Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 23 aprile 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
Chi viene dall’alto è al di sopra di tutti; ma chi viene dalla terra, appartiene alla terra e parla secondo la terra. Chi viene dal cielo è al di sopra di tutti. Egli attesta ciò che ha visto e udito, eppure nessuno accetta la sua testimonianza. Chi ne accetta la testimonianza, conferma che Dio è veritiero. Colui infatti che Dio ha mandato dice le parole di Dio: senza misura egli dà lo Spirito.
Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, come si possono comprendere le Parole di Gesù che abbiamo sentito?
“Chi crede nel Figlio ha la vita eterna. Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita”.

La fede è una scelta libera. Dio ci ha creati per Amore. Per questo ci ha dato la libertà. Vuole che liberamente ci decidiamo per Lui.
Credere in Dio significa scegliere Lui. Affidarsi a Lui.
Dio non manda nessuno all’inferno. Ciò sarebbe contrario alla Sua Volontà. Dio vuole che ci salviamo tutti.
Gesù dice: “Non sono venuto per condannare, ma per salvare”.
Poichè ci ama Dio non vuole costringere nessuno a decidersi per Lui, a scegliere il Paradiso. Questo è lasciato a noi. Ci ha dato la libertà.
Ecco perchè Gesù dice: “Chi crede nel Figlio ha la vita eterna. Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita”.

Il padre ha dato al figlio minore la libertà di andarsene da lui, ma non ha smesso di amarlo. Non voleva nemmeno costringerlo a ritornare a rispettarlo. Lo stava aspettando. Aveva un cuore aperto per lui.
Il figlio è tornato in sè e si è convertito. Ha rivolto lo sguardo a suo padre e ha creduto che non lo avrebbe rifiutato. E’ tornato da suo padre e si è salvato.

“Chi crede nel Figlio ha la vita eterna. Chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita”.
Credere significa avere la libertà interiore.
Se credo posso scegliere. Se ho fede e fiducia in Dio non devo cadere in disperazione. Se sono in una situazione difficile posso pensare in un modo diverso da quello che mi viene offerto. Nonostante l’oscurità riesco a vedere la luce.
Ad esempio ora, in questa situazione causata dal corona virus. Se credo posso vedere questa situazione in modo diverso. Posso vedere ciò che è buono. Posso percepire l’alba e credere che anche questo passerà, che un nuovo giorno sorgerà.
Se credo posso resistere in questo momento così difficile, perchè la fede mi sostiene. E’ una forza interiore.
Se credo sono al sicuro, nonostante tutti i possibili rischi, perchè so di essere nelle Mani di Dio.

Davanti a Dio sii come un uccello che sente il ramo oscillare, ma continua a cantare, perchè sa di avere le ali. Così ci dice don Bosco.
Se mi succede qualcosa o deve venire la morte anche allora posso rimanere in pace, perchè sono creato per Dio, per la vita eterna, come dice sant’Agostino.
Ma la fede ha bisogno di cibo. Qui è esattamente dove molti credenti falliscono. Che cos’è il cibo per la fede?
La Madonna ci dice: “Perciò figlioli credete e pregate che il Padre accresca la vostra fede e poi chiedete ciò che vi è necessario”.
La preghiera è il cibo per la fede.
Gesù prega per la fede di Pietro: “Simone, Simone. Ecco satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano, ma Io ho pregato per te, perchè la tua fede non venga meno”.

