Video-Letture Angolo Teologico

Video-lettura (47): Messaggio a Mirjana del 2/8/2017 – L’attacco di Satana contro la preghiera

La quarantaquattresima puntata della rubrica “Contemplando Maria” condotta da Rita Sberna in collaborazione con don Renzo Lavatori sul canale YouTube “Cristiani today” (17 gennaio 2024)


Messaggio a Mirjana del 2 agosto 2017  
“Cari figli, per volontà del Padre Celeste, come Madre di Colui che vi ama, sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo. Non temete, non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli. Apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore. Perciò pregate: pregate operando, pregate donando. Pregate con amore, pregate con le opere e con i pensieri, nel nome di mio Figlio. Quanto più amore darete, tanto più ne riceverete. L’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine. Quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, lui ha fatto per voi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo e perdonando sempre di nuovo il prossimo. Perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo, se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica. Figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate? Vi ringrazio!”


 L’attacco di Satana contro la preghiera

Si può vedere come il messaggio ruoti attorno a due concetti fondamentali: l’uno si concentra su Gesù affinché sia conosciuto, seguito e testimoniato; l’altro abbraccia due elementi che si attraggono e si completano tra loro, in modo piuttosto impegnativo ma meraviglioso: amare e perdonare in Cristo.

1. Conoscere – seguire – testimoniare Cristo. La Vergine inizia sottolineando ancora una volta che la sua missione materna di venire in mezzo a noi, deriva dalla volontà suprema del Padre. Non si tratta dunque di una sua iniziativa personale, ma di una docilità e obbedienza al Padre celeste. Ciò dona alla sua cura materna un’autorevolezza divina che corrisponde al piano salvifico. Come all’annunciazione dell’angelo ha detto il suo sì alle parole angeliche, così ora ripete la sua disponibilità al volere divino. Inoltre il suo compito corrisponde alla maternità che la lega al Figlio suo, al Verbo incarnato. Da una parte, quale figlia docile si dona generosamente in conformità al comando del Padre che ordina; dall’altra è mossa dalla comunione che la unisce al Figlio, essendo la sua generatrice. Ella dunque agisce tra queste due determinazioni divine, il Padre e il Figlio: “per volontà del Padre celeste, come madre di Colui che vi ama”.
Per questa ragione lo scopo della sua missione è mettere al centro la figura e l’opera del Figlio Gesù, affinché noi lo conosciamo in profondità per seguire i suoi voleri, le sue direttive, la sua santa Parola. Egli ci ha lasciato delle orme sulle quali dobbiamo camminare senza smarrirci o andare dietro ad altre orme che non portano alla vita e alla salvezza: “sono qui con voi per aiutarvi a conoscerlo, a seguirlo. Mio Figlio vi ha lasciato le impronte dei suoi passi, perché vi fosse più facile seguirlo”. Per noi, suoi figli, il cammino cristiano risulta più facile sia perché abbiamo in Cristo il modello e l’aiuto per andare dietro a Lui, sia perché Ella sta con noi precisamente per incoraggiarci e spronarci alla sequela di suo Figlio e così raggiungere la pienezza della gloria eterna e della felicità eterna: “non temete. Non siate insicuri. Io sono con voi! Non fatevi scoraggiare, perché sono necessari molta preghiera e sacrificio per quelli che non pregano, non amano e non conoscono mio Figlio. Aiutateli vedendo in loro dei vostri fratelli”. In particolare dice di non dimenticare coloro che non conoscono e non amano ancora suo Figlio. Ciò richiede preghiera e sacrificio soprattutto un grande amore che sa vedere in essi i nostri fratelli in quanto sono destinati a diventare figli suoi come noi. Questo costituisce lo zelo apostolico che dovrebbe albergare nel nostro cuore, l’ansia di vedere tutte le creature umane nella grazia redentrice di Gesù e inserirle nella salvezza integrale su questa terra e nell’altra vita. Nessuno dei suoi figli deve perdersi. Quale nobile e impegnativo compito per noi, che chiama suoi testimoni: “apostoli del mio amore, prestate ascolto alla mia voce in voi, sentite il mio materno amore”. Come possiamo restare indifferenti e non essere avvolti e coinvolti nel suo tenerissimo amore materno che ci sprona a diffonderlo sulla faccia della terra?

