Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 15 ottobre 2019


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, mentre Gesù stava parlando, un fariseo lo invitò a pranzo. Egli andò e si mise a tavola. Il fariseo vide e si meravigliò che non avesse fatto le abluzioni prima del pranzo.
Allora il Signore gli disse: «Voi farisei pulite l’esterno del bicchiere e del piatto, ma il vostro interno è pieno di avidità e di cattiveria. Stolti! Colui che ha fatto l’esterno non ha forse fatto anche l’interno? Date piuttosto in elemosina quello che c’è dentro, ed ecco, per voi tutto sarà puro».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, tutte e due le letture di oggi ci ammoniscono su una via sbagliata che si può percorrere.
Dobbiamo domandarci come sia la nostra situazione. Siamo sul cammino giusto? Come viviamo la nostra fede?

Sappiamo dalla tv che in Croazia ci sono il 90% delle persone che si dichiarano cattoliche, ma solo il 15% è praticante. La stessa situazione è anche qui in Bosnia Erzegovina. Tanti sono i battezzati, ma pochi quelli che vengono alla Messa domenicale regolarmente.
Si può essere credenti sulla carta e venire a Messa una o due volte l’anno. Ma neppure questa può essere una misura. Ci sono persone non praticanti che sono migliori di tante altre che vanno a Messa.

Ci domandiamo come mai possa esserci una tale situazione tra i fedeli.
Le letture di oggi ci fanno comprendere due inganni in cui possiamo cadere.
Il primo è riportato nella lettera di san Paolo: l’ateismo del mondo moderno. Anche oggi il mondo ateo attira tantissime persone. Domandiamoci il perchè. Perchè le attrazioni di questo mondo toccano proprio dove c’è la nostalgia del cuore umano. Attirano l’uomo con promesse false. Dopo un pò di tempo l’uomo si accorge di essere caduto in un burrone. La tentazione fa presa dove l’uomo ha interesse.

Gli uomini sono creati per Dio, cioè siamo creati per Amore di Dio, nella Santissima Trinità. Questo lo sente il nostro cuore. La nostalgia di Dio è la nostalgia del nostro cuore. A questo amore sono invitati tutti gli uomini e in tale sentimento possiamo avere comunione gli uni con gli altri.
Questa è la nostalgia più profonda di ogni uomo e il senso della vita umana.
Proprio facendo leva su questa nostalgia arrivano le tentazioni di questo mondo. Offrono qualcosa che non è sana e l’uomo diventa cieco. Alcuni accettano tali tentazioni.

Non troviamo una giustificazione per capire perchè l’uomo faccia una cosa non giusta. Perchè l’uomo ruba se sa che non và bene rubare? Perchè cerca di arricchirsi, avere piacere e potere e tante altre cose che questo mondo ci offre? Cos’è che lo attira? Eppure sa che quella non è una via giusta.
L’uomo ha la nostalgia di amore, vivere in comunione, avere un senso. E’ proprio lì che l’uomo è tentato. Può cadere nella tentazione e perdersi se accetta gli inganni del mondo.

Possiamo ricordare un breve periodo della vita di santa Teresa D’Avila. Anche lei da giovane ha sentito l’attrazione di questo mondo. Quando è maturata nel convento e ha guardato il suo passato ha capito quanto questo era pericoloso e ringrazia Dio di aver trovato rifugio nel convento.

In un suo libro santa Teresa scrive proprio del nostro rapporto con il mondo: “Cristiani, è arrivata l’ora di lottare per il vostro Re. Dovete avvicinarvi a Lui. Sono pochissimi quelli che sono fedeli e circondano il Re. Sono molto più numerosi coloro che seguono il maligno. La cosa peggiore sono coloro che si presentano come amici del Signore e di dentro sono Suoi traditori. Il Signore ha poche persone su cui posare il Capo”.
Dalle parole di santa Teresa capiamo che è sempre stato forte l’influsso del mondo. Lei sottolinea anche che i cristiani sono tiepidi. Dicono di essere amici del Signore e di dentro Lo tradiscono.
Questo spesso riguarda noi che ci siamo decisi per Gesù.

La seconda tentazione da cui ci ammonisce il Vangelo di oggi è la seguente: qualcuno si fa vedere buono, onesto, credente e invece è lontano da quello che dovrebbe essere. Al di fuori è fedele e dentro non vive come dovrebbe fare. Si tratta del fariseismo.
L’uomo è diventato freddo nell’amore. Formalmente vive i precetti della Chiesa, ma la nostra fede è una cosa diversa. La nostra dovrebbe essere una fede viva, un rapporto vivo con Dio che deve toccarci e cambiarci.
Domandiamoci: qual’è il mio rapporto con la santa Messa? E’ un rapporto con il Dio vivente che per Amore ha dato la Vita per noi? Vivo l’unione che dovrei vivere durante la Messa? E’ il sentimento di Paradiso oppure per me è soltanto un rito prescritto dalla Chiesa che non comprendo totalmente?

Se è così non è strano che gli uomini non abbiano voglia di andare in Chiesa o ci vengano solo una o due volte l’anno. Non sono immersi nel mistero della nostra fede o ne sono stati strappati fuori in modo tale da vivere la fede solamente esteriormente e non al di dentro.
Questo è un problema che si è ripetuto in tutta la storia della Chiesa, in tutte le epoche.
Per questa ragione alcuni santi, anche la santa d’oggi, hanno cercato di fare riforme per tornare alle sorgenti, cioè come il Signore ha pensato dall’inizio.
Santa Teresa d’Avila, assieme a san Giovanni della Croce, ha riformato l’ordine carmelitano e ha fondato le Carmelitane scalze proprio con lo scopo di vivere in modo più serio ciò che Gesù desiderava. Ha voluto che le sorelle vivessero maggiormente l’Amore del loro Dio. Per questa ragione hanno lasciato questo mondo che ci offre falsi amori.

Questo non significa che tutti noi siamo invitati a vivere in clausura, ma sicuramente si tratta di un invito a pensare come io posso vivere meglio la mia fede nella vocazione che sto seguendo.
Santa Teresa d’Avila ci insegna che ciascuno deve vivere la santità nella propria vocazione. Dobbiamo abbandonarci a Dio in modo che sia Lui a guidarci con la Sua forza e non noi con la nostra. Ascoltiamo la Volontà di Dio e non le nostre idee.
Quando santa Teresa ha cercato con le proprie forze di cambiare il mondo ha dovuto rinunciare ed è entrata in crisi. Quando è maturata spiritualmente, ha cominciato ad ascoltare Dio e Lui ha potuto operare con lei e, attraverso di lei, sugli altri.

Siamo certi di una cosa: non dobbiamo essere cristiani tiepidi per non essere farisei. Altrimenti camminiamo sempre lungo un bordo e gli inganni del mondo possono buttarci presto nel burrone.
Dobbiamo essere cattolici più autentici, testimoni di Gesù.

Quando cominciamo a vivere la nostra santità? Se pensiamo di avere tempo e rimandiamo ci stiamo ingannando. Adesso è il momento di rispondere alla chiamata alla santità. Decidiamoci in modo di permettere al Signore di guidarci. Soltanto il Signore sa quello che c’è dentro al nostro cuore, cosa è da cambiare e quanto tempo c’è bisogno per cambiarlo.
A noi spetta soltanto abbandonarci a Lui e permetterGli che ci liberi da ciò che dobbiamo lasciare. Abbandoniamo ciò a cui ci aggrappiamo quando noi vogliamo salvare noi stessi.
Quando cominciamo veramente a seguire Gesù non ritorniamo al vecchio stile di vita.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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