Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 7 marzo 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro: il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con lui.
Prendendo la parola, Pietro disse a Gesù: «Signore, è bello per noi essere qui! Se vuoi, farò qui tre capanne, una per te, una per Mosè e una per Elia». Egli stava ancora parlando, quando una nube luminosa li coprì con la sua ombra. Ed ecco una voce dalla nube che diceva: «Questi è il Figlio mio, l’amato: in lui ho posto il mio compiacimento. Ascoltatelo».
All’udire ciò, i discepoli caddero con la faccia a terra e furono presi da grande timore. Ma Gesù si avvicinò, li toccò e disse: «Alzatevi e non temete». Alzando gli occhi non videro nessuno, se non Gesù solo.
Mentre scendevano dal monte, Gesù ordinò loro: «Non parlate a nessuno di questa visione, prima che il Figlio dell’uomo non sia risorto dai morti».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, dieci giorni fa abbiamo iniziato il tempo di Quaresima.
Il mercoledì delle ceneri abbiamo sentito la parola del sacerdote “Convertiti e credi al Vangelo”. Può essere stata pronunciata anche un’altra parola: “Ricordati che sei polvere e polvere ritornerai”.
Queste due espressioni simboleggiano questo cammino.

Ci troviamo in questo cammino. Abbiamo preso delle decisioni e ci siamo dati dei compiti: penitenze, rinunce, preghiere, opere buone.
Magari abbiamo rinunciato a certe abitudini quotidiane: alcol, sigarette, dolci. Ci siamo posti anche la domanda: “E’ possibile farlo? Ci riuscirò?” Ci siamo domandati se saremmo potuti essere perseveranti nelle nostre decisioni.

Domenica scorsa abbiamo meditato sulle tentazioni di Gesù. Con ciò si voleva sottolineare che questo tempo di Quaresima non passa senza le prove. Ci saranno tentazioni e cadute. Siate sicuri che questo tempo non passerà senza essere provati. Magari proprio sulle vostre decisioni per questo tempo.
Dalle tentazioni di Gesù abbiamo potuto vedere quanto importante è la fiducia in Dio.

La prima lettura di oggi parla di Abramo. Cosa gli chiede Dio? Gli dice: “Esci dalla casa di tuo padre e vai nella terra che Io ti indicherò”. Dio chiede ad Abramo di abbandonare le sue certezze per andare incontro a ciò che gli è sconosciuto.
Sicuramente non è stato facile per Abramo accettare questa richiesta. Dio gli dice: “Farò di te una grande nazione. Ti benedirò e renderò grande il tuo nome. Possa tu essere una benedizione. Benedirò quelli che ti benediranno e coloro che ti malediranno Io li maledirò. In te si diranno benedette tutte le famiglie della terra”.
Abramo si alza e si mette in cammino spronato dalla promessa del Signore. Parte e và dove Dio lo manda.

Il Vangelo di oggi precede il brano in cui Gesù dice ai Suoi discepoli che deve andare a Gerusalemme e che sarà consegnato, deriso, oltraggiato e che sarà ucciso. Possiamo immaginare come queste parole avranno fatto eco nei cuori dei discepoli.
Ricordiamoci dei discepoli di Emmaus. Gesù si avvicina a loro e chiede: “Di cosa stavate parlando?” Essi rispondono: “Ma Tu sei così forestiero che non sai? Noi abbiamo sperato…” Così anche gli apostoli di Gesù hanno sperato.
Ed ora Gesù di colpo dice loro: “Io devo andare a Gerusalemme. Io devo essere umiliato e ucciso”.

Gesù prende tre di loro e và sul monte e si trasfigura. Il Vangelo dice:”Mentre Gesù pregava il Suo Volto si trasfigurò. I Suoi vestiti diventarono candidi”. San Pietro dice, dopo questa esperienza: “Signore è bello essere qui. Facciamo tre capanne”.
Pietro voleva rimanere sempre in quello stato, in quella luce. Ma Gesù dice che bisogna scendere e adempiere ciò che Dio ha deciso.

Fratelli e sorelle, abbiamo due immagini davanti a noi questa sera: abramo e Gesù.
Questo è il tempo che ci deve spronare a capire ciò che Dio vuole da noi e ciò che dobbiamo fare.
Magari qualche volta abbiamo sentito la Voce del Signore, ma non L’abbiamo ascoltata, perchè non abbiamo coraggio e amore. Pensiamo a ciò che per noi è più facile.  
Gesù sa he noi pensiamo così, ma sa anche che non si può vivere senza croce. Gesù ha detto ai discepoli: “Chi vuole seguirMi rinneghi se stesso, prenda la croce e Mi segua”.

