Articoli e video vari,  Uncategorized

Omelia per la Santa Messa solenne del 41° Anniversario delle Apparizioni a Medjugorje

Il nuovo Provinciale della Provincia Francescana di Erzegovina, P. Jozo Grbeš, che ha presieduto la celebrazione.

Cari amici,

fratelli e sorelle, gente di buona volontà, voi che siete in ricerca e pregate stasera.

In un mondo posseduto dalla sua propria immagine, dobbiamo tornare agli inizi, alle sorgenti del nostro credere ed esistere. Solo alla sorgente l’uomo può trovare la verità. Si, solo alla sorgente l’uomo può trovare la verità.

Anche Maria ci indirizza a questo inizio. Ci indirizza continuamente a Cristo. All’inizio di tutti gli inizi. I cristiani oggi devono ritrovare la loro identità in Cristo. Noi cristiani che meditiamo sui misteri e gli eventi non possiamo certamente non vedere un semplice messaggio.

Dio venne a Nazareth, città sconosciuta, nella piccola Betlemme, in villaggi sconosciuti, a degli uomini ignoti. Gli interventi di Dio sono sempre con i piccoli, con gli umili. Le cose grandi vengono sempre dai luoghi piccoli e da nomi sconosciuti. Le grandi scoperte sono avvenute negli scantinati, nei garage di uomini ignoti. I grandi inventori sono sempre sorti da luoghi appartati.  I grandi fiumi hanno origine nei silenzi di piccole foreste. I grandi scritti mondiali, le opere letterarie, hanno avuto origine dalle profondità di solitudini notturne. Il bambino è un piccolo concepito, ma porta in sé l’uomo. Il cervello è un piccolo tessuto di cellule, ma nasconde in sé un senso. L’occhio è solo un punto, ma abbraccia l’infinito.

Ci chiediamo, i misteri come pure la Sapienza non si celano forse nei piccoli vasi di questo mondo? La loro piccolezza porta anche noi sulla via della ricerca. Ma anche su quella lotta con il nostro ego.

Io credo che su questo cammino della ricerca siate andati anche voi. Dio nel suo incontrarsi con gli uomini lo ha sempre fatto mediante la semplicità dei messaggi. Le cose grandi vengono dunque dai piccoli e dagli umili.

Medjugorje è – in questo contesto – piccolo e ignoto, ma con un grande messaggio. Medjugorje ha posto proprio questa semplicità sulla carta geografica del mondo. Maria ne è l’inizio ed il segno.

Quarant’anni fa, da nessuna parte si è sentito parlare di Medjugorje.

Guardate oggi.

In questo giorno potremmo meditare su così tanti temi legati a questo luogo e dall’incontro con Maria. Potremmo parlare del messaggio della pace che è così importante nel nostro mondo e in ogni tempo della storia umana. Potremmo meditare sul lungo cammino compiuto lungo questi quarantun anni. Potremmo parlare dei testimoni le cui vite sono state cambiate da un incontro.

 Io credo che il discorso su Maria si possa riassumere in una sola parola che dice tutto ed in cui è scritto tutto: la parola amore. Credo che il discorso sull’uomo vada riassunto in una parola: amore. Credo che il discorso su Dio possa essere riassunto in una sola parola: amore. Se l’ha fatto Cristo nei suoi comandamenti, allora anche noi dobbiamo ricercare questa via dell’amore.

Amore semplice.

Credo che sappiamo e l’abbiamo visto che in molte vite la madre è il simbolo di tutto l’amore, di tutta la gioia, di tutti i sogni, di tutte le speranze, di tutto ciò che è bello nella nostra vita. Madre è il nome dell’altruismo, della grazia e dell’amore. Le madri sono artiste dell’ascolto. Essere un buon ascoltatore vuol dire essere una persona sapiente. Io credo che la Sapienza provenga dalla capacità di ascolto e di obbedienza. L’amore del mondo si nasconde in quello della madre. Ed è vero anche il contrario. La cosa più difficile per me è stata incontrare persone per le quali la parola madre non significava nulla. Quella parola madre ci insegna che l’amore si riceve donando e mai prendendo. Comprendiamo così che amare significa fare esperienza di immortalità ed amare significa sempre dare e dare. L’amore allora diviene in noi una potenza, l’amore diventa il modo di risolvere i problemi. L’amore diviene la via e lo scopo per cui attraversare questo tempo. L’Amore è unico e solo l’amore collega i mondi, le anime, il tempo è l’eternità. Esso è il segreto che congiunge le vite e rende tutto possibile. È quello che perdona, che ci solleva e ci capisce.

