Video-Letture Angolo Teologico

Video-lettura (46): Messaggio a Marija del 25/7/2017 – Conoscere, amare, seguire le orme di Cristo

La quarantatreesima puntata della rubrica “Contemplando Maria” condotta da Rita Sberna in collaborazione con don Renzo Lavatori sul canale YouTube “Cristiani today” (10 gennaio 2024)


Messaggio a Marija del 25 luglio 2017    
“Cari figli, siate preghiera e riflesso dell’amore di Dio per tutti coloro che sono lontani da Dio e dai comandamenti di Dio. Figlioli, siate fedeli e decisi nella conversione e lavorate su voi stessi affinché la santità della vita sia per voi veritiera. Esortatevi al bene attraverso la preghiera affinché la vostra vita sulla terra sia più piacevole. Grazie per aver risposto alla mia chiamata”.


 Conoscere, amare, seguire le orme di Cristo

Il messaggio può essere letto sotto tre aspetti diversi e complementari come tre parti di un unico oggetto o una finestra con tre vedute che si aprono verso il cielo e proiettano luce sulla terra. La prima riguarda il nostro essere come una preghiera vivente; da qui, come seconda parte, si dispiega l’effetto in noi di essere ciascuno il riflesso dell’amore divino; la terza suggerisce l’invito a rendere la nostra vita più piacevole. Tre aspetti di grandissimo valore esistenziale e perenne.

1. L’essere e il vivere la preghiera. Il richiamo di Maria suona subito con estrema luminosità: “Cari figli, siate preghiera e il riflesso dell’amore di Dio”. Cosa significa “essere preghiera”? La preghiera non si limita solo ad alcuni momenti, brevi o prolungati; in cui esprimiamo alcune formule di lode o di richiesta a Dio; essa deve abbracciare tutto il nostro essere, cioè incarnarsi concretamente nel nostro modo di vivere e agire, pensare e volere, compiere il nostro dovere e fare gesti d’amore e di servizio. Coinvolge la nostra persona, colta nei suoi molteplici elementi, da mattino a sera e dalla sera al mattino. Nessun momento e nessuna azione possono essere vissuti senza la preghiera.
Ma com’è possibile attuare una simile congiunzione e assimilazione tra la preghiera e tutte le componenti dell’umana esistenza? Non siamo monaci dedicati totalmente per vocazione e libera scelta a scandire ogni momento della giornata con la preghiera che intesse il loro modo di essere e di agire come una meravigliosa tela orante. Purtroppo dobbiamo svolgere i nostri doveri professionali e sociali e familiari, in cui non è possibile fare alcun gesto o forma di preghiera. Ciò è vero. Ma quello che intende dire la Madonna è che, pur lavorando e svolgendo i nostri doveri quotidiani, questi debbono essere attuati con il sostegno di Dio e del suo amore che portiamo in noi e che si ravviva continuamente con la nostra unione interiore con Lui, con piccole invocazioni silenziose dentro il nostro cuore e il contatto con la sua grazia, come se fossimo trascinati e sorretti dalle sue braccia. Si tratta dunque non di alcuni momenti ma di uno stato di intima comunione con Gesù e il Padre celeste nella potenza del loro Spirito Santo insieme alla presenza materna di Maria che vigila su di noi. In tal modo la vita diventa una preghiera e la preghiera si fa nostra vita serenamente e spontaneamente come il respiro dell’anima, quasi senza accorgercene ma realmente si attua la simbiosi meravigliosa tra la preghiera e la vita per essere ognuno di noi un unico soggetto vivente e orante in perfetta sintonia.

2. Il rilesso dell’amore di Dio. Il Santo Curato d’Ars dice: la preghiera nient’altro è che l’unione con Dio. Quando qualcuno ha il cuore puro e unito a Dio, è preso da una certa soavità e dolcezza che inebria, è purificato da una luce che si diffonde attorno a lui. Ne segue che se viviamo in questo stato intimo di amicizia con Dio tutto ciò che facciamo è intriso di preghiera e della grazia divina e in questo senso diventiamo “il riflesso dell’amore di Dio”. L’anima umana è così vicina a Dio come due pezzi di cera fusi insieme, che nessuno e niente può separare. Ogni azione, ogni gesto, ogni pensiero viene fatto sempre insieme tra il soggetto umano e Dio, in modo che, pur essendo due persone distinte, formano un unico spirito che si muove e vive in stretta cooperazione. Quale meraviglia diventa la vita di ciascuno di noi!
Ciò comporta che, attraverso la preghiera così intesa, noi veniamo trasformati e vivificati quali veri strumenti della grazia divina e per questo ci viene detto da Maria: “figlioli, siate fedeli e decisi nella conversione e lavorate su voi stessi”. Si tratta dunque di configurarci sempre più fortemente in persone purificate, plasmate e irrorate dall’amore di Dio, senza separarci mai dalla comunione con Gesù. In tal modo procediamo speditamente in un cammino di vera santificazione: “affinché la santità della vita sia per voi veritiera”. Per ottenere questo è necessario un lavoro di cesello sulla nostra anima per tagliare ogni legaccio che ci attanaglia alla terra e al nostro egoismo e orgoglio ; sradicare quelle radici malsane che condizionano malamente i nostri sentimenti e passioni; contemporaneamente occorre riempirci della grazia divina con la partecipazione ai sacramenti e con il nutrimento del cibo di santità che è la santa eucarestia; renderci generosi nella carità verso i fratelli più bisognosi e saper accettare e sopportare le prove della vita con l’offerta di amore a Cristo il Crocifisso per essere assimilati a Lui e con lui trasfigurati nella sua gloria.

3. La vita diventa più piacevole. Mirabile coinvolgimento di tutto il nostro essere per una esistenza felice e serena: “esortatevi al bene attraverso la preghiera affinché la vostra vita sulla terra sia più piacevole”. Quante volte siamo sopraffatti dagli affanni e dalle preoccupazioni così che perdiamo la pace del cuore e cadiamo in forte ansietà o in fatali depressioni. Di fronte a queste situazioni disastrose come possiamo risolverle e trovare un sano orientamento per evitare di essere costantemente e irrimediabilmente scontenti e inquieti? Ricorrere allo psicologo sembra la strada più facile ma di fatto spesso è irrisolvibile. Dobbiamo abituarci a vedere le cose e gli eventi non solo a livello umano ma nella luce divina attraverso la preghiera, con cui restiamo avvinti a Cristo e alla sua infinita sapienza e potenza. Il Signore ha uno sguardo molto più ampio e saggio rispetto al nostro molto limitato e meschino. Chi vive nella preghiera di fatto si apre verso l’orizzonte celeste di considerare gli avvenimenti e non si lascia rattristare dalla pesantezza e oscurità della terra. La vita certamente ne guadagna quanto a forza operativa e a maturazione interiore. Niente più scalfisce la quiete del cuore che riposa in Dio, come bimbo svezzato si lascia sorreggere e sostenere dalle sue braccia (cf. Salmo 30).


Commento teologico tratto dal libro “Medjugorje. Il Cantico dell’Amore” di don Renzo Lavatori
Commento teologico ai messaggi mariani negli anni 2015 – 2019 – Edizioni Sant’Antonio


Fonte: Canale YouTube “Cristiani Today” di Rita Sberna – puntata del 10/1/2024

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