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Quinta meditazione quaresimale: P. Stanko Mabić su prova e tentazione – parte II

Quinta meditazione quaresimale: P. Stanko Mabić su prova e tentazione – parte II

Nella sua terza meditazione quaresimale, p. Stanko Mabić ci ha parlato di prova e tentazione, e all’inizio si è riferito a San Giuseppe, perché “anche lui era provato”.

“Dio gli appare in sogno e dice: ‘Àlzati, prendi con te il bambino e sua madre, fuggi in Egitto, Erode uccide i bambini’ (cfr Mt 2,13). È una vera prova. Al posto di Giuseppe io avrei detto: ‘Ebbene, Signore, Tu che sei onnipotente, che dividi il Mar Rosso, Tu che crei, che alla Tua Parola tutto diventa e nessuno è uguale a Te, un tale Erode potrebbe uccidere tuo Figlio. Non potresti fermarlo, in modo che io non debba fuggire su un asino con Gesù? La strada per l’Egitto è lunga e attraversa il deserto’… Questa è una prova. I miei pensieri si sarebbero opposti al Signore: ‘Sei davvero tu, Signore? È Tuo Figlio? Se Tu non puoi difenderlo, chi può farlo?’… Ma Giuseppe non parla, non si oppone e non fa domande su come, perché, dove. Prende la Madre ed il Bambino e, secondo Parola di Dio, va in Egitto. Poiché Giuseppe era nel silenzio, poiché ascoltava la Parola di Dio, sapeva riconoscerla ed è stato obbediente fino alla fine”, dice p. Stanko Mabić e ci fa l’esempio del cardinale Alojzije Stepinac, nella cui vita “vi sono state prova e tentazione allo stesso tempo”.

“Dio gli chiese di rimanere fedele alla Sua Parola, di rimanere fedele alla Sua Chiesa, di rimanere fedele al suo popolo. Stepinac sapeva che sarebbe stato perseguitato se fosse rimasto fedele, che sarebbe stato torturato, che avrebbe perso la sua libertà, che sarebbe potuto morire martire, che il suo popolo avrebbe potuto soffrire… Questo è stato aspro, difficile da accettare. D’altra parte, se avesse accettato ciò che le autorità comuniste gli chiedevano, avrebbe avuto privilegi, onori, e altri vantaggi… Stava tra i due: aveva la prova e aveva la tentazione. Sapeva come affrontare la prova, non gli importava quanto avrebbe sofferto. Non avrebbe potuto farlo se non avesse vissuto una vita santa fin dall’infanzia, abbandonando il suo cuore a Dio e ascoltando la Sua Parola”, dice p. Stanko, e poi spiega le nostre prove quotidiane.

“Una madre concepisce un bambino, ma poi vede dall’ecografia che è malato, con handicap, con bisogni speciali, che ha la sindrome di Down – molte madri decidono subito di abortire e non sono pronte ad accettare quel bambino perché avrà bisogno di molte più attenzioni, avrà bisogno di esercitarsi ogni giorno, dovrà essere accompagnato dai dottori… ‘Che aspetto avrà questo bambino?’… Questa è una prova. ‘Non avrò tempo per me stessa, per il mio divertimento, per viaggiare… tante sfide, prove mi attendono’. Il medico poi dice: ‘Il bambino non è sano, nascerà disabile, sarebbe meglio abortire’. Quindi la madre è tra la prova e la tentazione.

Tutte le famiglie che hanno ricevuto questa brutta notizia – che il bambino sarebbe nato disabile, che sarebbe nato con la sindrome di Down – si sono chiesti: ‘Come mi occuperò di questo bambino? Ce la farò?’. È una grande prova. Molte famiglie, quasi tutte quelle che io conosco, hanno un figlio disabile, e con quel bambino hanno ricevuto una benedizione. Quando la famiglia ha affrontato momenti di crisi, quel bambino sapeva come tirarla fuori dalla crisi. Non solo i genitori, ma anche i fratelli e le sorelle hanno ricevuto la benedizione in quel bambino perché hanno accettato la prova che si è trasformata in una benedizione”, dice p. Stanko e continua nella sua meditazione dicendo che “una delle prove più grandi è la prova dell’Apocalisse”.

