Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 7 agosto 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Se qualcuno vuole venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vuole salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia, la troverà.
Infatti quale vantaggio avrà un uomo se guadagnerà il mondo intero, ma perderà la propria vita? O che cosa un uomo potrà dare in cambio della propria vita?
Perché il Figlio dell’uomo sta per venire nella gloria del Padre suo, con i suoi angeli, e allora renderà a ciascuno secondo le sue azioni.
In verità io vi dico: vi sono alcuni tra i presenti che non moriranno, prima di aver visto venire il Figlio dell’uomo con il suo regno».
Parola del Signore.


Fratelli e sorelle, nel brano del Vangelo di oggi Gesù chiede ai suoi discepoli e a tutti noi di offrire tutto. Ci chiede di rinunciare a noi stessi e di portare le nostre croci.
Il brano di oggi è la continuazione del discorso di Gesù in cui preannuncia la Sua Passione agli apostoli.
Sappiamo che Pietro si è opposto, perchè non voleva la Sua morte e ha detto: “Signore, non ti capiti questo”. Pietro ha cercato di insegnare a Gesù cosa doveva fare. Gesù lo ha rimproverato severamente. Negli apostoli è entrata l’umanità. Non è la prima volta. Questo accade a ciascuno di noi ogni giorno. Facciamo tutto il possibile, ma non accettiamo la nostra croce.
Spesso noi cristiani deboli e peccatori insegnamo al Signore cosa dovrebbe fare. Spesso preghiamo il Signore per ciò di cui abbiamo bisogno e non per la Sua santa Volontà.

Gesù ha detto: “Se qualcuno vuol venire dietro a Me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua”.
Il Figlio di Dio ha preso su di Sè tutte le nostre croci. Per questo ordina a ciascuno che vuole entrare nel Suo Regno di seguirLo, accettando e portando la propria croce.
Spesso diciamo: “Non riesco a fare ciò, perchè anch’io ho la dignità”.

Fratelli e sorelle, ogni uomo, ogni santo ha la propria dignità umana, a partire da Gesù di Nazaret, santo, puro e senza peccato. Lui era Dio, Salvatore dell’umanità ed è passato nel mondo facendo del bene a tutti. Ha aiutato la gente del Suo popolo, i forestieri e anche i romani che allora erano gli invasori. Ha nutrito migliaia di persone, ha guarito tanti, ha liberato altri dagli spiriti immondi. Ha consolato, dato gioia, convertito, resuscitato. Nonostante ciò è stato umiliato, incompreso, deriso, perseguitato, torturato e alla fine crocifisso.
Gesù aveva la Sua dignità umana e divina ed è finito in croce. Tanti santi avevano la dignità umana e sono morti martiri o hanno vissuto da martiri. Tanti oggi vivono nella sofferenza quotidiana.
Tanti che sono presenti o ci seguono attraverso i media hanno la dignità umana, ma soffrono in preghiera per Gesù.

Un cristiano che ama Gesù porta con pazienza la propria croce. Un cristiano che vuole salvare tante anime porta la croce con pazienza, pregando e soffrendo. Un cristiano che vuole incrementare la propria gloria in cielo porta con pazienza la propria croce.
Gesù invita anche noi a fare ciò.
Colui che è consapevole dei propri peccati ed è umile davanti a dio Trino porta con pazienza la propria croce. Un cristiano che ama Dio, l’uomo e pensa all’eternità porta con pazienza la propria croce.

Oggi tanti si pongono la domanda: “Perchè tante persone soffrono?” Coloro che non hanno fatto l’esperienza del Signore, coloro che non hanno letto la Parola di Dio e non vivono una vita sacramentale pongono tante domande. Non puoi mai rispondere alle loro domande, perchè continuamente ne pongono di nuove.
Colui che vive la vita sacramentale, colui che ama Gesù Cristo, colui che crede nella vita eterna sempre più vuole amare Dio e gli uomini e fare opere buone in questo mondo. Lui non pone tante domande. Lo Spirito di Dio parla attraverso di lui e gli da la luce nel cuore e nella mente. Lui vive il Vangelo e lo mette in pratica.
Non ha bisogno di chiedere perchè gli innocenti soffrano o perchè ci siano tante ingiustizie. Le persone piene di Spirito non pongono queste domande. E’ stato dato loro di comprendere queste cose.

Fratelli e sorelle, preghiamo il Signore ogni giorno, la Madre di Dio, i santi, san Giuseppe, di ricevere la forza e la grazia da Dio Onnipotente per portare la nostra croce quotidiana.
Seguire Gesù significa rinunciare a se stessi. Ai nostri tempi non si tratta di una cosa attraente, ma in realtà non lo è mai stata. Non abbiamo altra strada da percorrere se non la via della croce. Dicono che la nostra è la religione della croce, ma è meglio dire che si tratta della religione dell’Amore. Solo il Cristianesimo dice: “A chi ti percuote su una guancia tu offri anche l’altra”. Solo il Cristianesimo dice: “Ama i tuoi nemici”. Quale altra religione dice ciò?
Beati coloro che amano Dio e l’uomo. Beati coloro che amano Gesù Cristo. Beati coloro che amano quello a cui ci invita Gesù. Egli è l’unico vero Dio e Salvatore del mondo. Non esiste un altro salvatore.
Gesù è Via, Verità e Vita. Lui ama tutti nella stessa maniera. E’ paziente con tutti.
Nessun’altra religione al mondo è come il Cristianesimo. Noi cristiani non dobbiamo tradire il grandissimo dono che abbiamo: Gesù Cristo, la Chiesa, il Papa, i Sacramenti. Così avremo tante benedizioni nella nostra vita.

Gesù ci invita a rinunciare a tutto, affinchè un giorno possiamo ricevere tutto a causa del Vangelo.
Cari cristiani, accettiamo la nostra croce, perchè un’altra croce sarebbe insopportabile per noi. Accettiamo quella che abbiamo. Ringraziamo il Signore per quella che abbiamo ricevuto. Con l’aiuto del Signore e della Madonna portiamolla grati.
Portiamo la croce pregando il Signore di darci la forza di procedere con essa che è la via più sicura.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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