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Riflessione di fra Danko Perutina – Međugorje – Sabato 6 Giugno 2020


Riflessione di fra Danko Perutina – Medjugorje, 6 giugno 2020

Già dall’inizio delle apparizioni la Madonna ha invitato il mondo intero a pregare il Rosario e a leggere la Bibbia. Possiamo dire che il messaggio più frequente a Medjugorje è l’invito alla preghiera.

I discepoli hanno visto Gesù pregare e Gli hanno chiesto: “Signore, insegnaci a pregare”. Gesù ha insegnato loro la preghiera del Padre Nostro.
Gesù pregava incessantemente. Ha pregato nei momenti più importanti della Sua Vita: prima della scelta degli apostoli, prima della vita pubblica, prima di predicare, ha pregato nel Getsemani, quando era in croce.
Gesù è una preghiera vivente e si pone dinnanzi a noi come modello di preghiera.

Dobbiamo essere consapevoli che l’Amore di Dio è la chiave della preghiera. L’Amore di Dio ci incoraggia a rivolgerci a Lui con cuore aperto. Possiamo rivolgerci a Dio in diversi modi.
Una delle parabole più intense che Gesù ha raccontato ai Suoi ascoltatori era quella del fariseo e del pubblicano. Racconta che entrambi si sono recati al tempio. Il fariseo cammina ritto, passa direttamente attraverso la porta ed entra nel tempio. Il suo comportamento mostra già il suo atteggiamento interiore. Ringrazia Dio e Lo prega, ma si tratta di un’espressione della lode per se stesso. Racconta che digiuna due volte in settimana.
In effetti gli ebrei facevano così. La Madonna ci ha raccomandato a Medjugorje di digiunare il mercoledì e il venerdì. Possiamo dire che attraverso queste apparizioni il digiuno è stato riscoperto in tutto il mondo. Perchè il digiuno? Perchè valorizziamo l’Eucaristia e ci liberiamo delle cose esteriori come cibi e bevande, ma anche pettegolezzi, menzogne, rabbia e altri peccati. Creiamo un luogo dove Dio può agire.

Questo fariseo si vantava e poi ha puntato il dito sul pubblicano che era un peccatore odiato dal suo popolo e che per vergogna dei suoi peccati non voleva entrare nel tempio. Questo, fermatosi alla porta del tempio, ha detto: “Signore, abbi pietà di me. Sono un peccatore. So cosa ho fatto”.
Gesù chiede ai Suoi discepoli: “Chi dei due è uscito giustificato? Quale preghiera è stata esaudita?” Quella del pubblicano è stata esaudita. Il pubblicano era un grande peccatore, ma il fariseo ha voluto solamente lodarsi.
Anche nel caso nostro non è importante quanto preghiamo, ma come preghiamo.

Per prima cosa è importante dare a Dio del tempo. La Madonna ci invita alla preghiera del mattino e della sera. A causa del lavoro, del trambusto, dei media o di altre cose che amiamo siamo troppo occupati e quindi diamo a Dio solo le briciole del nostro tempo.
Gran parte dei credenti fa il segno della croce al mattino, dice qualche preghiera la sera e poi và a letto e non riesce a dormire, perchè è troppo stanca. Si dovrebbe scegliere un orario stabilito per avere uno spazio di preghiera.

Un uomo voleva imparare a pregare. Per prima cosa ha letto tutti i libri di Tommaso d’Aquino. Poi ha preso tutti i libri di preghiera che c’erano in libreria. Li ha letti tutti e pure quello di sua nonna, ma nonostante tutto ciò non ha imparato a pregare. Quest’uomo ha incontrato un monaco pio e gli ha esposto il suo problema. Il monaco ha risposto: “Non imparerai mai a pregare in questo modo. A pregare si impara pregando, come a nuotare si impara nuotando”. Si può sapere tutto sul nuoto e sugli stili, ma se non si è mai entrati in acqua non si imparerà mai a nuotare. La stessa cosa è con la preghiera. Possiamo sapere cosa ha detto santa Teresina, san Francesco, il Concilio Vaticano II, ma se non ci inginocchiamo e prendiamo il Rosario ogni giorno non proveremo gioia nella preghiera.

L’Amore di Dio è la prima condizione della preghiera.
Prima di iniziare a pregare è importante esserne coscenti. Diciamo: “Signore, questa preghiera, lunga o corta che sia, desidero farla per Amore, perchè sei l’Unico che ha sacrificato la vita per me. Solo Tu puoi esaudirmi. Io voglio venire da Te”. Il primo obiettivo della preghiera è il Regno di Dio.

Alcuni dicono: “Vorrei pregare, ma non ho tempo. La mia giornata è piena”. In verità abbiamo tempo per tutto ciò che amiamo. A qualcuno piace parlare con gli amici, a qualcuno piace guardare la tv, ad un altro piace fare una passeggiata. Abbiamo tanto tempo per i nostri hobby. Se amiamo veramente Gesù dovremmo trovare una o due ore da trascorrere con Lui.

Altri dicono: “Io non so pregare. Vorrei pregare, ma non so farlo”. Dobbiamo cominciare a pregare e Dio, attraverso lo Spirito Santo, aprirà modi e spazi di preghiera in noi.

Alcuni dicono: “E’ meglio fare buone azioni che pregare”. Queste buone azioni non possono essere utili quanto quelle avvolte nella preghiera.
Conosciamo la vecchia regola “ora et labora”, prega e lavora. Dobbiamo essere aperti agli altri, ma la preghiera deve impregnare tutto il nostro essere.

A Medjugorje molti hanno imparato a pregare.
Una signora ha raccontato: “Sono venuta a Medjugorje. Ho visto migliaia di persone che pregavano. Tutti erano umili e devoti con il Rosario in mano. Mi chiedevo se fossero matti loro oppure io. In me ha cominciato a muoversi qualcosa. Mi sono chiesta cosa stesse succedendo. Mi sono inginocchiata e ho cominciato a pregare anch’io. Da quel giorno non ho mai smesso di pregare il Rosario”.

Come possiamo sapere se stiamo pregando bene? Lo riconosceremo dai frutti. Se preghiamo in fretta usciremo da quella preghiera affannati, arrabbiati e nervosi. Si è trattato di un semplice monologo. Abbiamo detto qualcosa credendo di essere a posto. Abbiamo fatto una preghiera con lo stesso trasporto con cui facciamo gli esercizi per la schiena. Se, invece, dalla preghiera usciamo quieti e gioiosi, se ci dispiace di aver finito di pregare, allora lì era presente Dio.

Mentre riflettiamo sulla chiamata della Madonna alla preghiera chiediamo al Signore di far scendere lo Spirito Santo su di noi e di risvegliare in noi il desiderio di preghiera e di santità.

Così sia.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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