Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 10 agosto 2020


San Lorenzo martire
Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«In verità, in verità io vi dico: se il chicco di grano, caduto in terra, non muore, rimane solo; se invece muore, produce molto frutto.
Chi ama la propria vita, la perde e chi odia la propria vita in questo mondo, la conserverà per la vita eterna.
Se uno mi vuole servire, mi segua, e dove sono io, là sarà anche il mio servitore. Se uno serve me, il Padre lo onorerà».
Parola del Signore.


Cari fedeli, queste Parole Gesù le ha pronunciate prima della celebrazione della Pasqua. Si tratta del 12. capitolo. Questo ha un ruolo particolare nel Vangelo di Giovanni. Fino a quel capitolo Gesù opera in pubblico: in Galilea e nelle regioni di Samaria e Giudea.
Dal 12. capitolo in poi Gesù si manifesta solo ad un gruppo ristretto, i Suoi discepoli.
Questo brano ha un posto particolare, perchè conclude l’opera pubblica di Gesù e ci conduce nel gruppo dei discepoli.
La descrizione di Gesù come la Luce del mondo e la Parola del Padre si conclude nel 12. capitolo. Le persone rinunciano alla Luce e preferiscono la tenebra. Le genti non Lo accolgono.
La cecità spirituale delle persone ha fatto sì che non riconoscessero il Salvatore del mondo.

In questa situazione Gesù ha pronunciato le Parole del Vangelo di oggi. Il pensiero centrale di esso è il servizio. Questo è ciò che ha fatto Lui nella Sua Vita e invita a fare altrettanto coloro che vogliono seguirLo. Invita tutti noi al servizio.
“In Verità vi dico: se il chicco di grano caduto in terra non muore rimane solo. Se invece muore produce molto frutto”.

Lo stesso pensiero lo pronuncia anche Paolo nella prima lettura: “Fratelli, chi semina scarsamente scarsamente raccoglierà. Chi semina con larghezza con larghezza raccoglierà”.
Non dobbiamo pensare il servizio come umiliare se stessi, ma come un modo di seguire Colui che ha amato in pienezza e che non Si è allontanato dalle Sue virtù finchè non ha pagato con la morte in croce. Questo è coraggio. Tale servizio non è umiliante. E’ una situazione in cui troviamo la bellezza della vita, ma anche il peso di essa.

Ci poniamo la domanda: “Ma conviene tutto questo? Non sembra facile. Tutti coloro che vogliono essere fedeli e perseveranti devono provare le difficoltà della vita, mentre quelli che non sono interessati a dio vivono una vita facile e senza preoccupazioni. E’ più facile vivere una vita più rilassata”.
Ma è così davvero?
Riflettendo su questo argomento Chester dice che tanti ritengono che una vita superficiale o volgare abbia a che fare con la gioia e l’allegria. In realtà solo un uomo serio può gioire. Chi vuole ridere anche per uno scherzo piccolo deve farlo sapendo che tutto è stato creato in maniera giusta. Questa è una cosa seria.
L’uomo spietato è sempre pessimista. Se un peccatore si presenta come un uomo senza preoccupazioni si tratta di una menzogna. Questo uomo non riesce a cogliere il vero valore di qualsiasi cosa, perchè rimane sempre in superficie. Perciò se si crede che coloro che non pensano a Dio vivano senza preoccupazioni è errato. Solo la virtù porta la gioia.

Questo è il paradosso che si nasconde nella chiamata di Gesù. Un uomo sobrio che non si allontana dalle proprie virtù può godere di più di un bicchiere d’acqua di colui che calpesta tutti i valori. Questo uomo, anche se vive nella povertà, può provare più gioia della propria vita che un peccatore che si vanta della propria vita spietata.
Ciò che è importante è sempre nascosto. Anche ciò che è veramente bello non è sempre facile e accessibile, perchè richiede uno sforzo e una vita piena di virtù. Solo la bellezza può provare la pienezza della vita.
Quando si vuole relativizzare tutto e presentare i valori come una cosa poco interessante allora ancora di più si vedono le persone che rimangono sobrie e non si fanno ingannare. Non si tratta solo di una questione di questi tempi. E’ sempre stato così e sempre sarà così.
La virtù chiede sforzo.
L’invito di Gesù a donare noi stessi per il servizio chiede una posizione eroica nell’adempimento delle virtù e nella ricerca della Saggezza dall’alto.

Prendiamo l’esempio della Beata Vergine Maria. Lei ha indotto Gesù all’opera pubblica.
Alle nozze di Cana invita Gesù ad operare in aiuto degli sposi e ascolta con dolore la risposta, ma mette Se Stessa al servizio.
Guardiamo la nostra vita. Regolarmente pensiamo ai nostri bisogni, ma è giusto pensare che conviene ancora di più donare a qualcuno, servire il prossimo: la moglie, la madre, il padre. E’ molto più importante consumare se stessi che pensare solo ai propri diritti.
Non dobbiamo pensare che la vita senza Gesù sia più facile. Quello che sembra facile ci porterà sempre ad avere un peso che aumenterà sempre più.

Cari fedeli, non è sufficiente basare tutto sugli occhi del corpo. Ascoltiamo il cuore e basiamoci sugli occhi del cuore.
Ascoltiamo Gesù. Nel Suo Volto riconosceremo il Padre e conosceremo le leggi del creato. Impariamo da Lui la gioia del servizio. Facciamo come ha fatto Lui Stesso.
Veramente il chicco di grano deve morire per dare il vero frutto.
Ciò che è importante nella vita non è mai facile. Chiunque abbia fame della bellezza riconoscerà nelle Parole di Gesù la vera libertà della vita umana. Nel Suo invito al servizio riconoscerà il più profondo desiderio del cuore umano.

Amen.

fra Stanko Ćosić

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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