Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 14 luglio 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite:
«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi.
E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, vi saluto cordialmente.
Tutti i giorni abbiamo l’opportunità di sentire la Parola di Dio. Essa viene annunciata per essere vicino al cuore dell’uomo e non solo all’orecchio.
Vi sono tanti che ascoltano, ma non accolgono.
Nel Vangelo di oggi Gesù parla di tre città. Esse si trovano vicino al lago di Tiberiade.

Tutti noi conosciamo Gesù. Sappiamo che è nato a Betlemme e che è stato presentato al tempio. Se domandiamo ai bambini dove ha vissuto Gesù ci rispondono subito a Nazaret.
Gesù ha trascorso la maggior parte del tempo della Sua opera pubblica in Galilea. Ecco perchè si nominano queste tre città. L’evangelista dice che in esse Gesù ha compiuto la maggior parte dei Suoi miracoli.

Gesù ha voluto far comprendere quanto è vicino ad ogni cuore.
Dio non è Colui che non ascolta, che ci ha creati e se ne è andato lasciandoci soli. Dio ha mostrato sempre la Sua vicinanza e il Suo Amore sia nella storia del popolo di Israele che nel tempo di Gesù. Questa vicinanza e questo Amore erano evidenti nella Persona di Gesù Cristo. Gesù ha mostrato tutto il Suo Amore e la Sua forza soprattutto verso coloro che erano rifiutati, impotenti, piccoli.

La legge prescriveva come comportarsi in ogni situazione. Per i giudei era importante vivere i precetti e mostrare la propria devozione. Ma quando bisognava fare qualcosa di concreto si guardava a chi si faceva e cosa si faceva.
I giudei non permettevano che i peccatori pubblici avessero alcun tipo di contatto con gli altri.

Nella situazione della donna trovata in adulterio vediamo che i giudei non erano interessati al giudizio di Gesù, ma volevano trovarlo in fallo. Gli dicono che la legge di Mosè prevedeva la lapidazione in certi casi e sapevano che Gesù non avrebbe potuto opporsi a Mosè. Gesù ha annunciato la Misericordia e la Bontà del Padre; se avesse detto “lapidatela” non sarebbe stato coerente. Per questo dice loro: “Chi di voi è senza peccato scagli la prima pietra”. Se ne sono andati uno dopo l’altro, iniziando dai più anziani.

I lebbrosi di quell’epoca dovevano essere segnati per mostrare di essere malati. La comunità li evitava. Dovevano urlare di essere impuri.
Gesù cambia il modo di rapportarSi e avvicina molti lebbrosi. Dona loro la guarigione.
Gesù perdona i peccati a coloro per cui si pensava che non ci fosse perdono.
Queste sono tutte grazie che Gesù ha fatto in Galilea, soprattutto nelle città di Betsaida, Corazin e Cafarnao. Maggiormente ha predicato a Cafarnao. Ecco perchè ha detto: “«Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Guai a te Cafarnao. Fino agli inferi precipiterai. Nel giorno del giudizio la terra di Sodoma sarà trattata meno duramente di te”. E sappiamo che Sodoma è il simbolo del peccato.

Fratelli e sorelle, ciò che colpisce Gesù è la nostra durezza di cuore, il nostro cuore chiuso, il cuore di pietra. Gesù in un’occasione ha detto: “Come ha detto il profeta Isaia: questo popolo Mi onora con le labbra, ma il cuore è lontano da Me”.
Cari fratelli e sorelle, tutti noi ci diciamo cristiani. Ci piace dire che siamo diversi, migliori degli altri. Ma è così o no?
Quanti segni possiamo vedere nella nostra vita del fatto che non siamo convertiti. Tante volte siamo stati duri verso i bisogni degli altri. Non siamo stati pronti ad ascoltare le difficoltà degli altri. Spesso diciamo: “Non ho tempo. Ti ascolterò un’altra volta”.
Tante volte chiudiamo la porta ai bisognosi. Abbiamo visitato gli ammalati? Ci siamo ricordati di chiamare qualcuno per esprimere la nostra compassione?
Gesù desidera vedere tali cristiani: persone con il cuore aperto e che provano compassione.

Spesso il pericolo che corriamo è quello di pensare che dobbiamo accontentare Dio con le preghiere e dimentichiamo che Gesù, quando Gli è stato chiesto di insegnare a pregare, ha detto: “Non moltiplicate le parole come i pagani, i quali credono di essere esauditi per la lunghezza della preghiera”. Queste parole vengono pronunciate pro forma e questo non vale davanti a Gesù. Gesù aggiunge: “Non dovete essere come loro”. Non dobbiamo pronunciare tante parole, ma dobbiamo, prima di tutto, ascoltare la Parola di Dio che deve portare frutto nella nostra vita.
Che cos’è la conversione? Significa cambiare via. Significa abbandonare la strada del peccato e dell’incredulità. Significa ritornare a Cristo. Solo Gesù ci può insegnare come essere cristiani veri.

Quando Gesù ha detto che avrebbe dato il Suo Corpo come cibo molte persone sono andate via. Egli ha chiesto a Pietro: “Anche tu vuoi andare via?” Pietro ha risposto: “Dove andremo, Signore? Solo Tu hai Parole di vita eterna”.
Perchè cerchiamo altre consolazioni, altre vie se Gesù è Via, Verità e Vita? Gesù ci insegna ad avvicinarci a Dio tramite il prossimo. La via verso Dio non è solo attraverso la preghiera, ma anche attraverso un cuore nobile, sincero, che desidera operare, avere compassione e mostrare la propria vicinanza verso l’uomo che è nel bisogno.
Il Signore Gesù Cristo desidera avere tali credenti. Come possiamo dirci cristiani se le nostre opere non testimoniano a nostro favore, se ci sono tra di noi cattiverie, gelosie e incomprensioni?
Spesso, quando i sacerdoti predicano, diciamo: “Ha parlato bene”. Ma ci dimentichiamo che ha parlato anche a noi. Cosa ci ha detto? Cosa dobbiamo cambiare nella nostra vita?
Dio non è soltanto Colui che ci ascolta per realizzare i nostri bisogni. Egli desidera che noi agiamo per Lui attraverso il nostro prossimo.

Quando la preghiera è nobile e la vita esemplare possiamo dire che realmente abbiamo sentito la Parola di Dio e desideriamo viverla attraverso l’Amore, la pazienza e il perdono.
Questi rimproveri di Gesù verso le tre città della Galilea siano anche per noi, affinchè anche noi ascoltiamo la Parola di Dio, ci convertiamo, testimoniamo e agiamo per mostrare che siamo degni di Gesù, nostro Salvatore.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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