Queste parole sembrano pesanti: prendere la propria croce e seguire Gesù.
Gesù ha detto questo a loro, ma lo dice anche a noi oggi. Egli annuncia la croce e invita a seguirLo.
Con la Trasfigurazione vediamo che la croce e la luce della Resurrezione stanno insieme.
La croce non è una sofferenza inutile, ma assume il suo vero senso nella luce pasquale.
La Trasfigurazione è uno sguardo verso il futuro per comprendere la logica di Gesù e per poter portare anche le nostre croci personali.

Magari vacilliamo, perchè oggi noi cristiani, se vogliamo essere sinceri, comprendiamo che stiamo somigliando troppo alla logica di questo mondo.
Il momento della Trasfigurazione è necessario, perchè è per noi un istante di luce, di gioia e di misericordia che ci permette di andare avanti.

Siamo qui in questo luogo dove il cielo ha toccato la terra. E’ un luogo di grazia. Da quasi 40 anni ascoltiamo una Voce che ci guida e ci chiama. E’ come la Voce dalla nube che ha detto: “AscoltateLo”.
La Voce ci dice: “Cari figli, voglio portarvi a Mio Figlio Gesù. Voglio portarvi a Lui per farvi comprendere che bellezza e che gioia c’è nel seguire Lui”. Lui ci incoraggerà e darà la forza nel momento opportuno. Maria, nei Suoi messaggi, chiama, supplica, sprona. Lei, come Madre, è paziente e attende.

Cosa ci ha detto nell’ultimo messaggio? “Cari figli, in questo tempo di grazia voglio vedere i vostri volti trasfigurati nella preghiera”. E’ molto semplice. Maria non vuole complicarci l’esistenza. Nessuna madre vuole farlo.
Maria è semplice. Lei, però, dice “voglio”. Non lo dico nè io nè questi sacerdoti. Lo dice Maria.
Lei desidera che in questo cammino di Quaresima i nostri volti siano trasfigurati nella preghiera.
Ci ha detto: “Pregate, pregate, pregate”. Noi non crediamo ancora nella potenza della preghiera. Noi siamo ancora in attesa. Ma di cosa? Stiamo aspettando un segno?
Gesù dice: “Non vi sarà dato altro segno se non il segno di Giona”. Il segno per noi è la preghiera che trasforma.

Mi ricordo che all’inizio, io avevo 15 anni, la Madonna aveva detto: “Da oggi in poi ogni famiglia preghi il Rosario”.
Abbiamo sentito questo? Lo abbiamo compreso? Cerchiamo di metterlo in pratica? Questo è il Suo desiderio, affinchè la trasformazione avvenga in famiglia.
La trasformazione avviene attraverso la preghiera e questa cambia il mondo. Maria ci ha dato la ricetta migliore. Tutti i nostri desideri, le nostre intenzioni e rinunce se non vengono accompagnate dalla preghiera non hanno alcun senso.
In questa Quaresima siamo chiamati a prendere il Rosario.
Oggi si parla tanto di corona, ma la Corona è il Rosario. Prendetelo e tenetelo nelle vostre mani. Non abbiate paura.
Questa è la forza, la sicurezza e la luce che vuole trasformarci.

Caro padre, cara madre, caro figlio e cara figlia, oggi è necessario sedersi e pregare assieme, perchè la preghiera è l’unica cosa che ci può portare fuori dalla situazione in cui ci troviamo.
Nel Vangelo di oggi vediamo che mentre Gesù pregava il Suo Volto si è trasfigurato.
Quando ci decidiamo per la preghiera cambia anche il nostro volto. Anche il volto della nostra famiglia, del nostro popolo e di tutto il mondo può cambiare se noi siamo disposti a prendere questa decisione.
Maria ci dice: “Vi invito al digiuno e alla preghiera”. Nello stesso messaggio ci dice: “La natura si sta aprendo ad una vita nuova. Anche voi siete chiamati ad aprirvi a Dio in preghiera. In Lui troverete la pace e il calore della primavera”.

Così sia.

Amen.

fra Miro Šego

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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