Medjugorje è una grande scuola dove ascoltiamo gli inviti della Mamma Celeste alla preghiera.
Ci siamo spesso chiesti: “Perchè questi continui inviti alla preghiera?” Ci è sempre più chiaro il perchè. Perchè la preghiera è il cibo per la fede. Se le persone non pregano perdono la fede.
Non dovremmo sorprenderci se in alcuni paesi le persone si allontanano dalla religione. Non c’è amicizia se non viene nutrita, se non ci incontriamo, se non c’è fiducia tra di noi.
Se le persone non vanno a Messa e non pregano singolarmente e in famiglia non c’è amicizia con Dio.
Di qualcosa ci dobbiamo nutrire. Se non ci nutriamo della Parola di Dio, del Suo Corpo, del Suo Amore la nostra anima non può rimanere vuota. Sempre ci nutriamo di qualcosa: ascoltando e guardando la televisione, internet, i giornali, consentendo a diversi pensieri e sentimenti di trovare spazio in noi.
La conoscenza di Dio è necessaria, ma non è sufficiente. I bambini al catechismo imparano la fede. In sè è giusto e importante. Ma se i bambini non pregano la loro fede si bloccherà o la perderanno completamente.
Uno sportivo sa tutto sul calcio, ma non si allena. Che cosa succederà? Quando arriva alla partita non renderà, perchè non sarà pronto, non sarà in forma.
Noi credenti spesso siamo proprio così: conosciamo la fede e la preghiera, ma non la pratichiamo. Ci chiediamo perchè perdiamo così spesso nelle partite della vita. Perchè l’Amore è così facilmente sconfitto in noi e prevalgono i sentimenti negativi. Perchè la paura ci supera? Perchè abbiamo permesso ad alcune ragioni di essere più forti della fede in Gesù.
Oltre la conoscenza della fede è essenziale nutrirla attraverso la preghiera. La preghiera aiuta la fede a fluire nel corpo e nel sangue per diventare mia. Una fede personale, perchè io viva di essa.
Se non prego a volte userò la fede come conoscenza, ma quando mi troverò in una situazione difficile della vita la fede non mi darà forza, perchè sarà debole. Non si è sviluppata.
La conoscenza è necessaria. E’ importante in molte aree della vita come nella tecnologia, nella scienza, nella medicina. Ma in alcuni casi la conoscenza di Dio può diventare una grande trappola. La trappola è la ragione, la sicurezza e la convinzione delle proprie conoscenze. Quando si fa affidamento alla conoscenza si pensa di avere la verità. Si pensa di sapere chi è Dio e chi sono gli altri. La troppa certezza crea la convinzione che solo il proprio modo di pensare sia giusto. La certezza e la convinzione del giusto giudizio possono portare alla cecità nei confronti della Verità, al punto che si inizia a fare affidamento solo su se stessi. Così succede che la conoscenza di Dio è grande, ma la fiducia e l’affidamento deboli o inesistenti.

Ricordiamo la situazione alla sinagoga di Nazaret. Matteo scrive: “Lì, a causa della loro incredulità, non fece molti prodigi”. Immaginate Gesù nella Sua terra natale, nella sinagoga, nella casa di preghiera. I nazareni hanno ascoltato la Parola di Dio, hanno obbedito fedelmente alla legge. Matteo dice che l’incredulità è la causa del loro rifiuto di Gesù.
Questo evento ci insegna che è possibile essere credenti ed essere ciechi. Possiamo essere nella sinagoga, nella chiesa, partecipare alla preghiera, ma non credere. E’ possibile essere vicini a Gesù e avere un cuore chiuso verso di Lui o verso le persone.
Ecco perchè la fede è da curare permanentemente. La fede richiede un lavoro su se stessi, sul proprio cuore. Una purificazione. Un riesame di se stessi e del proprio modo di guardare.
Questo è ciò che nostra Madre ci insegna.
Contro la conoscenza non abbiamo proprio nulla. Al contrario è importante sapere che Dio è visibile e invisibile e che nulla è impossibile a Lui. Queste cose le apprendiamo dal Credo e dalla Parola di Dio. Ma questo non è tutto.
Vladimir Soloviev dice: “Sappiamo tutto di Cristo. Proviamo perfino ad amarLo. Ma non siamo rinati in Lui”.
La rinascita, la trasformazione del cuore avviene nella preghiera col cuore, in un incontro personale con Gesù.

Preghiamo per l’Amore nel nostro cuore. L’Amore trasforma.
Preghiamo per il dono dell’accettazione della croce. La croce trasforma.
Preghiamo per il dono del perdono. Il perdono trasforma.

Il cardinale Joseph Ratzinger ha detto: “Credo che il punto di partenza della nostra preghiera dovrebbe essere l’affidamento quotidiano di noi stessi a Dio”.
Un uomo cresciuto nella preghiera diventa aperto e devoto a Dio.
La Madonna ci insegna: “Con la preghiera diventerete simili ad un bambino che è aperto all’amore del padre”. Questo significa credere. Ogni giorno dobbiamo donarci nelle Mani del Padre nella preghiera, affidando noi stessi e la nostra famiglia al Signore.

L’amore di Anna ha permesso di credere che, sebbene sterile, potesse avere un figlio. Zaccaria, sebbene sacerdote che serviva al tempio, ha dubitato che sua moglie Elisabetta avrebbe potuto dargli un figlio. Dopo aver creduto Anna racconta al marito ciò che è accaduto. Dopo non aver creduto Zaccaria è diventato muto. Ci è voluto del tempo prima che potesse tornare a parlare. Quel tempo gli è stato dato per un’esperienza interiore, per il silenzio, per l’ascolto, per l’apertura del cuore, per la crescita della fiducia in Dio.

Preghiamo in questo tempo di silenzio, perchè il Signore rafforzi la nostra fede. La tua fede.
Prega per gli altri in famiglia e per coloro che hanno perso la fede, coloro che non hanno conosciuto Dio e l’Amore di Dio.
Ogni giorno troviamo il tempo per dire: “Gesù confido in Te”.
Possa il nostro cuore imparare a ripetere queste parole ed attraverso di esse abbandonarsi al Signore.

Amen.

fra Marinko Sakota

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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