Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 17 ottobre 2019


Dal Vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite.
Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione.
Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito».
Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.
Parola del Signore.


Nel Vangelo di questa sera Gesù ha criticato il comportamento dei dottori della legge e dei farisei, i rappresentanti della religione dell’epoca. Questa condanna di Gesù è pesante. Ha detto loro che dicono una cosa e ne fanno un’altra.
Gesù non ha criticato soltanto loro, ma anche coloro che li avevano preceduti. Ha detto che i loro padri avevano ucciso i profeti di Dio fin dall’inizio del mondo e sono responsabili del sangue versato dai profeti a partire da Abele fino a Zaccaria.

Come i loro padri anche i rappresentanti della religione dell’epoca hanno iniziato a programmare di uccidere Gesù, perchè aveva ammonito il popolo apertamente sulla mancanza di sintonia tra le parole pronunciate da loro e le loro opere: “Fate quello che vi dicono, ma non fate secondo le loro opere, perchè dicono, ma non fanno”.
Gli scribi e i farisei sono completamente all’opposto dell’insegnamento di Gesù. Il discepolo di Gesù deve dare in elemosina, pregare e digiunare non per essere visto dalla gente, ma perchè lo veda Dio nel nascondimento. Gli scribi e i farisei, invece, facevano le loro opere soltanto per essere visti dagli uomini.

Fratelli e sorelle, il discorso del papa ai suoi collaboratori per Natale 2014 è un esame di coscienza e fa comprendere che le Parole severe di Gesù valgono ancora oggi. Papa Francesco li ha ammoniti che essere presuntuosi è una malattia frequente tra i rappresentanti della Chiesa. Questo si verifica quando l’onore diventa lo scopo principale dimenticando le parole di san Paolo: “Mai l’orgoglio, la superbia, ma considerate gli altri sempre più importanti di voi stessi nell’umiltà”.

Un’altra malattia è adorare coloro che guidano i popoli o essere servili alle guide della Chiesa. Papa Francesco pensa che queste persone siano vittime dell’opportunismo. Invece di lodare il Signore gli uomini lodano gli altri uomini: i Vescovi, i politici, i benestanti. Questo succede per interesse personale. Si tratta di rappresentanti della fede che pensano solo a ciò che possono guadagnare e non a ciò che possono dare.

Secondo papa Francesco il desiderio di avere denaro o potere politico è una terza malattia. Può capitare che un sacerdote trasformi il suo compito in una sorta di potere per ottenere più denaro o un ruolo prestigioso.
Su questo argomento papa Francesco, all’inizio del suo pontificato, si è espresso in modo negativo verso coloro che danno vari titoli ai Vescovi e ai sacerdoti.

Cari fratelli e sorelle, invece di cercare potere, denaro e onore Gesù ci dice: “Il più grande tra di voi sia vostro servitore. Chi si inalza sarà umiliato e chi si umilia sarà inalzato”.
Essere pronti a servire gli altri è l’ideale più sublime al quale devono tendere tutti i cristiani. Gesù lo chiede in modo particolare ai Vescovi e ai sacerdoti.
Tutti noi cristiani siamo fratelli tra di noi. Abbiamo un solo Padre, Quello nei cieli.
Davanti a Dio nulla conta. Nè il potere nè la posizione, ma solo lo spirito di umiltà e disponibilità a servire i fratelli.
Purtroppo pochi lottano per questo servizio nella Chiesa. Tutti noi notiamo, purtroppo, che in alcuni rappresentanti della Chiesa l’ideale è la carriera e non il servizio per gli altri.

Fratelli e sorelle, il popolo è deluso quando vede rappresentanti della Chiesa tener conto della carriera o avere una macchina di lusso o prendersi cura di politici o benestanti per averne vantaggi.
Non dovrebbe essere così. I rappresentanti della Chiesa, grazie al buon popolo cattolico, hanno quotidianamente tre pasti sulla tavola.

Fratelli e sorelle, come Gesù all’epoca ha mandato i Suoi discepoli a predicare il Regno dei Cieli, così manda anche noi oggi – sacerdoti e laici – a fare la stessa cosa. Ogni credente, ma in particolare il sacerdote e il Vescovo, è invitato ad aprirsi all’Amore di Dio attraverso la fede e a testimoniare e a vivere l’amore cristiano.
L’Amore di Dio deve riflettersi sul nostro volto e nel nostro comportamento. Attraverso di noi la gente può incontrare Gesù Cristo e la nostra bella fede cattolica.
Gli uomini d’oggi cercano testimoni nei sacerdoti e nei Vescovi e non soltanto persone che parlano bene. L’uomo d’oggi desidera scoprire, vedere, sentire l’Opera soprannaturale di Dio nella vita del proprio frate, parroco e Vescovo.
Molti convertiti dicono che non sono stati toccati tanto dalle parole dette nella Chiesa, ma dalla vita esemplare di qualche sacerdote o Vescovo.
E’ impossibile comprendere la bontà di una persona se non si valuta la Bontà di Dio.

Non rinunciamo mai alla santa Messa a causa di un sacerdote che non è buono e non andiamo mai a Messa esclusivamente per un sacerdote buono. Andiamo alla santa Messa per noi, per il nostro rapporto personale con Dio e per la nostra crescita spirituale.

Fratelli e sorelle, non tutti gli uomini sono uguali, ma non lo sono nemmeno i sacerdoti e i Vescovi. Il nostro popolo dice che in mezzo al grano c’è anche la zizzania.
Papa Francesco dice che i sacerdoti sono come un aereo: fanno notizia solamente quando cadono. Ma ce ne sono tanti che volano in alto in modo brillante.
Molte persone criticano i sacerdoti e poche pregano per loro.

Fratelli e sorelle, preghiamo per i nostri sacerdoti, proprio come molte volte ci ha raccomandato la nostra Madre Celeste.
La Madonna di Medjugorje invita i sacerdoti e li chiama “i Miei figli prediletti”.

Amen.

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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