Omelie

Omelia della santa Messa italiana – Medjugorje, 28 febbraio 2020

Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?».
E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».
Parola del Signore.


Avete mai notato quanti baci ci sono da parte del sacerdote durante la liturgia della Messa? Quanti baci?
All’inizio, alla lettura del Vangelo, alla fine della Messa. Perfetto.
Perchè? A volte facciamo delle cose e non sappiamo perchè. Le facciamo spesso, le vediamo, ma non ci chiediamo il motivo.

Nella liturgia più scopriamo delle cose e più riusciamo a vivere la Messa in maniera profonda. Ci facciamo delle domande profonde su quello che viviamo, altrimenti alcune cose che viviamo diventano abitudinarie. Come quando ci facciamo il segno della Croce sulla fronte, sulla bocca, sul cuore. A volte lo facciamo veloce e non ci accorgiamo che stiamo chiedendo a Dio, attraverso lo Spirito Santo, di capire quella Parola, di farla entrare nella mente, in profondità nel nostro cuore e di riuscire a proclamarLa con la nostra bocca. Non penso che tutte le volte ci pensiamo. A volte è una cosa un pò veloce.

Anche quei baci da parte di noi sacerdoti sono un pò veloci, un pò distratti. A volte non diamo loro neanche un significato.
Però oggi che parliamo dello Sposo è bene ricordarci che la santa Messa è l’incontro della Sposa, la Chiesa, con lo Sposo.

In questo baciare ci sono tanti significati, ma uno dei più importanti è quello di chiedere all’inizio della santa Messa che in ogni atto penitenziale ci sia la riparazione al bacio di Giuda. Sapete che Giuda, prima di tradire Gesù, Lo ha baciato. Quello era un bacio di tradimento. Non tutti i segni d’amore sono gesti d’amore. Noi possiamo stare a Messa, aprire le nostre mani al Signore, ma non il nostro cuore. Possiamo ricevere il Suo Corpo e il Suo Sangue senza stare in comunione con Lui e con i fratelli.

La prima lettura è molto dura su questo. Dice: “Ecco, voi digiunate tra litigi e alterchi e colpendo con pugni iniqui”. Digiunare, fare una pratica per il Signore, ma non avere un vero significato, un cuore aperto per questo Amore.
Anche il bacio che si fa alla fine della lettura. E’ molto bello, perchè noi non crediamo che è il prete che ci legge il Vangelo, ma alla fine, quando ci viene detto “Parola del Signore”, rispondiamo “lode a Te, o Cristo”; è allo Sposo che rispondiamo. Come Chiesa, tutti insieme, Gli rispondiamo: “Lode a Te che ci hai dato questa Parola”. Baciamo il Vangelo, perchè crediamo che nel Vangelo c’è il Verbo di Dio, non come l’Eucaristia che c’è la piena Persona di Gesù in Corpo, Anima e Divinità, ma crediamo che attraverso questa Parola lo Sposo si manifesta. Per questo baciamo il Vangelo, baciamo la Sua Parola.

Ma la domanda che vorrei farvi oggi è un’altra. Perchè, se noi in questo momento stiamo per avere lo Sposo in Corpo, Anima, Divinità, tutto quello che è Gesù in quel pane e in quel vino, digiuniamo? A che cosa serve? Noi ce l’abbiamo, quindi non dovremmo più digiunare.
Come ci tocchiamo, prima di leggere la Parola di Dio, la testa, la bocca e il cuore, noi riconosciamo che tante parti di noi possono non essere abitate dallo Spirito Santo. Tante parti della nostra vita. Tanti spazi di noi stessi. A volte pensiamo cose spirituali con la testa e poi il nostro corpo e i nostri desideri ci portano da un’altra parte. A volte la nostra bocca dice parole buone, ma la nostra mente ne pensa di cattive. Siamo divisi.

Questo tempo di Quaresima, in attesa di fare Pasqua e festa con Cristo Risorto, ci è dato per rimettere assieme i pezzi che ci portano da parti diverse. Perchè il digiuno ci aiuta a fare questo? Perchè Chi è che ci vuole uniti? Dio, la Trinità, che è unione tra tre Persone diverse che si amano totalmente. Chi è che ci vuole divisi? Il diavolo, satana. Diavolo vuol dire divisore. Una delle cose che non sopporta satana è proprio il digiuno.
Gesù lo dice: certi mali non si sconfiggono se non con la preghiera fatta col cuore e con il digiuno.

Io sto qua da ottobre 2018. Fino ad ottobre 2019 facevo il digiuno solo durante la Quaresima, non lo facevo il mercoledì e il venerdì. Poi, per grazia, sono andato ad un incontro con suor Emmanuel. Parlando del digiuno mi ha fatto notare che davvero il mercoledì e il venerdì sono i giorni di preparazione e ringraziamento per l’Eucaristia, per i doni grandi del sacerdozio e dell’Eucaristia. Mercoledì è come se quel pane che mangi ti preparasse a quel dono immenso del giovedì che è l’istituzione dell’Eucaristia. Il venerdì diventa un giorno di ringraziamento per rendere grazie di quel Pane che è vita, quel Pane che è Cristo.

Ma non solo questo mi ha colpito. Lei diceva che il male della nostra vita si allontana soprattutto con il digiuno e la preghiera. Tanti non lo fanno più, perchè per noi italiani il cibo è una cosa sacra. Tanto è vero che molte mamme in Italia non ti chiedono “come stai?”, ti chiedono “hai mangiato?”. Per loro “hai mangiato” vuol dire che stai bene. Sappiamo che poi non è così.

