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«Medjugorje ha guarito le mie ferite e oggi canto la mia gioia»

Testimonianza di Letizia Centorbi

Festival dei giovani 2017

Uso le parole di suor Elvira. Io sono una risorta. I morti non sono solo quelli che fanno uso di droghe o di alcol. I morti sono quelli che non hanno Gesù nel cuore. I morti sono quelli che non Lo hanno conosciuto. Sono quelli che hanno chiuso il loro cuore a Lui, al Suo Amore che da vita.

Vengo da una famiglia molto umile che non ha conosciuto Dio. Non me l’ha dato.
All’età di 4 anni e mezzo i miei genitori mi hanno dovuto lasciare ad una nonna per problemi economici. Li vedevo una volta all’anno. Mi sono sentita abbandonata da loro, perchè da bambina non capivo che lo facevano per il mio bene.

All’età di 6 anni il Signore è intervenuto. Attraverso il canto e la musica ha invaso il mio cuore. All’età di 6 anni dovevo partecipare per forza al catechismo per fare la Comunione.
Quella domenica alla Messa quel canto fatto da Gioachino Migliore, che adesso è lassù in cielo, mi ha toccata dentro e ho iniziato a capire l’Amore di Dio.
La mia vita è stata segnata da tante sofferenze. Senza una mamma e un papà non si vive bene. La famiglia è fatta per stare insieme.
Crescevo con questa nonna che mi ha dato tanto amore. Nonostante le sofferenze andavo avanti. Piano piano il Signore mi attirava a Sè.
Dopo tanti anni finalmente mi sono ricongiunta ai miei genitori. La malattia e una grande crisi economica avevano colpito la mia famiglia. A 12 anni inizia un Calvario per me tra malattie e sofferenze. Entravamo e uscivamo assieme a questi genitori che non conoscevo bene dagli ospedali .

Ci siamo trasferiti in un piccolo paese della Sicilia, dove ho incontrato Sonia. Veniva a Medjugorje già da 4 anni. I suoi occhi erano diversi da tutti quelli che avevo incontrato fino a quel momento. Non conoscevo Maria, la Santissima Trinità e tutto ciò che riguardava la mia fede. Non conoscevo nulla se non Gesù che Si era presentato a me in sogno da bambina. Ma il Signore ha condotto la mia vita passo dopo passo, prendendomi per mano, senza che io me ne accorgessi. Il 16 luglio, santa Maria del Carmelo, incontro Sonia che inizia a parlarmi di Medjugorje con entusiasmo, perchè doveva partire due settimane dopo per il festival dei giovani. Mi innamoro del suo racconto e di Medjugorje senza averci messo ancora piede.
Iniziai a seguirla e ad andare a Messa tutti i giorni e a cibarmi di Eucaristia che è l’unica fonte di salvezza per l’anima, senza una minima coscienza di ciò che ricevevo, ma soltanto perchè quella ragazza era diversa dalle altre.

Di lì a poco arrivo a Medjugorje. Era il ’97. Quest’anno per me sono 20 anni. Era il festival dei giovani. Lì un’altra persona che suonava con il cuore, Agostino Ricotta, inizia nuovamente a toccare il mio cuore con la musica. Inizio ad aprirmi e a capire cos’è Gesù Eucaristia.
Qui non mi innamorai di Maria, ma mi innamorai ancora di più di Gesù.
Sono venuta a Medjugorje una trentina di volte. Mai una volta è stata uguale all’altra. Ogni volta il Signore guariva una ferita. Io avevo dei blocchi, perchè satana aveva deciso che non dovevo gioire. Ma il mio Gesù che ha già vinto sulla croce aveva deciso che dovevo vivere nella gioia.
Passo dopo passo iniziai questo cammino di guarigione. Il Signore ha iniziato ad intervenire nella mia vita per guarirmi.

Iniziai a venire a medjugorje e a portare pellegrini con me. Mi accorgevo, mentre stavo con loro a cantare, che il canto toccava il loro cuore.
Non ho mai studiato canto. Suono la chitarra a malappena, ma tocco il cuore della gente. E’ tutta opera del Signore.
Non osavo nemmeno immaginare di prendere una penna e di scrivere testi di musica. Continuavo a pensare che agli altri fosse possibile, mentre a me no, perchè avevo poca stima e fiducia. Mi amavo poco. Anche questo è stato guarito dal Signore.
In questo percorso il Signore ha portato persone nella mia vita e poi le ha tolte, fino a farmi sentire sicura del Suo Amore e che il mio nome è scritto sul Palmo della Sua Mano e nessuno può toccare Sua figlia.

Le ferite, purtroppo, mi avevano messo delle difficoltà ad incontrare Maria e ad incontrare il Padre. Ma piano piano anche lì il Signore è intervenuto e mi ha guarita. Adesso sono innamorata della Santissima Trinità e di Maria.

