Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 24 ottobre 2019


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Sono venuto a gettare fuoco sulla terra, e quanto vorrei che fosse già acceso! Ho un battesimo nel quale sarò battezzato, e come sono angosciato finché non sia compiuto!
Pensate che io sia venuto a portare pace sulla terra? No, io vi dico, ma divisione. D’ora innanzi, se in una famiglia vi sono cinque persone, saranno divisi tre contro due e due contro tre; si divideranno padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».
Parola del Signore.


Cari fedeli, nella Bibbia vengono usati tanti simboli e tante immagini, ma gli scrittori sacri usavano anche situazioni della vita normale per spiegarci in modo semplice il messaggio della salvezza. Nell’Antico Testamento seguiamo il cammino del popolo di Dio verso la Terra promessa e ci imbattiamo in tanti simboli e segni sacri.
Quello principale che incontriamo è l’acqua. Nel libro della Genesi, quando si descrive la creazione, viene detto che lo Spirito librava sulle acque. Così l’acqua è stata consacrata.
Mosè ha fatto passare il popolo eletto attraverso il mar rosso dividendo le acque. Così il popolo è stato salvato dagli egiziani.
Nel Nuovo Testamento gli evangelisti descrivono il Battesimo di Gesù al Giordano.
Quando hanno trafitto il Fianco di Gesù ne è sgorgato acqua per la nostra salvezza.
Ma la stessa acqua può significare anche la morte.
Ricordiamoci quando solamente Noè con la sua famiglia è stato salvato dal diluvio universale.

Un altro simbolo importante è il fuoco.
Dio si fa vedere a Mosè nel fuoco.
Durante la Pentecoste gli apostoli ricevono lo Spirito Santo sotto forma di lingue di fuoco.
Nel fuoco Dio ha distrutto Sodoma e Gomorra. Gesù ha anche detto che alla fine coloro che non hanno vissuto secondo Dio verranno gettati nel fuoco eterno.
Questi due simboli, l’acqua e il fuoco, possono essere elementi di salvezza e anche di distruzione.

Di cosa ci parla Gesù nel Vangelo di oggi? A prima vista il Suo discorso ci sembra un pò duro e violento. Sembra che Gesù venga sulla terra non come Colui che porta la pace, ma come Colui che vuole distruggerla.
Come si possono spiegare le Parole di Gesù quando dice “Voi pensate che sia venuto a portare la pace sulla terra? No. Sono venuto a portare la divisione”?
Fratelli e sorelle, noi ci domandiamo: come è possibile che Gesù, così buono, che guarisce, che ha compassione, ora ci dice che porta la divisione?

Per comprendere bene il messaggio di oggi bisogna tornare all’immagine del fuoco di cui parla Gesù. Nei tempi antichi ogni casa aveva un luogo centrale dove si faceva il fuoco per la famiglia. Attorno a questo fuoco si raccoglievano tutti. Di inverno ci si scaldava. Serviva per cucinare il cibo, per illuminare la casa. Si può dire che il fuoco fosse il centro della casa. Attorno al fuoco si parlava del lavoro, dei tempi passati, si pregava. Le persone erano legate dal calore, dal cibo, dalla luce e dall’unione che si creava.
Chi si allontanava dal fuoco era nella tenebra e non riceveva il cibo.
Per questa ragione l’evangelista Giovanni parlando di Giuda dice che lui se ne è andato nella tenebra, dove non c’era luce e l’unione apostolica. Tutti noi sappiamo come è finito.

Con l’immagine del fuoco possiamo identificare Gesù Cristo. Lui è sempre al centro. Attorno a Lui ci raduniamo. Lui è la luce. Lui è il calore. Ma Lui è anche il cibo con cui ci nutriamo. Chiunque si allontani da questo fuoco sarà diviso da Gesù. Gesù Stesso è il fuoco che viene gettato sulla terra.
Questo è il messaggio principale del Vangelo di oggi.

Fratelli e sorelle, come fedeli ci raduniamo ogni giorno o ogni domenica in chiesa. Questo è il nostro focolare. Ci raduniamo tutti attorno all’altare. Qui abbiamo il calore, la luce, l’unione, ma soprattutto riceviamo il Cibo per la vita eterna.
Colui che non viene alla santa Messa e non si mette attorno al fuoco, purtroppo è diviso e non ha pace. Permettiamo al fuoco, permettiamo a Gesù Cristo, di bruciarci, in modo che sempre arda in noi la fede in Lui. Come il fuoco si divulga così lo fa anche la fede in Gesù Cristo. La fede deve ardere in noi e deve propagarsi anche agli altri.
Se permettiamo ciò non saremo divisi, ma tutti uniti annunceremo Gesù Cristo nelle nostre famiglie o sul posto di lavoro.

Un giorno un uomo si è avvicinato a Gesù e Gli ha detto: “Maestro, so che vieni da Dio e insegni la Verità, ma devo dirti che i Tuoi apostoli non mi piacciono. Ho visto che loro non sono diversi da noi. Poco fa ho litigato con uno di loro. Sappiamo che tra loro non sono sempre d’accordo e che fra loro non regna la pace. Ne conosco uno che fa delle cose sporche. Vorrei chiederTi: è possibile seguirTi senza avere a che fare con i Tuoi apostoli? Io vorrei seguirti, vorrei essere un cristiano, ma senza questa comunità, senza la Chiesa”. Gesù lo ha guardato con attenzione e mitezza e ha risposto: “Ascolta. Ti racconto una storia. Diversi uomini si sono incontrati per stare in compagnia. Quando è scesa la notte essi hanno raccolto la legna e hanno acceso il fuoco. Questo li scaldava e illuminava i loro volti. Uno di loro si è alzato e ha deciso di allontanarsi per stare da solo. Ha preso un pezzo di legno acceso e si è allontanato. All’inizio questo pezzo lo scaldava e illuminava, ma poco dopo è bruciato tutto e si è spento. L’uomo ha cominciato a sentire freddo. Si è messo a riflettere ed è tornato al fuoco dagli amici. Si è seduto nuovamente presso gli amici e il fuoco è tornato ad illuminare il suo volto”. Gesù, sorridendo, alla fine ha detto: “Coloro che Mi appartengono sono vicini al Fuoco. I Miei amici Mi sono vicino, perchè Io sono venuto a portare il fuoco sulla terra. Ciò che voglio è che questo arda”.

Fratelli e sorelle, la Chiesa è la garanzia che noi siamo vicini al fuoco di cui parla Gesù.
Ciascuno di noi che siamo qui presenti è un legno nel fuoco. Non permettiamo mai che esso si spenga.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)


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