Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 18 settembre 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo Gesù disse: “Ti benedico o Padre, Signore del cielo e della terra, perchè hai tenuto nascoste queste cose ai sapienti e agli intelligenti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, o Padre, perchè così è piaciuto a Te. Tutto Mi è stato dato dal Padre Mio. Nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare. Venite a Me voi tutti che siete affaticati ed oppressi ed Io vi ristorerò. Prendete il Mio giogo sopra di voi e imparate da Me che sono mite e umile di Cuore e troverete ristoro per le vostre anime. Il Mio giogo, infatti, è dolce e il Mio carico leggero”.
Parola del Signore


Fratelli e sorelle, il Vangelo di oggi vuole renderci consapevoli della bontà e della cura che Dio ha per noi. Vuole anche aiutarci ad accettare il giogo della vita.
Un motto popolare dice che ogni uomo sulla terra porta il proprio fardello. In campo spirituale possiamo dire che ogni uomo porta la sua croce. Non importa come una persona pianifichi la propria vita; le capiteranno difficoltà e problemi. Ci sono diversi tipi di difficoltà che possono capitare: malattie, sofferenze o perfino la morte.

A volte le crisi o le difficoltà fanno pensare: “La mia vita non ha senso. Non potrò mai essere felice”. Si può anche nascondere i problemi senza risolverli e far finta che non esistano.
A volte qualcuno dice: “Cosa mi interessa della sofferenza degli altri? A me importa solo che io stia bene”.
La fede cristiana ci mostra un’altra strada. Siamo invitati a non rifiutare la croce, ma ad accoglierla con amore. Questo è il nostro biglietto per il Paradiso. L’unica vera via d’uscita ai guai della nostra vita è portare la nostra croce assieme a Gesù Cristo. Siamo chiamati ad abbracciare la croce e non a chiedere di esserne liberati. Il nostro peso diventerà dolce e leggero. Non ci scoraggerà più e diventeremo persone gioiose. Accetteremo la croce gioiosamente in segno di gratitudine

Nel Vangelo abbiamo ascoltato la Parola del Signore: “Venite a Me voi tutti che siete affaticati e oppressi e Io vi ristorerò. Prendete il Mio giogo su di voi e imparate da Me che sono mite e umile di Cuore e troverete ristoro per le vostre anime. Il Mio giogo, infatti, è dolce e il Mio carico leggero”.
Fratelli e sorelle, non è davvero una buona novella? Dio non vuole che vaghiamo depressi in questo mondo, ma vuole darci la forza per accettare la Sua Volontà in questa vita con gioia e coraggio.
Ciò che ci sembra una croce e ci opprime secondo il disegno di Dio è il mezzo per il nostro completamento e la via per la libertà. Gesù Cristo Stesso ha camminato davanti a noi, ha portato la croce e Si è consegnato per noi. E’ morto per noi a causa del Suo Amore.
Se siamo connessi a Cristo serviremo Dio e il nostro prossimo in libertà. Siamo chiamati a vivere non secondo la carne, ma secondo lo spirito. Lo Spirito Santo ci riempie e ci rende liberi, affinchè non compiamo più opere malvagie che portano alla morte.

Se guardiamo i messaggi della Madonna vediamo che ci invita alla stessa cosa, cioè alla conversione. Ci invita ad essere vicini a Dio nella preghiera e a fare il bene. Questa è la via per portare la nostra croce in modo giusto in unione a Cristo Redentore. Riceveremo la forza per il cammino della nostra vita. Dio Stesso ci attira a Sè passo dopo passo. Dio attira a Sè i piccoli. Per questo dobbiamo essere umili e piccoli. La vera grandezza sta nella piccolezza. La piccolezza ci rende degni della rivelazione di Dio.
L’uomo piccolo è consapevole dei propri limiti ed è in grado di ricevere i doni di Dio, mentre il grande pensa di possedere già cose migliori dei doni che Dio gli offre; si fida di più delle sicurezze materiali piuttosto che dei doni di Dio, per cui veramente vale la pena vivere.

Fratelli e sorelle, non siamo chiamati alla disperazione. La nostra vita è un dono unico, anche quando dobbiamo sopportare croci e sofferenze. Anzi: proprio questi momenti di crisi devono essere visti come un’opportunità per testimoniare a chi apparteniamo.
Perciò, fratelli e sorelle, chiediamo al Signore che ci dia la forza di accettare le nostre croci e che la nostra storia sia scritta con la calligrafia di Dio.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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