Il Signore non fa nulla per caso. Ha bisogno della tua disponibilità. Dio è una scelta. Lui non ti costringerà mai ad amarLo. Ti chiederà sempre, con delicatezza, se può entrare nel tuo cuore. Devi semplicemente aprire il cuore a Dio e dire: “Signore, voglio conoscerTi”.
Ogni giorno devi dire il tuo piccolo “sì” e il resto lo farà Lui.

Dopo l’Eucaristia il Signore mi ha fatto innamorare del santo Rosario. Una preghiera semplice e di grande liberazione.
Quando capii questo iniziai a recitarLo con costanza, anche se non sentivo dentro niente. Ma piano piano Maria entrava sempre di più nel mio cuore e a guarire ogni parte di esso.
Nel giro di poco tempo iniziai a sentirmi una donna libera. Il Signore mi chiamò ad evangelizzare, ad andare in giro con la mia chitarra, a cantare nelle adorazioni. Ogni tanto dicevo: “Griderei al mondo intero il Tuo Amore”.

Innamorarsi di Dio è la cosa più bella che ti possa succedere. Nessuno è in grado di darti un Amore più grande. Nessuno può farti sentire la libertà come te la fa sentire il nostro Dio. Appogiarti agli uomini non ne vale la pena. Solo Lui è il tuo bastone e il tuo vincastro.
Non fermatevi al Dio piccolo. Cercate il Dio grande. Quello che vi fa spiegare le ali. Quello che non ti lascia a terra come le galline a beccare, ma ti mette le ali di aquila per volare ad alta quota. Anche nei momenti di sofferenza Lui è presente.
Se tu non capisci china il capo e di: “Signore, non capisco, ma voglio ciò che vuoi Tu”.

In un Suo messaggio Maria dice: “Convertitevi ogni giorno”. La conversione è quotidiana. Ogni giorno mi alzo al mattino e dico: “Signore, oggi decido di sceglierTi”. La sera vado a letto e Lo ringrazio, perchè la mia giornata l’ho vissuta insieme a Lui.
Il nostro è un Dio geloso. Non vuole che tu dipenda da nessuno se non che da Lui. Con la preghiera arriverai ad un punto che quando lo invocherai Lui si farà presente e un’immensa pace scenderà nel tuo cuore. Ti sentirai abbracciato da Dio anche nei momenti di immensa solitudine. Anche se vuoi litigare con Lui non puoi, perchè senza di Lui non puoi più vivere. Ci provi, ma non riesci.
Perchè Lui è in te, affianco a te. Non sta in cielo. Sta dentro al tuo cuore.
Lui vuole la tua felicità più di quanto la voglia tu stesso.

I giorni nella fede non sono tutti uguali. Ci saranno giorni in cui cadrai e giorni in cui ti rialzerai. Ma Dio continua ad essere una scelta. Se tu lo scegli e sei perseverante Lui farà grandi cose, come le ha fatte nella mia vita.
L’anno scorso ho fatto un cd dal titolo “Mir, mir, mir”. Io ho due case: una in Sicilia e una a Medjugorje, dove abita il mio cuore.

Mi sono rifiutata tante volte di scrivere. Nel mio percorso ho perso Gesù per strada. Quando L’ho ritrovato ho detto: “Signore, starò più attenta”. Avevo paura che il cd mi insuperbisse e che diventassi orgogliosa. Mi rifiutavo e non lo volevo scrivere assolutamente fino a quando il Signore mi ha detto: “Il dono te l’ho dato Io e tu devi fare quello che Io ti dico”. Allora ho detto di sì.

I canti nel cd sono 10. Sono canti di adorazione, lode e canti alla Madonna. Sono stati scritti in dieci minuti. Testo e musica contemporaneamente. Non mi siedo a scrivere testi. Quando me li da vengono così , senza nemmeno capire cosa mi da. Quando riascolto un mio canto e mi tocca il cuore vuol dire che è venuto dallo Spirito.

Quello che state per ascoltare è il primo canto che ho scritto 8 anni fa. L’ho cantato una sola volta e poi l’ho messo nel cassetto, perchè al mio sacerdote e alle persone che amavo non piaceva. Non ero forte e non capivo. Ho detto: “Ok. E’ brutto”.
Non l’ho mai più cantato. Mi sono rifiutata di cantarlo fino ad un giorno in cui una ragazza che conosceva quel canto mi ha detto: “Cantalo”. Iniziai ad animare ritiri di liberazione e guarigione. Dicevano che col canto li aiutavo a liberarsi, ma in realtà il Signore stava liberando me. Ha usato proprio quel canto che era stato messo da parte.

Ave Maria.
(il canto si intitola “Regina della Pace”)

Fonte: (Trascrizione a cura di A. Bianco)

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