Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 7 aprile 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, [mentre era a mensa con i suoi discepoli,] Gesù fu profondamente turbato e dichiarò: «In verità, in verità io vi dico: uno di voi mi tradirà».
I discepoli si guardavano l’un l’altro, non sapendo bene di chi parlasse. Ora uno dei discepoli, quello che Gesù amava, si trovava a tavola al fianco di Gesù. Simon Pietro gli fece cenno di informarsi chi fosse quello di cui parlava. Ed egli, chinandosi sul petto di Gesù, gli disse: «Signore, chi è?». Rispose Gesù: «È colui per il quale intingerò il boccone e glielo darò». E, intinto il boccone, lo prese e lo diede a Giuda, figlio di Simone Iscariòta. Allora, dopo il boccone, Satana entrò in lui.
Gli disse dunque Gesù: «Quello che vuoi fare, fallo presto». Nessuno dei commensali capì perché gli avesse detto questo; alcuni infatti pensavano che, poiché Giuda teneva la cassa, Gesù gli avesse detto: «Compra quello che ci occorre per la festa», oppure che dovesse dare qualche cosa ai poveri. Egli, preso il boccone, subito uscì. Ed era notte.
Quando fu uscito, Gesù disse: «Ora il Figlio dell’uomo è stato glorificato, e Dio è stato glorificato in lui. Se Dio è stato glorificato in lui, anche Dio lo glorificherà da parte sua e lo glorificherà subito. Figlioli, ancora per poco sono con voi; voi mi cercherete ma, come ho detto ai Giudei, ora lo dico anche a voi: dove vado io, voi non potete venire».
Simon Pietro gli disse: «Signore, dove vai?». Gli rispose Gesù: «Dove io vado, tu per ora non puoi seguirmi; mi seguirai più tardi». Pietro disse: «Signore, perché non posso seguirti ora? Darò la mia vita per te!». Rispose Gesù: «Darai la tua vita per me? In verità, in verità io ti dico: non canterà il gallo, prima che tu non m’abbia rinnegato tre volte».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, con questo Vangelo stiamo entrando nell’intimità dell’ultima cena di Gesù che ha avuto assieme ai Suoi discepoli.
Vediamo il Suo ardente Amore per Pietro, Giovanni, per gli apostoli e perfino per Giuda.

L’evangelista Giovanni sottolinea due cose che sono rimaste incise nella sua memoria: il cambiamento del volto di Giuda quando satana entra in lui e l’oscurità in cui và quando lascia la sala.
Quando la decisione di Giuda diventa chiara vediamo che Gesù non critica e non condanna. Egli inizia a parlare di glorificazione. La gloria di Gesù è il Suo Amore.
L’Amore di Gesù non è negato neppure al traditore. Questo Amore è il riflesso del Volto del Padre Celeste. Mediante questo Amore Dio viene glorificato nel Figlio.

Tuttavia è molto importante che Gesù è profondamente scosso. Questo mostra la Sua umanità. Gesù aveva un Cuore umano. Attraverso questo Cuore umano amava Giuda con Amore divino.
Come conseguenza di questo Amore perfetto per Giuda il Cuore di Gesù era profondamente turbato. Gesù non poteva fare più di quello che aveva fatto per cambiare il cuore di Giuda.

Gesù non era personalmente offeso o arrabbiato per il tradimento di Giuda. Il Cuore di Gesù bruciava per la profonda tristezza per la perdita di Giuda che amava con Amore perfetto, come accadeva anche per gli altri apostoli.
Perchè questa commozione? Gesù, sebbene avesse sempre saputo tutto e si sia consciamente consegnato per noi nel momento dell’istituzione dell’Eucaristia, ha sentito in quella notte di agonia tutto il dolore di tanti peccati. L’uomo per cui avrebbe versato il Sangue era intrappolato nel peccato.
Il dolore gli affligge ancora di più il Cuore quando vede in Giuda tutte le persone che si sarebbero avvicinate all’Eucaristia in stato di peccato grave, lontane dall’Amore e da Gesù Stesso.

