Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 11 maggio 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Chi accoglie i miei comandamenti e li osserva, questi è colui che mi ama. Chi ama me sarà amato dal Padre mio e anch’io lo amerò e mi manifesterò a lui».
Gli disse Giuda, non l’Iscariòta: «Signore, come è accaduto che devi manifestarti a noi, e non al mondo?».
Gli rispose Gesù: «Se uno mi ama, osserverà la mia parola e il Padre mio lo amerà e noi verremo a lui e prenderemo dimora presso di lui. Chi non mi ama, non osserva le mie parole; e la parola che voi ascoltate non è mia, ma del Padre che mi ha mandato.
Vi ho detto queste cose mentre sono ancora presso di voi. Ma il Paràclito, lo Spirito Santo che il Padre manderà nel mio nome, lui vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che io vi ho detto».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, la domanda di uno dei discepoli di Gesù, “Signore, come è accaduto che devi manifestarTi a noi e non al mondo?”, è servita all’evangelista per continuare la presentazione della rivelazione di Gesù.

Ciò che ne segue non è la risposta di Gesù alla domanda. Egli parla del nuovo Comandamento dell’Amore. Questo Comandamento può essere adempiuto dal discepolo solamente per Amore verso di Lui.
Un comportamento del genere garantisce al discepolo la promessa di Gesù che promette la Presenza del Padre: “Verremo da lui e dimoreremo presso di lui”.
Gesù ripete continuamente la promessa del Suo ritorno ai discepoli che rimangono nel mondo. Fino a quel momento i discepoli non solo conosceranno meglio Gesù, ma anche il Padre, perchè Essi sono una cosa sola.

Il discorso sulle molte dimore nella casa del Padre è espresso per spiegare come entrare in questi posti preparati. Forse il motivo dell’Antico Testamento di Dio che abita in mezzo al Suo popolo è servito a Gesù per questa spiegazione. Nel libro del Levitico leggiamo che Jahwè ha promesso solennemente al Suo popolo: “Stabilirò la Mia dimora in mezzo a voi. Io non vi respingerò. Camminerò in mezzo a voi. Sarò il vostro Dio e voi sarete il Mio popolo”.

Ora è più facile vedere la ragione per cui Gesù non risponde direttamente alla domanda sulla relazione tra i discepoli e il mondo, perchè il criterio della vera fede non può mai essere il mondo con le sue ragioni, ma solo Gesù e la Sua Parola. Ecco perchè nel Vangelo di Giovanni ci confrontiamo continuamente con uno sguardo nuovo sulla situazione di Gesù storico e dei Suoi discepoli. Non esiste un criterio oggettivo di fede che possa sostituire quello basato sull’Amore di un discepolo su Gesù e sulla Sua Parola.

Nel brevissimo testo evangelico di oggi il termine “Amore” o il verbo “amare” sono citati 7 volte.
Gesù si aspetta che i Suoi discepoli servano i Suoi Comandamenti, ma non ripete questo invito e non dice che “devono”, ma dice che osservare i Suoi Comandamenti è possibile solo nell’Amore.
Se, infatti, “Dio ha tanto amato il mondo da dare il Suo Figlio Unigenito, perchè chiunque crede in Lui non muoia, ma abbia la vita eterna” sarebbe degno di Dio chiedere agli uomini qualcosa di meno di rispondere con Amore al Suo Amore?

L’uomo non può essere portato a Dio dalla paura della punizione per i peccati commessi o dal tentativo di comprare il favore di Dio con qualcosa che non proviene da un amore sincero. Sotto questo aspetto tutti gli uomini sono uguali: ricchi e poveri, istruiti e ignoranti, quelli onorati e quelli trascurati.

