Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 16 luglio 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse:«Venite a me, voi tutti che siete stanchi e oppressi, e io vi darò ristoro.Prendete il mio giogo sopra di voi e imparate da me, che sono mite e umile di cuore, e troverete ristoro per la vostra vita. Il mio giogo infatti è dolce e il mio peso leggero».
Parola del Signore.


Cari fedeli, nella tradizione ebraica si usava una preghiera che anche Cristo ha pronunciato. 
Nella prima lettura si trova una lode al Signore per le opere che ha fatto. Si esprime il desiderio della Presenza del Signore. “Nella tribolazione ti ho cercato. Di notte anela a Te l’anima mia. Al mattino il mio spirito Ti cerca, perchè quando eserciti i Tuoi giudizi sulla terra imparano la giustizia gli abitanti del mondo”. Tanti secoli dopo Gesù dice: “Ti lodo o Padre, perchè hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli”. Questa preghiera ha uno sguardo verso il passato osservando il presente in cui si riconosce l’opera di Dio. 
Forse tale preghiera risulta strana per l’uomo d’oggi. I credenti riconoscono con fatica l’opera di Dio nella propria vita e nel mondo. Ci domandiamo: “Ma Dio opera di meno rispetto al tempo del profeta Isaia oppure siamo noi che siamo diversi?” Molto probabilmente Dio continua ad agire, ma noi non siamo attenti e facciamo fatica a vedere lo Sguardo di Dio. Tante distrazioni sono davanti all’uomo, ma la Verità è rimasta uguale. Per raggiungerla l’uomo deve lottare. Questo richiede rinunce e sacrificio. La tradizione della Chiesa ha descritto la sapienza di cui ha bisogno un credente per vedere l’opera di Dio nel mondo, cioè lasciarsi istruire, la semplicità, essere coscienti che non siamo padroni, ma discepoli che devono imparare. Per essere piccoli è necessario comprendere che c’è una legge che mi supera. Questo risveglia un rispetto grande. 
Un noto autore riconosce questo rispetto nella gentilezza e dice: “Nella gentilezza c’è qualcosa di mistico. Possiamo chiamarlo ‘atto di rispetto naturale’. La gentilezza richiede più rispetto che la religione stessa. Un uomo gentile guarda la casa che lo ospta come un credente guarda il tempio. Per un uomo gentile tutte le case sono sante. La gentilezza è qualcosa di misterioso che risale all’inizio del mondo. Il giorno che torneremo alle cose semplici la nostra gentilezza non avrà fine. Ci toglieremo il cappello davanti ad un uccello. Chiederemo scusa ad una violetta quando la calpestiamo con il piede”.
La mancanza di una tale gentilezza possiamo riconoscerla nell’uomo per il quale tutto è indifferente. Questa è una malattia del nostro tempo. Purtroppo nella società manca la gentilezza. Attacchi verbali, commenti poco piacevoli, calunnie, bugie, conclusioni senza verifiche. Tutto questo viene visto come una virtù molto grande. Ma si può fare diversamente. Invece di attaccare il prossimo per far prevalere la nostra idea forse possiamo provare a comprendere l’altro. Invece di imporre le proprie leggi è molto più importante ascoltare la legge di Dio. 
Cari fedeli, per fare ciò ci vuole un grande coraggio. Bisogna essere discepoli e non maestri. Bisogna diventare piccoli per vedere le leggi della natura che l’uomo non ha creato, ma deve scoprire. Nel Vangelo di Matteo c’è scritto che la semplicità e la capacità di farsi istruire fa sì che tutto l’uomo risplenda: “Se il tuo occhio è chiaro tutto il tuo corpo sarà chiaro. Se il tuo occhio è pronto ad imparare le leggi di Dio tutto il tuo corpo diventerà splendido”. Gesù ci invita a questa scuola di sapienza: “Venite a Me voi tutti che siete stanchi ed oppressi ed Io vi darò ristoro”. Gesù ha trascorso tanto tempo nella meditazione della Parola di Dio. Si ritirava in preghiera per riconoscere con chiarezza la Volontà di Dio. Questo spesso ci manca. 
Coloro che appartengono alla generazione di internet soffrono di superficialità e di indifferenza, ma Dio non smette mai di dare la possibilità a colui che desidera conoscere la luce. Tutti i campi della vita hanno una profondità che si scopre con Amore. Bisogna ascoltare con attenzione una buona musica. Un romanzo bisogna leggerlo con attenzione per cogliere il significato. Una poesia bisogna leggerla con attenzione per coglierne il senso. Con Amore un lavoro artigianale diventa arte e un nemico può diventare l’uomo che mi può arricchire. Invece che vivere nell’indifferenza si può vivere nella gentilezza. 
Cari fedeli, non abbiamo paura del silenzio. Il silenzio apre gli occhi del cuore e possiamo diventare veri discepoli. Pur essendo stanchi ed oppressi e subendo ingiustizie possiamo vivere con la speranza nel cuore e la gioia sul volto. Anche noi possiamo pronunciare la nostra preghiera come ringraziamento. In questo intercede per noi la Regina della Pace che pronuncia il Magnificat come segno di gratitudine. Assieme a Lei diciamo: Te lodiamo, o Padre, perchè nonostante tutto il male Tu esprimi la Tua armonia. Il Tuo Amore illumina anche la tenebra più fitta. Grazie perchè Ti prendi cura di me. Ti prendi cura di tutto il creato e non ritiri mai la Tua Mano”.
Amen.
fra Stanko Ćosić

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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