Omelie

Omelia della Santa Messa – Medjugorje, 4 dicembre 2020


Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, mentre Gesù si allontanava, due ciechi lo seguirono gridando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi!».
Entrato in casa, i ciechi gli si avvicinarono e Gesù disse loro: «Credete che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!».
Allora toccò loro gli occhi e disse: «Avvenga per voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi.
Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne diffusero la notizia in tutta quella regione.
Parola del Signore.


Cari fratelli e sorelle, pur sembrando insignificante questo Vangelo, riflettendo con attenzione, ci accorgiamo che desidera dirci proprio tanto.
Da questo breve brano possiamo imparare tante cose e viverle nella nostra vita.

Si tratta della guarigione di due ciechi, di due persone che hanno bisogno di aiuto.
Ammiriamo la loro fede. In Gesù cristo hanno riconosciuto il Figlio di Davide, cioè Colui che sarebbe stato inviato da Dio al popolo di Israele.
A differenza degli altri loro hanno riconosciuto Gesù. Tanti, invece, che lo vedevano non riconoscevano in Lui il Figlio di Dio. Molti Lo hanno perfino accusato di venire da satana.

Avere gli occhi non significa vedere. Questi due ciechi anche se non vedevano fisicamente avevano la vista spirituale sana che ha permesso loro di riconoscere Gesù. Loro hanno insistito per incontrare Gesù.
Gesù li accoglie e domanda loro: “Voi credete che Io possa fare questo?” Subito hanno risposto affermativamente, perchè sapevano che Dio può compiere miracoli.
Per loro accade proprio ciò che i profeti hanno detto nell’Antico Testamento riguardo al Figlio di Davide, cioè che avrebbe dato la vista ai ciechi, fatto sentire i sordi. Questo sarebbe stato il segno dato per capire che il Messia di Dio sarebbe stato tra di loro.
Essi hanno creduto e grazie a quella fede hanno ricevuto la guarigione. Non soltanto la guarigione, ma anche la salvezza.

Cosa significa credere? Abbiamo tante definizioni di fede.
Il Papa emerito Benedetto VI una volta disse: “Credere significa riconoscere che non posso farcela da solo. Credere significa riconoscere di aver bisogno di Dio per essere salvato e guidato nel Suo Regno e alla salvezza personale. Questo significa credere”.
L’uomo da solo non può giungere alla vita eterna, nonostante le sue capacità, doti e intelligenza. Da solo non può fare quasi nulla e soprattutto da solo non può salvarsi. Per questo Dio è entrato nella storia attraverso Suo Figlio Gesù Cristo.
Solo tramite Lui, con Lui e credendo in Lui l’uomo giunge alla pace eterna.

Se guardiamo i mass media e il mondo notiamo che si parla soprattutto di come fare successo nella vita. Ci viene offerta la felicità in breve tempo e il successo. L’idea che c’è sotto è sempre la stessa: “Conosci te stesso e giungerai alla gioia e al successo”. Purtroppo molti credono a questo messaggio che non è altro che vanità. Essa non può portare alla vita eterna.
Povero uomo. Crede di essere qualcosa e di essere in grado di saper fare tutto. Crede di avere un’energia particolare e su questo basa la propria vita. Questo lo porta alla perdizione e alla maledizione eterna.
Per questo motivo è necessario fuggire da queste indicazioni e da questi mass media; dobbiamo porre la nostra fiducia in Gesù Cristo.

Un professore universitario aveva compiuto tante cose nella vita, ma non capiva il senso dei propri titoli e delle azioni compiute. Così è andato da un monaco nel deserto per parlare con lui, cercando una soluzione.
Il monaco lo ha accolto nella sua cella e gli ha servito subito il tè. Il monaco continuava a versare il tè. Questo ha superato i bordi ed è uscito dalla tazza. E’ andato sul tavolo ed è sceso fino a terra.
Il professore ha detto: “Si fermi! La tazza è colma. Non ci sta più dentro”.
Il monaco santo ha risposto: “Lei è venuto a parlare con me e a chiedermi un consiglio. Lei è strapieno delle sue idee, dei suoi modi di vedere. Io non ho nulla da dirle. Qualsiasi cosa io dico sarà in più. Sarà troppo. Cerchi di svuotare se stesso. Soltanto così possiamo dialogare. Soltanto così posso offrirle soluzioni”.

Ecco, fratelli e sorelle, un insegnamento per tutti noi. Abbiamo idee e punti di vista a cui facciamo fatica a rinunciare. Ci vantiamo di ciò e diciamo: “Noi siamo così. Non possiamo essere diversi”. Anche se siamo convinti di non avere ragione la nostra superbia non ci permette di cambiare.
Gesù Cristo desidera cambiarci con la Sua Parola. Desidera offrirci la cosa migliore per noi. Desidera guidarci nel Suo Regno.

Dio è entrato nella storia per il desiderio e il bisogno di aprire a noi uomini la porta della Vita, della gioia e della salvezza eterna. Noi uomini dovremmo credere a Gesù non soltanto per le Sue Parole e per i Suoi miracoli, ma per la Sua Resurrezione, per la Sua vittoria sulla morte.
Questo è il fondamento della nostra fede. Questo dovrebbe cambiare le nostre opinioni che non sono conformi a ciò che Gesù ha detto.

Il Vangelo di questa sera ci invita a credere a Cristo. Ci invita a credere che Dio ci vuole tutti nell’eternità per donarci la gioia.
Abbandoniamo tutto ciò che non è conforme a Gesù.
Crediamo a Lui e ci sentiremo dire: “La tua fede ti ha salvato”.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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