Cari amici, noi siamo in continuo cammino per divenire.

Come Santa Chiara d’Assisi ha detto, diventiamo ciò che amiamo, se amiamo le cose diventiamo una cosa. Se amiamo le persone diventiamo divini. Se amiamo davvero allora è semplice essere un’anima buona. Perché tutto il bene viene dall’amore, così come tutto il male viene dall’egoismo, che dice questo è mio, questo deve essere mio, io questo lo tolgo dagli altri, affinché possa essere mio. Questo egoismo è il secondo nome di tutto il male di questo mondo, nelle persone singole e nei popoli. Se amiamo allora, sarà così semplice essere un buon genitore, un buon figlio. Se amiamo Cristo e gli uomini è semplice essere un buon sacerdote. Se amiamo la patria, qualsiasi sia la nostra patria, allora è semplice essere un buon politico. Così l’amore è la chiave di ogni movimento e di tutte le relazioni. Esser liberi dai vincoli della forma, dell’ipocrisia, dell’invidia e dell’egoismo non ha niente egoistico dentro di sé e del desiderio di essere primi.

E se non amiamo? Allora il nostro egoismo diviene una via di tristezza per noi e per tutti coloro che ci stanno intorno. Le persone egoiste, cari amici, non sono cristiane. Si, le persone egoiste non possono essere cristiane. Non devono essere cristiane. L’egoismo è il segno di divisione. Tra quelli che credono e quelli che non credono, ciò che l’amore porta non è mai un peso, solo nell’amore crescono le forze. Per l’amore possiamo andare fino alla fine del mondo e sopportare tutti i pesi, aiutare le persone conosciute e sconosciute. Il vincolo dell’amore è il vincolo più forte e se lo smarrite nel matrimonio o tra amici, allora tutto il resto è superfluo.

L’amore e la felicità sono parte di un medesimo circolo. Nel circolo dell’amore, l’uomo è felice. Al di fuori di esso, l’uomo rimane solo anelito. L’uomo può essere ricco e sano, famoso e di successo, ma se non ha amore, la parte più essenziale della sua persona non esiste. Egli non esiste. Se in noi viene a mancare il perdono, questo ferma l’azione di Dio in noi, ferma la grazia. Forse è così semplice perché Dio è amore. Per cui tutto ciò che in noi si oppone all’amore, arresta lo scorrere della grazia, della forza e della vita di Dio. L’amore diviene potenza, la più grande potenza. San Giovanni ci ha mostrato la via proprio a questo quando ha detto che in una sola grande frase che “L’amore si identifica con Dio e Dio con l’amore”.  San Giovanni dice: “Chi ama, questi conosce Dio, chi non ama non ha conosciuto Dio, perché Dio è amore. Chi vive nell’amore, dimora in Dio e Dio dimora in lui”. Cosa significa questo nella vita di ogni giorno? Si, credo che soltanto quelli che vi amano, solo loro vi capiscono. Solo quelli che vi amano, solo loro vi conoscono. Gli altri possono solo pensare chi siete voi, ma solo quelli che vi amano condividono la vostra sofferenza, solo quelli che vi amano rimangono per sempre.

