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Riflessione di fra Ljubo Kurtović – Međugorje – Sabato 9/05/2020


Siano lodati Gesù e Maria.

Vi saluto cordialmente, cari fedeli che siete collegati con la chiesa di san Giacomo di Medjugorje con i vari mezzi di comunicazione. 

E’ molto importante vivere da persone riconoscenti. In questo c’è d’esempio Maria di Nazareth che ringraziava e lodava Dio, nonostante abbia vissuto da incompresa e perseguitata. 

La Sua Vita è stata piena di dolori e nonostante ciò ha detto: “L’Anima Mia magnifica il Signore”. Questo perchè aveva donato tutta Se Stessa a Lui. Ha vissuto anche i momenti di difficoltà nella fiducia e nell’abbandono al Signore, sapendo che Egli volge tutto al bene, anche quando ci sembra che tutto sia sfuggito al Suo controllo. 

Se guardiamo la Beata Vergine Maria, Regina della Pace, e ciò che ci ha detto in tutti questi anni di apparizioni, vedremo che tante volte nei Suoi messaggi ha parlato della gratitudine. Ogni Suo messaggio termina con l’espressione “grazie per aver risposto alla Mia chiamata”. 

Ricordiamo solo alcune delle Sue Parole di ringraziamento che sono sgorgate dal Suo Cuore Materno. “Oggi vi ringrazio per le preghiere. Questa settimana sia per voi di ringraziamento per tutte le grazie che Dio vi ha concesso. Oggi vi ringrazio per ogni apertura dei vostri cuori e per tutte le preghiere. Desidero ringraziare tutti voi che avete ascoltato i Miei messaggi. Vi ringrazio per l’amore che mi dimostrate, anche oggi vi ringrazio per ogni vostro sacrificio, per tutto ciò che avete fatto in questi giorni per Me. In modo particolare vi ringrazio da parte di Gesù per tutti i sacrifici che avete offerto la settimana scorsa. Cari figli, voi dimenticate che desidero da voi sacrifici per scacciare satana da voi. Pregate perchè la vostra vita sia un gioioso ringraziamento che scorre dal vostro cuore come un fiume di gioia. Figlioli, ringraziate continuamente per tutto ciò che possedete, per ogni piccolo dono che Dio vi ha dato, perchè sempre una benedizione gioiosa di Dio scenda su di voi. Ringraziate Dio, perchè tutto è un Suo dono per voi, così potrete ringraziare per ogni cosa nella vita e scoprire Dio in tutto. Ogni vostra giornata sia colma di preghiera di ringraziamento a Dio per la vita e per tutto ciò che avete”.

Colui che è grato e ha il cuore aperto vede e non è cieco. Il difetto più pericoloso dell’uomo è l’ingratitudine. Essere grato significa essere aperti alle nuove possibilità della vita. Tu non hai donato la vita a te stesso. Tutto ciò che hai ti è stato donato dal cielo. Ogni istante della tua giornata, della tua settimana, del tuo mese, del tuo anno, della tua vita, è un dono dall’alto. Tu non avresti potuto scegliere in anticipo i tuoi genitori o stabilire in anticipo la natura che ti avrebbe circondato, la terra in cui avresti vissuto, il corpo in cui avresti abitato. Tutto questo lo hai ricevuto.

Hai mai ringraziato Dio per aver ricevuto tutto questo e per averti introdotto nella vita? Riconoscente è quella persona che si è resa conto che la sua vita e le sue giornate dipendono da Dio. E’ grato quell’uomo che ha capito che l’essere umano vive più di quello che riceve che di quello che lui stesso può compiere. 

Non ci siamo dati la vita da soli. L’abbiamo ricevuta dall’alto mediante altre persone. Viviamo dell’acqua che beviamo, dell’aria che respiriamo, del cibo che mangiamo, delle persone che conosciamo, delle attività che svolgiamo. Continuamente ci relazioniamo con ciò che è al di fuori di noi stessi. In qualche modo noi dipendiamo dagli altri. Non potremmo vivere senza l’aria che non produciamo, senza l’acqua che non facciamo, senza il cibo per il quale dobbiamo faticare, senza le altre persone per le quali diventiamo ciò che siamo. 

A queste cose non pensiamo, perchè le diamo per scontate. Solo in situazioni limite ci rendiamo conto di quanto importanti siano queste cose da cui dipendiamo: quando l’aria è inquinata, quando manca l’acqua, quando assumiamo cibo avariato. In tali occasioni ci rendiamo conto quanto importanti siano le cose a cui solitamente non pensiamo. 

