Omelie

Omelia della santa Messa – Medjugorje, 3 aprile 2020


Dal Vangelo secondo Giovanni
In quel tempo, i Giudei raccolsero delle pietre per lapidare Gesù. Gesù disse loro: «Vi ho fatto vedere molte opere buone da parte del Padre: per quale di esse volete lapidarmi?». Gli risposero i Giudei: «Non ti lapidiamo per un’opera buona, ma per una bestemmia: perché tu, che sei uomo, ti fai Dio».
Disse loro Gesù: «Non è forse scritto nella vostra Legge: “Io ho detto: voi siete dèi”? Ora, se essa ha chiamato dèi coloro ai quali fu rivolta la parola di Dio – e la Scrittura non può essere annullata –, a colui che il Padre ha consacrato e mandato nel mondo voi dite: “Tu bestemmi”, perché ho detto: “Sono Figlio di Dio”? Se non compio le opere del Padre mio, non credetemi; ma se le compio, anche se non credete a me, credete alle opere, perché sappiate e conosciate che il Padre è in me, e io nel Padre». Allora cercarono nuovamente di catturarlo, ma egli sfuggì dalle loro mani.
Ritornò quindi nuovamente al di là del Giordano, nel luogo dove prima Giovanni battezzava, e qui rimase. Molti andarono da lui e dicevano: «Giovanni non ha compiuto nessun segno, ma tutto quello che Giovanni ha detto di costui era vero». E in quel luogo molti credettero in lui.
Parola del Signore


“Gli ebrei cercarono di lapidare Gesù, ma Egli sfuggì dalle loro mani”.

Il rapporto tra Gesù e gli ebrei che non accettano nè Lui nè il Suo insegnamento sta diventando intolleranza. Fino ad allora si trattava di attacchi silenziosi e chiacchiericcio, ma adesso l’evangelista ci racconta una situazione molto tesa. Gli ebrei raccolgono pietre per darGli la punizione che, secondo loro, si merita: la lapidazione e la morte. Ma Gesù riesce a scappare, perchè la Sua ora non è ancora arrivata.

Se leggiamo cosa dice il Vangelo di come reagivano gli ebrei davanti a Gesù vediamo che c’erano quelli che Lo accettavano prontamente, ma c’erano anche quelli che non Lo potevano accettare in alcun modo. Questi erano i sommi sacerdoti e gli scribi con cui spesso Gesù entrava in discussione.
A loro non davano fastidio le Sue opere, ma la Sua Parola, perchè si diceva Dio. Proclamava Dio Suo Padre e Lui era Suo Figlio e Lui Stesso Dio.
Per un ebreo questo era impensabile, perchè era fondamento della loro fede il fatto che Dio fosse uno. Nei loro cuori il fatto di farsi Dio è la condanna di Gesù.

Potremmo concludere che non erano cattivi, ma semplicemente proteggevano la loro religione da una possibile blasfemia. Ma possiamo anche concludere che non erano aperti all’opera di Dio e a tutto ciò che Gesù operava nel loro popolo.
Lui stesso dice che le Sue sono opere buone e chiede loro per quale di esse loro lo condannino. Le opere sono buone e non vi è alcuna condanna per esse, ma le Parole sono pericolose e per esse viene condannato. Condannano Gesù nei loro cuori, ma non eseguono ancora materialmente la condanna, perchè non era ancora arrivata la Sua ora.

Fratelli e sorelle, il brano evangelico di oggi ci dice che è impossibile accettare Gesù solamente in parte, cioè accettarne alcune cose e altre no. Dobbiamo accettarLo nella Sua interezza, altrimenti ci condanneremmo da noi stessi. Gesù non può essere suddiviso in parti e prendere ciò che ci piace e rifiutare ciò che non ci piace. Anche se vediamo che oggi molti fanno proprio questo: prendono di Gesù tutto ciò che è facile e quello che pare loro difficile lo rifiutano.
Questi non accettano Gesù, bensì i propri interessi, le proprie idee e inclinazioni e li avvolgono nella dottrina di Gesù. E’ una grande ipocrisia. E’ un grande inganno. E’ una caduta nell’abisso da cui è molto difficile uscire.

Oggi i credenti hanno paura di testimoniare Cristo che ha camminato su questa terra e ha seminato Amore. Gesù non ha ingannato nessuno e non ha sostenuto nessuna dissolutezza. Ha accettato le persone che sono cadute nel peccato e le ha salvate.
Oggi molti chiedono di accettare nel Nome di Gesù Cristo ogni perversione, ogni follia e ogni dissolutezza, facendole passare come cose normali, preziose e buone per la società.
Gesù accettava tutti, ma per liberarli dal male e dalla schiavitù di satana. Li guariva dalle malattie e non accettava il peccato.
Pertanto anche noioggi non possiamo accettare qualcosa che sia peccato. Dobbiamo promuovere l’Amore di Dio e la legge che ha scritto nei nostri cuori, l’Amore che cura i cuori spezzati dal peccato e la legge che protegge l’uomo dalla perdita della propria dignità.

Colui che è disposto a seguire le Parole di Gesù in ogni cosa spesso si sente come il profeta Geremia che subisce tradimenti da parte dei suoi amici e calunnie da tutti.
Tante volte la società non ci accetta quando seguiamo la Parola di Dio, perchè in realtà non accetta Gesù. Certe persone pensano che se possono far tacere noi faranno tacere anche Gesù e la Sua legge. Ma le porte degli inferi non prevarranno su di essa.

Fratelli e sorelle, sappiamo che non sarà facile per noi in questo mondo se predichiamo la dottrina di Gesù, ma sappiamo anche che abbiamo sempre l’aiuto di Dio. Il profeta Geremia esclama: “Il Signore è con me come un prode valoroso”.
Abbiamo appena ascoltato la Parola di Dio e La abbiamo spezzata come il pane e ci siamo nutriti di Essa. Lasciamo che occupi completamente il nostro cuore. Lasciamo che affini sempre di più le nostre coscenze, in modo da percorrere sempre il vero cammino cristiano di fede, speranza e amore.

Ripetiamo sempre le parole del profeta Geremia: “Il Signore è al mio fianco come un prode valoroso”. Non temiamo nulla.

Amen.

fra Zvonimir Pavičić

Fonte:  (Registrazione di Flavio Deagostini)
(Trascrizione a cura di A. Bianco)

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