Così l’amore diviene il vero test del cristianesimo. In esso noi stiamo o cadiamo. L’amore fa sì che vediamo il mondo diversamente, anche diversamente da tutti gli altri sguardi. Quando lo vediamo tra le lacrime, allora vediamo ciò che occhi normali o indifferenti non possono vedere. Quando vediamo il mondo mediante gli occhi del dolore, allora comprendiamo e smettiamo di essere giudici di questo mondo. Perché l’amore non giudica. Smettiamo di farci idee su coloro che non conosciamo. Allora anche la nostra parola diviene ciò che deve essere, ossia portavoce della nostra anima. Allora diventa la mia parola e il mio essere. Solo questo amore si ricorda nei secoli. Esso si rende molto visibile. È visibile quando il debole perdona il forte. Quando il forte comincia ad amare la forza del debole. Quando il ricco condivide quello che ha con i poveri. Quando chi parla ad alta voce si ferma accanto ad un muto e comprende ciò che il muto vuol dirgli. Quando chi è silenzioso comincia a parlare a voce alta e chi parla ad alta voce, tace.

Credo che quell’amore vi abbia condotto qui, l’amore della Madre e l’amore di Cristo. È il nostro scopo principale. E potrei dire, cari amici, forse nella vita abbiamo capito tutto. Forse abbiamo tanta conoscenza e tanta intelligenza. Forse abbiamo frequentato tante scuole o abbiamo tanti titoli davanti ai nostri nomi. Forse abbiamo viaggiato tutto il mondo. Forse il nostro volto è sui giornali. Forse ci conosce tutto il mondo. Ma se non abbiamo l’amore, se non abbiamo compreso l’amore, non abbiamo compreso nulla.

Così tanto l’amore è legato al nome Medjugorje. Così tanto l’amore è disceso da quella collina sopra Bijakovići. Così tanto l’amore si diffonde nel mondo mediante il nome di Medjugorje. Così tanto l’amore ha sanato i corpi umani, le anime umane. Ci sono state così tante ferite risanate, persone rimesse in piedi, destini cambiati.

Se non conoscete quel grandioso messaggio, ecco un promemoria. Se sapeste quanto vi amo, piangereste di gioia. Se sapessimo quanto è un bene perdonare, non vivremmo mai nei contrasti. Se sapessimo quale ricchezza è avere la pace, non cercheremmo mai la lotta. Se sapessimo quanto è grande la grazia del pentimento, non saremmo mai superbi. Se sapessimo quanto è divino essere semplici, non complicheremmo mai la vita a nessuno. Se sapessimo quanta forza c’è nell’umiltà, non sgomiteremmo mai per i primi posti. Se sapessimo quanta forza c’è nell’altruismo, non saremmo mai egoisti. Se sapessimo quanto è beato il dire la verità, non vedremmo mai noi stessi. Se conoscessimo Maria, il Cristo sarebbe per noi l’unico Salvatore del mondo.

Oh, se così tanta pace potesse entrare nel cuore degli uomini, nelle famiglie e nel mondo mediante il nome di Medjugorje. E Medjugorje è Maria e Maria è amore, e amore è Dio. Quel collegamento è così chiaro, ne siamo consapevoli, non possiamo dimenticarlo, cancellarlo, lasciarlo. Sia Maria che l’amore conducono sempre a un Dio d’amore, Cristo Salvatore.

Quindi, cari amici, e dico a voi, e a me stesso, non andiamo a casa stasera com’eravamo prima. Non siamo gli stessi, facciamo un passo avanti, siamo chiamati ad essere migliori, più perfetti, più autentici, più semplici, più umili. Sta a noi, dipende sempre da noi. Questa opportunità oggi è un segno chiaro della grazia. Il segno della grazia. È l’anello del mio cuore di fronte a lei. Voglio sedermi e tacere. La sua purezza parla alla speranza del mio cuore.

Madre di misericordia, madre della pace, madre d’amore. A lei sono figlio e fratello. È nostra madre. E quando le madri non ci sono più, ci insegna a tacere, ad essere, ad amare e a donare. Una donna vestita di luce. Possa illuminare anche noi per le vie del dubbio e del tormento. Per poter essere, essere per sempre e solo essere, per essere in eterno.

Maria, Madonna dell’amore, Regina della pace, donaci la tua pace, adesso, oggi e per sempre. Amen

(trascrizione a mia cura)

(Visitata 145 volte, 1 visite oggi)

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *