristiana, di cui non si può fare a meno. Di fatto se diminuisce la preghiera, immediatamente si indebolisce la fede e con ciò si ripiomba inevitabilmente nella dimensione terrena e materialistica, che si avvinghia all’essere umano fino a renderlo schiavo delle ansie e preoccupazioni che si accavallano su di lui e lo opprimono fino alla depressione e al pessimismo. In tal modo il cristiano perde lo slancio del suo animo verso Dio e verso i valori dello spirito, si disorienta e non ha più il controllo dei propri sentimenti e della obiettività delle cose e dei fatti. Si chiude in sé stesso e va dietro ai tanti pensieri più o meno che lo attanagliano e ci si immerge come se fossero la sostanza della vita, mentre sono appannaggio di illusioni e delusioni. Da qui nascono altri effetti collaterali deleteri come il nervosismo, l’aggressività, l’angoscia, la tristezza, un malessere generale che disturba l’armonia e la serenità, riversandosi poi sugli altri in maniera conflittuale e nevrotica, possessiva o dispregiativa. La Vergine ci dice la necessità di saper ritrovare ogni volta l’aggancio con Dio attraverso la preghiera semplice e umile, costante e fiduciosa. Per mezzo di essa la creatura umana si eleva nuovamente verso una visione più sana ed equilibrata degli avvenimenti e delle realtà terrene, sapendo dare ad ognuna di esse il peso che meritano senza cadere in atteggiamenti che vanno fuori dei binari e del retto agire, causando solo disordine e stordimento. L’invito della Madonna dunque va accolto con tutta l’apertura del nostro animo per fare della preghiera il centro e il basamento, la sorgente da cui poter attingere forza e distensione per una vita più fiduciosamente cristiana ed umana.

2. Ma come deve essere capita e valutata la preghiera? Quale il suo autentico valore? La Vergine lo dice espressamente: “la preghiera sia per voi vita. Soltanto così il vostro cuore si riempirà di pace e di gioia” (A) e similmente: “pregate per vivere la fede in umiltà, nella pace dello spirito e rischiarati dalla luce”(B). Si vede il legame strettissimo tra la preghiera e la fede, in quanto ambedue formano “la vita dell’anima” (B). In effetti la preghiera alimenta, rafforza, purifica, vivifica la fede, mentre la fede mostra l’efficacia della preghiera per mezzo dei suoi effetti benefici, in modo che acquisti in noi una sempre maggiore attrattiva e impulso. In altre parole si può dire che la preghiera, aprendo il cuore all’amore di Dio e alla sua potenza, consente di stabilire un filiale rapporto con il Padre celeste, a cui ci si abbandona come bimbi da Lui abbracciati, sorretti, guidati, causando così un autentico atteggiamento di fede. D’altra parte la fede, quale affidamento totale in Dio, permette al cristiano di stare costantemente attaccato al Padre in uno stato di perenne invocazione del suo aiuto e di espressioni di lode e ringraziamento per i suoi doni come il perdono, la provvidenza e soprattutto l’amore. Si stabilisce una relazione interpersonale tra l’orante e il Padre che li lega come due amici o due persone che si vogliono veramente bene in un abbraccio intenso di colloquio e di fiducia reciproca. La stessa cosa avviene con il Figlio Gesù e lo Spirito Santo in uno stretto coordinamento che unisce la creatura umana alle tre Divine Persone. Questa intimità tra cielo e terra, tra il divino e l’umano, costituisce il senso più profondo della preghiera e della fede, secondo quanto la stessa Vergine esprime: “Dio vi sarà vicino e voi Lo sentirete nel vostro cuore come un amico” (A) e ancora: “nel silenzio del vostro cuore ascoltate la voce di mio Figlio” (B) per entrare in dialogo con Lui e sentire la dolcezza della sua compagnia. Quale meravigliosa esperienza è quella di una preghiera così intima e viva, da cui proviene una fede solida e soave. Ambedue, preghiera e fede, si coalizzano per formare una ferrea struttura del cristiano, il quale, se resta fedele alla preghiera, si matura nella fede e la fede si alimenta di luce e pace per una preghiera viva e gioiosa. Ricordiamoci che preghiera e fede camminano insieme e non si possono separare. Non illudiamoci di avere fede senza il sostegno della preghiera né pensiamo di poter pregare senza lo slancio della fede.

3. Un altro aspetto interessante è dato dall’incitamento alla testimonianza della propria fede e dell’amore sincero verso i fratelli e le sorelle che incontriamo ogni giorno sul nostro cammino: “figlioli, sentirete il bisogno di testimoniare” (A) e con simili parole: “apostoli del mio amore, voi che pregate, vi sacrificate, amate e non giudicate: voi andate a diffondere la verità, le parole di mio Figlio, il Vangelo” (B). Non si può tenere solo per sé stessi il tesoro prezioso dell’amore di Gesù e delle sue parole luminose, ma occorre espanderlo al di fuori della propria soggettività sia nell’ambito familiare sia in quello sociale e lavorativo o ricreativo. Ovunque ci troviamo, dobbiamo portare la luce, la gioia, il conforto del Vangelo. Altrimenti perdiamo il merito di fare fruttificare i talenti ovvero i doni o le grazie che Dio ci ha elargito nella sua generosità. Questo è un elemento da sottolineare, perché constatiamo una certa chiusura interiore o uno scorretto pudore che ci impedisce da mostrare umilmente agli altri la nostra fede e il nostro modo di essere cristiani. Solo quando si va in chiesa o in una assemblea di gruppo, allora ci si fa vedere credenti e praticanti. Invece la fede sincera e la sua testimonianza prendono tutta la vita sia in chiesa sia in casa sia al lavoro o per la strada o anche al bar e al ristorante o nei locali della sofferenza come nell’ospedale o nelle case per gli anziani. Per questa ragione la Vergine usa una frase molto incisiva: “voi, infatti, siete un vangelo vivente, voi siete i raggi della luce di mio Figlio” (B). Parole stupende e suggestive ma quanto mai impegnative! Noi ne siamo ben lontani. Esse comportano che non dobbiamo dividere la fede secondo scompartimenti chiusi o secondo momenti e situazioni varie. Siamo cristiani tutto d’un pezzo, sempre e dovunque. Soprattutto nel tempo tenebroso e disordinato in cui viviamo, quando l’incredulità, l’ateismo e il materialismo predominano e sconvolgono l’ordine dell’umana e cristiana esistenza. Qui dobbiamo testimoniare con coraggio e carità la nostra fede e annunciare la verità di Gesù, il suo Vangelo salutare. Questo vuole la Madonna da noi e non possiamo esimerci dall’obbedire ed eseguire i suoi materni consigli.

