Omelie

Omelia della Santa Messa – Medjugorje, 1° novembre 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, vedendo le folle, Gesù salì sul monte: si pose a sedere e si avvicinarono a lui i suoi discepoli. Si mise a parlare e insegnava loro dicendo:
«Beati i poveri in spirito,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati quelli che sono nel pianto,
perché saranno consolati.
Beati i miti,
perché avranno in eredità la terra.
Beati quelli che hanno fame e sete della giustizia,
perché saranno saziati.
Beati i misericordiosi,
perché troveranno misericordia.
Beati i puri di cuore,
perché vedranno Dio.
Beati gli operatori di pace,
perché saranno chiamati figli di Dio.
Beati i perseguitati per la giustizia,
perché di essi è il regno dei cieli.
Beati voi quando vi insulteranno, vi perseguiteranno e, mentendo, diranno ogni sorta di male contro di voi per causa mia. Rallegratevi ed esultate, perché grande è la vostra ricompensa nei cieli».
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, siamo novembre, l’ultimo mese dell’anno liturgico.
Questo mese inizia con la solennità di Tutti i santi.
Chi sono i santi? Come li possiamo descrivere? Sappiamo apprezzarli?
I santi sono pellegrini. Hanno percorso il pellegrinaggio della vita umana e hanno raggiunto la meta: il Paradiso. Sono diventati le nostre guide in questo viaggio.

Ognuno di noi ha la propria guida personale. Si tratta del nostro santo protettore. Abbiamo ricevuto il suo nome nel Battesimo. Questo nome definisce la nostra identità.
Alcuni di noi hanno anche un altro nome che abbiamo ricevuto alla Cresima. Questo è il santo patrono della nostra maturità nella fede.
Queste nostre guide hanno un manuale di viaggio. Si tratta del testo del Vangelo di oggi. Sono le Beatitudini riportate dall’evangelista Matteo.
Quattro di queste Beatitudini sono riportate anche dall’evangelista Luca.
Le Beatitudini hanno guidato i santi durante tutta la loro vita terrena. Cercavano di essere misericordiosi, di avere un cuore puro, di essere operatori di pace. Hanno accettato di essere insultati e perseguitati per il Signore.
San Luca insiste sulla fame e sete di giustizia e su coloro che piangono, perchè saranno consolati.

Esistono due categorie di santi. La prima sono le persone caratterizzate dalla natura eroica delle loro virtù. Li chiamiamo “confessori”.
La seconda categoria sono i martiri che hanno versato il loro sangue per testimoniare la fede in Cristo.
Ma cosa fanno i santi per noi? Si interessano di noi?
La risposta è semplice: sono i nostri fedeli compagni sul nostro cammino verso la santità. Non si riposano. Sono sempre attivi e intercedono nelle nostre situazioni.
San Domenico disse prima di morire: “Non piangete. Vi sarò più utile dopo la mia morte. Vi aiuterò più efficacemente che durante la mia vita”.
Santa Teresa di Lisieaux ha detto la stessa cosa con altre parole: “Trascorrerò il mio Paradiso facendo del bene sulla terra”.

L’intercessione dei santi è sempre stata importante per il popolo di Dio.
La pietà popolare ha affidato alla loro protezione le chiese, i villaggi e le città, perfino stati interi.
A ciascuno di essi è stata attribuita una certa specializzazione, come aiuto nelle precarietà o necessità. Li invochiamo in certe malattie. Ad esempio invochiamo san Biagio per le malattie della gola. Ci sono innumerevoli esempi di questo ruolo dei santi.
Ma, cari amici, il loro compito non finisce qui. Intercedono per noi presso Dio. Sono i nostri avvocati. Presentano a Dio Misericordioso le nostre richieste, i nostri desideri, i nostri problemi, i nostri dolori e le nostre gioie. Pregano per noi e con noi.

Devo spiegarvi qualcosa riguardo al tesoro della Chiesa. Ogni peccato, veniale o mortale, possiamo paragonarlo ad un debito. Verso chi o verso cosa? Siiamo debitori verso Dio e verso la Sua Giustizia. Commettendo un peccato ci indebitiamo anche verso i nostri prossimi. Diventiamo debitori che non possono pagare i propri debiti. Allora chi pagherà i nostri debiti?
Ha pagato Gesù Cristo Stesso, ma anche tutti i santi insieme a Lui. Pagano con una valuta preziosa, cioè con i loro meriti che chiamiamo “tesoro di santità”.
Gesù ha preso su di Sè il peccato del mondo. Lui ha sofferto per tutti i peccatori, perchè il peccato porta alla morte. Anche alla morte eterna.
La Giustizia ha una logica implacabile. Gesù e i santi, quando pagano i nostri debiti, compiono un enorme atto di Misericordia. In questo modo la Misericordia compensa la Giustizia.

Con la celebrazione di Tutti i santi inizia il mese di novembre e la preghiera per i nostri defunti.
Il secondo giorno noi ci ricordiamo dei nostri morti. Per tutta la settimana abbiamo l’opportunità di ottenere l’indulgenza plenaria per le persone per le quali preghiamo.
Quest’anno, a causa della pandemia, papa Francesco ha prolungato questi 8 giorni per un mese intero.
Dobbiamo, quindi, spiegare cos’è questo perdono o indulgenza.
Ogni peccato commesso ha due conseguenze. La prima è la colpa. Quando ci pentiamo e ci confessiamo ci viene resa l’innocenza, ma la conseguenza dei nostri peccati continua ad esistere.. Il danno è stato fatto. Chi lo ha commesso deve assumersene le conseguenze, cioè la punizione che ne consegue. La punizione eterna è cancellata dal Sacramento della Riconciliazione. Ma ci sono anche punizioni temporali che dobbiamo assumerci durante il percorso terreno o in Purgatorio. Si tratta di diversi tipi di sofferenze e difficoltà.
Qui interviene il “tesoro della Chiesa”. La Chiesa ha il potere di saldare il nostro debito donando i beni e meriti accumulati nel tesoro dei santi. Dobbiamo, però, essere consapevoli delle condizioni a cui possiamo ottenere l’indulgenza. Approfittiamo di questa occasione per amore dei nostri cari defunti che attendono il nostro aiuto.

Cari fratelli e sorelle, siamo felici di avere così tanti amici in cielo. Restiamo in contatto permanente con loro. Invochiamoli in tutte le circostanze. Ringraziamoli per la loro bontà. Continuamente e instancabilmente intercedono per noi.
Quanti sono? Non lo sappiamo. San Giovanni dice che sono “una moltitudine immensa che nessuno può contare, di ogni nazione, razza, popolo e lingua”.

Benedetto sia Dio nei Suoi angeli e nei Suoi santi.

Amen.

Mons.Henryk Hoser

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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