Ora vediamo i 5 frutti del digiuno.
Il primo è proprio quello di cacciare il male, di cacciare il demonio. Molti, quando vedono divisioni nella loro vita, che dicono? “Quello è cattivo; quello è stupido; quello non capisce niente”. Cerchiamo i colpevoli e non ci accorgiamo che quando c’è il divisore, quando ci sono le tenebre, manca la luce. Appena tu non metti Dio, la Luce, sono già entrate le tenebre. Quando c’è divisione non pensiamo che i demoni sono venuti a cercarci, perchè abbiamo paura. Pensiamo: “Il maligno sta da un’altra parte e io sto di qua…” Non crediamo davvero che Gesù ci ha detto che il male colpisce proprio sulla divisione. Gesù ci dice che con la preghiera e il digiuno riusciamo ad allontanarli. Quando san Francesco aveva le visioni che riguardavano Assisi mica vedeva i demoni nei bar, nei pub o negli altri luoghi di incontro. Li vedeva nelle chiese e negli altri luoghi dove si cercava di fare unità. Il nemico và dove c’è da combattere, non dove ha già vinto.

Per questo motivo dobbiamo stare attenti quando si crea divisione, perchè fondamentalmente stiamo facendo il gioco del nemico. Noi pensiamo che siano semplicemente problemi caratteriali, ma tante volte ci sono proprio ragioni spirituali. Non vi voglio spaventare, ma bisogna essere consapevoli di queste cose. Gesù ha vinto ed è più forte del male, però a volte c’è da combattere.

Il secondo frutto è guarire le malattie. Il digiuno ha un potere di guarigione sulle nostre malattie fisiche, umane, spirituali. Davvero vi posso assicurare che è così.

Il terzo punto è chiedere la liberazione per le anime del Purgatorio. Ci avete mai pensato? Offrire quel digiuno, quel sacrificio, quella rinuncia, affinchè un’anima a noi cara oppure una di quelle per cui nessuno prega, possa passare dal Purgatorio al Paradiso. Offrire il digiuno per questo è molto potente.
Diversi mistici hanno parlato di anime che erano da centinaia d’anni in Purgatorio e chiedevano preghiera. Molte volte ci dimentichiamo di loro.

Il quarto e il quinto frutto sono bellissimi. Il quarto: se inizi a fare digiuno e preghiera col cuore avrai una luce maggiore sul piano che Dio ha per te. La tua vocazione.
Si tratta del digiuno fatto col cuore e non soltanto rinunciare a qualcosa. Si tratta di vivere nell’Amore, come ci dice la prima lettura: “Non è questo piuttosto il digiuno che voglio? Sciogliere le catene inique, togliere i legami del giogo, rimandare liberi gli oppressi, oppure non consiste nel dividere il pane con l’affamato, introdurre in casa i miseri, nel vestire uno che vedi nudo senza trascurare i tuoi parenti? Se fai questo la tua ferita si rimarginerà presto. Davanti a te camminerà la tua giustizia e la gloria del Signore ti seguirà. Invocherai il Signore ed Egli ti risponderà: ‘EccoMi’” Riuscirà a farti vedere la tua vita e il tuo futuro con occhi diversi. Tu sai che quando entra la luce in una stanza buia vedi le cose in una maniera diversa.
Vi assicuro che da quando ho iniziato a fare il digiuno il mercoledì e il venerdì ho avuto una grandissima luce.

E il quinto? Anche questo è meraviglioso. Si tratta di avere un maggiore spazio per accogliere lo Spirito Santo.
Non so se conoscete questo frutto e se ve lo hanno mai detto. Togliere quello che crea dipendenza nella nostra vita, quello che è legato al nostro io, le nostre passioni, lascia più spazio allo Spirito Santo, cioè all’Amore di Dio dentro di noi.
Conoscete i doni dello Spirito Santo? Sapienza, intelletto, consiglio, fortezza, scienza, pietà, timor di Dio. Dovete conoscerli.
Quello che non conosce mai nessuno sono i frutti dello Spirito Santo. Si trovano nella lettera ai galati e sono 9. Sono meravigliosi: amore, pace, gioia, fedeltà, bontà, mitezza, dominio di sè.

Noi pensiamo che per essere nella pace non devi avere problemi. La pace che è frutto dello Spirito è tutto il contrario: tu sei pieno di problemi – come il Papa, Madre Elvira – e tu li vivi in pace.
Tutte le volte che il male ci dice “se non sei in pace è colpa della comunità, è colpa di quello là, è colpa di quell altro” devi chiedere aiuto allo Spirito Santo che ti dona una pace che è più forte di chi ti sta antipatico, dei problemi.

Questi 5 frutti sono meravigliosi, però la cartina di tornasole del digiuno è sempre l’amore. Se vedi una persona che digiuna, che fa tutte le cose perfette, che non manca in niente, e poi sta sempre triste e non ama nessuno puoi avere la certezza che sta facendo male il suo dovere.
Se vedi uno che fa un pò di fatica a fare il digiuno, ma ci prova con amore e gli nasce la gioia e riesce a stare nell’amore anche quando è difficile, vuol dire che lo sta facendo bene.
Adesso che mettiamo il pane e il vino sull’altare chiediamo in questa santa Messa di mettere anche tutte le cose che non sono nell’Amore, tutte le cose a cui vogliamo rinunciare e che il Signore può trasformare per essere davvero liberi.
Questo tempo di Quaresima sia davvero un tempo di liberazione, di grazia e di amore vero.

Amen.

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