Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 21 settembre 2019



Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli:
«Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, cari pellegrini, vorrei analizzare alcune questioni.
La prima è perchè prendiamo le letture della domenica mentre siamo ancora al sabato?
La domenica, il giorno del Signore, è il giorno nel quale la Chiesa da secoli celebra il mistero di Cristo, fonte della salvezza umana.
La domenica è il giorno della preghiera, il giorno della famiglia, il giorno della comunità parrocchiale, il giorno del riposo. La domenica è il segno della Presenza del Signore in mezzo ai Suoi. In questo giorno diventiamo “un cuor solo ed un’anima sola”, come dicono gli Atti degli apostoli.
Oggi l’uomo secolarizzato guarda alla domenica come un giorno di piacere. La domenica di quest’uomo non è come quella dei credenti che vedono il senso più profondo.

Il Concilio Vaticano II dice ai credenti che la domenica hanno il dovere di partecipare alla santa Messa.
Nel contesto liturgico la domenica comincia il sabato sera con la prima lettura.
Vi ho citato tutto questo per comprendere meglio il giorno d’oggi, la festa di san Matteo, con le letture che abbiamo preso dal giorno di domani, cioè della domenica.

Come vi ho detto oggi si ricorda san Matteo. Di lui non sappiamo tante cose salvo quello che ha scritto lo storico Eusebio. Egli scrive che Matteo ha predicato sopratutto agli Ebrei. Per questa ragione il suo Vangelo era scritto in aramaico, la lingua usata dagli Ebrei in Palestina. Non abbiamo la versione originale del suo Vangelo, ma la traduzione greca.

Il Vangelo dice: “Gesù vide un uomo di nome Matteo seduto al banco delle imposte e gli disse: ‘seguiMi’. Lui si alzò e Lo seguì”.
Quando Gesù era seduto a casa sua a tavola sono venuti diversi pubblicani e peccatori assieme ai discepoli. I farisei hanno visto ciò e hanno chiesto agli apostoli: “Perchè il vostro Maestro mangia con i peccatori e i pubblicani?” Gesù ha risposto: “Non i sani, ma i malati hanno bisogno del medico. Amo più la misericordia che il sacrificio. Non sono venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori”.
I santi padri sottolineano tre caratteristiche di san Matteo. La gioia e la disponibilità con cui ha risposto alla chiamata del Signore. Ha subito lasciato tutto per preparare la mensa.
La sua umiltà per cui chiama se stesso “pubblicano e peccatore”.
Fratelli e sorelle, quanti di noi questa sera si riconoscono peccatori? Poniamoci la domanda: Perchè la Madre del Signore viene qui per invitarci alla conversione? Non abbiamo meritato proprio nulla. Ma l’Amore di Dio ci ha guardati.
Fratelli e sorelle, la libertà è un dono soprannaturale. L’uomo, nella sua libertà, si pone mille domande fra le quali anche quelle profonde: “C’è speranza per me e per questo mondo?” Sì, c’è la speranza.
Gesù dice: “Venite a Me voi tutti stanchi e oppressi e Io vi ristorerò”. Questa è la nostra consolazione e sicurezza. Questa è la nostra sicurezza. Dio non abbandona i Suoi.
I farisei hanno mormorato dicendo: “Accoglie i pubblicani e mangia assieme a loro”. A pranzo e a cena si và con quelli che ti piacciono. Così anche Gesù và a mangiare con coloro che sono peccatori, ma gli piacciono, perchè vuole comprenderli, consolarli e asciugare le loro lacrime.
Il libro della Sapienza dice: “Vale di più un dito che ha asciugato una lacrima che tutte le dita che fanno un applauso”.

I rapporti tra gli uomini sono danneggiati. Ci odiamo o siamo indifferenti gli uni verso gli altri.
Quando Pietro chiede a Gesù quante volte deve perdonare suo fratello Gesù risponde: “Non ti dico 7 volte, ma 70 volte 7”. Se vuoi appartenere a Gesù devi perdonare.

La Sacra Scrittura riporta una settantina di parabole. Ognuna ci aiuta e ci mette davanti a noi stessi. In ogni parabola noi possiamo vedere quanto siamo lontani dal comportamento ideale.

Anche confrontandoci con la vita della Madonna possiamo vedere i nostri limiti e i nostri errori. La Madonna ci dice in questo luogo che non possiamo risolvere i nostri problemi senza la preghiera e senza conversione. L’uomo cerca sempre alternative. Cerca il dialogo con altri o la psicanalisi, ma la vera via è l’Amore, la preghiera, il perdono e il sacrificio.
La Madonna invita alla preghiera, perchè essa ci quieta e ci dona gioia. La preghiera e il digiuno fanno spazio a Dio.