Qualcuno ha capito bene come l’amore cambia la vita umana e scrive: “Onore senza amore rende l’uomo arrogante. L’onore con amore lo rende umile. Il benessere senza amore rende l’uomo avaro. Il benessere con amore lo rende generoso. La gentilezza senza amore rende l’uomo ipocrita. La gentilezza con amore lo rende gentile. La saggezza senza amore rende l’uomo astuto. La saggezza con amore lo rende pieno di comprensione. Il potere senza amore rende l’uomo violento. Il potere con amore lo rende pronto ad aiutare. La giustizia senza amore rende l’uomo rigido. La giustizia con amore lo rende affidabile. La fede senza amore rende l’uomo fanatico. La fede con amore lo rende pacifico”.

Fratelli e sorelle, poichè l’Amore è il principio di relazione tra il Padre e il Figlio la questione dell’Amore si estende dalla relazione dell’uomo con Gesù alla relazione di Gesù con il Padre. La Relazione tra Gesù e il Padre che scorre come un filo rosso nell’intero Vangelo di Giovanni è indissolubile, così deve essere quella tra i discepoli.
Qualsiasi tentativo di rappresentare Gesù solo come uomo, per quanto idealizzato possa essere, è diretto non solo contro la fede in Gesù come Figlio di Dio, ma anche contro la fede in Dio.

Gesù non lascia i Suoi discepoli indifesi e abbandonati a loro stessi quando chiede loro di accettare la Sua Parola e custodirLa nell’Amore. Egli promette loro un potente Difensore nella Persona dello Spirito Santo che era continuamente in opera nella Sua Vita.
Gesù è stato concepito per potere di Spirito Santo. Dopo il Suo Battesimo nel Giordano pieno di Spirito Santo và nel deserto, dove con il Suo potere supera la tentazione. Con il potere dello Spirito Santo ritorna in Galilea, dove inizia il Suo ministero pubblico.
Gesù promette lo Stesso Spirito ai discepoli. Il Padre invierà lo Spirito Santo in Sua assenza che “vi insegnerà ogni cosa e vi ricorderà tutto ciò che Io vi ho detto”.

La questione della vera identità cristiana è sempre connessa alla questione degli inizi e questo significa la Persona di Gesù Cristo e il Suo insegnamento.
Lo Spirito Santo non è una realtà completamente nuova dopo che Gesù non è più tra i discepoli. E’ Colui che continua la Sua azione. Il Suo ruolo è quello di proseguire l’eredità vivente di Gesù e rivelare ai discepoli la profondità delle Parole del Signore, insegnando loro a trarne sempre forza. Lo Spirito Santo è il principio della vita e della rivelazione. Non deve rimanere rinchiuso nel passato.
Ancora oggi lo Spirito Santo ricorda alla Chiesa l’integrità dell’Annuncio di Gesù e la completa fedeltà alla Sua Persona.

Ovunque agisca lo Spirito di Dio lo spirito di questo mondo è all’opera. Mentre il ruolo dello Spirito Santo è di ricordare ciò che Gesù ha affidato alla Chiesa, lo spirito del mondo vuole diluirlo e distorcerlo.
Mentre lo Spirito Santo vuole introdurci in modo permanente nel mistero della pienezza di Gesù Cristo, lo spirito del mondo sottolinea sempre solo una parte di quel mistero, diluendolo e impoverendolo.
L’uomo secolarizzato è interessato solo all’Uomo Gesù di Nazaret, come insegnante di umanesimo e dell’uguaglianza tra gli uomini, ma non come Figlio di Dio che accetta volentieri la sofferenza ed invita tutti noi ad imitarLo.
Mentre lo Spirito Santo vuole confrontarci con il profondo mistero della Persona di Gesù, lo spirito del mondo sostiene come ideale l’azione politica nella Chiesa, sebbene Gesù abbia chiaramente preso le distanze da ogni forma di impegno politicoo e da ogni forma di potere.

Restare fedele a Lui e vivere i Suoi Comandamenti significa accettare e seguire nell’Amore il Suo esempio di umile servizio all’uomo.

Amen.

fra Ivan Dugandzic

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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