L’evangelista Giovanni, che Gesù amava particolarmente, conosce questo dolore e questa tristezza. Fà un gesto insolito: si appoggia sul Petto di Cristo.
E’ un invito a tutti noi ad essere un conforto per Cristo e non coloro che lo feriscono.

Una volta Gesù ha detto al santo Padre Pio: “Figlio Mio, non pensare che la Mia agonia sia terminata in quelle tre ore che ero appeso alla croce. No. Per le anime a cui ho fatto più doni sarò in agonia fino alla fine del mondo”.
La sofferenza di Gesù dura fine alla fine del mondo.
Anche il filosofo francescano del 16° secolo Pascal lo aveva già scritto.
Possiamo dire che Gesù in quel momento ha sentito il tradimento di tutti i tempi e per questa ragione è stato scosso fino nel profondo della Sua Anima.

Giuda esce. Fuori era buio.
Gesù comincia a parlare della Sua dipartita e del Suo ritorno alla gloria di Dio. I discepoli non possono avere immediatamente accesso a quella gloria.
Pietro protesta e dice di essere pronto a dare la vita per restare con Gesù. Ma Gesù legge i cuori umani. Egli conosce bene Pietro. Pietro, invece di dare la vita per Gesù, presto avrebbe negato di averLo conosciuto.
Gesù gli preannuncia il suo rinnegamento.
Così finisce il brano del Vangelo di oggi.
Un discepolo Lo tradisce e l’altro Lo avrebbe rinnegato.

Ma il peccato non avrà l’ultima parola. In questo Vangelo si parla della gloria di Dio.
Nei brani che riguardano la Passione di Gesù possiamo vedere due dimensioni: la prima è quella orizzontale che tutti notano subito. Anche quelli che non hanno fede. Gesù viene tradito da uno dei Suoi 12 apostoli che Lo consegna alle autorità religiose. L’altro apostolo Lo avrebbe rinnegato per tre volte. Gli altri sarebbero scappati quando Gesù sarebbe stato arrestato. Le autorità religiose Lo avrebbero condannato per blasfemia e sarebbe stato crocifisso da Pilato come pericoloso pretendente al trono, dopo che il popolo avrebbe gridato: “CrocifiggiLo, crocifiggiLo”. Questo è l’aspetto umano.
Ma Gesù oggi ci dà un’altra interpretazione. Gesù rivela la dimensione verticale di questi eventi. Egli dice: “Ora il Figlio dell’Uomo è glorificato e Dio Si è glorificato in Lui. Se Dio Si è glorificato in Lui Dio Lo glorificherà in Se Stesso”. Gesù già celebra il trionfo della Sua Passione, come se fosse già compiuto.
La croce rappresenta la fine, ma anche il compimento della missione terrena di Gesù per la quale è venuto.

L’evangelista Giovanni ha indicato all’inizio dell’ultima cena che stavamo per arrivare al culmine: “Gesù, sapendo che era giunto il momento di passare da questo mondo al Padre, amando i Suoi che erano nel mondo, li ha amati fino alla fine”. Alla fine, cioè al culmine. Dirà ancora: “Nessuno ha un Amore più grande di questo: dare la propria Vita per gli amici”.
Così possiamo comprendere in pieno ciò che aveva detto a Nicodemo: “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio unigenito”.
La dimensione verticale ci dà un’idea dell’Amore del Padre che ci dona Suo Figlio. Figlio che offre la Sua Vita per noi, per salvarci.
Questo è ciò che l’evangelista Giovanni ci trasmette meglio di tutti nel suo Vangelo.

Cari fratelli e sorelle, cerchiamo di essere simili a Giovanni che ha appoggiato la testa sul Petto di Gesù durante l’ultima cena.
In questi giorni tutti noi seguiamo con grande interesse le ricerche degli scenziati che cercano di trovare un vaccino contro questa malattia che colpisce tutto il mondo. Ma se il nostro cuore è vicino a Gesù rimarremo fedeli a Gesù come l’apostolo amato. Questa è la cosa più importante.
In questi giorni Lo seguiremo fino alla Sua Morte in croce. Così saremo testimoni della Sua gloria.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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