Fratelli e sorelle, so che le vostre sofferenze sono grandi, ma l’Amore di Dio è capace di riparare tutto ciò che è distrutto nell’anima e nella famiglia.
La Parola di Gesù è Parola di vita. “Chi Mi segue non camminerà nelle tenebre, ma avrà la Luce della Vita”. “Sono venuto a chiamare i peccatori e non i giusti”. Ascoltiamo ancora: “Chiedete e vi sarà dato. Cercate e troverete. Bussate e vi sarà aperto”.
Ascoltiamo Gesù e Maria. Permettiamo alla Madonna di educarci, come Lei ha educato Suo Figlio Gesù.

La terza cosa che vorrei citare sono le letture che abbiamo sentito questa sera. Nella prima il profeta Amos rimprovera i ricchi, perchè sono avari e pensano solo all’accumulo dei beni materiali. Non vedono l’ora che passi il giorno di riposo del sabato per accumulare altri beni. Amos conosceva benissimo il comportamento dei ricchi e dei potenti e come sottomettevano i poveri. Egli sottolinea che Dio non dimentica i poveri e nemmeno le nostre opere malvagie.
Questo testo che ha 2800 anni è attuale anche per i nostri tempi. Le cose materiali cercano di prendere il primo posto nella nostra vita e noi mettiamo l’uomo al secondo posto.
Non chiudiamo gli occhi davanti a quello che succede oggi: si maltrattano gli operai, si diminuiscono le paghe, si toglie il riposo agli impiegati. Noi diciamo: “Ma cosa ti lamenti; in fin dei conti un lavoro ce l’hai!”
Il datore di lavoro corretto è colui che rispetta l’impiegato e sa che se le cose vanno bene è perchè ha lavorato bene in sintonia con i collaboratori.
La Chiesa prega sempre che il Regno di giustizia e di pace scenda su ogni uomo.

La parabola dell’amministratore scaltro ha le sue radici in Galilea, dove Gesù ha trascorso la maggior parte del tempo. I proprietari di grandi campi prendevano degli amministratori per la gestione. Questi passavano di tanto in tanto per raccogliere il guadagno. Ciò che l’amministratore scriveva era una cosa importante.
Un amministratore sapeva di non aver fatto bene il suo lavoro e che sarebbe stato licenziato. Per questa ragione ha deciso di far tornare i conti falsificando la contabilità. Il padrone sa che l’amministratore è stato disonesto, ma gli riconosce anche di essere stato scaltro. E’ stato furbo, perchè si è arrangiato ed ha assicurato il suo futuro.
Gesù ha voluto dirci con questa parabola di guardare come gli uomini lavorino con tanta preoccupazione per la vita terrena. Quanto investono nei beni materiali. Cosa sono disposti a fare per accumulare beni e quante notti senza sonno devono passare.
Come queste persone si sacrificano per accumulare i beni materiali così noi dobbiamo sacrificarci per la salvezza, per il Regno di Dio e per la Chiesa.

Fratelli e sorelle, tante volte ci troviamo ad un bivio nella nostra vita. Il mondo ci invita alla libertà e ad andare per strade sbagliate. Ci invita a falsificare la contabilità. Gesù, invece, nel vangelo di Matteo ci dice: “Ecco, Io vi mando a predicare ciò che vi ho insegnato”. Cristo ci ha insegnato di stare attenti a questo mondo.
Addirittura i padri della Chiesa dicevano che bisogna “digiunare da questo mondo”.

Un artista faceva solamente opere religiose. Sua madre gli aveva detto: “Non dimenticare la Madre di Dio”.
Andato a Monaco di giorno andava in accademia e di notte lavorava. Un giorno è arrivato un uomo e gli ha detto: “Sei molto bravo. Voglio comperare una tua opera, ma non fare solo statue della Madonna. Fai donne nude. Ti do un anticipo. Tornerò domani per l’accordo definitivo”. Satana gli ha sussurrato: “Prendi quei soldi e non sarai più povero”. Nella notte è rimasto insonne e ha sentito la voce di sua madre che gli ripeteva: “Non dimenticare mai la Madre di Dio”. Si è alzato e ha distrutto il lavoro che aveva iniziato e ha deciso di non prendere quei soldi.
E’ diventato un artista famoso.
Dio ci ha dato dei doni. Come li usiamo? Qual’è il nostro scopo?

Fratelli e sorelle, andremo via da Medjugorje e torneremo ai nostri doveri. Torneremo anche alle nostre croci.
Vi rprego di non dimenticare la Madre di Dio, perchè sono sicuro che vi aiuterà e siate fedeli ai Suoi comandi.
A Cana di Galilea ha detto: “AscoltateLo!”
Ascolta Gesù e sii onesto. Non dimenticare la Madre.
Il Nome di Maria guarisce i malati, aiuta i deboli, illumina i ciechi, da riposo ai stanchi e consola i moribondi.
Maria ci da l’esempio di come dobbiamo consacrarci a Dio.
Lei è la Madre di Dio. Lei è una cosa sola con Suo Figlio.
DiciamoLe: “Guardaci. Consolaci. Metti le Tue Mani su di noi. Raccomandaci a Tuo Figlio. Madre della pace, prega per noi”.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)


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