4. Certamente non è facile vivere una fede così intensa e totalizzante in questo mondo perverso. Per confortarci e darci un valido sostegno, Maria aggiunge alcune frasi che ci offrono un forte incoraggiamento: “io sono con voi e vi amo tutti con il mio Cuore materno” (A) e similmente: “mio Figlio e io saremo accanto a voi, vi incoraggeremo e vi metteremo alla prova” (B). Queste tenerissime espressioni ci commuovono e accrescono la nostra devozione filiale a Maria SS.ma. Si dice anche che vi sono delle “prove”, perché la vita non è facile e i momenti di sofferenza e di tentazione sono frequenti. Tuttavia non dobbiamo sentirci soli e sventurati, anzi proprio in quelle situazioni di pesantezza e di amarezza la vicinanza della Vergine si fa più attenta e premurosa, come dice affettuosamente: “vengo per ascoltarvi, per spalancare a voi le mie braccia materne, per darvi il mio Cuore e invitarvi a restare con me, poiché dall’alto della croce mio Figlio vi ha affidati a me” (B). Si percepisce il sentimento tenerissimo della Madre, che allarga le braccia per accoglierci come suoi figli diletti e benedetti e addirittura ci dona il suo Cuore affinché ne possiamo sentire i battiti più intimi e dolci per farci capire fino in fondo il suo amore sconfinato. Se ben riflettiamo su queste parole, non si può fare a meno di provare dentro di noi un senso di serenità, di sicurezza e di dolcezza. Per un figlio l’abbraccio materno costituisce un’esperienza di un sapore unico che rivela una grande realtà: sentirsi amati in maniera totale e incondizionata. Da ciò deriva una vita intessuta d’amore che sa affrontare la durezza dell’esistenza con la consapevolezza che quell’abbraccio non finisce mai e sempre ci sorregge e ci consola come bimbi bisognosi di aiuto e di affetto. Tanto più questo vale nei confronti di Maria, la Madre di Cristo e Madre nostra. Ella ci tiene a sottolinearlo: “lo Spirito santo per volontà del Padre Celeste mi ha reso Madre di Gesù e, perciò stesso, vostra Madre” (B). Si tratta della maternità divina con cui Lei ha accolto nel suo grembo verginale il Figlio eterno di Dio, donando a Lui la perfetta natura umana. Pertanto il Verbo di Dio, fatto carne, condivide la nostra situazione e noi siamo legati a Lui quali membri della medesima famiglia umana. Ne segue che Maria è pronta a diventare anche madre degli uomini. Tale maternità si compie sotto la croce quando Gesù affida il discepolo Giovanni alla Madre come fosse suo figlio, accanto al Figlio crocifisso. Questo è il mistero ineffabile da cui scaturisce l’amore materno di Maria per ciascuno di noi. Ella fa notare però che “molti miei figli non hanno conosciuto l’amore di mio Figlio, molti non vogliono conoscere Lui” (B). È il grido accorato della Madre celeste che dovrebbe giungere nella profondità del nostro cuore, per risvegliarci e renderci pronti ad accogliere tale infinito salvifico amore. Per raggiungere lo scopo non occorre fare molti ragionamenti complicati, ma semplicemente ricorrere alle Parole santissime di Gesù crocifisso: “ecco la tua Madre”. Maria stessa ci consiglia di non andare dietro a speculazioni razionali ma di affidarci nella fede pura al Signore nostro Dio, come Ella stessa ha fatto nella sua vita terrena lasciandosi condurre dalla divina volontà senza pretese umanistiche e fantasiose.

Grazie, o Vergine Madre, della tua disponibilità a istruirci nella fede e a sollecitare la nostra adesione piena e generosa. Perdona i nostri ritardi, i dubbi, la durezza del cuore, i ragionamenti vani e tortuosi, l’orgoglio, la ricerca delle tenebre piuttosto della luce radiosa di tuo Figlio. Liberaci da tanti legacci che ci impediscono di essere e di vivere nella libertà di figli docili e fedeli. Resta accanto a noi e portaci per mano al fine di poter attuare un cristianesimo coraggioso e fiducioso. Oggi, nei tempi burrascosi in cui viviamo, abbiamo più che mai bisogno del tuo abbraccio materno. Vogliamo lasciarci cullare e sostenere dalle tue braccia affettuose, dove troveremo sempre il tuo appoggio benevolo con cui possiamo riprendere ogni giorno il nostro cammino di santificazione per congiungerci a Te nel regno beato del paradiso. Amen

don Renzo Lavatori

Don RENZO LAVATORI, laureato in teologia e filosofia, membro della Pontificia Accademia di Teologia, docente di Teologia Dogmatica presso la Pontificia Università Urbaniana e altre Università ecclesiastiche di Roma. Conosciuto per numerose pubblicazioni sui temi fondamentali della fede e per le sue trasmissioni mensili a Radio Maria. Tra le sue opere in particolare: Gli angeli. Storia e pensiero, Marietti, Genova 1991; Milano 2000.2003; Satana un caso serio. Saggio di demonologia cristiana, EDB, Bologna 1996; Gli Angeli, Newton-Compton, Roma 1996; Il diavolo tra fede e ragione, EDB, Bologna 2001; Antologia diabolica, UTET, Torino, 2008.


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