“Ci sono molte citazioni dalla Bibbia che parlano della prova che sarà al limite della nostra forza, e oltre essa. È una prova alla fine del mondo. Matteo nel suo Vangelo nel capitolo 7, ai versetti 15-20 e 24 dice: ‘sarà un momento di dura prova. Appariranno falsi profeti, falsi messia’. L’Apocalisse 3,10 dice: ‘Poiché hai custodito il mio invito alla perseveranza, anchio ti custodirò nellora della tentazione che sta per venire sul mondo intero, per mettere alla prova gli abitanti della terra sarà un momento di dura prova. I discepoli di Gesù saranno odiati, saranno condotti davanti a governatori e re’ (Mt 10,18). Gesù avverte: ‘Badate di non lasciarvi ingannare’ (Lc 21,8); Vegliate in ogni momento pregando, perché abbiate la forza di sfuggire a tutto ciò che sta per accadere e di comparire davanti al Figlio delluomo’ (Lc 21,36): Luca dice che non ci sarà più la fede sulla terra. ‘Per il dilagare delliniquità, si raffredderà lamore di molti, dice Matteo nel suo Vangelo (Mt 24, 12). Qui Gesù pensa alla prova degli ultimi giorni, alla prova dell’Apocalisse. Gesù non ci dice di pregare Dio affinché non venga questa grande angoscia, la prova della fine del mondo, ma di pregare che non ci arrendiamo, e che ci rivolgiamo a Lui incessantemente”, dice p. Stanko nella sua meditazione, e continua a parlare della tentazione che viene da satana e ci riporta all’esempio del Beato Stepinac.

“Abbiamo lo stesso caso nella vita di Alojzije Stepinac. ‘Se soltanto metti la tua firma, otterrai tutti i privilegi possibili’ ma lui non ha firmato anche se l’idea era allettante, perché non stava parlando con la fonte della sua tentazione ma con il suo Signore.

Dobbiamo sapere chiaramente che satana, il diavolo, non è una creatura stupida con le corna e una coda che spaventa le persone. È un essere molto intelligente che è infelice di per sé e seduce le persone. Non è né un cornuto né una coda, ma un angelo caduto, Lucifero, il portatore di luce, un angelo seducente”, dice p. Stanko Mabić, citando il proverbio che i santi sono tormentati da due diavoli, e noi altri da uno solo.

“In altre parole: quando sceglieremo di vivere radicalmente per Gesù, cominceranno ad arrivare le vere prove e le vere tentazioni. Fino a quando non cominceremo a vivere il Vangelo in modo veritiero, non avremo né prove né tentazioni reali”, dice p. Stanko, che alla fine cita sant’Agostino: “Nel santo Battesimo lascerete il peccato, ma non la concupiscenza; contro di essa e dopo la rinascita dovete combattere. La lotta tra il bene e il male rimane dentro di voi. E il vostro principale nemico è in voi, non al di fuori di voi”.

Alla fine della sua meditazione, p. Stanko ci spiega come opporsi a queste tentazioni.

“Vediamo come si è opposto Gesù e qual è la via che ci ha mostrato. Gesù non è andato nel deserto per curiosità o ambizione. Non appena fu battezzato nel fiume Giordano, lo Spirito Santo lo portò nel deserto. Quindi: vado dove mi conduce lo Spirito Santo, non il mio spirito umano che è ferito dalla concupiscenza, dal peccato originale che mi sedurrà. Quindi vado dove lo Spirito Santo mi conduce. Gesù pregò, digiunò e parlò con il Suo Padre celeste per quaranta giorni. Il modo per resistere alla tentazione è quindi arrendersi alla guida dello Spirito Santo, ascoltare le sue esortazioni e non le esortazioni della nostra natura ferita dal peccato, pregare e digiunare e così avremo la forza necessaria. Preghiamo Gesù, non perché ci liberi da ogni prova o tentazione, ma perché sia con noi nelle nostre prove. Quando saremo messi alla prova, saremo più forti, ed è per questo che Dio ci manda de prove.

Concluderei con il Salmo 16 (15), 8-9: ‘Io pongo sempre davanti a me il Signore, sta alla mia destra, non potrò vacillare. Per questo  gioisce il mio cuore ed esulta la mia anima; anche il mio corpo riposa al sicuro.’

Nonostante tutte le prove e tutte le tentazioni”.

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