E se fosse così anche con Dio? Il credente è un uomo riconoscente. Egli riconosce che Dio è la condizione fondamentale per esistere e vivere. Dio è Colui che tiene nelle Sue Mani ogni nostro passo e la storia dell’umanità. E’ Colui che conosce i nostri pensieri e il nostro cuore. 

L’uomo riconoscente è un uomo che vede le situazioni e le cose così come in realtà sono. L’uomo grato è colui che è aperto al nuovo, è disposto ad imparare, sa notare ogni cosa e sa meravigliarsene. Le persone riconoscenti hanno un grande cuore. sono umili e coraggiose. Sanno riconciliarsi e chiedere perdono. Sanno comprendere e guardare il mondo con occhi di luce. Sono in grado di accendere la luce dove c’è tenebra. 

Le persone riconoscenti sono in grado di fermare le guerre e l’odio. 

Gesù è per noi il modello di una Persona riconoscente. 

Quando durante la Via Crucis la Veronica Gli ha offerto un panno per asciugare il Suo Volto sudato e insanguinato Egli ha ricambiato con gratitudine imprimendo il Suo Volto nello stesso panno e rendendo Veronica una persona gloriosa. Da secoli viene ricordata come una persona che ha aiutato Gesù.  Gli uomini grati diventano gloriosi, mentre quelli che non lo sono rimangono soli. Sono già morti. Le persone grate sanno donare. 

Sicuramente avrete sentito la storia di quel signore 90enne italiano che è sopravvissuto al corona virus. Al termine della terapia gli è stato presentato il conto: 500 euro al giorno per aver usato il respiratore. L’anziano si è messo a pensare. Il medico gli ha chiesto se il problema fosse come pagare. Egli ha risposto: “No. Sto solo riflettendo che da 90 anni ho sempre respirato gratis l’aria e non avevo mai riflettuto che questa fosse un dono e che avrei dovuto pagare qualcuno per averla”.

In realtà finchè non perdiamo qualcosa o qualcuno non notiamo di averla. Non siamo neppure coscienti che tanti organi esistano nel corpo finchè non ci fanno male; non ci occupiamo assolutamente della loro salute finchè non ci coglie un dolore.

Sono talmente tante le bellezze che ci avvolgono ogni giorno e che noi nemmeno notiamo. 

Possiamo maledire la situazione che ci ha colto, rifiutare Di obbedire alle istituzioni, urlare e protestare, ma non possiamo cambiare la situazione. Accogliendola possiamo imparare qualcosa. Possiamo imparare a scoprire le bellezze della vita e quanto possiamo essere felici. La felicità non dipende dalle circostanze esterne, dagli accordi di pace, dai soldi che abbiamo in banca. La felicità è uno stato spirituale; è uno sguardo della vita dalla prospettiva dell’eternità. Tutto è dono. Il poter camminare è dono; avere acqua potabile e aria fresca è un dono; le persone che incontriamo sono dono; la libertà di culto è un dono; la libertà di coscienza e di parola sono un dono; la pace è un dono; la possibilità di andare in Chiesa e partecipare alla santa Messa è un dono; la possibilità di confessarsi è un dono; il Papa, i vescovi e i sacerdoti sono un dono. Solo quando rimaniamo senza di loro ci accorgiamo che ci erano stati donati. 

Grazie alla morte ci rendiamo conto che anche la nostra vita è un dono. 

Fin dai tempi dell’infanzia i nostri genitori ci hanno chiesto come si risponde quando si riceve un dono. Mi spiace molto per gli atei che non hanno nessuno a cui dire “grazie” per tutto ciò che sperimentano nella vita. 

La preghiera scaturisce da un cuore colmo di riconoscenza. La preghiera è la scoperta di quanto siamo ricolmati di doni. 

Essere felici è possibile anche in quarantena ed in isolamento, anche in un letto di ospedale è possibile essere colmi di gratitudine. 

E’ possibile pregare in ogni luogo.

Molti in questi giorni hanno sperimentato veramente la preghiera. Hanno visto le misure restrittive come un dono, perchè hanno riscoperto la propria famiglia e i suoi membri. Molti si sono riavvicinati e hanno cominciato a pregare assieme. 

Credo che mediante la preghiera il Signore possa aprire i nostri occhi per riconoscere tutti i doni che abbiamo nella nostra vita. 

Viviamo da persone che ringraziano anche per le cose più piccole della nostra esistenza.

Pace e bene a voi.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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