2. Amare e perdonare in Cristo. In questa seconda parte si analizza con profondità il rapporto che sussiste tra la preghiera, l’amore e il perdono. Sono tre elementi di vitale importanza per la vita cristiana e che pertanto vanno ben considerati. Anzitutto la Vergine punta l’attenzione nuovamente sulla preghiera, da cui scaturisce l’amore e l’amore conduce al perdono. Si tratta di un legame decrescente: al primo posto sta la preghiera, la quale abbraccia tutta l’esistenza cristiana e scandisce ogni suo modo di esprimersi e di agire del nostro vivere quotidiano, tanto che raggiunge e anima i molteplici momenti durante i quali svolgiamo il lavoro, le attività ricreative e caritative, il riposo e l’impegno di solidarietà verso il prossimo. Ciascun ambito della vita viene irrorato e trasfigurato dalla preghiera. Così intesa, essa diventa l’anima della nostra anima, l’atmosfera dentro cui respiriamo e produciamo. Siccome si snoda lungo il percorso storico di ogni giorno, nulla sfugge o si sottrae al suo benefico influsso. Sappiamo che la preghiera attua costantemente l’unione di amore tra noi e il Signore, essa diventa così la sorgente che scioglie il nostro cuore lo colma di benevolenza e generosità. Dalla preghiera perciò scaturisce un flusso inesauribile di amore che dalla sorgente originaria in Dio si diffonde in noi e da noi si dilata sugli altri e sull’umanità. La preghiera porta e conduce all’amore.
Si stabilisce uno scambio di amore nel senso che più amore doniamo e più ne riceviamo: “quanto più amore darete, tanto più ne riceverete”. Mirabile efficacia dell’amore! Nel donare agli altri di fatto io stesso mi ricarico di gioia e mi sento spinto ad amare sempre più. Per questa ragione l’amore fa nascere e crescere l’amore per portare ad ogni essere umano il flusso vitale e guaritore. Il massimo atto di amore è stato compiuto da Gesù sulla croce, quando ha donato sé stesso per la nostra redenzione, in modo che quell’amore di liberazione e guarigione giungesse a noi, rendendoci creature salvate, rinnovate e pronte a donare quello stesso amore ad ogni nostro fratello e sorella che ne sono bisognosi: “l’amore scaturito dall’Amore illumina il mondo. La redenzione è amore, e l’amore non ha fine”. Quale infinito amore ci ha donato Gesù! Occorre accoglierlo, farlo scendere dentro di noi affinché guarisca ogni ferita del cuore di chi non si sente amato e soffre della carenza d’amore. Per questo la Vergine ci esorta a conoscere e apprezzare l’opera amorevole di Cristo. Proprio Lei ci aiuta a capirlo e ce lo insegna con i suoi continui richiami alla redenzione compiuta da suo Figlio e a tutti i gesti di benevolenza che egli ha fatto nei nostri confronti: “quando mio Figlio verrà di nuovo sulla terra, cercherà l’amore nei vostri cuori. Figli miei, Lui ha fatto per noi molte opere d’amore. Io vi insegno a vederle, a comprenderle e a rendergli grazie amandolo”.
Dopo aver capito, accolto e vissuto l’amore, sorge il perdono. Infatti Cristo ha perdonato le creature umane, anche i suoi crocifissori, in conseguenza della sua morte in croce. Se noi siamo stati e continuiamo ad essere perdonati da Dio, come non sentiamo la spinta di perdonare a nostra volta coloro che non sanno amare e fanno solo soffrire? Maria lo afferma: “perdonate sempre di nuovo il prossimo, perché amare mio Figlio vuol dire perdonare. Non si ama mio Figlio, se non si riesce a perdonare il prossimo”. Con queste parole si mette in evidenza un aspetto essenziale: il rapporto tra il nostro amore verso Gesù e il nostro perdono verso i fratelli. Non si può pensare di amare il Cristo se non siamo capaci di usare misericordia verso chi offende. Se noi abbiamo capito di essere stati perdonati migliaia di volte dal Redentore, come non possiamo sentire uguale disponibilità verso gli altri? Anzi si potrebbe dire che chi vive dell’Amore si rende conto che il fratello malvagio agisce a causa della sua mancanza di amore nel cuore, in quanto è scontento, invidioso, oppressivo proprio in ragione dell’essere privo di tenerezza e bontà. Sapendo questo, consegue un sentimento di compassione e di misericordia piuttosto che di vendetta e di giudizio con condanna e inimicizia se non di odio: “Se non si riesce a cercare di capire il prossimo, se lo si giudica, figli miei, a cosa vi serve la preghiera, se non amate e non perdonate?”.
La conclusione è drammatica: non esiste una vera preghiera se è priva di amore e non vi è amore sincero se non si perdona. Preghiera-amore-perdono formano un trittico inscindibile, turgido di bene su questa terra e per l’eternità.

Grazie, o Vergine Madre, perché ci riporti con grande maestria ai valori fondamentali della vita cristiana. Certamente sono impegnativi e faticosi i tuoi consigli, ma sappiamo che Tu ci indichi la strada vera e giusta. Ti chiediamo, o tenera Madre, di donarci il tuo sostegno e la tua cura accompagnata dall’intercessione, affinché noi, deboli tuoi figli, possiamo corrispondere ai tuoi inviti e renderci partecipi della tua missione, di cui ci chiami apostoli. La tua missione è unica: conoscere e amare tuo Figlio per essere innamorati di Lui e diffondere tale amore ai numerosi fratelli che ne hanno bisogno e, sebbene inconsciamente, lo chiedono con profonda ansia interiore. È bello così essere ricolmati dell’Amore per renderci strumenti docili e idonei a diffonderlo attorno a noi per costruire un’umanità più sana e felice. Per questo ti ringraziamo di vero cuore e sappiamo che non ci lasci mai soli, o Vergine Madre!


Commento teologico tratto dal libro “Medjugorje. Il Cantico dell’Amore” di don Renzo Lavatori
Commento teologico ai messaggi mariani negli anni 2015 – 2019 – Edizioni Sant’Antonio


Fonte: Canale YouTube “Cristiani Today” di Rita Sberna – puntata del 17/1/2024

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